QUARTA RISTAMPA

L'Essenza del Coaching
di A. Pannitti e F. Rossi
Editore: Franco Angeli

L'Essenza del Coaching

Recensione

Famiglia Oggi N.4/2012


Presentato all'Università
"La Sapienza" - Roma


Il libro presenta in modo completo il coaching nella sua vera essenza. Punto di riferimento è il metodo che viene insegnato nelle università anglosassoni, come quella di Sidney, la prima università al mondo a inserire il coaching tra le materie accademiche.


NOVITÀ EDITORIALE

Spiritualità cristiana e Coaching
La relazione facilitante di Gesù

di N. Brescianini e A. Pannitti
Editore: La Parola


Spiritualità cristiana e Coaching

Un coinvolgente dialogo tra un Coach professionista che si interessa di spiritualità e un monaco benedettino appassionato di Coaching.


NOVITÀ EDITORIALE

Tappo a chi?!!
E se la tua crisi fosse un'opportunità?

di C. Lacchio e F. Rossi
Editore: Franco Angeli


Tappo a Chi?

“Tappo a chi?!!” è una favola motivazionale. Il tema centrale della storia narrata - con estrema delicatezza e creatività - è il cambiamento, fatto di paure, rabbia, preoccupazione, ma anche di possibili opportunità e di nuove prospettive per migliorare il proprio benessere e raggiungere la felicità.

Edward and me like Shoes



venerdì, luglio 18th, 2014 | articolo di: admin - pubblicato in: Elaborati di fine corso
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Se hai delle bellissime intenzioni, un ottimo piano… ma non lo traduci in AZIONE… non servirà a NULLA!”.
“Solo quando il PENSIERO si trasforma in AZIONE… si produce un RISULTATO”.
Signori… il mio amico Edward ha 6 paia di scarpe…o forse qualcuna in più… semplicemente perché gli piace camminare in modo creativo…
Prima di parlarvi di scarpe, lasciate che vi racconti una storia: il protagonista è  una persona che voleva fare qualcosa per il suo continente… non rivestiva un ruolo di potere, era persona con un grandissimo senso patriottico e che voleva, in virtù di questo, FARE QUALCOSA!

Abebe BikilaQuesta persona è Abebe Bikila, Etiope, che corse la Maratona delle Olimpiadi di Roma 1960, la vinse…ma come?
A PIEDI NUDI! Aveva deciso, assieme al suo allenatore di NON INDOSSARE LE SCARPE!
Divenne eroe nazionale e SIMBOLO di una nazione che si liberava dal giogo del colonialismo europeo. Tantissime persone lo presero come esempioe diede una speranza a milioni di africani. Ai Giochi di Tokyo del 1964, tornò e vinse ancora la medaglia d’oro… questa volta però CON LE SCARPE!
Addirittura, a causa di un incidente stradale, rimase paralizzato e le sue scarpe divennero ruote, ma non per questo si perse d’animo e nel 1972 tornò alle para-olimpiadi di Heidelberg a gareggiare nella disciplina del tiro con l’arco.

“Spesso ci si focalizza sul COSA si VORREBBE AVERE e non sul COSA SERVE per andare verso ciò che si vuole”.

Ma ora torniamo al mio amico Edward… Chi è Edward?

Edward di cognome fa… De Bono ed è considerato un’ autorità internazionale nell’ambito del pensiero creativo e dell’insegnamento diretto delle innumerevoli abilità del pensiero. Ha scritto oltre settanta libri, tradotti in numerose lingue e ha insegnato in prestigiose Università come quella di Cambridge,Oxford, Harvard e Londra. È il creatore del concetto di “pensiero laterale“, ormai entrato in uso nel linguaggio comune.

Nel 1985, De Bono ha scritto il libro Sei Cappelli per Pensare. In esso, insegna ad affrontare i problemi sotto differenti aspetti, mentre in realtà spesso noi li affrontiamo da un unico punto di vista. Ecco che ogni cappello corrisponde a un differente approccio mentale alla situazione. Si può indossare il cappello bianco per un’analisi imparziale dei dati e delle informazioni,quello rosso per dar libero sfogo a sensazioni, presentimenti e intuizioni , quello verde per alimentare un pensiero creativo e la produzione di idee nuove, quello nero per un’analisi degli aspetti negativi, quello giallo per concentrarsi sugli aspetti positivi e infine il blu che ha la funzione di controllo sul pensiero. Quindi… “Ogni modo PARTICOLARE di considerare le cose, in realtà è solo uno tra molti altri MODI POSSIBILI”. E’ stato il grande successo del metodo dei sei cappelli che ha convinto E. De Bono, a distanza di pochi mesi, della necessità di un metodo simile anche per l’azione.

