Categoria: Coaching e Personal Branding: metodi, tecniche e opportunità

Categoria: Coaching e Personal Branding: metodi, tecniche e opportunità

Coaching e Personal Branding: metodi, tecniche e opportunità

Esplorazione, conoscenza di sé, obiettivi e analisi dei risultati.

Impegno, costanza, onestà intellettuale e volontà.

Uscire dagli schemi, trovare soluzioni nuove, diverse, tentare, fallire e da lì ricominciare.

Di cosa stiamo parlando? Di Coaching, di Persone, di Progetti e, quindi, di Personal Branding.

Il Coaching è una metodologia di comunicazione, basata sull’attenta cura e sviluppo della relazione interpersonale che intercorre tra gli interlocutori, i quali ricoprono due ruoli diversi: Coach e Coachee. Il Coach è colui che guida il percorso di Coaching del Coachee, il suo cliente.

Il Coaching non esiste senza relazione, né senza comunicazione. La relazione di Coaching nasce e si sviluppa all’interno di una “geometria” ben definita: la struttura dell’interazione è simmetrica, basata su ruoli complementari (Coach/Coachee) e sul contenuto della comunicazione che deve essere asimmetrico, vista la differenza di ruoli[1].

Data la complementarità dei ruoli, lo scopo del Coaching è di permettere al Coachee di scoprire e sviluppare il suo potenziale, trasformandolo in risorsa agita, per raggiungere uno o più obiettivi autodeterminati. In questo percorso, il ruolo del Coach è quello di accompagnare il Coachee alla riscoperta di sé[2].

Sulla base delle mie competenze, dei miei studi e delle mie esperienze, è stato naturale, sin dal primo momento in cui ho iniziato ad approfondire la materia del Coaching, notare come la struttura del percorso di Coaching e le sue caratteristiche mostrino delle somiglianze per teoria e metodologia, con le tecniche tipiche della Comunicazione Strategica.

Comunemente utilizzano la Comunicazione Strategica aziende, istituzioni, singoli e associazioni, sia per promuovere la loro attività o il loro prodotto, sia per poter trasmettere tutte le informazioni necessarie agli stakeholders[3]di riferimento.

Ciò che per me è stato di illuminazione nel trovare le convergenze tra Percorso di Coaching e Strategia di Comunicazione riguarda l’aspetto progettuale di queste due materie. Esse, infatti, nel loro teoria e pratica attingono a piene mani da diversi ambiti accademici: Storia, Letteratura, Psicologia, Biologia e Neuroscienze, Gestione dei Progetti e altri. Quando parlo di aspetto progettuale, però, mi riferisco nello specifico al Project Management, alla gestione dei progetti professionale, basata sull’ottimizzazione delle risorse, per costi e tempo[4].

Le similitudini e i parallelismi riscontrati e che voglio porre in evidenza riguardano il processo del percorso, non il contenuto. Nella tabella sottostante una breve sintesi.

 

 

 Coaching  Comunicazione
Ambito: Il focus della materia, profit e no profit. Domanda di Coaching: crisi di auto-governo che attiva il processo. Servizio/Prodotto: ciò che si vuole comunicare.
Obiettivi: definizione di cosa si vuole ottenere con l’uso di questa metodologia. Obiettivi di Percorso/SMARTER: a breve, medio e lungo termine. Obiettivi SMART: specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e basati sul tempo.
Caratteristiche: gli elementi sui quali si basa ogni singolo caso. Valori/Etica del Coach e del Coachee: evidenziati grazie all’uso delle 4 A (Accoglienza, Alleanza, Ascolto e Autenticità). Mission, Vision e Valori: ciò che muove dal profondo la persona o l’organizzazione nel proprio agire e comunicare.
Distintività: ciò che rende riconoscibile e distingue un caso da un altro. Potenzialità/Risorse agite: ciò che si cerca e si mette in atto attraverso il Coaching. Unique Selling Proposition: ciò che si cerca di creare e comunicare attraverso la Comunicazione.
Strumenti: gli oggetti, le tecniche e gli elementi grazie ai quali si sviluppa la materia e la metodologia. Domande, Silenzio, Work-in e Work-out Social Network, Sito Web, Inserzioni, Pubblicità, Pubblicazioni, Stampa ecc.
Misurazione: strumenti e tecniche per la valutazione del processo Monitoraggio: fasi di controllo ricorsive, durante la sessione e durante il percorso. KPI: individuazione degli indicatori rilevanti per la valutazione delle azioni della Strategia.
Metodo Piano d’Azione/Percorso di Coaching Strategia di Comunicazione

