Categoria: Il potere della visualizzazione nel Coaching

Categoria: Il potere della visualizzazione nel Coaching

Il potere della visualizzazione nel Coaching

 

Una frase celebre dell’artista spagnolo Picasso dice: “Tutto ciò che puoi immaginare è reale”.

E’ un concetto estremamente affascinante al quale sono legate tutte quelle persone che lavorano nella “creazione” artistica, dove ogni produzione nasce da uno sforzo immaginativo: dare sostanza a qualcosa che non c’è, occupare uno spazio vuoto con qualcosa di concreto che è stato prima concepito nella mente.

Tuttavia, il processo della visualizzazione è comune ad ogni essere umano, anche se non è allenato ad esercitarlo come accade per chi svolge attività artistiche.

Visualizzare è immaginare qualcosa per noi. E’ vero che lo facciamo spesso, ma il più delle volte inconsapevolmente.

Visualizzare in modo consapevole è invece una tecnica di elaborazione interiore, di conoscenza, una tecnica capace di aprire nuove prospettive, di indicare un cammino che inizialmente ci sembrava nebbioso e che man mano può  assumere contorni più nitidi, aumentare la sua luminosità e contestualmente la nostra fiducia.

Ecco perchè la tecnica consapevole della visualizzazione ha un grande potere conoscitivo per il coachee nella fase di elaborazione del coaching.

 

I benefici

La visualizzazione aiuta il coachee in diverse direzioni. In primo a luogo a fare maggior luce sull’obiettivo. A volte abbiamo in mente un obiettivo e riusciamo anche ad esprimerlo nei criteri che riteniamo necessari (specifico, misurabile, rilevanza e tempo) ma per una serie di motivi del tutto personali, è come se avesse intorno delle nuvolette che compaiono e scompaiono, mostrano e non mostrano, limitano soprattutto la tua convinzione nel raggiungimento di ciò che vuoi. Queste nuvolette, che in gergo più tecnico chiamiamo interferenze, sono un freno al processo di cambiamento. D’altronde, il nostro cervello ci spinge naturalmente ad avere maggiore attenzione quando siamo al buio, anche se facciamo cose che conosciamo bene. Banalmente, quando di notte ti alzi per andare in cucina a bere un bicchiere d’acqua, i tuoi movimenti al buio sono molto più accorti rispetto al giorno. In un certo senso, la visualizzazione consapevole ci aiuta ad aumentare la luce sul nostro obiettivo. Lo rende più chiaro. Lo rende più luminoso. Se riusciamo a immaginarlo in modo consapevole e intenso, possiamo avere la sensazione di toccarlo.

Un altro beneficio della visualizzazione è la capacità di correggere il tiro. Se l’obiettivo puoi cominciare a vederlo in modo più chiaro, allora puoi anche correggerne i contorni. Puoi ritoccarlo, modificarlo anche leggermente, ma comunque interagire con la tua proiezione di benessere.

Un terzo beneficio riguarda la sfera spirituale e meditativa del coachee: la visualizzazione ti permette di indagare nella parte più profonda di te. Con l’esercizio della visualizzazione consapevole entri in contatto con il tuo silenzio interiore per accorgerti che è un tesoro di immagini, emozioni, colori, fotografie. Il processo della visualizzazione, continuato nel tempo in accordo con il coachee, permette di sviluppare una percezione interiore nuova che porta benefici nella vita quotidiana: tu non sei i tuoi pensieri, sei anche le tue emozioni. Questa scoperta, per molti, può portare a un livello di consapevolezza più alto e contribuire notevolmente alla fase di elaborazione.

 

Due tipologie di visualizzazione

Nel processo di visualizzazione, il coachee può vivere due tipi di visualizzazioni: associata o dissociata. Entrambe sono efficaci, in modo diverso.

La visualizzazione associata prevede che il coachee immagini se stesso mentre compie l’azione. Immagina i suoi movimenti, li vive dall’interno. Se guarda la situazione intorno a sè, è come se la guardasse con i propri occhi. In un certo senso è come se fosse in uno di quei videogiochi moderni in cui ti metti un casco e vedi una realtà virtuale e ti sembra di esserci dentro. Questa è la visualizzazione associata: puoi percepire il tuo dialogo interiore, ti sembra di muoverti volontariamente in un mondo tridimensionale, percepisci la profondità, il tuo sguardo può persino essere catturato da suoni laterali che immagini.

La visualizzazione dissociata è invece qualcosa di simile al cinema.

Tu sei il protagonista del film ovviamente, e ti muovi nella realtà desiderata: ma il coachee ha l’impressione di essere seduto su una poltrona del cinema, o sul divano di casa davanti alla tv, e osservare sullo schermo se stesso che si muove e fa delle scelte consapevoli guidate.

Con un coachee non abituato ai processi di visualizzazione, la tecnica dissociata è più semplice da applicare e soprattutto da gestire dal punto di vista dello stato d’animo.

Nella visualizzazione associata è infatti possibile, in presenza di obiettivi che hanno un peso importante per il coachee, di vivere stati d’animo accelerati. Positivi o meno positivi. Dovuti alla capacità di visione, o auditiva, del soggetto. Sperimentando la visualizzazione prima in maniera dissociata, può diventare utile la scoperta del controllo emotivo della visualizzazione associata in un secondo momento.

