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	<title>Incoaching</title>
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	<description>Business - Sport - Life - Scuola di Coaching</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Feb 2012 12:29:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Catalogo dei Servizi INCOACHING per le Aziende</title>
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		<comments>http://www.incoaching.it/catalogo-servizi-incoaching-aziende/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[INCOACHING® è una società che offre attività di Coaching &#8211; Formazione &#8211; Consulenza orientate allo sviluppo delle potenzialità sia individuali sia dei team di lavoro, alla crescita delle competenze e delle capacità professionali, all’organizzazione efficace dei processi operativi interni. Il COACHING Il coaching è un metodo per migliorare la qualità del management e dei collaboratori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>INCOACHING</strong>® è una società che offre attività di <strong>Coaching</strong> &#8211; <strong>Formazione</strong> &#8211; <strong>Consulenza</strong> orientate allo sviluppo delle potenzialità sia individuali sia dei team di lavoro, alla crescita delle competenze e delle capacità professionali, all’organizzazione efficace dei processi operativi interni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/downloads/2012/01/CATALOGO_Servizi per Aziende_001.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1375 aligncenter" title="Scarica il Catalogo dei Servizi Incoaching per le Aziende" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2012/01/scarica-brochure.jpg" alt="" width="110" height="41" /></a></p>
<blockquote>
<h2 style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ffffff;">Il COACHING</span></strong></h2>
</blockquote>
<p><a href="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2012/01/coaching-per.aziende.jpg"><img class="size-full wp-image-1316 alignleft" title="Coaching per Aziende" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2012/01/coaching-per.aziende.jpg" alt="coaching per aziende" width="112" height="112" /></a>Il coaching è un metodo per migliorare la qualità del management e dei collaboratori, realizzare cambiamenti strategici, motivare e trattenere talenti, nonché un’opportunità individuale per utilizzare al meglio le proprie potenzialità personali.<br />
Un intervento di COACHING in AZIENDA può essere rivolto ai singoli collaboratori, ai gruppi di lavoro o all’intera organizzazione, in funzione dell’obiettivo di miglioramento identificato dall’azienda.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Interventi di Coaching<br />
</span></h3>
<ul>
<li><strong>Business/Executive Coaching</strong>. Riservato ai manager e/o ai loro collaboratori sviluppato attraverso sessioni one-to-one, per lo sviluppo di una leadership efficace, il miglioramento della capacità di delega e di gestione del proprio team, il miglioramento della gestione del tempo e delle priorità operative, abbassamento del livello di ansia e stress, aumento dei risultati sia in termini qualitativi che quantitativi, ecc…</li>
<li><strong>Corporate Coaching</strong>. Sviluppato a stretto contatto con il gruppo dirigente nel rafforzamento della consapevolezza e della capacità decisionale e strategica, integrando coaching individuale con coaching di gruppo, ed eventualmente intervenendo anche sui livelli intermedi e sulla base dell’azienda con sessioni di coaching operative.</li>
<li><strong>Team Coaching</strong>. Intervento volto a facilitare, tra i componenti di un gruppo di lavoro, il passaggio da una visione auto-centrata sulle proprie competenze e modi di pensare, ad una visione d’insieme che integri le competenze di tutti nell’ottica della maggior collaborazione e della sinergia operativa, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati e condivisi. Facilita il passaggio da un focus sui contenuti del proprio lavoro ad un focus sui processi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Sportello di Coaching</span></h3>
<p>Lo SPORTELLO di COACHING inserito come parte integrante dei servizi interni dell’azienda, permette ad ogni figura professionale di avvalersi del supporto di un Coach professionista per sopperire al meglio alle richieste di cambiamento, efficienza, efficacia che l’azienda si trova ad affrontare quotidianamente. Il continuo mutare dei riferimenti crea crisi e disagi spesso trasversali atutti i ruoli e figure professionali impegnati in azienda. Il supporto dato dal Coach messo a<br />
disposizione dall’azienda consente di trasformare l’eventuale disagio in una visione chiara e motivante del contesto in cui si agisce, del ruolo ricoperto e del futuro in genere.<br />
Questa scelta consente inoltre di abbattere sensibilmente i costi della formazione, sia in termini economici che di tempo. Lo SPORTELLO DI COACHING infatti, si caratterizza per la rapidità dei tempi di intervento, per la maggiore flessibilità perché si adatta al problema specifico ed individualizzato, per l’efficacia perché mira al raggiungimento di obiettivi concreti e misurati.<br />
<span style="text-decoration: underline;">I vantaggi per l&#8217;azienda</span>:</p>
<ul>
<li>Migliore gestione dei cambiamenti interni ed esterni.</li>
<li>Facilitazione nel processo di talent retention &amp; development.</li>
<li>Sviluppo dell’azione responsabile e della creatività.</li>
<li>Clima lavorativo positivo e costruttivo.</li>
<li>Motivazione individuale e dei team.</li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;">Per i manager e i dipendenti</span>:</p>
<ul>
<li>Miglioramento della performance per il raggiungimento dei propri obiettivi.</li>
<li>Sviluppo della capacità di azione efficace, problem solving e di decision making.</li>
<li>Rafforzamento della sicurezza personale e dell’autostima.</li>
<li>Conoscenza e sviluppo delle potenzialità, dei punti di forza e delle aree di miglioramento del proprio carattere.</li>
<li>Facilitazione dell&#8217;assunzione di nuove responsabilità e propensione all&#8217;azione.</li>
<li>Miglioramento della gestione del tempo e dello stress.</li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;">Modalità operative</span>:<br />
Lo SPORTELLO DI COACHING può svilupparsi in diversi modi, anche integrati tra loro:</p>
<ul>
<li>Sessioni individuali in presenza</li>
<li>Sessioni di team in presenza</li>
<li>Video chiamate / Telefono</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Formazione per Management</span></h3>
<p>INCOACHING® propone alle aziende corsi di formazione con elementi di coaching. Il titolo sotto<br />
riportato è un esempio sintetico. In ogni caso, i corsi vengono di volta in volta personalizzati sia nei<br />
contenuti sia nella durata, in base alle specifiche esigenze dell’azienda cliente.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Titolo del programma</span>:</p>
<ul>
<li><strong>Coaching Leadership</strong>. Questo programma consente di analizzare i punti di forza e di inefficacia</li>
</ul>
