Categoria: Un uomo per due vite in uno specchio

Un uomo per due vite in uno specchio

Ritrovando sul tavolo della biblioteca di paese “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello ho pensato “Mah, se questo Mattia avesse seguito un percorso di Coaching? Chissà…

 

Vado ora a presentarvi il protagonista e gli altri personaggi….

Mattia vive in un piccolo paese e diventa un normale ragazzo caratterizzato da un’occhio sbalestrato e un carattere impetuoso che prendeva tutto alla leggera. Cresce con il fratello RoBerto e la Madre, che rimasta presto vedova, delega la gestione delle ricchezze di famiglia a Malagna, detto la Talpa, che pur non facendo mancare nulla alla famiglia, sperpera e a ruba tutto creando anche debiti.
Zia Scolastica, sorella del padre di Mattia, tenta invano di persuadere la cognata a sposare Pomino, ricco vedovo e padre di Mino, miglior amico di Mattia.
Ormai grande, Mattia si trova senza denaro, abituato ad uno stile di vita medio-borghese, istruito in casa da Pinzone, “maestro” di dubbia cultura, e soprattutto senza alcuna aspirazione nella vita, come lui stesso si definisce: “uno scioperato”.
Il fratello Berto, scioperato anche lui, si salva facendo un matrimonio conveniente. Mattia dapprima s’innamora di Oliva ma allo stesso tempo si impegna a frequentare Romilda, la nipote del Melagna, per aiutare Mino, innamorato di lei, ma i due conoscendosi si innamorano e in un impeto di passione Romilda rimane incinta.
La madre di Romilda avida e dispotica, saputo chi era il padre, obbliga la figlia a sposare lo zio Melagna, che rimasto vedovo e si accompagna con la giovane e florida Oliva per ottenere un figlio, senza risultati.
Mattia guidato dal risentimento e l’ira verso Melagna, mette incinta Oliva, aiutandola, salva Romilda con un matrimonio riparatore incastrandosi nella convivenza con la moglie disgustata dal “tradimento”, la suocera che lo odia per averli costretti a vivere in povertà; e la madre di Mattia sempre triste poiché si incolpa della rovina economica famigliare.
Costretto a trovarsi un’occupazione Mattia accetta la proposta di Mino e diventa bibliotecario, ma la morte delle due figlie neonate avute da Romilda e della madre di Mattia lo portano alla prima grande Crisi di Autogoverno, Mattia fugge a Montecarlo con il poco denaro inviatogli dal fratello Berto e gioca gioca gioca…

 

Questa prima parte mi ha portato alle seguenti riflessioni:

Mattia dimostra poca cura di sé, piuttosto subisce passivamente forze esterne (contesto e relazioni) e forze interne (passioni e emozioni), incastrandosi in situazione non desiderata.
Senza dei veri obiettivi personali Mattia non riesce mai ad essere veramente felice, ma cosa si intende per FELICITÀ’?
Mattia vive Emozioni positive quando s’innamora, prima di Oliva e poi di Romilda, che hanno breve durata ed è tale anche il loro effetto, non vive Esperienze ottimali,non descrive attività che lo coinvolgono pienamente e non dà mai il meglio di sé non sperimenta lo stato di Flow, infine Mattia non trova il Senso della sua vita, etichettandosi come “uno SCIOPERATO” ed è proprio quest’ultima la forma di felicità la più rilevante, come alcuni studi della Psicologa Positiva dimostrano.
Seligman, Co-fondatore di questa disciplina, scompone la felicità in queste tre parti.

La Self Determination Theory (E. L. Deci & M. Ryan) vede la motivazione come l’AUTODETERMINATA o il CONTROLLATA e collega la felicità a 3 Aree di autorealizzazione che non sono intercompensabili tra loro
Mattia riesce a sviluppare l’Area della Relazionalità, costruire e coltivare relazioni sociali come l’amicizia di Mino ma anche il risentimento per Melagna.

Riguardo all’Area della Competenza, agire con efficacia nel proprio ambiente e raggiungere i risultati voluti, Mattia agisce in maniera non autodeterminata, come accetta di fare il bibliotecario, usa competenze fredde con motivazione estrinseca, pone il focus sul risultato che non è soddisfacente con effetto premio-punizione.

Quanto all’Area dell’Autonomia, essere e a sentirsi autonomo nelle sue scelte, non se ne cura infatti agisce influenzato da ciò che gli hanno insegnato ad essere, dai legami con i ruoli sociali che sente di dover rispettare e non riesce ad effettuare scelte frutto di idee autonome, basate su interessi e desideri propri.

 

La storia continua…

Mattia gioca e vince una fortuna, tornando a casa in treno legge il suo necrologio sul giornale, per un attimo si arrabbia, poi decide di cogliere l’occasione, cende dal treno liberandosi così di moglie, suocera, Melagna e creditori.
Con un paio di occhiali per nascondere l’occhio sbalestrato, un nome rubato ad un viaggiatore e il cognome d’un filosofo, nasce un uomo libero di essere tutto ciò che voleva, Adriano Meis.
Comincia creandosi un passato: orfano nato in America e cresciuto girovagando per l’Italia col nonno, viaggiatore errante senza radici né conoscenze né legami.

Poi immagina il suo futuro desiderato, vedendosi ben istruito, mai più legato a situazioni spiacevoli, girovago,sempre in cerca di nuove vedute e città da scoprire.
Ma man mano che viaggia, solo e muto, si accorge d’aver bisogno di compagnia, ma l’amicizia è confidenza e lui non può dire la verità a nessuno inoltre questo vivere nella menzogna non gli piace, gli sembra d’essere “uno spettatore estraneo della vita, un’invenzione ambulante calata nella realtà”.