 

Così come la Strategia di Comunicazione, anche il Percorso di Coaching non si sviluppa in maniera lineare ma in maniera ciclica, per centri concentrici, a partire dalla Domanda di Coaching, passando per l’individuazione degli obiettivi, per poi svilupparsi in sessioni, in cui ogni volta si scava più in profondità sia in relazione agli obiettivi e alle potenzialità, sia in relazione alle azioni concrete che il Coachee può mettere in atto per raggiungerli. La misurazione, poi, del processo avviene in maniera sistematica, sulla base di indicatori soggettivi e oggettivi, individuati in fase di esplorazione.

Mi preme sottolineare, infine, che il processo di sviluppo di una Strategia di Comunicazione e quello di un Percorso di Coaching hanno declinato in maniera singolare il processo tipico del ciclo di Deming, composto dalle fasi ricorsive di Plan, Check, Do, Act[5].

Sulla base delle evidenze sopra riscontrate, desidero fare un successivo approfondimento relativo, questa volta, all’implementazione del Coaching all’interno di un ambito specifico della Comunicazione Strategica, ovvero il Personal Brand.

Il Personal Branding è il processo attraverso il quale si comunica agli stakeholder il valore di un brand (una marca) personale. Nel Personal Brand il prodotto o servizio fornito dal professionista passa in secondo piano e, invece, diventano centrali le sue competenze, le sue capacità ed esperienze, così come i suoi valori, la sua etica personale e professionale, i suoi principi morali e l’obiettivo “più alto” che egli si pone. Il brand non è più inteso come un’azienda o un’organizzazione, ma è la persona stessa.

In cosa differisce il Personal Branding dalla comunicazione aziendale o pubblicitaria classica? Il fatto che venga posto al centro la persona e le sue qualità distintive, che la rendono unica rispetto agli altri professionisti e competitors.

Un aspetto fondamentale per la costruzione della Strategia di Comunicazione di un personal brand è la motivazione interna alla persona, che la spinge a mettersi al servizio degli altri grazie a ciò che sa, ad agire in modo da poter dimostrare le proprie competenze, per raggiungere sia gli obiettivi professionali sia quelli personali. Il Personal brand riguarda la persona, la sua idea e il suo progetto di vita, come egli vuole contribuire al cambiamento e all’evoluzione della società e del contesto in cui vive.

Proprio per le caratteristiche tipiche della comunicazione del Personal Brand ritengo che il Coaching sia uno degli strumenti più adatti allo sviluppo stesso della Strategia. Nella maggior parte dei casi, infatti, i professionisti che decidono di investire nel Personal Brand sono persone con spiccate doti comunicative, esperte del settore in cui si occupano, con una visione a lungo termine. Il Coaching può, in questo senso, favorire la focalizzazione degli obiettivi, aiutando ad alimentare la motivazione interna e a concentrare le energie su determinati obiettivi, ordinati per priorità ed importanza.

C’è un ultimo punto in comune che, a parer mio è centrale, tra Personal Branding e Coaching: l’utilizzo sistematico del pensiero laterale[6]come strumento per la costruzione del percorso personale e professionale e per l’evoluzione interna e di processo. Sia nel Coaching che nel Personal Brand l’obiettivo di percorso viene definito in maniera chiara, ma il percorso e i conseguenti obiettivi intermedi sono frutto dell’esperienza, dei tentativi, dei fallimenti e della ricerca di percorsi nuovi ed inediti. Perché? Perché il centro rimane la persona, le azioni conseguenti la presa di consapevolezza della propria unicità e, quindi, potenzialità, risultano inevitabilmente anch’esse uniche, irripetibili, frutto della personale visione del mondo della persona protagonista. Il professionista come il Coachee arriva agli obiettivi prefissatosi attraverso strade indirette, diverse, usando il pensiero laterale, facendo esperienza e rafforzando la propria autostima e autoefficacia. Al termine del processo il Coachee e il professionista avrà acquisito maggiore consapevolezza non solo di sé e delle proprie capacità e potenzialità, ma anche delle risorse, delle opportunità e delle potenzialità del contesto e del network  in cui agisce.