<p>del proprio stile di leadership rispetto ad una leadership motivazionale efficace. Partendo quindi dall’analisi della realtà contestuale, il programma propone l’apprendimento e la focalizzazione di come sia possibile far coesistere la massima produttività dei propri collaboratori con la loro soddisfazione e autorealizzazione nel lavoro. Questi 2 concetti spesso contrapposti, nella Coaching Leadership si incontrano in un contesto autogenerativo ed auto potenziante&#8230; e pertanto motivazionale!</p>
<blockquote>
<h2 style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ffffff;">La FORMAZIONE IN AULA</span></strong></h2>
</blockquote>
<p><a href="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2012/01/formazione-in-aula.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1337" title="Formazione in Aula" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2012/01/formazione-in-aula.jpg" alt="Formazione in Aula" width="117" height="117" /></a>La formazione viene proposta come percorso efficace con valenza strategica nell’ambito dello sviluppo e della crescita dell’organizzazione e delle persone.<br />
Ogni nostro progetto formativo viene personalizzato al contesto professionale in cui opera l’azienda cliente: ciò garantisce la massima efficacia e il coinvolgimento attivo delle risorse umane chiamate a parteciparvi.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Temi sviluppati</span>:<br />
- Vendita – Comunicazione – Marketing – Leadership – Organizzazione – Public speaking<br />
<span style="text-decoration: underline;">Alcune proposte</span>:<br />
I titoli sotto elencati sono esempi sintetici degli argomenti che proponiamo e vengono sempre personalizzati sia nei contenuti sia nella durata, in base alle specifiche esigenze dell’azienda cliente.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Area VENDITE</span></h3>
<ul>
<li><strong>Creare valore</strong>. Come valorizzare il prodotto sensibilizzando l’azienda in relazione alla qualità del rapporto e del servizio al cliente.</li>
<li><strong>Comunicazione e percezioni</strong>. Concetti fondamentali e dinamiche attive nella comunicazione rivolta alla vendita.</li>
<li><strong>L&#8217;arte della vendita</strong>. Fasi e strategie della vendita moderna, dalla costruzione della relazione alla chiusura dell’ordine.</li>
<li><strong>Obiettivo vendite +100%</strong>. Per rispondere da protagonista attivo al mercato in continua evoluzione, nell&#8217;ottica del pieno raggiungimento degli obiettivi e della qualità integrata volta all’eccellenza.</li>
<li> <strong>La gestione delle obiezioni</strong>. Come confrontarsi con le obiezioni d&#8217;acquisto cogliendone le possibili opportunità nascoste.</li>
<li><strong>Il post-vendita</strong>. La vendita oltre la vendita, ovvero un&#8217;ulteriore opportunità di fidelizzazione del cliente successiva alla chiusura del contratto.</li>
<li><strong>Vendere in negozio</strong>. Tecniche e strategie espositive e di merchandising per incrementare le vendite attraverso l&#8217;esposizione nel PdV.</li>
<li><strong>Time management e pianificazione delle visite al cliente</strong>. Come utilizzare il tempo senza sprechi e con il massimo risultato nella pianificazione strategica del giro delle visite.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Area MANAGEMENT</span></h3>
<ul>
<li><strong>Leadership attiva</strong>. Capire che capo sei per conoscere il tuo potenziale di leadership attuale. Sviluppare strumenti e mezzi per una conduzione dei collaboratori motivante e orientata agli obiettivi.</li>
<li><strong>Dietro le quinte di una riunione efficace</strong>. Manuale di strategie organizzative e tecniche di conduzione rivolte al perfezionamento nella gestione delle riunioni.</li>
<li><strong>L’arte del parlare in pubblico</strong>. Come comunicare efficacemente ad una platea di ascoltatori trasmettendo contenuti, emozioni e motivazione desiderati.</li>
<li><strong>Time management</strong>. Come aumentare la propria produttività senza aumentare il tempo dedicato al lavoro.</li>
</ul>
<blockquote>
<h2 style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ffffff;">La FORMAZIONE OUTDOOR</span></strong></h2>
</blockquote>
<p><a href="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2012/01/formazione-outdoor.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1349" title="Formazione Outdoor" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2012/01/formazione-outdoor.jpg" alt="Formazione Outdoor" width="112" height="113" /></a>Per Formazione Outdoor (o Esperienziale Outdoor, o Outdoor Training) si intende un‘attività formativa realizzata attraverso esperienze al di fuori dall’aula e dal contesto aziendale, al fine di facilitare i processi di apprendimento e di cambiamento attraverso l’esperienza pratica e l’emozione vissuta, di stimolare il senso di appartenenza alla squadra/azienda, di rafforzare l’efficacia del singolo e del gruppo attraverso l’espressione delle potenzialità individuali.<br />
Sulla base del progetto di sviluppo ideato con il cliente proponiamo 2 possibili formule outdoor:</p>
<ul>
<li>Formula “<strong>full-immersion</strong>” di 3gg.</li>
<li>Formula “<strong>small techniques</strong>” di 1gg.</li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;">Temi sviluppati</span>:<br />
Team building – Team work – Gestione dei conflitti – Leadership efficace – Autostima e senso di sé – Intelligenza emotiva – Gestione dell’ansia.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Alcune proposte</span>:<br />
I titoli sotto elencati sono esempi sintetici delle tematiche formative proposte, personalizzabili sulla<br />
base delle caratteristiche, del mercato di riferimento e delle reali esigenze del cliente.</p>
<ul>
<li><strong>Dal potenziale del singolo al gioco di squadra</strong>. Team building e sviluppo della cultura aziendale volta alla collaborazione e al supporto reciproco.</li>
<li><strong>Leadership dinamica</strong>. Attivazione della motivazione dei collaboratori attraverso la loro valorizzazione.</li>
<li><strong>Leader di se stessi per essere leader nel gruppo</strong>. Conoscere se stessi come presupposto di base per una leadership efficace in ambito di team- work.</li>
<li><strong>Autostima e rafforzamento del &#8220;sé&#8221;</strong>. Consapevolezza e valorizzazione delle qualità personali.</li>
</ul>
<p>Altri temi formativi a progetto su richiesta del cliente.</p>
<blockquote>
<h2 style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ffffff;">La CONSULENZA AZIENDALE</span></strong></h2>
</blockquote>
<p><a href="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2012/01/consulenza-aziendale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1355" title="Consulenza Aziendale" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2012/01/consulenza-aziendale.jpg" alt="Consulenza Aziendale" width="113" height="113" /></a>Ogni nostro intervento nasce dall’analisi della situazione e del contesto aziendale attraverso osservazioni dirette, interviste, test e affiancamenti.<br />
