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Come vincere la paura con Piper il nuovo corto della Pixar

Chi di noi non ha mai avuto paura? Paul Ekman definisce la paura come una delle 6 emozioni primarie, che siamo in grado di decifrare dall’espressione del viso delle persone (le altre sono: rabbia, gioia, tristezza, disgusto e sorpresa). La paura sembra scaturire da una percezione del tutto soggettiva, ovvero ciascuno di noi può identificare e valutare come pericoloso o meno uno stimolo esterno.

Quali sono le vere funzioni della paura?

Ricordiamoci però che la paura non è solo negativa anzi, come tante delle nostre emozioni è uno strumento utile, che ci mette in guardia (in maniera primitiva) da un pericolo e ci può anche salvare la vita, collegandosi così al nostro atavico istinto di sopravvivenza.

Di fronte alla paura si può reagire in tre modi:

  1. fuggire
  2. combattere
  3. rimanere immobili.

Spesso anche in natura si possono osservare diverse forme animali che per proteggersi si fingono morte, per non essere attaccate. Dal punto di vista biologico/evoluzionista quindi  la paura, attraverso il proprio vissuto soggettivo, tramite la memoria e l’apprendimento, ha un suo senso profondo di utilità, sia che si traduca in fuga, che in paralisi.

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Piper: il coraggio di cambiare il punto di vista

Una volta che ci siamo spaventati e impauriti di fronte a determinate situazioni, difficilmente avremo voglia di riviverle, semplicemente cercheremo di evitarle!

Proprio come accade ad un piccolo piovanello Piper, nell’ultimo video cortometraggio firmato Pixar, già diventato fenomeno virale in rete! Piper  vive sulla riva del mare assieme agli altri uccelli e alla madre, dove cacciano i molluschi, di cui si cibano per la loro stessa sopravvivenza. Il piccolo Piper è però terrorizzato dall’acqua e desidera che sia sua mamma a procurargli il cibo, rimanendo così tranquillo nel suo nido, che potremmo assimilare quasi alla sua “zona di comfort”. La mamma però non lo asseconda in questo, comprende (da brava “Coach”) che Piper ha bisogno di “sfidarsi”, di andare oltre ai propri ostacoli e di affrontarli. Così lo sprona perchè diventi “autonomo”, indipendente, autosufficiente.

Purtroppo però Piper in uno dei suoi tentativi rimane travolto da un’onda, traumatizzato si nasconde, scappa, finchè…finchè un giorno osserva un paguro: uno strano esserino che si è adattato alle difficoltà contingenti, escogitando il metodo di nascondersi sotto la sabbia per non farsi travolgere dalle onde!

Qui potete guardare per intero il video.

Il vero cambiamento parte da noi stessi

Sorpreso da questa scoperta Piper lo imita, cambia il proprio punto di vista, supera addirittura il proprio essere “piovanello”, adattando a se stesso una modalità che non appartiene alla sua specie, sperimentandosi, mettendosi in dubbio e ritrovando così il coraggio di affrontare gli ostacoli. Fra l’altro una volta sott’acqua riesce ad aprire gli occhi e a scoprire così innumerevoli conchiglie sotto il mare, con cui procurarsi ancora più facilmente il cibo!

Quindi un evento che sembrava essere davvero tragico, limitante e negativo, Piper riesce invece a ribaltarlo, cambiando e manifestando una risorsa interna, che pensava di non avere, trasformando così la realtà in uno scenario in cui sentirsi a proprio agio e pienamente efficace!

La vita è una sfida continua, ogni giorno ci troviamo ad affrontare “onde” diverse, che ci possono travolgere, lasciare stremati, impauriti o traumatizzati, alle volte scegliamo di rimanere immobili, nella nostra zona di comfort, laddove non può succederci nulla, ma dove, proprio per questo motivo, non possiamo neppure crescere, evolvere, cambiare, migliorarci e manifestarci per quello che davvero siamo.

«È più facile essere uno dei molti che percorrono i sentieri battuti, che non un esploratore che rischia tutto. L’ignoto è una sfida, e le sfide possono costituire delle minacce», scrive Wayne W. Dyer.

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