Per quanto una Strategia di Personal Branding e un Percorso di Coaching debbano avere un inizio e una fine stabiliti in maniera arbitraria sulla base delle necessità riscontrate e degli obiettivi definiti, il metodo e il processo di ricerca e miglioramento continuo volto all’Eccellenza su cui si basano, si trasformano grazie all’esperienza vissuta in una modalità di pensiero a cui consegue anche una diversa modalità di azione e di mobilità, non solo nel mondo, ma anche interiore. Alla base di un Percorso di Coaching e di una Strategie di Personal Branding vi è la consapevolezza e la volontà di conoscere e raccontare ciò che si è.

La Comunicazione fa parte della vita umana, è ciò che ne ha permesso l’evoluzione e su cui si basa il progresso. Il Coaching è uno degli strumenti che la Comunicazione può utilizzare per raggiungere un miglioramento qualitativo nella vita delle persone. Il Personal Branding, invece, è la centratura di questo processo in chiave professionale e strategica.

Queste tre macro-aree hanno un unico punto in comune: si basano sulla persona, le sue capacità e potenzialità, le sue risorse e i suoi obiettivi. Proprio per questo motivo, per quanto sia possibile studiare e teorizzare metodologie per la messa in pratica di queste tre materie in maniera convergente e funzionale alla loro ottimizzazione per il raggiungimento dei risultati, è fondamentale sottolineare che per la loro natura umanistica, la quale pone al centro l’unicità della persona, non esistono formule magiche, pratiche e processi standard da applicare in maniera univoca ad ogni caso, situazione o persona. Tuttavia, guardando queste caratteristiche e questi elementi da un’altra prospettiva, appare evidente che esattamente per gli stessi motivi, è possibile trarre dal Coaching, dalla Comunicazione e dal Personal Branding le best practices utili non solo per il raggiungimento degli obiettivi, ma per un complessivo miglioramento della qualità della vita degli individui.

Durante il processo di riscoperta delle proprie capacità e risorse, nella messa a fuoco degli obiettivi e delle azioni necessarie per raggiungerli, ogni persona, professionista o meno, acquisirà un grado di consapevolezza di sé, di ciò che è e di ciò che desidera, unico, irripetibile, e per questo speciale, da cui trarrà beneficio e benessere.

Costruire il proprio percorso di crescita personale e professionale basandosi su ciò che si è, non solo su ciò che si possiede o che appare, nel mondo contemporaneo acquista una valenza di tipo sovversivo. Riportare il focus sulla persona, inserita nell’ambiente in cui vive, evidenziando e superando gli ostacoli grazie ai facilitatori, è un atto d’amore e di rispetto verso sé stessi e verso gli altri.

E il rispetto genera sempre libertà.

 

 

Marcella Peverini
Communication Strategist, Web Writer & Life Coach
Padova
peverinimarcella@gmail.com

 

 

Bibliografia:

[1]Fonte “L’essenza del Coaching”, Panniti A., Rossi F.

[2]Ibidem.

[3]Con il termine “stakeholders” si intendono tutti i soggetti fisici e non che hanno un interesse nei confronti di un altro soggetto, sia esso una persona, un’azienda, una società o altro. L’interesse è qui inteso sia di relazione, che economico e sociale. (fonte “Manuale operativo di relazioni pubbliche”, Vecchiato G.)

[4]Per un approfondimento al riguardo rimando al manuale tecnico “Guida alle conoscenze di gestione progetti” di Mastrofini E, per conto del Isipm, Istituto Italiano di Project Management.

[5]“Il Ciclo di Deming è un “metodo di gestione interattivo in quattro fasi utilizzato per il controllo e il miglioramento continuo dei processi, dei prodotti e della qualità in un’ottica a lungo raggio. Serve per promuovere una cultura della qualità che è tesa al miglioramento continuo dei processi e all’utilizzo ottimale delle risorse”. (fonte Wikipedia.it alla voce “Ciclo di Deming”).

[6]Il Pensiero Laterale è stato teorizzato da Edward De Bono. Prevede la ricerca di metodi, tecniche, pratiche e processi inediti, differenti da quelle comunemente utilizzati per la risoluzione di situazioni e problemi quotidiani, personali e professionali. Per un approfondimento rimando ai libri “Sei cappelli per pensare” e “Creatività e pensiero laterale”, entrambi di Edward De Bono.

 

 

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