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La rinascita di Giacomo

Alcuni contattano un coach per essere supportati in un percorso di crescita personale, altri perché hanno un problema e si sentono impotenti di fronte ad esso o stretti in una empasse, altri ancora perché vogliono raggiungere un proprio obiettivo personale… e qualcuno anche semplicemente per curiosità. In questo breve articolo riportiamo il caso di Giacomo (il nome è ovviamente di fantasia) che tempo fa ci ha contattato.

A Giacomo piace il proprio lavoro e la piccola azienda nella quale opera gli ha appena offerto un contratto interessante, ma lui sente che non è quello che vuole davvero fare nella sua vita.

Gli piacerebbe andare all’estero e imparare l’inglese, vorrebbe realizzarsi in altro modo, ma non sa bene come. Giacomo ha cercato di parlarne con chi gli sta attorno, con i suoi genitori, con la fidanzata, con gli amici… ma tutti lo prendono per matto e nessuno lo capisce realmente.

Giacomo non sa cosa fare ed in lui si rafforzano sempre di più due voci interiori contrastanti tra loro: quella che gli dice di non deludere chi gli sta vicino e quella che gli suggerisce di riprendere in mano la propria vita… Giacomo è molto confuso e in difficoltà!

In realtà la situazione in cui si trova Giacomo è ricorrente. Egli si confronta con due istanze che sembrano contrapposte: da una parte ci sono le persone che gli vogliono bene (e che vogliono il suo bene), dall’altra c’è lui (anche Giacomo cerca il proprio bene).

Il fatto è che ciò che le persone desiderano realmente non può che nascere da dentro. Chi ci ama spesso tende a proiettare su di noi le sue aspettative, il suo concetto di felicità, il suo senso dell’autorealizzazione, il suo senso del bene… tutto ciò potrebbe però non corrispondere affatto a ciò che noi desideriamo.

Noi abbiamo la possibilità di essere i veri protagonisti della nostra felicità, ma questo dipenderà da ciò che realmente vogliamo, dalle nostre scelte, dall’impegno che mettiamo in campo per raggiungerla. Le scelte possono essere imposte oppure autonome. Scelte imposte possono anche dare felicità, ma solo se corrispondono al nostro desiderio più profondo ed a patto che non venga meno il nostro senso di autonomia.

Una cosa è bene ricordare sempre: la felicità si costruisce nel “qui ed ora” e pertanto ogni scelta che facciamo (o che non facciamo) è un tassello del puzzle della nostra vita felice, oppure viceversa un tassello di infelicità.

Ora però, noi – e anche Giacomo – non possiamo prescindere dall’ambiente in cui viviamo, dal contesto in cui agiamo e dalle relazioni che caratterizzano il nostro quotidiano. Ciò che ci circonda può pertanto essere facilitante oppure ostacolante rispetto ai nostri desideri. Nel caso in cui l’ambiente, il contesto, le relazioni nelle quali siamo immersi diventino ostacolanti il nostro desiderio di vita felice, spetta a noi (e non ad altri) fare una scelta: adattarsi agli altri accettando la nostra frustrazione, oppure agire attivamente sul cambiamento delle idee e delle aspettative di chi ci circonda, oppure ancora rompere con le relazioni ed il contesto e ricostruire un nuovo progetto di vita

Ritornando a Giacomo, alcune domande gli hanno permesso di fare chiarezza sulla propria situazione e sui suoi reali desideri. Di queste, ne riportiamo alcune:

  • Come definisci la tua situazione attuale?
  • Cosa oggi ti fa maggiormente soffrire? Cosa significa per te questo?
  • Quale significato ha per te il lavoro, la famiglia, la fidanzata?
  • Qual è l’obiettivo che ti piacerebbe davvero  raggiungere nel tuo prossimo futuro?
  • Cos’è per te la felicità? Che posto ha nella tua vita?
  • Cosa significa per te fare una scelta piuttosto che un’altra?
  • Cosa sei disposto a lasciare per essere felice?
  • Cosa sei disposto a fare da subito per ricominciare ad essere felice?

Cara amica, caro amico, chissà se il tuo pensiero sia mai stato somigliante a quello di Giacomo, se anche tu hai mai sentito in pancia o nella testa la morsa dell’indecisione, la paura di deludere gli altri e di far soffrire te stesso/a. Certo è che tutti, prima o poi, possiamo trovarci nella situazione di Giacomo.

Se vuoi, prenditi un po’ di tempo e scegli un posto tranquillo per pensare e per rispondere a queste domande. Ascolta il dialogo delle tue voci interiori, accogli senza giudizio né critica la tua unicità, accetta fino in fondo ciò che sei e ciò che vuoi realmente, le risposte che troverai dentro di te ti guideranno nella direzione della tua felicità!

Giacomo lo sa, rinascere è possibile… ora lo sai anche tu!

Un abbraccio.

Franco Rossi

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  • […] è la domanda/il movimento che tiene insieme l’analisi del presente percepito e la narrazione del futuro desiderato (prendendo a prestito l’espressione “non si può curare chi non vuole essere curato” […]

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