Categoria: Dalla Felicità al BenEssere: La Psicologia Positiva al servizio del Coaching

Dalla Felicità al BenEssere: La Psicologia Positiva al servizio del Coaching

Psicologia Positiva Seligman

1.    Critica alla Felicità

Seligman ammette che in origine il suo pensiero fosse molto vicino a quello di Aristotele e cioè orientato verso una naturale inclinazione alla Felicità; tuttavia ammette anche di detestare la parola Felicità, talmente inflazionata da aver perso quasi ogni significato.
La teoria della Felicità fino ad ora utilizzata si rivela come inadeguata per tre motivazioni principali:

  • Vi è una correlazione troppo stretta con l’essere di buonumore, l’emozione positiva è il significato fondamentale della Felicità.
  • La soddisfazione di vita ha un posto troppo privilegiato  nella misurazione della Felicità.
  • L’emozione positiva, il coinvolgimento e il significato non esauriscono gli elementi che le persone scelgono per il loro valore intrinseco.

2.    Il BenEssere

Il BenEssere è un costrutto, la felicità è una cosa, direttamente misurabile.
Ogni elemento del BenEssere per essere considerato tale deve avere tre proprietà:

  • Contribuire al BenEssere;
  • Essere ricercato per il suo piacere intrinseco e non per ottenere uno degli altri elementi;
  • Essere definito e misurato indipendentemente dagli altri.

La teoria si articola intorno ai cinque elementi, ognuno dei quali ha queste tre caratteristiche, che vengono riepilogati con una sigla (PERMA):

  • Positive emotion (Emozione Positiva): la vita piacevole rimane un pilastro della teoria, ma con due importanti modifiche rispetto alla precedente: la felicità e la soddisfazione di vita, come misure soggettive, da obiettivo della teoria della Felicità, diventano uno dei fattori inclusi nell’elemento dell’emozione positiva.
  • Engagment (Coinvolgimento): è valutato, come l’emozione positiva solo soggettivamente, anche se esclusivamente in maniera retrospettiva, perché pensieri e sensazioni sono solitamente assenti durante lo stato di flusso.
  • Meaning (Significato): il servire e il far parte di qualcosa che consideriamo più grande di noi. Il Significato ha una componente soggettiva ed è decisiva per l’emozione positiva, ma non è unicamente uno stato.
  • Accomplishment (Realizzazione): la realizzazione è spesso ricercata per il suo valore intrinseco, anche quando non apporta nulla in termini di emozione, coinvolgimento, significato e relazioni positive. Seligman porta molti esempi raccolti durante la propria esperienza di giocatore di bridge, in cui vede persone vincere e perdere bene, ma altre che vogliono solamente vincere, indipendentemente da come abbiano giocato, solo per il puro piacere di vincere.

Seligman include la Realizzazione come quarto elemento del BenEssere grazie ad un esperimento svolto negli anni ’60 che ha demolito la teoria secondo la quale gli animali (ivi compresi gli uomini) agiscono unicamente per soddisfare i propri bisogni biologici. L’essere animale agisce anche per avere il controllo dell’ambiente.

  • Relationship (Relazioni Positive): Ben poco di ciò che è positivo, è solitario. Compiere un atto di gentilezza provoca un aumento istantaneo di benessere più affidabile di qualsiasi altro esercizio testato.
    Le relazioni positive hanno in sé le due caratteristiche principali: contribuiscono al BenEssere e possono essere misurate indipendentemente dagli altri elementi, ma siamo sicuri che non vengano ricercate per trovare gli altri elementi ?
    Non esiste una risposta certa a questa domanda, ma Seligman, sulla base di due teorie sull’evoluzione umana evidenzia il valore intrinseco delle relazioni positive:
  1. Evoluzione del cervello umano: circa cinquecentomila anni fa il cervello umano ha iniziato a crescere: da 600 centimetri cubi è arrivato agli attuali 1200. Inizialmente si è creduto che ciò fosse dovuto alla necessità di fabbricare utensili, ma la versione più accreditata al momento è che il cervello sia un risolutore di problemi sociali..
  2. La teoria della selezione del gruppo: la teoria del gene egoista di Richard Dawkins secondo cui l’individuo è l’unica unità della selezione naturale viene contestata da Wilson & Wilson, secondo i quali il gruppo è l’unità principale della selezione naturale.