Questo ci permette di stilare una prima analisi delle esigenze effettive dell’organizzazione. Il nostro intervento, in accordo con la direzione aziendale, sarà poi orientato a:</p>
<ul>
<li>Progettare soluzioni di <strong>sviluppo organizzativo e commerciale</strong>.</li>
<li>Creare e/o migliorare i <strong>processi sinergici</strong> sia tra le varie funzioni aziendali sia con l’esterno (collaboratori e clienti).</li>
<li>Stimolare l’interattività tra le persone e l’<strong>atteggiamento proattivo</strong> attraverso la costruzione di un clima aziendale favorevole e predisposto al cambiamento.</li>
<li>Definire ed attivare gli strumenti e i processi del <strong>cambiamento</strong> in funzione del disegno di <strong>sviluppo strategico </strong>definito con l’azienda<br />
<span style="text-decoration: underline;"><br />
Temi sviluppati</span>:</li>
<li><strong>Vendita</strong>: Strategie commerciali – Sviluppo reti di vendita.</li>
<li><strong>Management</strong>: Piani motivazionali – Sistemi di incentivazione – Gestione obiettivi – Organizzazione delle funzioni.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/downloads/2012/01/CATALOGO_Servizi per Aziende_001.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1375 aligncenter" title="Scarica il Catalogo dei Servizi Incoaching per le Aziende" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2012/01/scarica-brochure.jpg" alt="" width="110" height="41" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Come si allenano i talenti per il design della Moda…</title>
		<link>http://www.incoaching.it/allenano-talenti-design-moda/</link>
		<comments>http://www.incoaching.it/allenano-talenti-design-moda/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 11:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo del design della moda e del costume è costellato di grandi nomi ormai divenuti storia e icona del made in Italy, ma si sente dire spesso che sono sempre meno i giovani talenti emergenti. Come coach ci chiediamo cosa sia cambiato nella formazione dei giovani che si avviano a queste professioni e soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo del design della moda e del costume è costellato di grandi nomi ormai divenuti storia e icona del made in Italy, ma si sente dire spesso che sono sempre meno i giovani talenti emergenti. Come coach ci chiediamo cosa sia cambiato nella formazione dei giovani che si avviano a queste professioni e soprattutto come le scuole, le accademie nelle quali si formano, si occupino di individuare, coltivare e, per usare un tema caro al coaching, allenare i loro talenti e le potenzialità creative. A questo proposito ci siamo rivolti ad una struttura presente da quasi cinquant’anni a Roma, l’<strong><a href="http://www.accademiacostumeemoda.it" target="_blank">Accademia di Costume e di Moda</a></strong>, realtà che si occupa della formazione di designer nel settore fashion e costume.</p>
<p>Ne parliamo con la dott.ssa <strong>Alessia Vagliviello</strong>, Vice Direttore e Responsabile Alta Formazione dell’Accademia, oltre che life coach e docente.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">E’ proprio vero che ci sono meno giovani di talento nel nuovo scenario della moda italiano?</span></strong></p>
<p><strong>A.V. </strong>Direi invece che i giovani di talento sono molti in Italia e ne è prova la loro copiosa presenza a manifestazioni e spazi come <strong><em><a href="http://www.vogue.it/talents" target="_blank">Vogue Talents</a></em></strong> o <strong><em><a href="http://www.altaroma.it/whoisonnext" target="_blank">Who’s On Next</a></em></strong>, organizzato da Vogue Italia, per portare un esempio; mi sembra forse più corretto dire che il talento dei giovani trovi oggi meno possibilità di spazio nel mercato di filiera e che per affermarsi faccia molta fatica. Per questa ragione le scuole che preparano a questa professione devono allenare più che mai la capacità di saper vedere il futuro, la tenacia nel voler raggiungere l’obiettivo, la resilienza per usare un termine in voga, oltre che le competenze professionali e le conoscenze necessarie per essere dei bravi designer.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Come avviene la formazione</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>nella vostra scuola?</strong></span></p>
<p><strong>A.V. </strong>La proposta didattica dell’Accademia di Costume e di Moda, e posso dire che per me è un vanto esserne diventata il Vice Direttore, coniuga espressione, abilità tecnica ed esperienza diretta. E’ una “scuola-laboratorio”, in cui si è in costante e febbrile attività condividendo saperi, sperimentazione, iniziative ed eventi con professionisti del settore. E’ inoltre riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca come istituzione autorizzata a rilasciare titoli di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Come individuate e allenate i talenti?</span></strong></p>
<p><strong>A.V. </strong>Bene… vi ringrazio per questa domanda. Se è vero che i talenti possono essere individuati è altrettanto vero che possono essere scoraggiati e dispersi: il compito di una struttura di formazione, dei suoi docenti prima di tutto, è quello di creare percorsi significativi che siano nel modo più propositivo palestre di esperienza, di emersione di talento e anche di confronto. L’Accademia di Costume e di Moda lavora proprio in questa direzione.</p>
<p>Le realtà che preparano alle professioni definite creative, altamente generative, come quelle nel design della moda o del costume, hanno l’obbligo di accompagnare i giovani con una formazione in grado di stimolare e far sperimentare tutte le risorse possedute, valorizzare la dimensione della propria originalità e del proprio talento e mi ripeto allenare alla tenacia, al senso del futuro e della possibilità di veder realizzato il sogno di lavorare nel settore per il quale ci si è faticosamente preparati.</p>
<p>Il talento, d’altra parte è l’espressione massima delle potenzialità di un individuo, è legato ad un significato chiaro e profondo per la propria vita; perché si alleni è necessario definire obiettivi-sfida, progressioni di esperienze, fasi in cui sviluppare le competenze utili, allenando contemporaneamente motivazione e impegno.</p>
<p>Da quest’anno, inoltre, l’Accademia avvierà un percorso di accompagnamento al lavoro, una introduzione agli strumenti necessari per affrontare il mondo professionale (dalla redazione del cv, al colloquio di selezione, al personal branding…) ma sarà soprattutto una proposta di allenamento e valorizzazione dei propri punti di forza attraverso sessioni di <em>coaching di gruppo</em>.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Questa attenzione dell’Accademia per i temi del coaching spiega anche la scelta di proporre nella vostra struttura il <a href="http://www.mastercoachingroma.it" target="_blank">Master in Coaching</a> che INCOACHING<sup>®</sup> </span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">organizza con <a href="http://www.cestor.it/coach.htm" target="_blank">Seafo</a></span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">?</span></strong></p>
