Categoria: I cinque sensi del Silenzio

Categoria: I cinque sensi del Silenzio

I cinque sensi del Silenzio

Mi sono avvicinata al Coaching con le farfalle nello stomaco

Le mie farfalle sono blu, sono grandi e delicate: le ho conosciute dal vivo tanti anni fa nel mio primo viaggio in Argentina. In un’escursione a cavallo mi sono improvvisamente trovata avvolta da una nuvola di “Mariposas”. Inaspettate, silenziose, bellissime: hanno svolazzato attorno a me leggere ed eleganti, mi hanno accarezzata con delicatezza lasciandomi la sensazione del velluto, mi hanno fatto il solletico, oscurato la vista, tolto il fiato quel tanto da rischiare di perdere l’equilibrio. Mi hanno spaventata, stupita, mi hanno regalato uno dei miei migliori sorrisi, un’emozione unica. Per me rappresentano un richiamo, un qualcosa che se manca per troppo tempo ne sento la nostalgia e le vado a cercare. Il cercarle mi ha portata qui… in questo percorso di Coaching, un cammino in cui dentro di me stanno risuonando con costanza, fiducia e dolcezza queste parole: “conosci te stessa e diventa ciò che sei”.

 

Io e il signor Silenzio

Come mi stavi antipatico signor Silenzio! Ti insinuavi potente ed io ho sempre abbassato lo sguardo, con il timore che nel tuo essere e nella tua presenza ci fosse solo critica e giudizio. Ti ho evitato, sostituito con parole spesso inutili, ho alzato il volume della radio per non sentirti. Quando ti intromettevi tra me e papà nei tragitti da casa a scuola eri davvero terribile! Devo ammettere però che nonostante i miei ripetuti tentativi di allontanarti sei sempre stato presente. E piano piano ho imparato a conoscerti, ad avvicinarmi e abbiamo iniziato così a fare qualche passeggiata insieme. È la montagna che ci ha fatto ri-conoscere ed è nei suoi sentieri e nei suoi panorami che ho iniziato a dialogare con te, a non avere più paura, a sentirti un Amico fedele. Pensavo di saper già tutto di te, di conoscerti così bene come tu conosci me, invece mi sbagliavo. In questo percorso di Coaching sto scoprendo chi sei, mi sto avvicinando alla tua anima più intima, alla tua potenza, e forse un po’ alla volta anche alla mia.

 

Il Silenzio nel Coaching

Già alla prima lezione si parla del “Silenzio del Coaching” e ne prendo piena consapevolezza alla fine della prima sessione, momento in cui mi fanno capire che di Silenzio ne ho fatto ben poco!!

Nello studio del I° assioma della comunicazione definito dallo psicologo Paul Watzlawick si può comprendere che “non è possibile non comunicare”. Qualunque comportamento infatti trasmette un messaggio, il fare qualcosa o non farlo, pronunciare delle parole o fare silenzio, volgere lo sguardo o non guardare. Il Silenzio è parte integrante della comunicazione tra due o più persone. Inoltre, anche nel IV° assioma della comunicazione di Watzlawick“ abbiamo appreso che esiste la comunicazione logica e analogica”. Abbiamo appreso che il Silenzio rientra nella seconda categoria e, ancora di più nel dettaglio, nel canale della comunicazione paraverbale: quel dialogo in cui le parole vengono sostituite da atteggiamenti, azioni, sguardi, gesti, posizioni del corpo (comunicazione non verbale) e da fenomeni acustici come il tono di voce, il volume, il ritmo e il Silenzio (comunicazione paraverbale). Il Silenzio è nel Coaching uno strumento: è contenuto nella cassetta degli attrezzi del coach ed è uno degli strumenti più preziosi, insostituibili e indimenticabili. Nel Coaching il Silenzio assume sfumature differenti; gli attori del percorso, coach e coachee, lo vivono in più occasioni, mettendo in gioco emozioni e significati differenti. Nelle sessioni di questi mesi ho provato ad approfondire la conoscenza del Silenzio attraverso i cinque sensi: udito, vista, olfatto, gusto, tatto.

