Categoria: Farmacista e Coach, attraverso i Fiori di Bach

Categoria: Farmacista e Coach, attraverso i Fiori di Bach

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Farmacista e Coach, attraverso i Fiori di Bach

Cosa mi ha spinto a studiare e lavorare nel campo farmaceutico anni fa? Cosa mi ha fatto scegliere un corso di Coaching oggi?

Alla base di tutto c’è la passione per la medicina, la farmaceutica e la voglia profonda di lavorare con le persone e per le persone. La propensione a supportare, aiutare, accompagnare, il desiderio e la sensazione di essere parte di un tutto.

Ed ecco il primo elemento in comune tra Farmacia e Coaching: “Coach”. In Inglese significa Allenatore ma anche Carrozza/Vettura, quindi la parola Coaching richiama sia il concetto di allenamento sia quello di viaggio, accompagnamento, da un luogo di partenza a quello di arrivo (Pannitti, Rossi, L’Essenza del Coaching). Il Coach lavora con il Coachee, suo cliente: il Coachee guida, mentre il Coach accompagna.

 

E cosa succede realmente tra Farmacista e Cliente?

Oggi le farmacie più evolute, quelle più lungimiranti e al passo con i tempi, hanno iniziato a guardare al cliente/paziente non più come un malato, ma come una persona nella sua totalità, che si presenta con una richiesta di aiuto, nell’ottica di raggiungere uno stato di benessere, non più solo per curare la patologia. Questo ricalca ciò che Peterson e Seligman, fondatori della Psicologia Positiva, evidenziano nel movimento stesso.

La PP mette al centro dei propri studi la felicità umana e il benessere soggettivo, allontanandosi da ricerche psicologiche orientate allo studio della patologia, delle carenze, dei deficit e dei disturbi mentali (Pannitti, Rossi, L’Essenza del Coaching).

La Psicologia Positiva, nata intorno agli anni ’90, si occupa di evidenziare le risorse e le potenzialità degli individui, del miglioramento dei punti forza del carattere delle persone.

Alla luce di questo, possiamo osservare come spesso un cliente entri in farmacia non solo per fare acquisti. A volte è accompagnato da un senso di confusione, insoddisfazione, malessere generale, cerca supporto nella figura del Farmacista.

Questo è quello che in termini di Coaching si definisce una Crisi di Autogoverno. La condizione tipica che sta dietro alla domanda di Coaching è quella in cui le persone da sole non riescono a farsi chiarezza, a maturare consapevolezza, a trovare le motivazioni, il senso, le spinte e la costanza per adottare comportamenti necessari a raggiungere ciò di cui hanno bisogno (Pannitti, Rossi, L’Essenza del Coaching). Il cliente avverte la frustrazione per non sentirsi realizzato, la sofferenza che deriva dal volere qualcosa di più dalla propria vita, ma non sapere esattamente cosa o come, è pervaso da sentimenti negativi, sente il desiderio di cambiare e di raggiungere uno stato di benessere.

Il Coach deve capire quale è la realtà vissuta dal cliente. Attraverso l’uso di domande, silenzi e restituzioni, si introduce nel suo racconto, esplorando il Presente percepito del Coachee, accogliendo il suo bisogno di cambiamento, le emozioni, le paure e i desideri per il suo Futuro. Si pone come uno specchio, non giudicante nei confronti del cliente.

Come il Coach, quindi anche il Farmacista ricalca questo atteggiamento di esplorazione nei confronti di quel cliente sopracitato, evidenziando nel suo agire anche le “4 A” tipiche della relazione di Coaching, nonché alcuni degli Strumenti di Coaching:

  • Accoglie la persona che si rivolge a lui, con empatia, con disponibilità e cordialità, senza giudicarla, cerca di metterla a proprio agio facilitando l’apertura al dialogo. La accetta così com’è, con i suoi modi, con il suo carattere e con i suoi tempi
  • La Ascolta, è concentrato sulla persona, raccoglie le informazioni necessarie ad aiutarla, pone delle domande, resta in silenzio, verifica di aver compreso bene e chiede conferme
  • E’ Alleato del cliente, manifesta un atteggiamento positivo, “senza Se e senza Ma
  • Mostra Autenticità, quindi sincerità e coerenza tra il suo essere professionista e il suo agire

 

Ma considerato il contesto frenetico in cui viviamo, come e quando il farmacista riesce concretamente a realizzare tutto ciò?

Riesce a farlo quando il paziente lo richiede, attraverso incontri dedicati, quando quello di cui ha bisogno non è legato strettamente ad una medicina o un prodotto specifico.

Ci sono diversi metodi che oggi si distaccano dall’uso stretto del farmaco allopatico, si guarda sempre più al paziente con un approccio olistico. Omeopatia, fitoterapia, aromaterapia, cromoterapia, floriterapia, sono tutte medicine alternative e/o complementari, che possono essere di aiuto.

