QUARTA RISTAMPA

L'Essenza del Coaching
di A. Pannitti e F. Rossi
Editore: Franco Angeli

L'Essenza del Coaching

Recensione

Famiglia Oggi N.4/2012


Presentato all'Università
"La Sapienza" - Roma


Il libro presenta in modo completo il coaching nella sua vera essenza. Punto di riferimento è il metodo che viene insegnato nelle università anglosassoni, come quella di Sidney, la prima università al mondo a inserire il coaching tra le materie accademiche.


NOVITÀ EDITORIALE

Spiritualità cristiana e Coaching
La relazione facilitante di Gesù

di N. Brescianini e A. Pannitti
Editore: La Parola


Spiritualità cristiana e Coaching

Un coinvolgente dialogo tra un Coach professionista che si interessa di spiritualità e un monaco benedettino appassionato di Coaching.


NOVITÀ EDITORIALE

Tappo a chi?!!
E se la tua crisi fosse un'opportunità?

di C. Lacchio e F. Rossi
Editore: Franco Angeli


Tappo a Chi?

“Tappo a chi?!!” è una favola motivazionale. Il tema centrale della storia narrata - con estrema delicatezza e creatività - è il cambiamento, fatto di paure, rabbia, preoccupazione, ma anche di possibili opportunità e di nuove prospettive per migliorare il proprio benessere e raggiungere la felicità.

Hard Training, Eeasy Fighting



venerdì, luglio 4th, 2014 | articolo di: admin - pubblicato in: Elaborati di fine corso
Info utili per te
Vuoi diventare Coach ACC della International Coach Federation? Contattaci subito! Clicca qui

La costante e rapida evoluzione della società umana, caratterizzata da notevoli modificazioni di abitudini e comportamenti sociali, ci impone nuovi modelli di interazione all’interno di relazioni umane sempre più complesse  e “indirette”.

Nello specifico, crisi economiche, difficoltà lavorative, disagio pubblico e sociale riversano ogni giorno duri colpi alle famiglie che sempre più spesso si trovano a dover gestire situazioni “border-line” che fino a qualche anno fa non immaginavano nemmeno.

Se da un lato, nella vita quotidiana le difficoltà aumentano, dall’altro l’essere umano è dotato di enormi e complessi strumenti  di adattamento ed evoluzione che le circostanze lo stanno portando a rivalutare ed esplorare con maggiore attenzione e cura per fronteggiare al meglio ogni situazione.

In un quadro generale simile, la figura del coach si trova ad essere:

“La guida, che con intelligenza, rispetto e metodo accompagna il coachee a riscoprire, spolverare e mettere in mostra quelle opere d’arte che possiede in scantinati, a volte bui, altre poco illuminati, altre addirittura dimenticati.”

Qualcuno potrebbe obiettare, poiché il metodo del Coaching è nato come strumento per migliorare delle prestazioni al fine di raggiungere risultati sempre più ambiziosi, in business, sport e vita.

Tuttavia a seconda dell’ambiente in cui si trova l’uomo, in alcuni momenti della sua vita necessita di una figura con cui confrontarsi, allo scopo di trovare nuove idee e trasformarli in nuovi comportamenti che gli permettano di vivere meglio con se stesso e con gli altri.

Se questo è vero allora poco importa se la situazione da fronteggiare sia quella di un manager in carriera che vuole migliorare ulteriormente le sue performance professionali o quella di un padre di famiglia che a causa della chiusura della fabbrica in cui lavorava deve riorganizzare la sua vita e cercare nuove risorse per poter rivalorizzare se stesso.

In entrambe i casi infatti il Coach, appoggiato da un metodo valido e collaudato, potrà facilitare il coachee nella ricerca di quegli elementi utili e indispensabili ai fini del raggiungimento del risultato, sia esso una miglioria o un cambiamento.

Il Coaching per me

Da 25 anni pratico Karate do, disciplina Marziale Orientale che partendo dallo studio del corpo, prosegue nel cercare l’armonia della mente e conseguire l’equilibrio del binomio mente-corpo al fine di agevolare l’ascolto e lo sviluppo dello Spirito.