<p><strong>A.V. </strong>Si infatti, e ne siamo entusiasti. Un Master Universitario, unico nel suo genere in Italia, che riteniamo possa essere un’ottima opportunità per i futuri frequentanti e anche foriero di possibili sinergie con le proposte formative dell’Accademia di Costume e di Moda.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Dott.ssa Vagliviello, cosa ci vuole dire per concludere questa intervista?</span></strong></p>
<p><strong>A.V. </strong>Ritengo che la sperimentazione che metterà in atto l’Accademia possa essere un progetto pilota di interesse per chiunque si occupi di formazione superiore in questo momento storico e con questo mercato del lavoro. Se dovessi trovare un claim per questa esperienza direi: <em>“Il coaching non è ancora di moda nella moda, ma il talento nella moda si allena con il coaching !</em>”</p>
<p><strong>Intervista a cura di Alessandro Pannitti e Franco Rossi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Leadership in azienda</title>
		<link>http://www.incoaching.it/leadership-in-azienda/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 03:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Franco Rossi di Marco Porticelli (conduttore di Radio Monte Carlo)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;">Intervista a Franco Rossi di Marco Porticelli</span></h3>
<p style="text-align: center;">(conduttore di Radio Monte Carlo)</p>
<p style="text-align: center;"><object width="200" height="20" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="FlashVars" value="mp3=http%3A//www.incoaching.it/audio/INCOACHING_ntervista%20RMC-Franco_Leadership_2011-10-05.mp3&amp;showstop=1&amp;bgcolor1=f7f7f7&amp;bgcolor2=fafafa&amp;buttoncolor=ff8a3d&amp;buttonovercolor=bdbdbd&amp;textcolor=858585" /><param name="src" value="http://flash-mp3-player.net/medias/player_mp3.swf" /><embed width="200" height="20" type="application/x-shockwave-flash" src="http://flash-mp3-player.net/medias/player_mp3.swf" FlashVars="mp3=http%3A//www.incoaching.it/audio/INCOACHING_ntervista%20RMC-Franco_Leadership_2011-10-05.mp3&amp;showstop=1&amp;bgcolor1=f7f7f7&amp;bgcolor2=fafafa&amp;buttoncolor=ff8a3d&amp;buttonovercolor=bdbdbd&amp;textcolor=858585" /></object></p>
<p><img class="size-full wp-image-1122 aligncenter" title="Radio_Monte_Carlo_Logo" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2011/10/Radio_Monte_Carlo_Logo.png" alt="" width="48" height="84" /></p>
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		<title>Leadership positiva &amp; Responsabilità in azienda</title>
		<link>http://www.incoaching.it/leadership-positiva-responsabilita-azienda/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 18:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Seminario Uno stile di leadership volta al raggiungimento degli obiettivi attraverso l’autorealizzazione ed il benessere dei propri collaboratori. Come far coesistere la massima produttività dei propri collaboratori con la loro soddisfazione e autorealizzazione nel lavoro? Questi 2 concetti apparentemente contrapposti, spesso rivendicati in incontri/scontri di ruolo all’interno dell’azienda, possono coesistere ed incontrarsi in un contesto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1100" title="Settimana della comunicazione -  Milano" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2011/10/settimana_della_comunicazione.jpg" alt="Settimana della comunicazione -  Milano" width="480" height="169" />Seminario</p>
<hr />
<h2 style="text-align: center;">Uno stile di leadership volta al raggiungimento degli obiettivi<br />
attraverso l’autorealizzazione ed il benessere dei propri collaboratori.</h2>
<hr />
<p>Come far coesistere la massima produttività dei propri collaboratori con la loro soddisfazione e autorealizzazione nel lavoro?<br />
Questi 2 concetti apparentemente contrapposti, spesso rivendicati in incontri/scontri di ruolo all’interno dell’azienda, possono coesistere ed incontrarsi in un contesto autogenerativo ed autopotenziante proprio grazie all’atteggiamento positivo e responsabile del Leader.</p>
<hr />
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;" width="300">Seminario formativo organizzato da:</td>
<td style="text-align: center;" width="300">In collaborazione con:</td>
</tr>
<tr>
<td> <a href="http://www.incoaching.it/"><img class="size-full wp-image-1103 aligncenter" title="Scuola e corsi di Coaching" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2011/10/Incoaching-logo.jpg" alt="Scuola e corsi di Coaching" width="166" height="86" /></a></td>
<td> <img class="size-full wp-image-1102 aligncenter" title="Beside coaching" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2011/10/Beside-Coaching.jpg" alt="Beside Coaching" width="184" height="96" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>La macchina del tempo e l’Effetto farfalla</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 11:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel coinvolgente racconto di fantascienza dello scrittore statunitense Ray Bradbury “A Sound of Thunder” (1952) ambientato nell’anno 2055, l’essere umano è capace di viaggiare nel tempo, cioè di realizzare uno tra i suoi sogni più ambiti (a questo proposito, il recente esperimento effettuato dal C.E.R.N. di Ginevra ha riproposto alla comunità scientifica una nuova possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel coinvolgente racconto di fantascienza dello scrittore statunitense Ray Bradbury <em>“A Sound of Thunder”</em> (1952) ambientato nell’anno 2055, l’essere umano è capace di viaggiare nel tempo, cioè di realizzare uno tra i suoi sogni più ambiti (a questo proposito, il recente esperimento effettuato dal C.E.R.N. di Ginevra ha riproposto alla comunità scientifica una nuova possibilità teorica), ed è inoltre consapevole che una minima variazione delle condizioni naturali provocata nel passato può causare cambiamenti macroscopici, allorché imprevedibili, nel presente. Infatti, è proprio ciò che accade nel racconto.</p>
<p>Un ricco uomo di affari appassionato di caccia partecipa ad un safari preistorico per abbattere un Tirannosauro vissuto 60 milioni di anni fa. Nel momento cruciale, preso dal panico e contravvenendo alle regole degli accompagnatori di non abbandonare mai il sentiero artificiale appositamente costruito, il protagonista calpesta il suolo primitivo non accorgendosi che il suo scarpone schiaccia una farfalla.</p>
<p>Al ritorno nel presente si scopre che il contesto lasciato alla partenza non è lo stesso: evidentemente la morte prematura di quella farfalla, milioni di anni addietro, ha innescato un’imprevedibile catena di eventi nella storia del mondo, che hanno causato un cambiamento sostanziale del presente.</p>
<p>Pare che questo geniale racconto abbia ispirato il matematico Edward Lorenz, padre della <em>Teoria del Caos</em>, a formulare l’ipotesi dell’<em>Effetto farfalla</em>:</p>
<p style="text-align: center;"> “<em>Il battito delle ali di una farfalla in Brasile può scatenare un tornado in Texas !</em>” (1979)</p>
