Categoria: Il professor Keating: Coach inconsapevole
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Il professor Keating: Coach inconsapevole

Ho sempre pensato che l’insegnamento fosse la mia vocazione, tanto che nel momento in cui scelsi gli studi superiori mi orientai proprio verso l’Istituto Magistrale. Nonostante la mia vita abbia poi preso una direzione diversa mi è rimasta sempre l’idea di poter interagire in qualche modo con i ragazzi. Il corso di coaching mi sta aprendo la possibilità di realizzare il mio desiderio, diventando teen-coach; pensando a questo e di fronte alla necessità di riflettere su un argomento da trattare in questo elaborato ho realizzato che qualche anno fa vidi un bellissimo film che, alla luce di quello che oggi so sul coaching, si può leggere come un percorso di coaching con un gruppo di ragazzi adolescenti.

Siamo nel New England alla fine degli anni 50. Todd, un adolescente solitario e terribilmente timido, oppresso dalle aspettative dei severi genitori che si aspettano che ripercorra i passi del fratello maggiore, si iscriva a Yale e diventi un avvocato, arriva per il nuovo semestre all’Istituto maschile Welton.

Il semestre inizia con una riunione d’orientamento in cui il severo direttore Nolan fa un discorso in cui dichiara i quattro pilastri dell’istituto: tradizione, onore, disciplina e eccellenza.

Todd incontra Neil Perry, un ambizioso studente che diventa il suo compagno di stanza.
Più tardi, nel dormitorio, il padre di Neil ordina al ragazzo di abbandonare le sue attività extrascolastiche in modo da mantenere i voti alti e poter così diventare un dottore come ha fatto lui. Inoltre, il Sig.Perry dice al figlio che anche la madre vuole che lui diventi un dottore, il che turba ulteriormente il ragazzo. Più tardi Todd racconta a Neil di trovarsi nella stessa situazione, con i genitori che si aspettano che ripercorra i passi del fratello, ma Todd non trova il coraggio di dir loro che vorrebbe diventare uno scrittore, non un avvocato.

È da questo momento che nei ragazzi scatta quella che nel coaching si chiama “CRISI DI AUTOGOVERNO ossia la necessità di cambiare o migliorare una situazione la cui risoluzione sembra non immediata. Ne prendono consapevolezza nel momento in cui si confrontano con gli altri coetanei, ognuno dei quali ha un sogno nel cassetto. Dietro ogni domanda di coaching si cela sempre la personale “ricerca di felicità”.  La persona non sente di avere gli strumenti per gestire una situazione complessa in modo efficace. Questa crisi porta con sé una dose di sofferenza emotiva e cognitiva forte, speranze e paure. Entrambi i ragazzi infatti, sono costretti a frequentare una scuola che impone regole precise e devono obbedire alla volontà e alle aspirazioni dei loro genitori invece di seguire le loro naturali inclinazioni e questo crea in loro dolore.

Durante il primo giorno di lezione, Todd e Neil provano diversi metodi di insegnamento che si rifanno rigorosamente a quelli che sono i principi di tradizione e disciplina della scuola. In forte contrasto con questi metodi d’insegnamento, i ragazzi conoscono un metodo diverso di insegnare durante la lezione di Inglese tenuta dal professor Keating, un insegnante appena arrivato nonché ex studente della Welton.

Keating entra in classe fischiettando e per prima cosa porta i ragazzi nell’androne dove si trovano le bacheche contenenti i premi per i risultati sportivi della scuola dove esordisce recitando i versi di Walt Whitman “O capitano, mio capitanoL’invocazione al capitano esprime il messaggio del film, che si può brevemente spiegare con la frase latina, “carpe diem”. Invitato dall’insegnante, uno studente legge alcuni versi di una poesia che tratta questo tema: “e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà”. Il messaggio è chiaro: vivere la vita come meglio si può, viverla in profondità, succhiandone il midollo, per non scoprire in punto di morte di non essere vissuti.

Il professor Keating ha un comportamento che incarna perfettamente un coach: ACCOGLIE i ragazzi e lo fa in modo del tutto personale portandoli al di fuori dall’ambiente in cui loro sono soliti studiare, gli stessi ambienti in cui lui ha vissuto da studente esattamente come loro. Con il suo comportamento lascia ai suoi allievi tutto lo spazio per essere i veri protagonisti e glielo ricorda proprio con il “Carpe Diem” ovvero che solo cogliendo l’attimo potranno sfruttare il tempo a loro disposizione per vivere come sognano.

Diventa loro ALLEATO, si pone in modo confidenziale e instaura con loro un rapporto di reciproco rispetto, usa un linguaggio che sia loro comprensibile e sprona i ragazzi a ragionare con la loro testa. Ha fiducia in loro e li affianca nel loro cammino di crescita senza preconcetti.

