Categoria: Le “4 A” per una relazione di Coaching davvero efficace!

Le “4 A” per una relazione di Coaching davvero efficace!

La relazione che si instaura fra Coach e Coachee è sicuramente alla base della buona riuscita dell’intervento di Coaching; ecco perché è così importante coltivarla e farla diventare davvero efficace e facilitante.

In un momento come quello che stiamo vivendo, in cui la comunicazione di massa è sempre più dominante e le persone si sentono spesso sole o abbandonate, riteniamo ancora più importante costruire un rapporto basato sull’ascolto dell’altro, attraverso una vera e propria accoglienza.

Sentirsi ascoltati davvero, ci permette di poter avere un rapporto equilibrato, per prima cosa, con noi stessi e in secondo luogo con gli altri. L’ascolto, in particolare, è una modalità che poco viene insegnata (fin da piccoli) e che raramente ci capita di incontrare, visto che la maggior parte delle persone rimane intrappolata in facili meccanismi di pregiudizio.

Ascoltare davvero l’altro

Nel suo lavoro il Coach ha il compito di mettere a tacere la propria “fretta interiore”, di ampliare il proprio tempo, con un’accoglienza volta all’interesse verso il Cliente, senza avere il bisogno o la necessità di fornire subito una risposta, un consiglio o addirittura un giudizio frettoloso.

L’ascolto deve essere costruttivo e caratterizzato da una relazione accogliente, non giudicante.

Si comprende bene quindi che non ha senso farsi prendere dalla necessità di fornire una risoluzione del problema portato dal Coachee, occorre piuttosto cercare una “relazione” con la persona, e non con il problema o con la sua soluzione!

Focalizzarsi sulla persona significa costruire una relazione facilitante con il Cliente, che si basa sulle “4 A”:

  1. Accoglienza
  2. Ascolto
  3. Alleanza
  4. Autenticità

Andiamo adesso ad esplorarle una ad una…

Accoglienza

L’accoglienza è forse la base della relazione facilitante, uno dei quattro fili conduttori di una relazione davvero efficace, non solo in un rapporto di Coaching, ma in qualsiasi relazione fra persone. Significa fare spazio all’altro, alle sue peculiarità, alla sua meravigliosa unicità. Ecco di seguito alcuni degli elementi caratterizzanti:

  • assenza di giudizio, utile a non interrompere mai l’ascolto
  • gestione serena del tempo, per non avere fretta di arrivare alla soluzione
  • empatia, per prendere il punto di vista dell’altro, ma poi distaccarsene
  • accoglienza di se stessi, per prima cosa dobbiamo sapere accogliere noi stessi, altrimenti non saremo capaci di farlo neppure con gli altri!

Ascolto

Si tratta di una delle competenze fondamentali per un Coach, senza la quale difficilmente il Coachee si aprirà raccontandosi ed esponendosi. Anche l’ascolto implica un senso di empatia, sapersi calare nel punto di vista dell’altro, senza perdere però la visione d’insieme e il controllo sul processo. L’ascolto di cui parliamo comprende la capacità di non interrompere il flusso del racconto, e di saper accogliere con pazienza e interesse, senza pregiudizi, la narrazione del Coachee.

L’ascolto si articola e si compone in: domande, silenzi e feedback.

Il Coach infatti perlopiù si mette in ascolto attraverso il silenzio, proteggendo lo spazio comunicativo del Coachee. Ha la possibilità di porre alcune domande, mostrando il proprio autentico interesse e infine può dare dei feedback di ascolto, ovvero delle restituzioni, per verificare la correttezza della comprensione o anche per aiutare la focalizzazione del Coachee su determinate parole o concetti comunicati.

Alleanza

Il Coach mostra una fiducia incondizionata nel Coachee e questo è un elemento imprescindibile nella relazione. L’alleanza è certamente un attivatore di circuiti positivi e di apertura da parte del Cliente, che permette quindi di raccontarsi con più disponibilità e facilità, oltre che esprimere se stesso con pienezza, stimolando un senso di autoefficacia e autostima interiori.

Infine un aspetto davvero importante è che la fiducia incondizionata da parte del Coach coadiuva l’assunzione da parte del Coachee delle proprie responsabilità, orientandolo allo stesso tempo verso la scoperta di sé e delle proprie potenzialità.

Autenticità

Tutte queste modalità di cui abbiamo finora parlato perderebbero di pregnanza, se non fossero “intrise” dell’elemento che le rende davvero efficaci, ovvero l’autenticitàSe questa manca, il Coachee percepirà una sorta di ambiguità, perdendo così fiducia e desiderio di apertura e mettendo invece in atto tutta una serie di meccanismi di difesa e di chiusura.

Se sei interessato ad approfondire l’argomento leggi il nostro libro “L’Essenza del Coaching”!

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