 

Entra in scena il Silenzio

Che rumore fa il Silenzio? Me lo sono chiesta un sacco di volte. L’ho ascoltato ed ho scoperto che il Silenzio ha melodia e ritmo: molto spesso segue uno spartito che si lega con la frequenza del cuore, una musica sempre originale e unica da ascoltare con il volume al massimo. Il Silenzio in cui più mi riconosco ha il rumore dei miei passi unito allo scricchiolio dei sassi sotto gli scarponi: in cammino tra le mie montagne il mio Silenzio è un compagno di escursione prezioso. Ha il ritmo delle mie gambe e il suono del mio respiro, resta al mio fianco per osservare, ascoltare e parlare con me. È un Silenzio esplorativo, fatto di domande, che mi accompagna alla ricerca della mia identità. Tra le note ogni tanto ci sono anche delle pause, sono i momenti in cui mi fermo per godere del panorama, per bere un goccio d’acqua, per verificare la mappa dei sentieri e imboccare quello giusto. È un Silenzio di riflessione, di consapevolezza, di scelte. Il Silenzio che mi piace lo incontro seduta su uno sperone di roccia e sui prati colorati: si esprime attraverso il battito del mio cuore ed ha una melodia travolgente, la fatica passa veloce e la soddisfazione si unisce alla gratitudine. Nel Coaching il Silenzio è composto da due righi musicali, uno con le note del coach e uno con quelle del coachee. Ognuno con il proprio ritmo, le proprie scale e frequenze, le proprie pause. In questo percorso di Coaching ho avuto l’opportunità di ascoltarlo in entrambi i ruoli, scoprendolo come un suono che si amalgama, un duetto prodotto da due strumenti differenti che passo dopo passo si uniscono e creano una musica originale. Nella relazione di Coaching prevale il Silenzio del coach, che si pone in una posizione di Ascoltolasciando spazio al coachee, ai suoi pensieri e alla sua voce, è lui il vero protagonista.  Che emozione vivere queste fasi in prima persona durante questo percorso! Sentire l’effetto del mio Silenzio come coach che si sposta dal ripetermi in continuazione “resisti, non dire niente, stai zitta!” alla scoperta “wow funziona!!!”. Un Silenzio che ha come sottofondo la musica di un film horror all’inizio, tipo “Lo Squalo” e che prosegue con “We are the champions” dei Queen. E il mio Silenzio da coachee? In realtà, per una che parla tanto, credo di averne fatto ben poco, ma i Silenzi che ci sono stati, assicuro che hanno risvegliato in me emozioni forti. Certe volte era un Silenzio che finiva con il suono delle sveglie di una volta, lì pronto a dirmi “sveglia Elisa, la soluzione ce l’hai davanti agli occhi!” altre volte invece aveva i suoni di un grosso temporale e altre ancora quel “vamooooos” che sentiamo solo nelle partite degli Open di tennis. In entrambi i ruoli, coach e coachee, le mie orecchie hanno ascoltato melodie uniche.

 

Come una danza

Ascoltare il Silenzio del mio coachee è stato interessante, ma ancor più bello è stato osservarlo con i miei occhi. È una sorta di spettacolo di danza che parte con balletti di musica classica e si sviluppa in danze più moderne: si entra in scena con delicatezza, sulle punte, lentamente, studiandosi a vicenda imparando a conoscersi per poi intraprendere movimenti più articolati e ritmati. Ed è il Silenzio a suddividere le scene dello spettacolo e ad evidenziarne le coreografie. Conoscere il Silenzio di Giovanna è stato un onore: alla fine di ogni nostra sessione mi sembrava di aggiungere un pezzetto al puzzle. Osservavo il suo Silenzio, ne riconoscevo l’entrata in scena e l’evolvere delle sue fasi: lo sguardo che si perde verso l’alto alla sua sinistra, il suo viso che si contrae, gli occhi che si spalancano, le mani che passano tra i capelli in continuazione; i suoi occhi che cercano i miei e che poi di nuovo riprendono a volare verso l’alto alla ricerca di sé. Un Silenzio che si mostra come passi di danza che esprimono dolore e sofferenza per poi evolvere in ritmi gioiosi e di soddisfazione che generano calore: il Silenzio di Giovanna è uno spettacolo di ballo argentino, il tango. Guardare il proprio di Silenzio, mentre si svolge la parte del coach, non è facile; osservare il Silenzio del coach nelle esercitazioni in aula con Franco e Alessandro è stato come osservare il Maestro di danza, il coreografo che vuole evidenziare al corpo di ballo i passi più delicati, i movimenti, le gestualità, le espressioni da fare e quelle da cogliere.