Egli è AUTENTICAMENTE interessato a loro, al loro futuro seguendo quelli che sono i loro veri desideri e le loro predisposizioni che molti non sanno ancora di avere. Fondamentalmente il professor Keating è un coach anche se non sa di esserlo; per quello che riguarda il FARE coaching, il fatto di essere un insegnante e avere degli strumenti di pedagogia a sua disposizione, pur stravolti dal suo personale modo di insegnare, fanno di lui un coach efficace.

I ragazzi si sentono ASCOLTATI dal professor Keating e sono spronati a interagire durante le lezioni in modo attivo, facendo loro rimandi e dando feedback dei loro interventi. Questo non avviene solo per le lezioni di letteratura inglese: gli studenti man mano che passa il tempo si confidano con lui anche per quello che riguarda i loro sentimenti e i loro pensieri di adolescenti in crescita. Egli accetta e comprende ognuno di loro con le sue peculiarità e lavora proprio affinché queste si sviluppino.

Sostanzialmente il professor Keating sta mettendo le basi tra lui e i suoi studenti di una RELAZIONE FACILITANTE, dove le opinioni di ognuno sono prese nella stessa considerazione e sono sempre tese allo sviluppo del senso di autonomia di ciascuno di loro.

A Todd e Neil si uniscono un gruppetto di altri studenti, Knox , Charlie, Richard, Steven e Gerald Pitts.

Il giorno dopo Keating inizia la lezione con l’approccio didattico tradizionale, facendo leggere ad alta voce a Neil l’introduzione del libro di poesia, che descrive come valutare la qualità della poesia secondo calcoli matematici. Keating chiede ai ragazzi di strappare le pagine del saggio, il che è uno dei modi in cui manifesta libertà d’espressione e anticonformismo. Quando gli studenti esitano, dice loro Non è la Bibbia. Dovete imparare a pensare con la vostra testa. Per far loro comprendere meglio quanto detto invita i ragazzi a mettersi in piedi sui banchi dimostrandogli così che il mondo può essere guardato da una diversa prospettiva.

In questo passaggio possiamo chiaramente vedere come il professor Keating comincia a far realizzare ai suoi studenti quale sia il loro PRESENTE PERCEPITO attraverso le parole di un emerito studioso (che non è la Bibbia), ma è proprio a questo punto, quando il disinteresse si legge chiaro sul volto dei ragazzi che gli fa strappare quelle pagine stimolandoli a ragionare con la propria testa e mostrando loro come invece potrebbe essere cambiando semplicemente posizione (salendo in piedi sul banco). Naturalmente la letteratura e le pagine di introduzione sono una metafora della vita dei ragazzi: il messaggio è di non accettare che sia qualcun altro a decidere come e quali modalità usare per vivere la loro vita.

Un giorno, Neil scopre un vecchio annuario della Welton in cui c’è il loro professore. Dopo aver letto che Keating ha citato la “Società dei Poeti Estinti” come una delle sue attività scolastiche, i ragazzi gli chiedono cosa fosse. Il professore risponde che era un club segreto dedicato ad estrapolare il significato della vita. Per farlo, i membri si riunivano in una grotta vicina ad un lago nei pressi del parco scolastico e lì recitavano poesie, traendo filosoficamente insegnamenti di vita da esse e migliorando le loro vite e l’apprezzamento per la letteratura.

Neil convince gli altri a rifondare la Società dei Poeti Estinti e incontrarsi a mezzanotte per il loro primo incontro. Todd dice che sarebbe andato con loro purché non avesse dovuto leggere poesie.

I coachee (i ragazzi) autodeterminano un’AZIONE nella quale ognuno di loro si mette alla prova rifondando la Setta, ognuno con la caratteristica che gli appartiene. Ma non solo, si prendono cura di sé stessi nel senso più proprio del conoscere se stessi come facevano gli antichi greci per prepararsi alla vita adulta. Nessuno ha chiesto loro di esercitarsi ad imparare poesie a memoria e ad interpretarle ma sull’esempio di quello che ha fatto il loro professore, violano le regole dell’Istituto e ognuno porta il suo contributo all’interno della setta. Chi sa recitare, recita le poesie, chi sa suonare uno strumento inventa brani musicali che accompagnano i versi, chi sa scrivere porta agli altri il suo elaborato.

La rifondazione della Setta dei Poeti Estinti è un’azione autodeterminata dai ragazzi, decidono di impegnarsi in un’attività che richieda loro diligenza e soprattutto il coraggio di mettersi in gioco in un’attività che diversamente li farebbe trovare in imbarazzo. Tutto questo avviene in un ambiente protetto, tra coetanei che trasgrediscono alle regole allo stesso modo, quindi accomunati da molto più che una passione nascosta.