Pensare è uno dei due aspetti della questione: l’altro è l’agire!

Il metodo delle “ Sei scarpe per ogni occasione”, deriva direttamente da quello dei “sei cappelli per pensare”. Così come i cappelli sono legati al pensiero, le scarpe fanno pensare all’azione. Il tipo di azione può cambiare a seconda delle situazioni.

“E’ come addestrare sei persone, ognuna capace di affrontare un tipo di situazione… a patto che queste sei persone convivano in un solo corpo; da questa idea nasce il metodo delle sei scarpe per ogni occasione”.(E. De Bono)

Il processo che porta all’azione si svolgerà in due tappe:

1- decidere che tipo di azione compiere;
2- mettersi la scarpa giusta e intraprendere quel tipo di azione.

Il metodo delle “ Sei scarpe per ogni occasione” ha dei vantaggi rispetto a quello dei “Sei cappelli per pensare”. Prima di tutto possiamo portare solo un cappello alla volta, mentre le scarpe vanno due a due! Il fatto di poter mettere due scarpe diverse ci rende più flessibili: possiamo appaiare le scarpe in moltissime combinazioni diverse. Inoltre i cappelli di Edward hanno tutti la stessa forma ed è il colore che fa la differenza, mentre le sue scarpe hanno sia forma che colori differenti.

Dopo tante DOVEROSE premesse… è giunto il momento di presentarvi le 6 scarpe di EDWARD!

Scarpe eleganti blu scuro
“Senta, per questi casi esiste già la procedura. E’ inutile cercare ogni volta una soluzione diversa: si corre il rischio di sbagliare. Le consiglio di mettersi le scarpe blu scuro e di seguire la procedura”.

Il colore e la forma di questo tipo di scarpe fanno pensare a situazioni formali, disciplina e procedure stabilite. Questo tipo di azione è legato a una procedura: si sceglie quella adatta al caso e ci si attiene a essa, cercando di svolgerla punto per punto con massima diligenza.
Scarpe da tennis grigie
“Dobbiamo scoprire a cosa è dovuto questo aumento dell’assenteismo. Prima di prendere qualunque decisione dobbiamo metterci le scarpe da tennis grigie e raccogliere informazioni”.
“Quella che mi hai raccontato è solo la metà della storia. Mettiti le scarpe grigie e cerca di scoprire il resto”.

Questo colore ci ricorda la materia grigia del cervello, ma anche la nebbia che ci impedisce di vedere chiaramente. Indossando le scarpe grigie cerchiamo, in un certo senso, di dissipare la nebbia dell’ignoto e fare chiarezza. Le scarpe grigie servono per esplorare, investigare, osservare: un’azione che ha come obiettivo la raccolta di informazioni. Il cacciatore di informazioni deve essere discreto; il grigio è un colore particolarmente adatto alla sua attività. Le scarpe da tennis non fanno rumore: possiamo andare in giro senza farci notare.
 Scarpe sportive marroni
“Qui ci vogliono le scarpe marroni. Mettetevi al lavoro e vediamo cosa riuscite a fare. Agite con ragionevolezza, lasciandovi guidare dal vostro senso pratico; prendendo una decisione strada facendo”.
Il marrone dà l’idea di praticità: è il colore della terra e del fango. E’ un colore legato alla materia. Le scarpe sportive sono calzature solide e resistenti. La flessibilità e la praticità sono caratteristiche fondamentali di questo modo di agire: il nostro comportamento deve adattarsi alla situazione in cui ci troviamo.

I gambali di gomma arancioni
“E’ un’emergenza: il fiume ha rotto gli argini. Dobbiamo metterci i gambali arancioni e passare all’azione”.

Associamo il colore arancione a momenti di pericolo, esplosioni, emergenze, allarmi. I gambali di gomma ci fanno pensare ai vigili del fuoco e alle squadre di soccorso. In una situazione pericolosa dobbiamo agire d’urgenza. Le caratteristiche di questo modo di agire sono concentrazione, rapidità e forte senso delle priorità. L’obiettivo primario è ridurre o eliminare i rischi presenti e superare l’emergenza.

