QUARTA RISTAMPA

L'Essenza del Coaching
di A. Pannitti e F. Rossi
Editore: Franco Angeli

L'Essenza del Coaching

Recensione

Famiglia Oggi N.4/2012


Presentato all'Università
"La Sapienza" - Roma


Il libro presenta in modo completo il coaching nella sua vera essenza. Punto di riferimento è il metodo che viene insegnato nelle università anglosassoni, come quella di Sidney, la prima università al mondo a inserire il coaching tra le materie accademiche.


NOVITÀ EDITORIALE

Spiritualità cristiana e Coaching
La relazione facilitante di Gesù

di N. Brescianini e A. Pannitti
Editore: La Parola


Spiritualità cristiana e Coaching

Un coinvolgente dialogo tra un Coach professionista che si interessa di spiritualità e un monaco benedettino appassionato di Coaching.


NOVITÀ EDITORIALE

Tappo a chi?!!
E se la tua crisi fosse un'opportunità?

di C. Lacchio e F. Rossi
Editore: Franco Angeli


Tappo a Chi?

“Tappo a chi?!!” è una favola motivazionale. Il tema centrale della storia narrata - con estrema delicatezza e creatività - è il cambiamento, fatto di paure, rabbia, preoccupazione, ma anche di possibili opportunità e di nuove prospettive per migliorare il proprio benessere e raggiungere la felicità.

Vivere con Ottimismo



mercoledì, agosto 5th, 2015 | articolo di: admin - pubblicato in: Elaborati di fine corso
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Durante la mia vita professionale e privata ho avuto modo di constatare quanto sia importante e determinante, al fine del raggiungimento di un obiettivo, pensare ed agire in maniera positiva: con ottimismo.

 

Cos’è per definizione l’ottimismo?

Dal Latino optimus o “ottimo”.

Nel linguaggio comune, la disposizione psicologica che induce a scegliere e considerare prevalentemente i lati migliori della realtà, oppure ad attenersi ad uno sviluppo favorevole nel corso degli eventi (in contrapposizione a pessimismo). Fiducia nella buona riuscita di un fatto, nell’evoluzione in senso positivo di una situazione. (Treccani)

 

Fiducia, entusiasmo, determinazione, scoraggiamento, apatia, passività sono stati d’animo che improntano significativamente il nostro rapporto con la realtà, ma che solo in parte riflettono la natura delle prove con le quali ci dobbiamo comportare. In realtà, le stesse sfide vengono da alcuni vissute come opportunità e da altri come insidie; le medesime difficoltà vengono da alcuni affrontate come occasioni per esaltare le proprie capacità e da altri come incidenti in cui si svelano i propri limiti.

 

E’ fondamentale il modo di guardare la vita che, secondo Martin Seligman, distingue gli ottimisti dai pessimisti e fa dell’ottimismo un ingrediente essenziale del benessere e del successo. Numerose ricerche attestano infatti che gli ottimisti si ammalano di meno, vivono più a lungo, riescono meglio a scuola e nel lavoro, hanno una vita di relazione più ricca, hanno più successo nella politica, ecc… L’ottimista di fronte al successo non ha dubbi che esso dipenda dalle sue abilità e dal suo impegno e vede in esso la conferma della sua capacità a confrontarsi efficacemente con la realtà nei più svariati domini, mentre vede nell’insuccesso un incidente di percorso dovuto alla peculiarità delle prove e delle circostanze.

 

Ma ottimisti si nasce o lo si può diventare?

Vedremo che lo si può diventare apprendendo a guardare la vita in modo da trovare il massimo vantaggio dalle lezioni dell’esperienza, dalla propria capacità e dalle opportunità dell’ambiente.

 

DIFFERENZE TRA OTTIMISTI E PESSIMISTI

I pessimisti tendono a credere che gli eventi negativi durino molto tempo, che distruggano tutto e siano la conseguenza di colpe proprie.

Gli ottimisti, quando devono confrontarsi con le avversità di questo mondo, si comportano in maniera opposta. Tendono a credere che la sconfitta sia solo temporanea e che le cause siano circoscritte ad uno specifico evento. Gli ottimisti non si scoraggiano dopo la sconfitta. Percepiscono una situazione negativa come una sfida da sostenere strenuamente.

 

L’ESSERE UMANO

Molte cose nella vita sfuggono al controllo: il colore degli occhi, la razza, ecc… Tuttavia, c’è un vasto campo d’azione sul quale possiamo esercitare il nostro controllo, oppure cederlo al fato o ad altri. Si tratta del modo di condurre la vita, di gestire le relazione interpersonali, di guadagnarsi da vivere: tutti aspetti dell’esistenza per i quali esiste una concreta possibilità di scelta.

Il modo in cui pensiamo cambia il corso degli eventi stessi.

I freudiani sostenevano che erano i conflitti irrisolti dell’infanzia a guidare il comportamento adulto. Gli skinneriani (dallo psicologo Burrhus Frederic Skinner) sostenevano che il comportamento è ripetuto solo a seguito di un rinforzo esterno.

Dai primi anni ’60, l’ambiente viene considerato sempre meno importante nel causare il comportamento di una persona e si sposta l’attenzione dal potere dell’ambiente alle aspettative, preferenze, decisioni, libero arbitrio, controllo e impotenza dell’individuo.

 

SUCCESSO NELLA VITA

Nei luoghi di lavoro e nelle scuole si opera sulla base dell’assunto convenzionale che il successo è dato da una combinazione di talento e desiderio. Il fallimento è spiegato ora dalla mancanza di talento, ora dall’assenza di desiderio. Ciò nonostante, il fallimento può anche capitare quando il talento ed il desiderio sono presenti, ma manca l’ottimismo. Mentre il talento, per quanto si sia rivelato misurabile è piuttosto difficile da migliorare, il desiderio è un’altra questione.

