Categoria: Mr Coaching incontra Mr Comunicazione Non Violenta
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Mr Coaching incontra Mr Comunicazione Non Violenta

L’incontro

Un giorno di primavera durante un pomeriggio dove tutti assaporavano i raggi del caldo sole, molto atteso durante il lungo inverno, Mr Coaching sorseggiava il suo cocktail in terrazza, con vista su Verona, di Castel San Pietro.
Poco dopo si avvicinò a lui un signore distinto che chiese se poteva condividere il tavolino dato che non vi erano altri posti liberi a sedere.

Mr Coaching disse “ Direi di si! … e Lei, caro Signore, cosa risponderebbe, ESATTAMENTE, al posto mio?”. Il distinto signore rispose: “Domanda interessante! Lasciando che io mi accomodi lei potrà soddisfare piacevolmente i miei … BISOGNI; mi permetta che mi presenti: sono Mr Comunicazione Nonviolenta, per gli amici CNV.” “Il piacere è mio, sono Mr Coaching detto Coach! Si sieda!

 

Le origini

CNV: “Ascoltandola ho avuto la netta impressione che non fosse di origine italiana, mi sbaglio?

Coach: “No assolutamente, le mie origini sono varie e arrivano da molto lontano: Atene da un filosofo di nome Socrate. Egli affermava: non so che una cosa: che non so nulla. Socrate dialogava con le altre persone facendo domande, queste sono le origini della maieutica cioè dell’arte “consistente nel mettere in grado l’allievo, mediante il dialogo, di acquistare progressivamente consapevolezza della verità che è dentro di lui”.

Poi lo sviluppo più recente ci porta negli Stati Uniti d’America da un allenatore e giocatore di tennis, Timothy Gallwey, il quale pubblica il libro “The Inner Game of Tennis”. Il messaggio centrale del libro è: “L’avversario che si nasconde nella nostra mente è molto più forte di quello che troviamo dall’altra parte della rete”.

Poi un consulente aziendale inglese, John Whitmore, trasportò nell’ambito aziendale, con l’aiuto dello stesso Gallwey, i concetti dell’Inner Game. Da qui il libro che scrisse “Coaching for Performance” che è diventato il libro sul coaching più venduto al mondo.

Infine il co-fondatore della Psicologia Positiva l’americano Martin Seliman che ha ispirato studi e ricerche sul rapporto tra felicità – benessere – qualità della vita ecc. La Psicologia Positiva viene definita come: “La scienza che va al cuore del coaching (…) e che fornisce una base robusta, dal punto di vista teorico ed empirico, alla pratica del life ed executive coaching”.

CNV: “Wow!! Interessante, anch’io ho origini Americane!” Lo psicologo americano Marshall B. Rosemberg ha inventato e sviluppato la Comunicazione Nonviolenta, chiamata anche comunicazione empatica, uno strumento potente per risolvere i conflitti, sia a livello personale che professionale e politico.

La Comunicazione Nonviolenta si basa sull’idea che tutti gli esseri umani hanno la capacità di compassione e ricorrono alla violenza o ad un comportamento che danneggia gli altri quando non riconoscono le strategie più efficaci per soddisfare i propri bisogni. In altre parole, se io torno a casa e vedo che la cena non è pronta mi arrabbio e dico alla moglie “ecco, come al solito non c’è niente di pronto! Possibile che con tutto il tempo che hai durante il giorno non riesci ad organizzare qualche cosa per la cena? (senza CNV) oppure “ vedo che sia mia moglie che mio figlio sono tesi e poco affettuosi, nessun abbraccio al mio arrivo; la cena non è pronta … qui c’è qualche cosa che non va! Propongo di chiamare Zenzero il takeaway bio per far portare qualche cosa di buono e provo a smorzare le tensioni così poi mangiando mi faccio raccontare cos’è successo e nessuno si sente incolpato!
Lo sviluppo della Comunicazione Nonviolenta nel mondo lo si deve al Centro per la Comunicazione Nonviolenta (CNVC) fondato da Rosemberg.

 

La Persona al centro

Coach: “Da quello che dici sembra che entrambi abbiamo posto la Persona al centro del nostro essere!?

CNV: “Certamente! La Persona come io, me stesso; oppure come Persona colui/lei con cui condivido la vita, o il mio collega di lavoro, il taxista stressato dal traffico, il commesso che deve venderti il prodotto per raggiungere il suo budget, ecc.

La Comunicazione Nonviolenta (CNV) ci ricorda quello che già sappiamo istintivamente su come ci si senta bene quando ci colleghiamo autenticamente a un altro essere umano.
Con la CNV impariamo a sentire i nostri bisogni più profondi e quelli di altri. Attraverso l’accento sull’ascolto profondo di noi stessi e degli altri, ci aiuta a scoprire la profondità della nostra stessa compassione. Questo linguaggio rivela la consapevolezza che tutti gli esseri umani stanno cercando di rispettare valori e bisogni universali, ogni minuto, ogni giorno.”