<p>E agli occhi del coaching e di chi utilizza questo metodo come un approccio alla vita, questo racconto cosa ispira? A me ha suggerito due riflessioni.</p>
<p>La prima è legata al fascino da sempre evocato dalla macchina del tempo. Volere conoscere approfonditamente un determinato periodo storico o un personaggio, immaginare come sarà il futuro dell’umanità, sono pensieri certamente positivi che esprimono le potenzialità dell’amore per l’apprendimento e della creatività, e che possono venire soddisfatti per esempio guardando un film, un documentario o leggendo un libro.</p>
<p>Viceversa, il desiderio di trasferirsi in un’altra realtà temporale è un’intenzione disfunzionale e interferente un processo di autentico sviluppo personale. Sognare di vivere, anche solo una parentesi di tempo, nel passato o nel futuro, potrebbe significare non accettare il proprio sé, la propria specificità di persona unica ed irripetibile, che è sancita innanzitutto dall’essere nati in un determinato momento della Storia. Perdersi in un’altra realtà temporale allontana dal vivere pienamente il “<em>qui ed ora</em>”, approccio che sta alla base di una costruzione dell’autorealizzazione e della propria felicità.</p>
<p>La seconda riflessione suscitata dalla lettura di questo racconto è legata alle azioni volontarie o involontarie che producono un cambiamento. La <em>Teoria del Caos</em> afferma che in un sistema dinamico complesso, a variazioni infinitesime delle condizioni di ingresso corrispondono variazioni macroscopiche in uscita, le quali, su tempi molto lunghi, non sono prevedibili con precisione.</p>
<p>Ogni momento del nostro presente è composto da azioni consapevoli o inconsapevoli, da scelte e da non-scelte. Anche il non-agire è una modalità dell’agire e tutti i nostri comportamenti producono comunque dei risultati. Come ci suggerisce la <em>Teoria del Caos</em>, più lungo è l’intervallo di tempo che si prende in considerazione, più difficile sarà prevedere con esattezza il risultato finale delle nostre azioni (e delle non-azioni), in quanto viviamo all’interno di una realtà complessa (l’essere umano stesso è considerato un sistema dinamico complesso).</p>
<p>Lavorare affiancati da un coach ad un piano d’azione costituito da azioni autodeterminate, finalizzate ad obiettivi concreti e misurabili ed in linea con il proprio futuro desiderato significa aumentare le probabilità che le proprie azioni volontarie e consapevoli producano un risultato finale auspicato. Ciò è garantito soprattutto da un importante aspetto metodologico del coaching: il monitoraggio.</p>
<p>I costanti feedback di monitoraggio forniti dal coach in ogni sessione rendono il piano d’azione uno strumento potente e, allo stesso tempo, flessibile. Le azioni che lo compongono sono correggibili e migliorabili. Il cammino di avanzamento verso una meta finale desiderata non è mai lineare, ma il controllo sistematico sul processo, aspetto centrale nel coaching, è ciò che facilita l’attuazione del cambiamento desiderato permettendo al coachee di esercitare costantemente e nella consapevolezza la propria facoltà di agentività.</p>
<p>In questo senso, ai fini del cambiamento, la funzione di monitoraggio sull’effetto delle proprie azioni diventa tanto importante quanto l’agire stesso.</p>
<p><strong>Alessandro Pannitti</strong></p>
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		<title>La rinascita di Giacomo.</title>
		<link>http://www.incoaching.it/rinascita-giacomo/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 12:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni contattano un coach per essere supportati in un percorso di crescita personale, altri perché hanno un problema e si sentono impotenti di fronte ad esso o stretti in una empasse, altri ancora perché vogliono raggiungere un proprio obiettivo personale… e qualcuno anche semplicemente per curiosità. In questo breve articolo riportiamo il caso di Giacomo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni contattano un <strong>coach</strong> per essere supportati in un <strong>percorso di crescita personale</strong>, altri perché hanno un problema e si sentono impotenti di fronte ad esso o stretti in una empasse, altri ancora perché vogliono raggiungere un proprio <strong>obiettivo personale</strong>… e qualcuno anche semplicemente per curiosità. In questo breve articolo riportiamo il caso di Giacomo (il nome è ovviamente di fantasia) che tempo fa ci ha contattato.</p>
<p>A Giacomo piace il proprio lavoro e la piccola azienda nella quale opera gli ha appena offerto un contratto interessante, ma lui sente che non è quello che vuole davvero fare nella sua vita.</p>
<p>Gli piacerebbe andare all’estero e imparare l’inglese, vorrebbe realizzarsi in altro modo, ma non sa bene come. Giacomo ha cercato di parlarne con chi gli sta attorno, con i suoi genitori, con la fidanzata, con gli amici… ma tutti lo prendono per matto e nessuno lo capisce realmente.</p>
<p>Giacomo non sa cosa fare ed in lui si rafforzano sempre di più due voci interiori contrastanti tra loro: quella che gli dice di non deludere chi gli sta vicino e quella che gli suggerisce di riprendere in mano la propria vita… Giacomo è molto confuso e in difficoltà!</p>
<p>In realtà la situazione in cui si trova Giacomo è ricorrente. Egli si confronta con due istanze che sembrano contrapposte: da una parte ci sono le persone che gli vogliono bene (e che vogliono il suo bene), dall&#8217;altra c’è lui (anche Giacomo cerca il proprio bene).</p>
<p>Il fatto è che ciò che le persone desiderano realmente non può che nascere da dentro. Chi ci ama spesso tende a proiettare su di noi le sue aspettative, il suo concetto di <strong>felicità</strong>, il suo senso dell’<strong>autorealizzazione</strong>, il suo senso del bene… tutto ciò potrebbe però non corrispondere affatto a ciò che noi desideriamo.</p>
<p>Noi abbiamo la possibilità di essere i veri protagonisti della nostra <strong>felicità</strong>, ma questo dipenderà da ciò che realmente vogliamo, dalle nostre scelte, dall&#8217;impegno che mettiamo in campo per raggiungerla. Le scelte possono essere imposte oppure autonome. Scelte imposte possono anche dare <strong>felicità</strong>, ma solo se corrispondono al nostro desiderio più profondo ed a patto che non venga meno il nostro senso di <strong>autonomia</strong>.</p>
<p>Una cosa è bene ricordare sempre: la felicità si costruisce nel &#8220;<em>qui ed ora</em>&#8221; e pertanto ogni scelta che facciamo (o che non facciamo) è un tassello del puzzle della nostra vita felice, oppure viceversa un tassello di infelicità.</p>
<p>Ora però, noi &#8211; e anche Giacomo &#8211; non possiamo prescindere dall&#8217;ambiente in cui viviamo, dal contesto in cui agiamo e dalle relazioni che caratterizzano il nostro quotidiano. Ciò che ci circonda può pertanto essere facilitante oppure ostacolante rispetto ai nostri desideri. Nel caso in cui l’ambiente, il contesto, le relazioni nelle quali siamo immersi diventino ostacolanti il nostro desiderio di <strong>vita felice</strong>, spetta a noi (e non ad altri) fare una scelta: adattarsi agli altri accettando la nostra frustrazione, oppure agire attivamente sul <strong>cambiamento</strong> delle idee e delle aspettative di chi ci circonda, oppure ancora rompere con le relazioni ed il contesto e ricostruire un nuovo <strong>progetto di vita</strong>&#8230;</p>