L’emozione positiva umana è inoltre prevalentemente sociale e orientata alla relazione.
Il fatto che le relazioni positive presentino sempre vantaggi riguardo gli altri elementi è dovuto al fatto che le Relazioni sono fondamentali per l’Homo Sapiens e l’evoluzione le ha rinforzate con gli altri elementi per garantire con assoluta certezza che l’umanità le ricerchi.

3.    La teoria del BenEssere

Teoria della Felicità

Teoria del BenEssere

Reale definita nella misurazione della soddisfazione di vita. Costrutto.
La Felicità è il fulcro della Psicologia Positiva. Argomento della Psicologia Positiva.
La Felicità presenta 3 aspetti: emozione positiva, coinvolgimento e significato, ognuno dei quali alimenta la soddisfazione di vita e viene misurato interamente tramite valutazioni soggettive. Il costrutto è costituito dai cinque elementi: emozione positiva, coivolgimento, significato, realizzazione, relazioni positive. Nessuno di questi elementi definisce da solo il BenEssere, ma tutti vi contribuiscono.Alcunì misurati soggettivamente, ma altri oggettivamente.
Punti di forze e virtù sono i supporti del coinvolgimento, cioè si entra nello stato di FLOW quanto più i punti di forza sono usati per far fronte alle sfide più difficili. I 24 punti di forza sostengono tutti e cinque gli elementi, non solo il coinvolgimento. Ricorrere alle nostre forze porta ad un aumento di emozione positiva, del significato e della realizzazione e a un miglioramento delle relazioni.
Unidimensionale: verte sul sentirsi bene e sostiene che scegliamo il percorso nel tentativo di massimizzare il nostro stato d’animo. Multidimensionale:  riguarda tutti e cinque i pilastri e questi sono i punti di forza.Multiforma in termini di metodo e sostanza:

  • Emozione positiva è soggettiva
  • Coinvolgimento, significato, realizzazione e le relazioni hanno componenti sia oggettive che soggettive, in quanto possiamo credere erroneamente o illuderci di avere coinvolgimento, significato e buone relazioni e un elevato livello di realizzazione.
Compiamo le nostre scelte sulla base di quanta felicità (soddisfazione di vita) stimiamo che possa derivarne. Compiamo le nostre scelte per massimizzare tutti e cinque gli elementi del costrutto, sulla base di criteri diversi riconducibili comunque ai cinque elementi.

 

4.    Ma qual è l’obiettivo ?

 

Teoria della Felicità

Teoria del BenEssere

Argomento: felicità Argomento: BenEssere
Criterio: soddisfazione di vita Criterio: emozione positiva, coinvolgimento, significato, realizzazione, relazioni positive.
Obiettivo: aumentare la soddisfazione di vita Obiettivo: far crescere il funzionamento ottimale (flourishing) aumentando l’emozione positiva, il coinvolgimento, il significato, la realizzazione e le relazioni positive.

 

5.    Il Flourishing

Felicia Huppert e Timothy So dell’Università di Cambridge hanno definito e misurato lo sviluppo ottimale nei ventitre Paesi dell’Unione Europea (di seguito dalla relazione di Huppert e So).
Una persona può dire di essere flourishing se percepisce che la propria vita stia andando profondamente bene.
Flourishing  è una combinazione del sentirsi bene e del funzionare in maniera efficace. Si basa su un’analisi di se stessi ed è quindi una misura soggettiva del benessere. Gli individui
flourishing (o che hanno un alto livello di benessere psicologico), imparano in modo efficace, lavorano in modo produttivo, migliorano i rapporti sociali, hanno maggiori probabilità di contribuire alla loro comunità, e hanno una migliore salute e la speranza di vita.
Alti livelli di flourishing sono anche associati a vantaggi economici dovuti a meno
assenteismo, meno prestazioni insoddisfacenti di scuole e luoghi di lavoro, costi sanitari inferiori e meno necessità di spese per gli effetti di disgregazione sociale.

Flourishing

Flourishing è l’estremità opposta dello spettro  dei disturbi mentali comuni. Sono stati inizialmente definiti i disturbi mentali e l’ansia, e quindi identificati i loro opposti.
Si è deciso di adottare un formato simile a quello dei disturbi mentali e ansia:

• un insieme di funzioni di base;
• un numero minimo di funzionalità aggiuntive.