 

La chimica del Silenzio

E arriviamo all’olfatto e al gusto. Un giorno ho chiesto a mia figlia Agnese: “Secondo te di cosa sa il Silenzio?”. E lei mi dice: “Mamma il mio Silenzio sa di cioccolato! Hai presente quando mi apri per la prima volta il vaso della nocciolata? E prima di spalmarla sul pane ne mangio un cucchiaino? Ecco, per me quello è un momento di Silenzio fantastico”. Il mio Silenzio profuma di aria di montagna, quella che sa di legno bruciacchiato e che senti al mattino appena apri la finestra. È un Silenzio che mi rigenera e che respiro a pieni polmoni, un Silenzio che è fonte di energia: mi mette in moto e mi rende instancabile. È il Silenzio che genera risposte e soluzioni e che una volta imboccato il sentiero mi fa correre più velocemente verso l’obiettivo. Ed è un Silenzio che ha diversi sapori: tante volte mi lascia in bocca il gusto del ferro, qualcosa di amaro e che mi fa stringere la lingua al palato fino a togliermi la salivazione. È il Silenzio che penetra nella mia mente, quello che fa a pugni e va alla ricerca di quel qualcosa… finché non lo trova. E allora si trasforma, evolve: in un Silenzio che mi accompagna a mangiare il gelato e mi lascia quella sensazione di dolcezza e freschezza di cui non mi stanco mai. In questo percorso di Coaching ho imparato a godere del Silenzio e a non averne paura anzi, ad accoglierlo perché avrà da dirmi cose importanti che io sia coach e che io sia coachee.  Ho gustato l’amaro di qualche lacrima, ma ne è valsa sempre la pena. E non ne ho mai provato imbarazzo, perché davanti a me ho sempre trovato occhi di un coach accogliente e non giudicante.

 

Il Silenzio tra le mani

Ed ora il tatto. In questi mesi abbiamo imparato a spostarci nel futuro desiderato e con questo esercizio ho provato a spostarmi in diverse scenografie. In alcune situazioni ero sola e in altre invece avevo accanto a me le persone più importanti della mia vira. Alcune volte il Silenzio prendeva “la forma di un sasso” e tra le mani all’inizio lo sentivo pesante, appuntito; a volte era grande altre piccolo, pungente e fastidioso. Nell’avanzare del tempo si evolveva, ritrovandomi tra le mani a volte polvere altre qualcosa di liscio e leggero. E tra le mie mani succede ancora qualcosa di speciale: trovo altre mani. Mani che si appoggiano una sopra l’altra, che si sfiorano, dita che si intrecciano: mani che cercano, offrono e ricevono conforto, sostegno e amore. È tra le mie mani che il Silenzio prende la sua forma. Ed è così che lo ritrovo anche in questo percorso di Coaching: fermarmi nel Silenzio è stato fondamentale e prezioso per me. Ho scoperto la tangibilità del Silenzio nell’emozione della mia pelle e nella tensione dei miei arti.

 

Il Silenzio consapevole

In una nostra lezione abbiamo ascoltato un’intervista al filosofo Umberto Galimberti: sostiene che “conoscere se stessi e diventare se stessi è la condizione non solo della salute ma addirittura della felicità”, ed abbiamo imparato che la ricerca della felicità passa anche attraverso il Silenzio, quel tempo in cui si generano i pensieri, i miglioramenti, i cambiamenti e le azioni. Ma conosciamo anche altri aspetti del Silenzio, quelli che possono generare dolore e frustrazione. Nel Silenzio può esserci conflitto, individuale o di relazione con gli altri. Il Silenzio può allontanare qualcosa da sé, tra sé e gli altri, tra le persone. Può essere un’arma per ferirsi e ferire, creare disagio in sé o negli altri, generare sentimenti di colpa o di inferiorità.  Può essere anche scudo per difendersi. In questo periodo di lock-down abbiamo imparato a conoscere anche nuove forme di Silenzio: quello dei nostri paesi vuoti immersi in un Silenzio innaturale squarciato dal rumore delle ambulanze o dalle musiche dei nostri canti o dei musicisti alla finestra. Un Silenzio da contemplare rispetto al caos a cui siamo abituati. E come dimenticare il Silenzio di Papa Francesco verso il Crocifisso la sera del Venerdì Santo? Silenzio di meditazione in cui ci siamo sentiti fragili e nello stesso tempo uniti nell’attesa di una soluzione alla pandemia. Il Silenzio è uno strumento di comunicazione prezioso che abbiamo a disposizione fin da bambini e di cui sviluppiamo la conoscenza e l’utilizzo nelle tappe della nostra vita. Conoscere il Silenzio e le sue virtù ci permette di scegliere ciò che vogliamo fare ed essere, ed è riconoscendone le emozioni che possiamo percorrere il sentiero verso la felicità.

