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Il Sogno di Federico

Sono Massimo Magnocavallo, ho 51 anni, sono istruttore federale della disciplina olimpica Triathlon. Collaboro con la Divisione di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Manzoni di Lecco seguendo nel percorso sportivo alcuni ragazzi con disabilità motoria e relazionale, in particolare facendo praticare sport a ragazzi autistici.

Nel 2011 ho allenato per 8 mesi Federico, un ragazzo milanese di 18 anni con emiparesi destra congenita e ritardi cognitivi medi. Federico prima di questa esperienza non sapeva nuotare e non praticava nessuno sport.

 

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Oggi, dopo l’esperienza positiva della traversata a nuoto del tratto di lago dalla sponda di Lecco a Malgrate, dopo mesi di assiduo allenamento in piscina e nel lago del Segrino e in quello di Como, Federico gioca a calcio a 5 nella squadra della Cooperativa  Fraternità e Amicizia di Milano che si occupa di lui ed è felice !

 

Le finalità di questo progetto sono radicate in me da oltre 15 anni. Il mio obiettivo è far conoscere ai ragazzi lo  sport come maestro di vita, insegnare loro che con passione, amore  e costanza si possono raggiungere risultati inaspettati.

 

Oggi sento il bisogno di gridare a gran voce all’opinione pubblica (anche attraverso lo spazio lasciatomi da INCOACHING nel suo sito web) che l’educazione sportiva come credo fortemente e come più volte viene ribadito dalla psichiatria moderna, è un intervento molto efficace della modalità riabilitativa che ha bisogno di avere sostegni esterni al mondo della medicina. L’apporto dell’educazione sportiva è una risorsa fondamentale, sia per il valore fisico che psicologico della riabilitazione, ancora scarsamente utilizzata nel nostro Paese.

 

Per poter ottenere risultati tangibili da soggetti che necessitano di osservazione da parte del mondo medico e riabilitativo, occorre quindi lavorare insieme ad allenatori/coach/motivatori per sfruttare appieno le potenzialità residue latenti nei soggetti con disabilità, e ancor di più nei soggetti normodotati che non si integrano con i loro  coetanei e che spesso hanno problemi in famiglia o preoccupanti disturbi adolescenziali.

 

Nelle strutture adibite alla cura, riabilitazione e qualità della vita di soggetti con disabilità motorie, intellettive e relazionali, esistono alcune priorità sulle quali ho lavorato a favore di Federico, priorità riportate di seguito:

 

  • CURA: noi ci preoccupiamo che ad ogni bambino, ragazzo o adulto che parte in situazione di svantaggio sia data la possibilità di sviluppare pienamente le sue potenzialità caratterizzanti.
  • RIABILITAZIONE: una società civile conserva la vita, anche di chi è colpito da eventi traumatici o degenerativi gravi, attraverso il massimo recupero delle capacità residue e il riconoscimento che la persona è sempre una importante risorsa sociale.
  • QUALITA’ DELLA VITA:  la qualità della vita della persona disabile è ancora il “vero” obiettivo da raggiungere.

 

Nel mio lavoro, dico a tutti i ragazzi:

“Il sogno di un grande allenatore è vedere a distanza di anni i suoi allievi praticare sport per il piacere, di farlo per tutta la loro vita così come piace ad ognuno di loro”

 

Questo è ciò che ho fatto anche io… è così che non ho mai smesso di amare lo sport !

 

Massimo Magnocavallo

Istruttore Federale di Triathlon

Ballabio (LC)

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