Categoria: Il monitoraggio: traccia del cammino percorso

Il monitoraggio: traccia del cammino percorso

Il secondo appuntamento… quello forse più temuto dal paziente perché considerato il momento della verità!

Tecnicamente si definisce l’appuntamento di monitoraggio durante il quale professionista&paziente tracciano il cammino percorso verso quegli obiettivi specifici e ben determinati, oltre a verificare il dettagliato e concreto piano d’azione. È il momento in cui il professionista mette da parte tutta la sua autorità in favore della sua autorevolezza mentre il paziente consolida la sua determinazione e la sua effettiva volontà di trasformare il pensiero in azione.

Il monitoraggio deve essere “rigidamente flessibile”: un ossimoro che subito cattura l’attenzione ma che indica il vero significato e funzione di questo momento di estrema importanza. È rigido nel suo inserimento programmatico, ma è flessibile perché consente di percepire e valutare la reale motivazione e consapevolezza del paziente. Questo porta all’attivazione di un micro-ciclo creativo e pro-attivo per un miglior bilanciamento tra livelli di sfida e competenze.

Proprio come durante un viaggio: non basta sapere dove si vuole andare occorre costantemente verificare e variare sensibilmente la direzione e la modalità di cammino. Strumento per eccellenza è il feedback o meglio il feedback di monitoraggio. Non deve suonare come rimprovero né tantomeno come complimento gratuito e smisurato, quanto piuttosto deve portare il paziente a osservare ed elaborare le informazioni di ritorno per capire cosa mantenere e/o cosa cambiare.  Il feedback di monitoraggio può prevedere un’analisi e relative restituzioni al paziente (“Mi ha detto che è riuscito a fare una camminata tutti i giorni e mi sembra di percepire che…”). E anche l’uso di domande, che in questa fase devono evitare la connotazione critica e di giudizio (“Impegnandosi così scarsamente come pensa di raggiungere ciò che abbiamo fissato?”) oltre alla retorica (“Non pensa che questo sia un risultato insufficiente per avvicinarsi a quanto stabilito?”).

Le ultime righe le dedico al feedback di elogio. Si fonda sulla cultura del riconoscimento offuscata oggi dall’indifferenza o l’abitudine incondizionata alla critica. È un rimando al paziente, sincero e autentico, degli elementi positivi rilevati e ha potere di rafforzamento del senso di autoefficacia. Il paziente aumenterà la sua soddisfazione, il senso di adeguatezza, l’autostima fino al benessere.

 

Letizia SATURNIHealth Coach Professionista
Dottore in Ricerca – Specialista in Scienze dell’Alimentazione

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