 

Prendiamo in considerazione i Fiori Bach. Cosa sono?

Sono 38 Fiori, ricavate da semplici piante selvatiche, non tossiche. La tintura madre ottenuta tramite ebollizione o solarizzazione del fiore, riceve l’impronta energetica del fiore intero, in una relazione con le forze vive della pianta.

Ogni fiore è collegato ad uno stato d’animo bloccato ed assumendo il rimedio floreale si trasforma questo stato da negativo a positivo.

Lo scopo di questi prodotti è ripristinare l’equilibrio tra mente, corpo e spirito nei momenti in cui le spinte emotive possono ritardare il ristabilimento del paziente, in modo che questo possa rimettersi in cammino sul percorso che il destino gli ha riservato.

Riprendendo le parole di Bach: “L’effetto dei fiori consiste nell’accrescere le nostre vibrazioni e attivare i recettori del nostro Io Spirituale; nell’inondare la nostra natura della particolare virtù di cui abbiamo bisogno e nell’eliminare gli errori che ci causano tanto dolore. Essi guariscono, non attaccando la malattia, ma inondando il nostro corpo delle meravigliose vibrazioni della nostra natura superiore, alla presenza della quale la malattia si scioglie come neve al sole”.

Bach aveva a cuore che i rimedi fossero Autoprescritti dai suoi pazienti. L’intenzione era di fornire a coloro che lo desiderassero i mezzi per prepararli da sé, per il proprio uso personale.

Il paziente attraverso un ascolto di sé, dei propri stati d’animo, delle proprie virtù, e ancora attraverso l’osservazione degli atteggiamenti adottati nella propria vita, considerato anche il contesto in cui vive, può scegliere in autonomia il Fiore a lui necessario.

Affascinante e affine alla visione di Bach è il concetto della Cura di Sé, fondamentale in ogni percorso di Coaching.

Nell’antica Grecia, il termine “cura” indicava il senso di un lavoro etico che si compie su se stessi, fatto di pratiche quotidiane, volte a divenire “guardiani di se stessi”. (Pannitti, Rossi, L’Essenza del Coaching). La cura di sé si realizza attraverso un cammino alla scoperta di se stesso, maturando una buona consapevolezza di sé e dell’ambiente che ci circonda (contesto e relazioni), tendendo costantemente alla felicità in senso eudaimonico.

I fiori di Bach dunque, si rivelano utili perché consentono di effettuare una terapia dolce e di affrontare le situazioni in modo progressivo, strato dopo strato, a partire dall’esterno. Quando infine si raggiunge il nucleo centrale, la persona ha avuto il modo di prepararsi ed è disposta a considerarlo con tranquillità. Basta trattare ciò che si vede e man mano che i fiori agiscono, gli strati nascosti diventano spontaneamente più evidenti.

Il Farmacista accompagna quindi il suo cliente nella scelta di questi rimedi, tramite incontri a lui dedicati, lo sostiene in questo processo di esplorazione e come in un percorso di Coaching, il cliente man mano imparerà a sviluppare le 4 Metapotenzialità raccolte nell’acronimo C.A.R.E.®.
Maturerà:

  • Consapevolezza, imparando a conoscersi meglio,
    ponendosi in ascolto delle proprie emozioni
  • Autodeterminazione, attraverso la scelta dei rimedi a lui necessari
  • Responsabiltà, rispetto a se stesso e alle sue scelte
  • Nella direzione della Eudamonia, cioè con l’obiettivo finale di recuperare il proprio benessere

 

Una volta identificati i rimedi, il cliente si attiverà concretamente: in piena libertà deciderà come e quanto usarli, per quanto tempo, quindi svolgerà in autonomia il suo Piano d’Azione.
Ogni volta che lo riterrà necessario tornerà dal suo Farmacista/ Coach per verificare i suoi progressi e per fare eventuali aggiustamenti di rotta, nella strada verso la sua felicità.

Concludo questo lavoro con un augurio per tutti voi, facendo mie le parole di E. Bach:

Siate capitani della vostra anima;
siate maestri del vostro destino

 

Francesca Di Falco
Coach Professionista
Bologna
francescadifalco.coach@gmail.com

 

Nota: la Teoria del Meta-potenziale C.A.R.E.® e il concetto delle “4 A” della Relazione Facilitante sono di proprietà intellettuale di INCOACHNG® Srl.

1 Comment
  • cinzia

    13 Marzo 2019at16:50 Rispondi

    Sto da poco cercando di capire qualcosa di più sui fiori di bach. Io ho sempre sofferto di ansia che penso sia legata molta alla mia autostima. Sono molto critica nei miei confronti, in ogni cosa che faccio non va mai bene e il risultato non è mai come lo volevo. Per provare a superare questa situazione mi hanno consigliato di provare con i fiori di bach guna, ma non saprei quale scegliere, posso avere qualche consiglio? Grazie

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