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La forza del coaching

Tra le motivazioni per cui il coaching si sta affermando in maniera sempre più crescente sia nel mondo aziendale ed organizzativo, sia come metodo di sviluppo personale, spiccano due ragioni preponderanti, le quali evidenziano la forza del coaching: un metodo destinato ad una diffusione ancora maggiore in molti ambiti della società.

La prima ragione la ritroviamo ripercorrendo la storia e le origini di questo metodo, che nasce e si definisce grazie al contributo di diverse discipline.

Anche per il coaching, come per molte altre materie del sapere umano, è nella filosofia greca antica che scopriamo le sue autentiche origini. In particolare, si può affermare che l’immensa opera platonica ed il pensiero epicureo costituiscono il presupposto teorico fondamentale del coaching.

Il passaggio successivo lo dobbiamo, con un salto di più di duemila anni di storia, all’incontro tra il mondo dell’allenamento sportivo con la pedagogia e le scienze dell’organizzazione degli anni ’70. E’ infatti dal contributo determinante di queste tre discipline che avviene la creazione della metodologia di base del coaching.

Infine, negli studi e nelle ricerche psicologiche, in particolare dei movimenti della psicologia umanistica e della psicologia positiva della fine del secolo scorso, individuiamo sia il collante sia la cornice teorica di riferimento di ciò che oggi viene riconosciuto come un metodo di sviluppo basato su una relazione efficace, sull’individuazione e l’allenamento del potenziale umano, e sulla programmazione di obiettivi autodeterminati.

Quindi l’interdisciplinarietà come fonte di ricchezza di un metodo allo stesso tempo  eclettico e pragmatico.

La seconda ragione, strettamente legata alla prima, è che numerose delle teorie e delle  tecniche sviluppate all’interno di queste discipline trovano nel coaching un’applicazione concreta, nonché la possibilità di un valido riscontro sperimentale.

L’elenco è davvero lungo. Citiamo, tra le altre, la maieutica ed il dialogo socratico, gli assiomi della comunicazione umana di Watzlawick, la teoria delle potenzialità personali di Seligman e Peterson, le teorie motivazionali dell’autodeterminazione di Deci e Ryan e del Goal Setting di Locke e Latham, la teoria sociocognitiva di Bandura, numerose tecniche sviluppate nell’allenamento sportivo, ecc…

Ogni relazione di coaching – unica ed irripetibile – risulta pertanto anche un laboratorio sperimentale all’interno del quale numerose teorie e tecniche provenienti da varie discipline e da vari approcci vengono applicate. Ogni intervento di coaching, individuale o di gruppo, è di fatto una ricerca sul campo.

Ecco perché è estremamente utile ed importante per la comunità dei coach condividere le esperienze, i casi, le problematiche che emergono quando queste teorie diventano punti di riferimento e strumenti utilizzati per accompagnare il cliente verso il raggiungimento dei propri obiettivi autodeterminati. A questa fondamentale esigenza di crescita, credibilità ed autorevolezza ha risposto la costituzione dell’AICP ( Associazione Italiana Coach Professionisti ), impegnata nello “sviluppare e incoraggiare l’avanzamento della formazione, della pratica e dello sviluppo professionali del coaching” in Italia.

Alessandro Pannitti

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