Nello svolgere il ruolo di insegnante, l’obiettivo maggiore che anima ogni lezione è promuovere lo sviluppo psicofisico e la crescita personale, concetti che cerco di sintetizzare in:

“Via che conduce ad un corretto ed armonico sviluppo di qualità psicofisiche intese come sensibilità, valori, percezioni, emozioni, capacità pratiche ed intellettuali e comportamenti che, ampliando le possibilità di scelta, producono nell’individuo benessere e senso di libertà, senza pregiudicare l’equilibrio ed il rispetto nei rapporti umani e nelle relazioni sociali”.

Detto ciò ho compreso che per svolgere un lavoro veramente eccellente è necessario integrare l’operato con altri strumenti che permettano di ampliare gli orizzonti di crescita e di sviluppo, strumenti che ho trovato ad esempio nella Programmazione Neuro- Linguistica, nell’ Ideodinamica Laser-Assistita e infine nel Coaching.

Ognuno di questi strumenti infatti offre la possibilità di:

  • Migliorare la capacità di relazionarsi con l’ambiente “esterno” (luogo, contesto, famiglia, lavoro, ecc.).
  • Migliorare la capacità di relazionarsi con l’ambiente “interno” (se stessi nelle proprie emozioni, pensieri, stati d’animo ecc.).
  • Favorire la capacità di osservare da più punti di vista.
  • Rinforzare gli “healing muscles”, che rappresentano la capacità che ognuno di noi ha di stimolare negli altri modificazioni e trasformazioni in grado di ripristinare gli equilibri psicofisici perduti.
  • Aumentare la propria consapevolezza e stimolare in altri la ricerca della propria.

L’integrazione di questi elementi rappresentano l’inizio del percorso di ricerca che porta l’uomo ad evolvere e comprendere che la vera evoluzione è quella che spinge l’essere umano ad essere d’aiuto prima a se stesso e poi agli altri.

“Quando un certo numero di individui inizierà a promuovere la propria evoluzione, reale e profonda e donerà il suo concreto e valido aiuto al prossimo,

allora molte cose difficili diverranno semplici e molte utopie, solide realtà”.

Il Coaching è uno strumento innovativo che si incontra al meglio con le esigenze del “Mondo” moderno e se ben utilizzato potrà accompagnarlo in tutta sicurezza verso la “nuova era”.

E’ quel metodo che, passando attraverso il proprio “risveglio interiore”, conduce il confuso presente al futuro desiderato e desiderabile.

Guardando in torno in un raggio più ampio infatti è possibile osservare come gli strumenti che ho menzionato precedentemente si stanno sempre più fondendo.

Basta pensare alla PNL di terza generazione (Generative NLP del Dr. Robert Dildts), alla Generative Trance del Ph.D.  Stephen Gilligan (allievo del leggendario Dr. Milton H. Erickson) e al Generative Coaching, nato dalla collaborazione dei due, che integra nella formazione dei Master Trainer di Programmazione Neuro-Linguistica di ultima generazione le figure di:

  • NLP Master Trainer
  • Facilitator/Coach
  • Transformational Entrepreneur

Questo manifesta come l’ambito di ricerca umanistica, intesa come: Psicologia, Brief-Therpy, Programmazione Neuro-Linguistica ecc. stiano sempre più convergendo verso la nuova frontiera del Coaching.

E’ con questi pensieri che mi sono avvicinato entusiasta a questa Via.

Per tanto, nonostante la sola visione del Coaching escluda a volte PNL e Terapia, questa tesi vuole offrire un punto di incontro in cui si fondono vicendevolmente queste Arti.

Sono consapevole che in base alle competenze del coach egli svilupperà il miglior piano d’azione di cui dispone, quindi la mia non vuole essere una visione ulteriormente limitante del coaching ma semplicemente un punto di vista che integra Coaching/Brief-Therapy/PNL non definendola come unica soluzione ma sicuramente come un trinomio interessante ed efficacie.