Coach:Caspita mi emozionano le tue parole! Sembra proprio interessante questa Comunicazione Nonviolenta!
Io lavoro con le persone che chiamo Coachee. Il mio compito è centrato sulla persona che ho di fronte pensando di accompagnarla da un luogo ad un altro ed è per questo che si fa riferimento al termine inglese coach (carrozza/vagone).
Il coaching è come una partnership con il cliente che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandolo a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.

 

Il barista

Barista: “Salve, prende qualche cosa da bere?

CNV: “Per caso avete del succo di mela biologico?

Barista: “Certo, con o senza ghiaccio?

CNV: “Senza, grazie

Coach:”Giornata fantastica, mi godo sempre questi primi soli che riscaldano le mie ossa.

CNV:”E già …..

 

Le fasi fondamentali

CNV: “Quando lei parla del coaching in me risuonano sentimenti di curiosità, interesse e coinvolgimento; i miei bisogni di ampliamento delle conoscenze, di sviluppo di temi a me vicini mi portano a farle una richiesta: mi potrebbe spiegare come funzione il coaching?

Coach:” Bella domanda, certo che ci provo considerando che dovrò condensare un po’! Partirei dal presentare l’impostazione del dialogo di coaching fatto da due persone il coach e il coachee; le fasi sono Esplorazione, Elaborazione ed Esecuzione. Nella fase di esplorazione il coach, dopo che il coachee ha definito l’argomento di sessione, attraverso le domande attiva la fase di esplorazione del tema; facendo attenzione che queste servono al coachee per la sua piena comprensione e definizione dell’obiettivo di sessione. Per il coach è importante ricordare che lui non deve capire e suggerire soluzione tipo consulente, ma attraverso le domande aiutare il coachee ad arrivare alla Consapevolezza, Autodeterminazione alla Responsabilità ed Eudaimonia (felicità, condizione complessiva di benessere) C.A.R.E®. Siamo entrati nella fase di elaborazione dove utilizziamo gli strumenti del coaching: le domande, il silenzio e il feedback. Il tutto per attivare la base dell’incontro che è la relazione facilitante. In questa fase si dà importanza alla mobilità: dal presente percepito al futuro desiderato utilizzando strumenti specifici. Fase finale è l’esecuzione dove il coachee definisce il suo piano d’azione e il coach propone il lavoro da fare per l’allenamento del potenziale del coachee tra una sessione e l’altra.

CNV: “in questa sua spiegazione della sessione di coaching ritrovo una notevole somiglianza con le 4 componenti della CNV: osservazione, sentimenti, bisogni, richiesta. L’osservazione si avvicina molto alla vostra fase di esplorazione; sembra una cosa semplice ma separare l’osservazione dalla valutazione e conseguenti giudizi non è una cosa alla quale ci siamo abituati. Ad esempio quando salgo in un Bus, osservo semplicemente che ci sono dei ragazzi che ascoltano musica e ballano allegramente o penso guarda i soliti casinisti che danno fastidio alla gente? Ricordo quanto diceva il filosofo indiano J. Krishnamurti “osservare senza valutare è la forma più elevata di intelligenza umana”.

Coach: “Lo conosco questo filosofo e mi ritrovo nella sua osservazione; e poi?

CNV: “Componente successiva sono i sentimenti : “come mi sento quando l’altro si comporta in quel determinato modo?” Se una frase detta da un amico mi fa arrabbiare non è per quello che ha detto lui ma per quello che quelle parole risuonano in me. Per poter analizzare i sentimenti abbiamo bisogno di fermarci, ascoltarci anche nel profondo e saper riconoscere i nostri sentimenti che sono tantissimi ma che normalmente non li consideriamo. Componente successiva è la connessione dei sentimenti a dei bisogni inespressi, sentimenti e bisogni li assimilerei alla vostra elaborazione. Se i miei bisogni sono soddisfatti sento sentimenti piacevoli, se i miei bisogni non sono soddisfatti provo sentimenti dolorosi. Maggiore è la consapevolezza dei propri bisogni, maggiori saranno le possibilità di vivere in modo autodeterminato e maggiore sarà la nostra capacità di comprendere gli altri esseri umani. La quarta e ultima componente nasce dalla domanda “come potrei arricchire la mia qualità di vita?”. Ed ecco quindi la componente richiesta affine alla vostra esecuzione. Nel quarto passaggio si tratta di esprimere una precisa richiesta, di formularla in modo chiaro e positivo dicendo ciò che vorrei che l’altro facesse oppure ciò che non facesse. Per fare un’esempio, parlando di una moglie che è arrabbiata perché il marito che lavora tantissimo e passa poco tempo a casa ad aiutarla con i figli e le faccende e di conseguenza la trascura come compagna di vita, lei fa una richiesta senza CNV: “Sei sempre al lavoro! Devi fare qualche cosa! Ottiene che il marito la settimana successiva si iscrive a golf!.

 

La relazione

Coach: “Si iscrive a golf! Bella questa me la devo segnare!

CNV: “Prima parlavi di relazione facilitante, potresti approfondire l’argomento?