Le pantofole rosa
“Ascolta, certi problemi non si possono risolvere con un’azione di forza. So che dal quel punto di vista te la cavi  bene, ma sapresti invece trovare una soluzione con le pantofole rosa?”.

Le pantofole rosa ci richiamano alla cura, alla compassione, alla solidarietà, all’attenzione per i sentimenti e la sensibilità altrui. Questo tipo di azione tiene quindi conto dei sentimenti umani: compassione simpatia, tenerezza e affetto. Le pantofole rosa non servono solo per sentirsi solidali ma anche per essere solidale nei fatti!

 

Gli stivali da cavallo porpora
“Le sto parlando in veste ufficiale;  la simpatia che ho per lei non può influenzare la mia decisione, in questo caso”.

Il porpora è un colore associato per tradizione all’ufficialità e all’autorità (il colore della Roma Imperiale). Questo tipo di scarpe è per chi si trova in una posizione particolare, a cavallo, ad esempio. L’azione da stivale porpora, quindi, presuppone un ruolo di comando. Tale posizione non è necessariamente privilegiata, ma nell’ambito dell’esercizio della sua funzione l’incaricato ha più potere degli altri, ma anche più responsabilità: lascia la sua identità personale per assumere un ruolo ufficiale.

Si incontrano di rado situazioni che richiedono un solo tipo di azione. Ognuno deve essere in grado di operare in sei maniere diverse, esattamente come ognuno deve saper pensare con tutti e sei i cappelli. Se non si fa questo, si ricadrà nell’errore di limitarsi a un solo modo di agire, senza riuscire a sviluppare altre capacità.

Di seguito ho riportato solo alcune delle 30 combinazioni delle “sue” scarpe presentate da E.De Bono:

– Scarpa elegante blu scuro con gambale in gomma arancione: applicazione della procedura in situazioni di emergenza.

– Scarpa da ginnastica grigia con pantofola rosa: indagini svolte con cautela e sensibilità.

– Pantofola rosa con scarpa sportiva marrone: iniziative pratiche per aiutare gli altri.

– Stivale da cavallo porpora con pantofola rosa: dare spazio ai sentimenti umani nell’espletamento  di un ruolo ufficiale.

– Gambale in gomma arancione con scarpa da ginnastica grigia: raccolta delle opinioni di esperti e di tutte le informazioni riguardanti una situazione di emergenza.

…PERCHE’ LA METAFORA DELLE SCARPE NELLA TESTA DI UN COACH?

Per tanti buoni motivi…Eccone alcuni…

Le scarpe sono senza dubbio dei FACILITATORI o per contro possono diventare degli OSTACOLI all’azione.

“Quando il mezzo non è in linea con il fine, allora il mezzo stesso rischia di sostituirsi al fine”.

Edward de Bono ci ha dato una dimostrazione tangibile dell’associazione tra scarpe e applicazione del PROCESSO CREATIVO nel piano d’azione.

Importantissimo è inoltre il collegamento tra scarpe e il GROWWWWW (goal-reality-options-what-when-who-will-why), dove scarpe sono delle evidenti “options”.

L’utilizzo del metodo delle sei scarpe è senza dubbio un ottimo allenamento nella direzione dell’AUTOEFFICACIA. E senza dubbio, un paio di scarpe adeguate (ma anche due scarpe spaiate abbinate adeguatamente!) ci fanno puntare all’ECCELLENZA.

“Immagina per un attimo di non essere bloccato, nelle scarpe eleganti blu scuro, che fino ad ora hai indossato in questa situazione che si è creata in ufficio …Immagina invece di indossare una scarpa da ginnastica grigia con una scarpa elegante blu, cosa fai ora?

“Come ti senti ora, nel rapporto con tuo figlio, dopo esserti tolta i gambali arancioni e aver indossato le pantofole rosa?”.

“Sei il capo dell’azienda, e mi hai detto che per te spesso gli stivali da cavallo porpora sono inevitabili… prova a immaginare per un attimo che, nella riunione con il personale, domani indosserai uno stivale porpora e una pantofola rosa… Pensando a questo, come ti senti ? Come agisci? ”

Clara Galetto
Coach
info@latuapsicoach.it





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