Quella libertà tanto desiderata non gli permette di possedere niente né avere un’occupazione, né documenti e deve vivere senza eccessi per far bastare il denaro.

Al secondo inverno si scopre sofferente nel girovagare e decide di stabilirsi a Roma. Trova una stanza in affitto in casa del Sign. Paleari, politico in pensione, la bella e dolce Adriana, figlia di Paleari, di cui si innamora perdutamente, la Sig.na Caporale, insegnante di musica e affittuaria dell’altra stanza, e infine Papiano, scaltro imbroglione marito della defunta sorella di Adriana.

Dopo una serie di eventi: il gesto eroico per salvare donna da un’aggressione di strada, il furto di denaro e l’impossibilità di denunciarlo, l’apparizione di un falso parente scovato da Papiano, l’operazione all’occhio per amore di Adriana per poi accorgesi dell’impossibilità di avere un futuro insieme, l’impossibilità di raccogliere una sfida a duello senza amici/testimoni, ed infine stanco di vivere sempre nella menzogna, in preda alla seconda Crisi di Autogoverno, decide di far morire Adriano Meis e tornare a Miragno convinto di poter riallacciare le fila della sua VERA vita.

 

Fermandomi a riflettere…

Mattia alias Adriano, caduto nelle trappole della sua mente, anziché dei veri obiettivi immagina solo un vago futuro desiderato privo di un vero significato.
Ma in che modo è differente l’Obiettivo dal Futuro Desiderato?
L’Obiettivo per essere considerato efficace dev’essere, S.M.A.R.T.E.R.:

  • Specifico, chiaro preciso concreto, il risultato va definito il più possibile
  • Misurabile, avere parametri utili alla misurazione dei miglioramenti fatti
  • Attuabile, raggiungibile in base al contesto e le potenzialità/competenze da usare.
  • Rilevante, importanza funzionale e/o emotiva, per i risultati e la felicità individuale.
  • Temporale, suddiviso in step intermedi rispetto alla data specifica finale.
  • Ecologico, coerente con ambiente,identità e valori dell’individuo ed infine
  • Registrato messo nero su bianco e responsabilizzante.

Per realizzare un Obiettivo SMARTER occorre anche essere consapevoli delle proprie potenzialità citando A. Bandura:

“Se le persone non credessero di poter produrre con le loro azioni gli effetti che desiderano, avrebbero pochi stimoli ad agire… La nostra vita è guidata dal senso di autoefficacia che corrisponde alle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati.”

Mattia come Adriano è consapevole di ciò che non può fare, ma non esplora le sue potenzialità possano essere usate per una accrescere la sua personalità.
La Psicologia Positiva di Seligman si concentra anche sullo studio dei tratti individuali positivi descritti nel manuale “Character Strengths and Virtues”, in cui di trovano le High Six: Giustizia , UmanitàSaggezza , Temperanza, Trascendenza, Coraggio e da cui scaturiscono le alte 24 potenzialità del carattere.

Mattia con le sue azioni mostre alcune delle sue potenzialità:
mostra Gentilezza volendo aiutare Pomino con Romilda, quando scopre di non poter vivere nella menzogna, mostra Integrità; non vantandosi mai di nulla dimostra Modestia e Umiltà; desidera viaggiare e vedere posti nuovi quindi mostra Apprezzamento della bellezza e eccellenza; si assume le sue responsabilità con Romilda e in altre occasioni mostra così Senso civico, Cittadinanza; infine quando difende la donna dall’aggressione dimostra Coraggio; ecc….

“Il potere è una potenzialità in atto che si manifesta come tratto del carattere, come attività, come processo relazionale ed è accompagnato da un intrinseco appagamento , cioè da una serie di piaceri tutti diversi, ma tutti accomunati dall’essere sensazioni piacevoli.” (Stanchieri)

Mattia vive la sua seconda vita come il vecchio elefante in cattività, legato alle abitudini più che la corda che lo lega all’albero, non reagisce, infatti pur volendo cambiare, non esce dalla sua zona di comfort, dove risiedono le convinzioni guida di scelte e comportamenti. Proprio le convinzioni conducono Mattia all’Immobilità in entrambe le vite, poichè frutto di Distorsioni Cognitive che generano una visione alterata e limitante di sè e del suo ambiente.

Le convinzioni sono di 2 tipi: Supportive, potenzianti, o Limitanti,depotenzianti.
Alcuni generatori delle convinzioni Limitanti sono :

  • Basso senso di Autoefficacia, predittivo di una probabile bassa prestazione
  • Pessimismo, focus su aspetti negativi, gli eventi positivi raramente a se stessi
  • Perfezionismo, l’inattivazione per la paura dell’insuccesso, genera insoddisfazione
  • Chiusura Mentale, no spazio per pensieri integranti, frasi con“Però, ma, invece”
  • Conflitto Interiore, blocco per la difficoltà di scelta tra due o più pensieri diversi.

Nel Coaching le convinzioni vengono Ristrutturate tramite domande, che come primo obiettivo ampliano la selezione dei dati, approfondiscono le informazioni disponibili,le azioni intraprese e le decisioni legate all’accaduto; poi trovando nuovi punti di vista che generano nuove ipotesi e nuove conclusioni; ed infine il supporto della riduzione di convinzioni limitanti e l’acquisizione di convinzioni supportive.

 

In Conclusione

Mi piace credere che Mattia Pascal seguendo un percorso di Coaching, avrebbe raggiunto la consapevolezza delle sue potenzialità, di come prendersi cura di sé e realizzare Obiettivi Autodeterminati e come Meta Obiettivo una vita Piena e Felice.

 

Gina Mastrangelo

 

Nota: I concetti di Presente Percepito e di Futuro Desiderato sono di proprietà intelletuale della Scuola INCOACHING®

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