Coach: “Certamente, alla base del coaching c’è la relazione tra coach e coachee. Il coach ha la responsabilità del metodo e quindi lui si preoccupa di instaurare una relazione facilitante con il suo coachee. Ci sono vari strumenti che si possono attivare per ottenere ciò: la mancanza di giudizio verso l’altro come accennavi anche tu nella CNV. Questo ci porta ad un rapporto dove io sono Ok e tu sei Ok. Attivando le 4 A Ascolto, Accoglienze, Autenticità, Alleanza. Nell’Accoglienza noi possiamo creare una comunicazione empatica assumendo il punto di vista dell’altro in questo modo è facilitante, senza giudizio e/o pregiudizio; l’accoglienza di sé è un elemento importante che ci permette di partire dalla disponibilità ad accogliere noi stessi per come siamo con tutti i nostri limiti sentimenti bisogni. Facendo questo saremo pronti a farlo anche con il nostro coachee. L’Ascolto è un altro elemento essenziale che ci permette di ricevere dall’altro senza preconcetti e/o nostre valutazioni; accettare l’altro così com’è senza la pretesa di sapere noi cos’è giusto e come deve essere l’altro o cosa deve fare. L’ascolto lo posso fare attivando il silenzio che aiuta il coachee ad esprimersi senza interruzioni anche se io ho già pronta la domanda successiva. Ecco poi il tema delle domande è centrale per noi coach; con le domande aiutiamo l’altro nell’esplorazione delle suo percepito e delle sue potenzialità. L’Alleanza è un altro elemento fondamentale che porta il coach a porsi in affiancamento al coachee nel suo vissuto e nel suo attuale percorso che sceglie di fare. Il coach, scegliendo di dare fiducia totale, attiva nella relazione una serie di positivi elementi facilitanti. Infine l’Autenticità che esprime il coach nella relazione potenzia tutte le altre fasi sapendo che in assenza di questa il rischio è di una chiusura e allontanamento del coachee: non si può fingere.

CNV: “Incredibile, sembra quasi che tu stia parlando di CNV!!! Credo proprio che noi due faremo delle belle cose insieme! Come ho già detto prima la CNV è chiamata anche comunicazione empatica: donare empatia è una forma molto speciale di presenza e rappresenta l’essenza della CNV. Dare empatia significa esserci pienamente; non c’è nient’altro che il momento presente e la mia completa attenzione. Non è importante la tua storia, cos’hai fatto, da dove vieni ma è importante tu qui ed ora. Viene riassunto in semplici domande: Che cos’è vivo in te? Che cos’è vivo in me? Questo viene fatto senza attingere alla nostra preparazione e strumenti che mi dicono che se tu hai fatto X allora vuol dire che sei Y. Mente libera, aperta accogliente e non giudicante. L’empatia è molto potente e non la si può applicare costantemente, ma quando dono empatia l’altra persona sente che cerco di stabilire un legame con lei e questo potenzia la nostra comunicazione. In questa fase non ci facciamo coinvolgere, se l’altro piange o richiama delle emozioni forti, io lo accompagno nel viverle, riconoscerle, accoglierle, elaborarle e dare loro significato. Non mi metto ad abbracciare l’altro in un pianto generale. L’empatia porta la mia attenzione alle basi della CNV e cioè ai sentimenti e bisogni. Per fare questo ascolto l’altro e se non sono sicuro di aver capito bene posso verificare con l’altro attraverso la restituzione di quanto ascoltato. Questa è una modalità molto semplice ma efficace di connessione.”
Coach: “Sono pienamente d’accordo perché è anche per noi uno strumento importante: lo chiamiamo feedback d’ascolto.

 

Conclusione

CNV: “Il sole sta scendendo e ormai è ora che io rientri!

Coach: “In effetti non mi sono accorto del passare delle ore ed è tempo di salutarci.

CNV: “Come qualcuno ogni tanto mi ricorda: nulla accade per caso! Mi sento contento e appagato per aver soddisfatto il mio bisogno di crescere e aggiungere strumenti che alimentano la CNV. Penso ad un amico, Fabio, che sta facendo il percorso per diventare formatore certificato CNV. Essendo lui consulente, ogni volta che incontra una persona scivola in qualche modo nella valutazione e poi puntualissimo arriva il suggerimento. Credo che gli proporrò di fare un corso con voi così da arrivare all’incontro con le persone in un rapporto … come dite voi … so di non sapere e Io OK tu OK!

Coach: “Sono io che voglio ringraziarla per avermi presentato il suo mondo. Il fatto che ci siamo incontrati e abbiamo condiviso le nostre esperienze credo che ci abbia lasciato qualche cosa dentro. Penso proprio che per i coach in formazione proporrò di inserire un capitolo sulla Comunicazione Nonviolenta, magari lo facciamo assieme nel mio prossimo libro! Grazie Mr CNV!

 

Fabio Comacchio
Business e Life Coach
Consulente, Mediatore/Formatore in Comunicazione NonViolenta
Verona
fabio.comacchio@tiscali.it

 

Nota: Le 4A della relazione facilitante e il Modello C.A.R.E.® sono di proprietà intellettuale della Scuola INCOACHING®

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