 

Il processo

Prima di iniziare un processo di visualizzazione consapevole è necessario concordare con il coachee il metodo che intendiamo svolgere nella fase di elaborazione della seduta. Poichè il processo di visualizzazione prevede che il coachee chiuda gli occhi, va tenuto presente che alcune persone non amano farlo in presenza di altri soggetti.

Tuttavia, superato questo chiarimento, la visualizzazione consapevole procede con step semplici da attuare.

In primo luogo il coachee deve chiudere gli occhi e cercare un momento di raccoglimento in sè. La fase di rilassamento può essere raggiunta semplicemente seguendo il respiro: l’aria che entra, l’aria che esce. Seguire consapevolmente il respiro permette al coachee di entrare in maggiore confidenza con la sua interiorità e concentrarsi su se stesso.

Seguire il proprio respiro per un minuto o due permette anche di gestirlo e rallentarlo: quando noi rallentiamo il nostro respiro abbassiamo il livello di stress e dunque di emozione, e ci prepariamo con calma alla fase successiva della visualizzazione consapevole che è proprio quella di immaginare il raggiungimento del nostro stato desiderato.

Il ruolo del coach in questa fase è di facilitatore alla visualizzazione: il coachee deve sentirsi libero di immaginare ciò che realmente desidera, lasciare andare forme eventuali di timidezza, entrare anche in ipotesi strampalate, perchè la visualizzazione permette di indagare nuove vie. Più ti senti libero di indagare, più è ampio il ventaglio di possiiblità davanti a te, e più si aprono le possibilità, più cresce la tua sicurezza.

Il coachee quando vive l’esperienza della realtà desiderata, può approfondire i dettagli: dal come è vestito a quale è l’espressione del volto, dai suoni che ci sono intorno, alla voci di amici o parenti o estranei che incontra in questa nuova realtà. Il potere della visualizzazione consapevole sta anche nella capacità di vedersi nella migliore versione di se stessi. Proprio perchè si visualizza una realtà desiderata, è bene immaginare se stessi al massimo delle proprie capacità. Cosa puoi fare adesso, come intendi farlo, cosa accade intorno a te, come sta cambiando il mondo dal tuo punto di osservazione? Sono tutte domande che possono aiutare il coachee a focalizzare di più la propria visione,e  ad aprire nuovi scenari. Nel caso di una visualizzazione dissociata, è bene immaginare diverse angolature, proprio come quanto il regista di un film riprende la scena da punti differenti: nella dissociata, il come ti vedono gli altri ha una forte efficacia perchè spinge il coachee a immaginare se stesso nel modo in cui desidera vivere nella realtà a cui va incontro.

Nel passaggio alla visualizzazione associata, il coachee può essere invitato a guardare cosa vede con i propri occhi in singole situazioni. Notare i colori, le parole degli altri. Guardare le persone intorno a lui nei particolari del viso, delle mani, della postura. L’esperienza della visualizzazione va arricchita con maggiori dettagli possibili e sempre lo stato d’animo del coachee dovrebbe essere positivo. Nella situazione desiderata, il coachee sta bene. E’ sicuro. Questo stato d’animo va indagato: cosa provi esattamente dentro di te? In che parte del corpo lo senti? Cosa ti viene voglia di fare quando ti senti così?

Dopo qualche minuto di visualizzazione dissociata e associata, il coachee può lentamente riaprire gli occhi e tornare alla realtà. Va concesso uno spazio di silenzio prima di continuare la coaching.

 

Applicazione nello sport

La visualizzazione consapevole è molto efficace nel coaching sportivo, dove l’obiettivo è generalmente ben formato anche nelle reazioni esterne.

Il raggiungimento dell’obiettivo sportivo, generalmente, produce uno stato d’animo particolare e riconoscibile dal coachee. Questo stato d’animo riprodotto nella visualizzazione, viene allineato alla situazione desiderata, nel caso di uno sportivo la performance sportiva. Allineare lo stato d’animo alla performance produce un doppio vantaggio: sentirsi arrivato alla realtà desiderato mette il fisico nella condizione di raggiungere l’obiettivo. Abituarsi ad allineare stato d’animo e risultato può innescare anche il processo inverso: nel momento in cui il fisico è spinto verso l’obiettivo, cambia lo stato d’animo che a sua volta innesca nuova fiducia alla fisicità del coachee.

Anche nel caso della coaching sportiva il coachee può essere invitato a visualizzare la sua performance prima in modo dissociato, poi in modo associato. In entrambi i casi il coachee è invitato a visualizzare la migliore versione di se stesso, la realtà desiderata .

Va considerata, tuttavia, anche la possibilità che il coachee possa visualizzare degli ostacoli nel raggiungimento dell’obiettivo. La visualizzazione consapevole aiuta a immaginare le soluzioni agli ostacoli. A risolvere dunque eventuali imprevisti. E’ un esercizio molto utile: vivere l’imprevisto e superarlo aiuta a reagire nella realtà, e da questo punto di vista l’allenamento di visualizzazione mentale è un vero e proprio allenamento per l’atleta sportivo alla ricerca della migliore performance.

In definitiva, con la visualizzazione consapevole e creativa, noi alleniamo la nostra mente ad essere flessibile, capace di adattarsi alle condizioni esterne in cambiamento, una mente pronta ad uscire da un eventuale momento complicato.

 

Leandro Barsotti
Coach specializzato nello sport e nelle arti creative
Padova
info@leandrobarsotti.it

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