<p>Ritornando a Giacomo, alcune domande gli hanno permesso di fare chiarezza sulla propria situazione e sui suoi reali desideri. Di queste, ne riportiamo alcune:</p>
<ul>
<li><em>Come definisci la tua situazione attuale?</em></li>
<li><em>Cosa oggi ti fa maggiormente soffrire? Cosa significa per te questo?</em></li>
<li><em>Quale significato ha per te il lavoro, la famiglia, la fidanzata? </em></li>
<li><em>Qual è l’obiettivo che ti piacerebbe davvero  raggiungere nel tuo prossimo futuro?</em></li>
<li><em>Cos&#8217;è per te la felicità? Che posto ha nella tua vita?</em></li>
<li><em>Cosa significa per te fare una scelta piuttosto che un&#8217;altra?</em></li>
<li><em>Cosa sei disposto a lasciare per essere felice? </em></li>
<li><em>Cosa sei disposto a fare da subito per ricominciare ad essere felice?</em></li>
</ul>
<p>Cara amica, caro amico, chissà se il tuo pensiero sia mai stato somigliante a quello di Giacomo, se anche tu hai mai sentito in pancia o nella testa la morsa dell’indecisione, la paura di deludere gli altri e di far soffrire te stesso/a. Certo è che tutti, prima o poi, possiamo trovarci nella situazione di Giacomo.</p>
<p>Se vuoi, prenditi un po’ di tempo e scegli un posto tranquillo per pensare e per rispondere a queste domande. Ascolta il dialogo delle tue voci interiori, accogli senza giudizio né critica la tua <strong>unicità</strong>, accetta fino in fondo ciò che sei e ciò che vuoi realmente, le risposte che troverai dentro di te ti guideranno nella direzione della tua felicità!</p>
<p>Giacomo lo sa, rinascere è possibile… ora lo sai anche tu!</p>
<p>Un abbraccio.</p>
<p><strong>Franco Rossi</strong></p>
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		<title>Le facoltà dell’anima: pensare, desiderare, agire.</title>
		<link>http://www.incoaching.it/facolta-anima-pensare-desiderare-agire/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 16:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’articolo “Il coaching e la filosofia antica” pubblicato sul sito web dell’Associazione Italiana Coach Professionisti (www.associazionecoach.com) L. Stanchieri esprime una tesi da noi pienamente condivisa, quella per cui il coaching, come metodo di sviluppo personale che conduce all’autorealizzazione, “non sia affatto una moda passeggera, come molte provenienti dall’America e destinata a dissolversi in breve tempo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’articolo “Il <a href="http://www.incoaching.it/"><strong>coaching</strong> </a>e la <strong>filosofia</strong> antica” pubblicato sul sito web dell’Associazione Italiana Coach Professionisti (<a href="http://www.associazionecoach.com/">www.associazionecoach.com</a>) L. Stanchieri esprime una tesi da noi pienamente condivisa, quella per cui il coaching, come metodo di sviluppo personale che conduce all’autorealizzazione, <em>“non sia affatto una moda passeggera, come molte provenienti dall’America e destinata a dissolversi in breve tempo, ma abbia le sue più antiche radici proprio nella filosofia antica”</em>.</p>
<p>La raccolta di saggi di Pierre Hadot <em>“Esercizi spirituali e filosofia antica”</em> (Einaudi, 2005) ampiamente citata nell’articolo, offre numerosi argomenti a favore di questa tesi.</p>
<p>Innanzitutto Hadot ricorda come nelle scuole filosofiche ellenistiche e romane la filosofia non venisse insegnata come una teoria astratta o come esegesi di testi, bensì come <em>“un’arte di vivere, un atteggiamento concreto, uno stile di vita determinato che impegna tutta l’esistenza… Nello stoicismo come nell’epicureismo, filosofare è un atto continuo, un atto permanente che si identifica con la vita…”.</em></p>
<p>Fu nel Medioevo che, a parte l’esperienza monastica, la filosofia perse il suo significato pragmatico e diventò <em>“discorso sulla filosofia”</em>, vale a dire un’attività sostanzialmente teorica ed astratta. Gli esercizi spirituali antichi basati sulla meditazione, l’attenzione, l’ascolto, il dominio di sé, la scrittura, ecc… vennero sottratti dalla sfera della filosofia per essere integrati esclusivamente nella spiritualità cristiana.</p>
<p>Tornando al testo di Hadot, in particolare al saggio <em>“Esercizi spirituali”</em>, particolarmente stimolante risulta essere una citazione dalle <em>Diatribe</em> di Epitetto, filosofo greco stoico vissuto a cavallo del I° e II° secolo d.C.</p>
<p>Secondo Epitetto erano tre le facoltà dell’anima che classificavano gli esercizi spirituali: la facoltà di pensare, la facoltà di desiderare, la facoltà di agire.</p>
<p>Sorprende l’analogia con i tre elementi che rappresentano l’essenza del metodo del coaching: la relazione, le potenzialità, gli obiettivi. Vediamo in che senso.</p>
<p>La <strong>relazione</strong> efficace di coaching costituisce un contenitore spazio-temporale all’interno del quale il coachee può liberare la sua “anima” ed esercitare la facoltà di <strong>pensare</strong>. L’accoglienza e l’autentica disponibilità all’ascolto del coach, la sua capacità di stimolare la riflessione attraverso le giuste domande rendono la sessione di coaching un ambito privilegiato dove il coachee può meditare e sentirsi il vero ed assoluto protagonista della propria esistenza.</p>
<p>Allenando la facoltà di pensare, il coachee viene accompagnato dal coach a definire in modo oggettivo la situazione problematica del presente, così come essa viene percepita, e a delineare lo scenario di un futuro desiderato. Si tratta di un cammino di crescita nella consapevolezza.</p>
<p>Come metodo di sviluppo delle <strong>potenzialità</strong> personali, ecco che in una relazione di coaching l’ ”anima”  del coachee esercita spontaneamente la facoltà di <strong>desiderare</strong>.</p>
<p>La costruzione del proprio futuro desiderato diventa un progetto concreto all’interno dell’intervento di coaching. Il coachee scopre maieuticamente quali sono i propri <strong>punti di forza</strong> e viene sollecitato ad individuare in che modo utilizzare tutto il suo potenziale nel percorso verso l’<strong>autorealizzazione</strong>. Quanto più le <strong>potenzialità</strong> personali vengono scoperte e vissute tanto più si desidera utilizzarle in ogni ambito della vita, perché è attraverso di esse che la persona esprime la sua vera essenza, il meglio di sé.</p>
<p>Sulla terza facoltà dell’anima secondo Epitetto, la facoltà di <strong>agire</strong>, il coaching mostra la sua vera peculiarità di metodo di sviluppo, ben distinto da una relazione d’aiuto.</p>
<p>Il <strong>coaching</strong> è un metodo <strong>pragmatico</strong>. Il futuro desiderato del coachee, delineato grazie all’esercizio delle facoltà di pensare e di desiderare, viene trasformato all’interno dell’alleanza di lavoro con il coach in <strong>obiettivi</strong> concreti, misurabili, realistici, egosintonici ed ecologici.</p>