Osserviamo per un momento se notiamo dei punti in comune:

  • PNL: ampliamento delle mappe, nuova visione del mondo che circonda, nuova visione delle personali possibilità, cambiamento attraverso l’estrazione delle potenzialità e l’attuazione di nuovi modelli di comportamento. Timeline (Dott. Tad James), Dynamic Timeline, La Cassettiera, the Sympthon Increasing, Hands Polarity, ecc.
  • Ideodinamica: apprendimento conscio e inconscio per aumentare la consapevolezza e la possibilitazione ( … e ci sono molte cose che sai fare senza sapere di saperle fare … sai far crescere i capelli … sai far crescere le unghie … e se ti procuri una ferita, quella si rimargina … guarisce, senza che tu sappia come fare a fare tutto questo … … ), l’interruzione degli abituali schemi di riferimento limitanti, l’acquisizione di nuovi punti di vista sul “problema”, la diminuzione di intensità dei Pensieri Negativi Ricorrenti, l’attivazione di nuove idee e nuovi comportamenti e l’estrazione delle risorse necessarie per attuarli.
  • Coaching: individuazione, riconoscimento ed allenamento delle potenzialità espresse ed inespresse, finalizzate ad accompagnare il coachee dal presente percepito al futuro desiderato promuovendo in lui Consapevolezza, Autonomia e Responsabilità.

OBIETTIVO DELLA TESI

L’obiettivo di questa tesi è quello di sottolineare e rinforzare nel Coach il concetto di Ascolto di sé, che rappresenta per me veramente l’elemento imprescindibile, senza il quale non solo sarà difficile raggiungere un obiettivo ma sarà difficile anche effettuare con successo un percorso.

  • Potrò accogliere qualcuno, se in me non ho ancora saputo accogliere quegli stati d’animo, quelle emozioni quelle sensazioni ?
  • Potrò ascoltare qualcuno davvero se non ho avuto il coraggio, la forza e la pazienza di ascoltare la voce che vive dentro di me ?
  • Potrò allearmi a qualcuno se io stesso non mi sento coeso e alleato con ogni parte di me, se i miei pensieri non parlano con le mie parole, se le mie parole smuovono azioni incoerenti con esse ?
  • Potrò essere autentico se non ho cercato di comprendere ciò che di vero mi appartiene, i miei valori, le mie qualità, i miei punti di forza, i miei punti deboli e perfino le maschere che quotidianamente mi trovo a utilizzare ?

Da buon Coach non darò le risposte a nessuna delle domande, ma riflettendo su di esse comprendo che come in ogni percorso di crescita vero, concreto, il punto di partenza è sempre individuale, ecco perché ho voluto mettere l’accento di questa tesi sull’allenamento del coach:

“Hard Training Easy Fighting”

Non è una metafora che si adatta solo alle arti da combattimento ma ad ogni percorso che ha come obiettivo intrinseco la crescita e l’aumento della consapevolezza, è infatti proprio la vita che presenta la lotta più difficile.

Ecco il perché durante la mia presentazione in aula della mia tesi, più che parole o racconti, vorrei dedicare i minuti a disposizione per coinvolgere tutti i presenti in tre esercizi di ascolto:

  • Ascolto interno: nel corso abbiamo parlato di centratura ed essendo un Maestro di Karate do, vorrei fare provare a tutti i presenti l’ascolto della propria “respirazione bassa” così che vengano dimostrati gli effetti di essa sulla percezione del corpo.

“ESERCIZIO DEL PESO SOTTO”

  • Ascolto esterno: buona parte del corso è stata rivolta all’ascolto del coachee, agevolando il silenzio del coach e la direzione attenta di ciò che il cliente dice con le parole e con il corpo.

Vorrei a tal proposito proporre un semplice esercizio di ascolto nel quale, ognuno, seduto al suo posto potrà sentire l’esterno vibrare in sé. Questo vuole essere la possibilità di provare l’ascolto in modo profondo, in cui ad occhi chiusi tutti i presenti possano ascoltare cosa succede al proprio interno in seguito ad una stimolazione sonora esterna particolare.