Funzioni base

Funzioni aggiuntive

Emozione Positiva Autostima
Coinvolgimento Ottimismo
Significato Resilienza
Vitalità
Autodeterminazione
Rapporti Positivi

 

Per fiorire, ovvero per funzionare in maniera ottimale, un individuo deve avere tutte le caratteristiche base e almeno tre delle sei caratteristiche aggiuntive.
E’ stato sottoposto un questionario in 23 paesi dell’Unione Europea, con un campione totale di circa 43.000 adulti (di età maggiora ai 16 anni).

Ecco i risultati:

  • In tutte le Regioni campionate non vi è differenza per genere Uomo/Donna;
  • Il Flourishing è direttamente correlato agli anni di istruzione e al reddito;
  • Le persone sposate hanno più probabilità di essere flourishing rispetto a coloro che non lo sono più (eccezion fatto per l’Est Europa);
  • Il Flourishing diminuisce con l’età;
  • Il Flourishing è correlato a un auto giudizio di buono stato di salute.

I bassi livelli di Flourishing in Europa dell’Est sono legati in parte a bassi livelli di istruzione,
reddito e saluto auto riferita.

La correlazione tra la soddisfazione di vita e il Flourishing è rappresentata in figura:

correlazione tra la soddisfazione di vita e il Flourishing

Il 12,2% soddisfaceva i criteri di Flourishing e il 17,7% ha dichiarato di avere un’ alta soddisfazione di vita. La percentuale di coloro che avevano alti livelli di soddisfazione e Flourishing era 7,2%.
Un terzo delle persone Flourishing non ha ottenuto un alto punteggio sul grado di soddisfazione della vita e la metà di quelli con soddisfazione di vita alta non soddisfaceva i criteri per essere flourishing.

Quindi sono chiaramente concetti diversi, per cui un singolo elemento sulla soddisfazione di vita non è adeguato a sostituire la misura di Flourishing.

6.    Il BenEssere nel Coaching

Se partiamo dalla nostra definizione di Coaching vediamo che “è un metodo di sviluppo di una persona (gruppo/organizzazione) che si svolge all’interno di una relazione facilitante, basato sull’individuazione e sull’utilizzo delle potenzialità per il raggiungimento di obiettivi di miglioramento/cambiamento autoderminati e realizzati tramite un piano d’azione”.

Vorrei focalizzarmi quindi su due aspetti di questa definizione e come questi si possano correlare al BenEssere secondo la Psicologia Positiva.
In particolare:

  • Sviluppo (di una persona): lo sviluppo di una persona avviene anche tramite un miglioramento del suo stato mentale secondo la linea di spettro evidenziata in figura 1.,  Sapendo che noi non tratteremo “disturbi mentali”, ci poniamo l’obiettivo di  accompagnare il nostro Coachee nel trovare la propria strada verso il funzionamento ottimale, lavorando proprio sulle sue potenzialità personali.
  • Relazione facilitante diventa la  “Relazione di BenEssere efficace”.  Tutti i cinque elementi del BenEssere devono essere ritrovati nella relazione che noi costruiamo con il nostro Coachee, in modo che lo stesso sperimenti lo stato di Flourishing come possibile e realizzabile.

7.    La Relazione di BenEssere Efficace

I cinque elementi del BenEssere devono essere riportati nella Relazione con il nostro Coachee, ecco come:

  • Emozione Positiva: Vita piacevole, attraverso i “particolari che fanno la differenza” e  il Setting dobbiamo rendere il momento dell’incontro con il Coachee, un attimo di vita piacevole.
  • Coinvolgimento: attraverso l’Ascolto portiamo il nostro Coachee a rappresentarci ciò che per lui è stato di Flow e lo facciamo lavorare su queste attività, anche tramite esercitazioni che potrà fare tra una sessione e l’altra.
  • Significato: il nostro Coachee deve trovare significato nei nostri incontri, verifichiamo sempre con lui che il lavoro sia in linea con quanto per lui abbia Senso e gli permetta di andare nella strada da lui disegnata.
  • Realizzazione: il vincere per vincere, i successi del nostro Coachee, sia avvenuti contestualmente alla nostra relazione, sia pregressi devono essere portati ad esempio come episodi di realizzazione personale concreta e raggiunta (da qui potrà lavorare sulle proprie caratteristiche personali).
  • Relazioni Positive: la nostra Relazione con il Coachee deve essere una Relazione Positiva, basandoci sulle quattro A (accoglienza, ascolto, alleanza e autenticità), in primis.

Sara Cervi

Pavia

saracervi@libero.it

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