<p>Il coach è l’alleato ideale per una stimolazione costruttiva della facoltà di agire. Infatti, non esiste intervento di coaching senza un piano d’azione autodeterminato dal coachee, senza la scomposizione dell’obiettivo finale in diversi obiettivi intermedi, tutti monitorabili e tutti legati ad azioni concrete che il coachee si impegna responsabilmente ad attuare.</p>
<p>Epitetto, inoltre, sollecita a <em>“sforzarsi ad agire nel tempo e nel luogo voluti”</em>.</p>
<p>Un coach non può che sottoscrivere questa massima nella quale si evidenziano due elementi di consapevolezza del coachee sempre riscontrabili in una relazione di coaching.</p>
<p>Da una parte la consapevolezza che il raggiungimento di obiettivi di miglioramento inseriti in uno scenario di futuro desiderato sono sempre frutto di impegno, di costanza, di una non sottovalutazione della fatica.</p>
<p>Dall’altra, la consapevolezza che i propri obiettivi vanno inseriti nella soggettiva realtà di appartenenza, la quale è costituita da un contesto fatto di spazio e di tempo e da relazioni interpersonali.</p>
<p><strong>Alessandro Pannitti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Coaching aiuta l&#8217;impresa</title>
		<link>http://www.incoaching.it/il-coaching-aiuta-limpresa/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 16:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo su Il Sole 24 ore: Il Coaching aiuta l&#8217;impresa. Intervista a Franco Rossi di Silvia Saccomanno (Sole24Ore, ed. Centro-Nord) Clicca l&#8217;immagine per ingrandire]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;">Articolo su Il Sole 24 ore: Il Coaching aiuta l&#8217;impresa.</span></h2>
<h3 style="text-align: center;">Intervista a Franco Rossi di Silvia    Saccomanno (Sole24Ore, ed. Centro-Nord)</h3>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2011/03/Sole24OreCentroNord_30-03-2011_Coaching.jpg"class="highslide" onclick="return hs.expand(this, { align: 'center' })"><img class="aligncenter size-full wp-image-861" title="Articolo su Il Sole 24 Ore: il Coaching aiuta l'impresa" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2011/03/Sole24OreCentroNord_30-03-2011_Coaching.jpg" alt="Articolo su Il Sole 24 Ore: il Coaching aiuta l'impresa" width="423" height="324" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Clicca l&#8217;immagine per ingrandire</p>
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		<title>Abbiamo incontrato Cristopher Peterson, co-fondatore Psicologia Positiva</title>
		<link>http://www.incoaching.it/abbiamo-incontrato-cristopher-peterson-co-fondatore-della-psicologia-positiva/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 06:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Cristopher Peterson uno dei fondatori della Psicologia Positiva, co-autore del manuale &#8220;Character Strengths and Virtues&#8221;. Lo abbiamo incontrato e salutato durante il convegno &#8220;Il talento come motore dello sviluppo&#8221; tenutosi a Roma il 22/03/2011. Qui insieme a Nansoon Park, ricercatrice e co-direttore del Michigan Positive Psychology Center. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: left;">Cristopher Peterson uno dei fondatori della Psicologia Positiva, co-autore del manuale &#8220;Character Strengths and Virtues&#8221;. Lo abbiamo incontrato e salutato durante il convegno &#8220;Il talento come motore dello sviluppo&#8221; tenutosi a Roma il 22/03/2011.<br />
Qui insieme a Nansoon Park, ricercatrice e co-direttore del Michigan Positive Psychology Center.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2011/03/Cristopher-Peterson-Nansoon-Park2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-836" title="Cristopher Peterson &amp; Nansoon Park" src="http://www.incoaching.it/wp-content/uploads/2011/03/Cristopher-Peterson-Nansoon-Park2-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Diverso o eccellente?</title>
		<link>http://www.incoaching.it/diverso-eccellente/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 19:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Diverso]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno Roberto, uno dei partecipanti ad un nostro corso di coaching, mi prestò un libro a cui teneva molto dicendomi: “Franco, leggi questo libro… a me ha aperto gli occhi e mi ha fatto capire molte cose.” Lo presi ed appena trovato un po’ di tempo iniziai a leggerlo: “… Quando Peter Fortune aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno Roberto, uno dei partecipanti ad un nostro <strong>corso di coaching</strong>, mi prestò un libro a cui teneva molto dicendomi: <em>“Franco, leggi questo libro… a me ha aperto gli occhi e mi ha fatto capire molte cose.” </em></p>
<p>Lo presi ed appena trovato un po’ di tempo iniziai a leggerlo:</p>
<p><em>“… Quando Peter Fortune aveva dieci anni, i grandi dicevano che era un bambino diffici­le. Lui però non capiva in che senso. Non si sentiva per niente difficile. Non scaraventa­va le bottiglie del latte contro il muro del giardino, non si rovesciava in testa il ketchup facendo finta che fosse sangue, e neppure se la prendeva con le caviglie di sua nonna quando giocava con la spada, anche se ogni tanto aveva pensato di farlo. Mangiava di tutto tranne, s&#8217;intende, il pesce, le uova, il formaggio e tutte le verdure eccetto le pata­te. Non era più rumoroso, più sporco o più stupido degli altri bambini. Aveva un nome facile da dire e da scrivere e una faccia palli­da e lentigginosa, facile da ricordare. Anda­va tutti i giorni a scuola come gli altri e sen­za fare poi tante storie. Tormentava sua so­rella non più di quanto lei tormentasse lui. Nessun poliziotto era mai venuto a casa per arrestarlo. Nessun dottore in camice bianco aveva mai proposto di farlo internare in un manicomio. Gli pareva, tutto sommato, di essere un tipo piuttosto facile. Che cosa c&#8217;e­ra in lui di così complicato?</em></p>
<p><em>Fu solo quando era ormai già grande da un pezzo che Peter finalmente capì. La gente lo considerava difficile perché se ne stava sem­pre zitto. E a quanto pare questo dava fasti­dio. L&#8217;altro problema era che gli piaceva star­sene da solo. Non sempre naturalmente. Nemmeno tutti i giorni. Ma per lo più gli piaceva prendersi un&#8217;ora per stare tranquil­lo in qualche posto, che so, nella sua stanza, oppure al parco. Gli piaceva stare da solo, e pensare i suoi pensieri.</em><em> </em></p>
<p><em>Il guaio è che i grandi si illudono di sape­re che cosa succede dentro la testa di un bambino di dieci anni. Ed è impossibile sa­pere di una persona che cosa pensa, se quel­la persona non lo dice. La gente vedeva Pe­ter sdraiato per terra un bel pomeriggio d&#8217;e­state, a masticare un filo d&#8217;erba o a contem­plare il cielo. «Peter! Peter! A che cosa pensi?» gli domandavano. E Peter si rizzava a sedere di soprassalto dicendo: «A niente. Davvero!». I grandi sapevano che nella sua testa qualcosa doveva pur esserci, ma non riuscivano né a vedere né a sentire che cosa. Dirgli di smettere non potevano, non sa­pendo che cosa stesse facendo …”</em></p>