Può essere bruciante ma declina velocemente se non viene costantemente alimentato.

L’infatuazione per un prodotto può svanire in un minuto, oppure viene sostituito da un desiderio indotto. I corsi per incrementare la motivazione nel personale hanno effetto per qualche giorno, o per qualche settimana, poi è necessario indurre altre energie.

 

PERCHE’ ESISTE IL PESSIMISMO ?

Il pessimismo è dappertutto. Alcune persone ne sono continuamente afflitte, ma tutti, eccetto i più ottimisti, ne risentono periodicamente.

Si tratta di un colossale errore della natura oppure ha un proprio ruolo nella vita ?

Il pessimismo può essere alla base del realismo di cui spesso abbiamo bisogno. In molti casi, nella vita, l’ottimismo è infondato. Certamente l’ottimismo ha un proprio ruolo nell’evoluzione della specie. In Optimism: The biology of hope, Lionel Figer sostiene che la specie umana è stata selezionata dall’evoluzione in virtù delle sue illusioni ottimistiche della realtà.

 

DIVENTARE OTTIMISTI

Come dicevo all’inizio c’è una buona notizia per i pessimisti: essi possono apprendere le abilità dell’ottimismo e migliorare in maniera permanente la qualità della loro vita.

E’ possibile che alcuni vedano l’ottimista come il classico seccatore che amplifica le sue capacità, incolpa cronicamente gli altri e non si assume mai le responsabilità dei propri sbagli. Tuttavia, la maleducazione non è appannaggio né dell’ottimismo né del pessimismo.

Diventare ottimisti non significa diventare egoisti, esasperatamente assertivi e arroganti con gli altri; significa semplicemente apprendere una serie di abilità che consentono di dialogare adeguatamente con se stessi quando si deve affrontare una sconfitta personale.

Significa apprendere la capacità di condurre un dialogo interiore riguardo alle proprie avversità in modo più incoraggiante.

Uno dei metodi che si può seguire è quello sviluppato da Albert Ellis:

Metodo  ABC

A = Adversity  (avversità)

B = Belief  (credenza)

C = Consequences  (conseguenze)

 

Il primo passo è individuare la connessione tra questi punti. Il secondo passo è fare attenzione a come agiscono ABC nella vita quotidiana.

Per trattare le proprie credenze pessimistiche, una volta che siamo consapevoli, possiamo ricorrere a due metodi. Il primo è semplicemente quello di distrarsi, di cercare di pensare ad altro. Il secondo è discuterle. La discussione è più efficace nel lungo periodo perché le credenze discusse adeguatamente hanno meno probabilità di ripresentarsi.

Per fortuna si ha già esperienza di che cosa sia la discussione. Quando si comincerà a discutere le accuse che ci si rivolge, si potrà applicare l’abilità che già padroneggiamo perseguendo nuovi obiettivi.

Per discutere efficacemente si possono seguire quattro modalità:

  • Prove
  • Alternative
  • Implicazioni
  • Utilità

Il modo più convincente per discutere una credenza negativa che essa è, di fatto, scorretta. La maggior parte delle volte individueremo prove a nostro favore, dato che le reazioni pessimistiche alle avversità sono spesso reazioni esagerate.

I pessimisti si ancorano alla peggiore di tutte le possibili cause, a quelle più permanenti, pervasive e personali. Anche se la credenza è corretta, possiamo chiederci: quali implicazioni comporta?

Per finire, talvolta le conseguenze sono più importanti della correttezza della credenza stessa. Tuttavia i benefici dell’ottimismo non sono illimitati. Il pessimismo deve avere un proprio ruolo sia nella società sia nella propria vita, dobbiamo avere il coraggio di sopportare il pessimismo quando sono in gioco valori importanti.

Ciò che si vuole non è un ottimismo privo di senso ma un ottimismo con gli “occhi aperti”. Quando occorre, dobbiamo essere in grado di usare un forte senso della realtà, senza per questo rimanervi ancorati.

I benefici di questo tipo di ottimismo sono infiniti.

I momenti di ottimismo sono quelli dei grandi progetti, dei sogni e delle speranze. La realtà viene benignamente distorta per dare ai sogni la possibilità di emergere. Se non ci fossero questi momenti non realizzeremmo mai niente di difficile, non affronteremmo mai nulla di rischioso. L’Everest non sarebbe stato scalato, non si sarebbero corsi i 100 metri sotto i 10 sec., i progetti dell’aeroplano a reazione e del computer sarebbero rimasti nel cestino di qualche vicepresidente finanziario.

 

Il genio dell’evoluzione sta nella tensione dinamica tra l’ottimismo e il pessimismo e nel modo in cui continuamente e reciprocamente si correggono. L’alternarsi di questi due stati nel corso della vita genera quelle tensioni che permettono ora di rischiare ora di trincerarsi senza il pericolo di raggiungere gli estremi. In un certo senso è questa perpetua fluttuazione che permette agli esseri umani di realizzare così tante cose.

 

Il Coaching, per come l’ho appreso io, è sì un metodo per sviluppare le potenzialità dell’individuo, ma è anche una visione e interpretazione di uno stile di vita. Si basa di fatto su alcuni elementi che indicano la strada per ottenere benessere ed eudemonia: motivazione, determinazione, entusiasmo ed appunto ottimismo, che possono contribuire al raggiungimento della piena realizzazione di se stessi.

 

Daniele Ballanti

48018 Faenza (RA)

ballantid@gmail.com

Consulente industriale e business coaching

 

Bibliografia:

Martin E.P. Seligman – “Imparare l’ottimismo“  (Giunti Editore, Firenze)

 





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