Categoria: Elementi di Coaching nell’evoluzione del gesto sportivo
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Elementi di Coaching nell’evoluzione del gesto sportivo

I problemi non si risolvono mai nella stessa direzione in cui sono stati creati!

Così Albert Einstein esponeva il suo pensiero su come affrontare in un’ottica risolutiva un problema, che nel nostro ambito è spesso rappresentato da blocchi emotivi-cognitivi emergenti di fronte a determinate difficoltà.

Nello Sport una situazione di quotidiana difficoltà è rappresentata dall’errore in cui inevitabilmente incorre l’atleta; può cambiare il tipo di errore in funzione della specialità, ma la sua presenza è parte integrante del percorso evolutivo.
Gli allenatori tendono solitamente ad affrontare la questione sottolineando quello che NON si deve fare per non sbagliare, oppure dando indicazioni su come fare per NON sbagliare, istruendo i propri atleti su quale deve essere il movimento corretto da eseguire o l’atteggiamento giusto da adottare.

Il Coaching pone la questione in una dimensione alternativa e apre a possibilità risolutive differenti, fondate su elementi scientifici, utilizzando strumenti posti su un livello di elaborazione e di analisi diverse.

Entriamo nel pratico
L’atleta, per esempio, durante il gesto tecnico del servizio nel volley, impatta la palla in un punto più basso del solito, con il braccio atteggiato in flessione.
L’allenatore evidenzia l’errore tecnico della flessione del gomito ed esorta l’atleta a prendere la palla più in alto possibile oppure da indicazione di distendere completamente il braccio.
Feedback di questo tipo, oltre ad essere poco risolutivi, hanno la peculiarità di essere incentrati su una situazione già accaduta, pensando, erroneamente, che dicendo cosa fare o cosa è stato fatto, si possa correggere e migliorare l’apprendimento di un movimento.
Un tale approccio, spesso ripetuto in modo ridondante e ripetitivo, tenderà paradossalmente a ricreare mentalmente l’immagine del gesto scorretto, rinforzandolo ulteriormente.
Oggi abbiamo le conoscenze e le competenze per dare risposte alternative!

Il Metodo del Coaching ci consente, portando l’attenzione dell’atleta su quella che viene definita “variabile di incidenza”, di lavorare sulla soluzione ad un livello completamente diverso.

E quindi? Cosa fare?
Molti sono gli strumenti che possiamo utilizzare ricorrendo agli elementi che caratterizzano il Coaching.
Come prima opzione – da allenatore che utilizza l’approccio di Coaching – posso portare l’atleta a consapevolizzare un aspetto/elemento interno di incidenza, chiedendo per esempio un’autovalutazione sulla posizione del gomito (anche utilizzando una scala numerica o di Likert), oppure portando l’attenzione su un elemento esterno, come potrebbe essere la posizione/rotazione della palla al momento del contatto con la mano.

Questa ricerca alternativa della soluzione risponde ad aspetti specifici che appartengono ai fondamenti del Coaching e si rifanno all’innovativa teoria del Meta-potenziale C.A.R.E.® (Consapevolezza, Autodeterminazione, Responsabilità, Eudaimonia) elaborata da INCOACHING® e descritta in un libro di prossima pubblicazione.

 

Luciano Sabbatini
Mental Coach
Referente settore sportivo di INCOACHING®

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