<p style="text-align: right;">Tratto da: L’inventore dei sogni, Ian McEwan, Einaudi Ragazzi, Torino, 1999</p>
<p><em> </em></p>
<p>Il tema è senza dubbio di grande attinenza con il <strong>coaching</strong> e riguarda uno dei capi saldi del metodo: l’esplorazione e il potenziamento dell’unicità dell’individuo vista come elemento di ricchezza personale e di arricchimento sociale.</p>
<p>Il fatto è che il non accettare l’unicità dell’altro è spesso direttamente collegato al non accettare una parte di sé. Quella parte che riteniamo non rientrante nel modello di riferimento socialmente accettato ed acquisito. Ma la storia è piena di modelli superati dalla forza prorompente dell’unicità di persone che hanno saputo portare il proprio essere “diversi” all’eccellenza, spesso a vantaggio dell’umanità. Per questo, basti pensare a Madre Teresa di Calcutta che attraverso il suo amore per Dio e verso gli uomini ha saputo rompere le barriere tra “una certa società” e il “diverso”, il povero, l’ammalato, il diseredato. Ma anche Nelson Mandela, che con la sua straordinaria capacità di <strong>leadership</strong> ha saputo trovare un equilibrio “nuovo” e fino ad allora non omologato per la convivenza di 2 razze che da sempre si erano scontrate e forse fino ad allora mai si erano veramente incontrate. E poi Alex Zanardi, che ha messo in discussione le certezze di chi era riconosciuto “sano” portando tutta la sua audacia nella lotta per la vita buona, quella vita fatta di soddisfazioni, di successi e di felicità al di là dei confini del “corpo normale”, nell’esaltazione positiva della possibile diversità. E poi anche Galileo Galilei che attraverso la sua curiosità ha intuito la sfericità della Terra, Lorenzo il Magnifico che motivato dalla sua inarrestabile voglia di conoscere e capacità di apprezzare la bellezza ha esaltato le arti e i saperi del suo tempo, Mikhail <em>Gorbaciov<strong> </strong></em>che con la sua lungimiranza ha traghettato l’Unione Sovietica dalla guerra fredda alla Perestroika, Papa Giovanni Paolo II° che ha fatto della sua malattia e grande sofferenza la bandiera della libertà e della Fede, ecc.. Una cosa accomuna tutti questi grandi della Terra, e tutti gli altri che hanno permesso di fare passi avanti all’umanità: il loro essere “diversi” rispetto ai più, la loro voglia di essere uguali solo a sé stessi.</p>
<p>Ognuno di loro, infatti, ha trovato la <strong>motivazione</strong> e la forza per rompere con il modello esistente dato da uomini e donne “uguali”, portando il mondo in una direzione migliore.</p>
<p>Ora, tutto questo cosa c’entra con Roberto e il coaching?</p>
<p>Per chi conosce il <strong><a href="http://www.incoaching.it/">coaching</a></strong> la risposta è fin troppo scontata: il coaching ricerca ed esalta l’unicità delle persone e ne sviluppa l’espressione. Nel coaching l’<strong>eccellenza</strong> dell’individuo si fonda necessariamente sulla sua unicità, una diversità che racchiude in sé la sua vera e più prorompente <strong>potenzialità</strong>.</p>
<p>È infatti l’omologazione intrinseca ai modelli “socialmente accettati” che spesso pone l’individuo di fronte ad un ostacolo quasi insormontabile e che non gli fa raggiungere la felicità. Nel <strong>coaching</strong> l’<strong>eccellenza</strong> è il frutto del <strong>benessere personale</strong>, della <strong>felicità</strong> e della piena <strong>autorealizzazione</strong> della persona.</p>
<p>Tornando a Peter Fortune, il protagonista della storia:</p>
<p><em>“… Loro non vedevano altro che un ragazzino tutto preso a contemplare il cielo senza battere ciglio, un ragazzino che, se qualcuno lo chiamava, neppure rispondeva.</em><em> </em></p>
<p><em>Quanto a stare per conto suo, beh, nean­che quello ai grandi andava giù. A malapena sopportano che lo faccia uno di loro. Se ti unisci alla compagnia, la gente sa che cosa ti passa per la mente. Perché è la stessa cosa che sta passando per la mente degli altri. Se non vuoi fare il guastafeste, devi unirti alla compagnia. Ma Peter non la pensava così. Non aveva niente in contrario a stare con gli altri quando era il caso. Ma la gente esagera. Anzi, secondo lui, se si fosse sprecato un po&#8217; meno tempo a stare insieme e a convincere gli altri a fare lo stesso, e se ne fosse dedica­to un po&#8217; di più a stare da soli e a pensare a chi siamo e chi potremo essere, allora il mon­do sarebbe stato un posto migliore, magari anche senza le guerre.</em><em> </em></p>
<p><em>A scuola Peter spesso lasciava Peter sedu­to nel banco, mentre la sua mente partiva per lunghi viaggi, ma anche a casa gli era capita­to di avere delle noie per quei sogni a occhi aperti. </em></p>
<p><em>…</em><em> </em></p>
<p><em>A scuola, il problema dei sognatori a oc­chi aperti, e di poche parole per giunta, è che gli insegnanti, specie quelli che non vi cono­scono bene, tendono a considerarvi un po&#8217; stupidi. O se non proprio stupidi, come mi­nimo tonti. Non c&#8217;è nessuno che riesca a ve­dere le cose fantastiche che vi passano per la testa. Se un insegnante vedeva Peter assorto a scrutare fuori dalla finestra, o bloccato da­vanti a un foglio bianco, pensava che si stes­se annoiando o che non sapesse la risposta al quesito. Ma la verità era ben diversa…”</em></p>
<p style="text-align: right;">Tratto da: ibidem</p>
<p><em> </em></p>
<p>Certo, l’accostamento tra “diverso” e incapace è molto breve ed altrettanto frequente da parte di chi è omologato. Il punto è di riuscire a cambiare la prospettiva sul significato dato alla diversità, sia da parte di chi la osserva, sia da parte di chi la vive. Il <strong>coaching</strong> considera l’unicità della persona una <strong>potenzialità</strong>, una vera e propria fonte di forza, ed è su questa base che va a costruire il <strong>percorso individuale</strong> di sviluppo verso l’eccellenza.</p>
<p>La potenzialità di Peter allora qual’era? Senza dubbio la capacità di vedere oltre ciò che era semplicemente ed oggettivamente osservabile, la capacità di far viaggiare il pensiero in scenari inusuali, la capacità di fantasticare, di sognare…</p>
<p>Dimenticavo… la storia prosegue:</p>
<p><em>“… Dal canto suo anche Peter, crescendo, im­parò che, siccome la gente non riesce a ve­dere che cosa ti sta passando nel cervello, la cosa migliore per farsi capire è dirglielo. E così incominciò a scrivere alcune delle av­venture che gli capitavano mentre guardava dalla finestra o se ne stava sdraiato a fissare il ciclo.</em><em> </em></p>
<p><em>Da grande diventò un inventore e scritto­re di storie e visse una vita felice. In questo libro, troverete qualcuna delle imprese ac­cadute dentro la testa di Peter, trascritte con fedeltà assoluta all&#8217;originale… “</em></p>
<p style="text-align: right;">Tratto da: ibidem</p>
<p><em> </em></p>
<p>In ultimo, un ringraziamento a Roberto il quale mi ha suggerito la lettura di questo libro ed ha scoperto nella storia la sua essenza di <strong>coach</strong>.</p>
<p><strong><a href="http://www.incoaching.it/chi-siamo/">Franco Rossi</a></strong></p>
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