 

Caro signor Silenzio,

siamo giunti al termine di questa nostra tappa insieme. In questo cammino le chiacchere con te mi hanno dato la possibilità di conoscerti un po’ di più, ma soprattutto di conoscere me stessa un pochino più a fondo, scovando qualche riflesso tenuto nascosto o non ancora esplorato della perla preziosa che c’è in me. Mi hai dato anche la possibilità di concentrarmi sugli altri, ascoltando senza intromettermi, lasciando emergere il potenziale e veder brillare tesori nascosti. Mettendomi accanto a te, Silenzio, sono riuscita ad osservare la mia e loro bellezza, la nostra unicità ed accogliere così il dono più prezioso che voglio riassumere in queste parole:

“conosci te stesso e diventa ciò che sei”

È un percorso lungo ma sono sicura che ci sarà da imparare e divertirsi: resta con me per scoprire insieme i panorami più belli!

 

 

Elisa Bertocco
Gestore HR
Padova
bertoccoeli@gmail.com

 

11 Comments
  • Monica Bertocco

    7 Gennaio 2021at18:20 Rispondi

    Grande Elisa! A mio parere, un testo utile anche de-contestualizzato, perché autentico.
    Grazie di aver messo così in luce la tua sfera personale.

  • Glenda

    7 Gennaio 2021at20:08 Rispondi

    Complimenti Elisa per come hai saputo trasformare in parole le emozioni che provi…hai saputo davvero dare voce al silenzio!

  • Loredana Carraro

    7 Gennaio 2021at21:09 Rispondi

    … e alla fine esce una considerazione: il dono del silenzio! Grazie Elisa per aver condiviso parte del tuo percorso nel meraviglioso mondo del Coaching!

  • Arianna Florian

    7 Gennaio 2021at21:37 Rispondi

    Complimenti Elisa!!
    Grande verità stai dicendo.. il Silenzio è prezioso!
    Ti conosco da un bel po’, ho visto tutti i tuoi “cambiamenti” e sono felice di sentire che sei arrivata a cercare di conoscere te stessa
    Tesi stupenda, potresti ricavarne un libro
    Brava

  • Paolo Zennaro

    8 Gennaio 2021at9:50 Rispondi

    wow!!!! che bell’argomento trattato in maniera poetica. Conoscendo bene Elisa, devo dire che è stata, anche in questa occasione, estremamente sincera. Non c’è nulla di artefatto, è proprio così!! Dalle farfalle al piacere nel camminare da sola in montagna, tutte situazioni reali!! Aver fatto questo percorso, le avrà fatta capire quanto è capace e quanto può ancora migliorare conoscendosi meglio. Bravissima!!

  • Luca Babetto

    9 Gennaio 2021at10:45 Rispondi

    Non avevo mai pensato che il silenzio fosse composto da cinque sensi. Che bella lettura . Grazie Elisa e davvero complimenti!

  • Anna M. Antiga

    9 Gennaio 2021at20:23 Rispondi

    Non conosco personalmente Elisa, ma conosco la sua mamma e risulta evidente che la sensibilità e la profondità d’animo sono passate in eredità. Il testo è emozionante ed evocativo. Elisa ha uno stile ricco che tocca le corde dell’anima. Brava davvero

  • Edda M.

    10 Gennaio 2021at11:56 Rispondi

    Ottima indagine introspettiva con una narrazione poetica permeata di bellissimi spunti naturalistici che guidano a realizzare un percorso autoconoscitivo.

  • Carla

    10 Gennaio 2021at16:37 Rispondi

    Avevo già avuto il piacere di leggerla… quindi… S I L E N Z I O … sssss

  • Matteo

    13 Gennaio 2021at17:24 Rispondi

    Giacomo Leopardi disse che “il silenzio è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell’amore, dell’ira, della meraviglia, del timore”…per te è un modo di esprimere i sensi…. complimenti Elisa… gran bello spunto di riflessione ed approfondimento. Brava

  • Cristina Marcato

    13 Gennaio 2021at20:51 Rispondi

    Bravissima Elisa, avevo avuto l’onore di leggerla tempo fa, e l’ho riletta ora ancora più volentieri.
    Sei un’anima bella,pura,sincera ed e’ stato bellissimo come ti sei messa a nudo.
    Hai scritto cose che molte persone possono prendere ad esempio, io una di quelle…e ora faccio silenzio!!!

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