“LA CAMPANA TIBETANA”

  • Ascolto avanzato: l’esercizio che vorrei far provare, serve a migliorare la coordinazione bi-emisferica attraverso l’ascolto simultaneo di due racconti. L’esercizio, inizialmente presenterà difficoltà notevoli, ma effettuato più volte aiuterà ad aumentare notevolmente le qualità di ascolto individuali globali, attivando con maggior coordinazione entrambe gli emisferi cerebrali.

“IL DOPPIO ASCOLTO”

Naturalmente questi tre esercizi, da soli, non saranno sufficienti a comprendere tutto di sé, ma offriranno sicuramente uno spunto e per qualcuno un inizio di come è possibile rivolgere l’attenzione verso di sé con lo scopo di scoprirsi.

Migliorare la conoscenza di noi stessi è un passo imprescindibile, soprattutto se vogliamo accompagnare qualcuno verso una maggiore conoscenza di sé.

Anche per chi non dovesse fare il Coach, iniziare il cammino di auto-conoscenza è l’unico modo che ognuno di noi ha per migliorare la propria vita e contribuire positivamente alla crescita delle persone che abbiamo accanto.

In merito al concetto di Autenticità, che se vogliamo rappresenta un po’ la chiave, infatti è vero e autentico solo ciò che è dimostrato, e per dimostrato significa:

  • cercato
  • trovato
  • provato

Per rendere omaggio al “coaching scientifico” vorrei esprimere il concetto di Autenticità attraverso una formula matematica semplificata:

          Un x Co x Si
Au = —————-
Fr x Paz

Dove al numeratore troviamo:

  • Un. : Unicità, per scoprirla dobbiamo prima comprendere ciò che ci caratterizza e ciò che ci differenzia da altri, conoscere le proprie potenzialità e utilizzarle è certamente indice di unicità.
  • Co. : Coerenza, è l’allineamento tra il pensiero, l’espressione e l’azione e possiamo anche dire che è direttamente proporzionale alla centratura, più infatti essa è carente più sarà difficile rimanere allineati. Soprattutto nei tre pensieri di base: chi pensi di essere – chi vorresti diventare – chi gli altri pensano tu sia.
  • Si. : Sincerità, ognuno per esperienza diretta sa quanto coraggio, forza e sacrificio servano per essere sinceri.

Sinceri non significa solo dire la verità, vuol dire anche esprimerla con genuinità e serenità.

Come in ogni formula troviamo dei sostenitori e degli oppositori.

Al denominatore troviamo infatti:

  • la fretta (Fr.), sotto la forma di quella forza che spinge verso quella smania di apparire, di fare, di rendersi protagonisti anche per gli altri. Questa forza che a volte si trasforma in una vera e propria spinta di inerzia, allontana dalla centratura e rende complessa ogni azione consapevole nell’agire qui ed ora poiché sempre proiettati e sospinti in altra direzione.
  • la paura (Pa), intesa come quell’insieme di paure percepite ad un livello elevato e fuori dal controllo. Ogni essere umano possiede 24 paure esistenziali ed è importante che le riconosca e le mantenga ad un livello di intensità accettabile, poiché se percepite in misura importante queste paure condizionano con decisione ogni scelta nella vita. Di seguito elencate:

Paura del rifiuto
Paura delle aspettative altrui
Paura del giudizio altrui
Paura di essere inadeguati
Paura di essere abbandonati
Paura di non avere autostima
Paura di essere emarginati
Paura di essere ridicolizzati
Paura della solitudine
Paura del passato
Paura del presente
Paura del futuro
Paura dell’aggressività altrui
Paura dell’aggressività propria
Paura di chi detiene forme di autorità
Paura di essere fraintesi
Paura del confronto e della competizione
Paura di perdere il controllo
Paura di stare male
Paura della sofferenza
Paura di avere paura
Paura di non saper dire di no
Paura di vivere
Paura di morire

Questa semplice formula serve come prova ulteriore dell’importanza della ricerca di sé per poter promuovere e catalizzare efficacemente la ricerca negli altri.

 

Marco Toniolo
nuovopensieronlp@gmail.com





Commenta