Durante una lezione di poesia, il professor Keating dà il compito ai ragazzi di scrivere una poesia che sarà letta ad alta voce durante la lezione successiva. Todd è in grande difficoltà: produce un numero esagerato di poesie ma nulla, secondo lui, è degno di essere interpretato in classe.

Il giorno dopo l’insegnante chiede proprio a Todd di alzarsi in piedi e recitare la sua poesia. Quando il ragazzo risponde che non l’ha scritta, il professore gli dice di improvvisarne una al momento. La poesia di Todd riguarda il ritratto di Walt Whitman appeso al muro, e Keating sembra avere un effetto sorprendente su di lui. Todd improvvisa con la guida aggressiva ma gentile di Keating e si rivolge a Whitman chiamandolo “il folle coi denti storti”.

Attraverso il PENSIERO LATERALE stimolato dal professor Keating, Todd ragiona fuori dagli schemi, inventa versi che non seguono un filo logico, il risultato è un racconto fantasioso e imprevedibile che riscuote il consenso degli altri studenti e che sprona il ragazzo ad affrontare la sua timidezza. Todd bloccato dalla sua introversione si trova in una situazione di stallo, non riesce a pensare a nulla, il professore gli fa chiudere gli occhi e con domande incalzanti lo aiuta a spaziare con la mente in luoghi in cui il ragazzo non ha ancora osato entrare, scoprendosi così anche molto efficace nel suo racconto così assurdo.

Durante l’invenzione Todd non viene mai interrotto nel suo flusso di pensieri e soprattutto non viene giudicato dal suo professore che a partire da una immagine lo stimola a rappresentarsi una situazione paradossale chiedendogli di osservare ogni minimo particolare e di descriverlo.

Neil cerca di cogliere l’attimo facendo un provino per una parte in “Sogno di una notte di mezza estate”, uno spettacolo che la scuola sta organizzando, in pieno contrasto con i desideri del padre. In seguito, Neil riceve una comunicazione del fatto che ha ottenuto la parte di Puck nello spettacolo. Ora deve ottenere una lettera di permesso dal preside e da suo padre.

Anche Neil, come Todd cerca la sua felicità attraverso il sogno maturato durante le riunioni dei poeti Estinti di diventare un attore. Egli, infatti, non punta ad un ruolo qualsiasi della recita bensì al ruolo principale, consapevole che questo gli costerà tempo e soprattutto la disapprovazione del padre. Neil lavora sia sulla sua AUTONOMIA , sulla sua COMPETENZA, ma anche sulla RELAZIONALITA’, vorrebbe infatti soddisfare il suo bisogno di essere accettato dal padre nonostante la sua opinione contraria attraverso la dimostrazione che è in grado di fare delle scelte che nascono dalla sua vocazione ma allo stesso tempo di mantenere fede alla promessa fatta al padre di conservare una media alta dei suoi voti e infine soddisfare il suo bisogno di sentirsi competente ovvero all’altezza di sostenere il ruolo principale nella commedia nonostante non abbia mai dato voce a questa sua aspirazione di diventare attore.

Nella successiva lezione di Inglese, Keating dimostra un’ultima volta libertà e anticonformismo facendo prendere a calci ai ragazzi delle palle da football mentre recitano poesie ad alta voce.

A mio avviso questa azione può essere vista come un allenamento delle potenzialità che il professore propone ai suoi studenti: attraverso una passione comune come quella per il calcio Keating affronta la tematica dell’allenamento a ciò che è a loro sconosciuto. La stessa energia che i ragazzi impiegano nel calciare il pallone deve essere utilizzata per la recita del verso che viene loro assegnato con la giusta enfasi e con il giusto ritmo. Unendo queste due attività così diverse fra loro, il professore ha il preciso intento di rendere entrambe le cose facenti parte del loro quotidiano, vissute con naturalezza e spontaneità fino a farle diventare parte integrante della loro vita.

Nonostante i metodi del professor Keating siano diretti all’incoraggiamento della libertà di pensiero, gli studenti appartenenti alla Setta dei Poeti Estinti si lasciano andare a bravate che possono compromettere il loro futuro di studenti alla Welton Academy. Il professore dice loro infatti che “succhiare tutto il midollo della vita non vuol dire soffocarsi con l’osso”.

Quando il padre di Neil arriva alla Welton in una visita inaspettata ma stimolata dalla voce della bravata che i ragazzi hanno compiuto, lo rimprovera severamente e gli ordina di lasciare lo spettacolo. Neil racconta a Keating dell’incidente e del fatto che il padre non gli permette di recitare. Il professore esprime il suo punto di vista chiarendo al ragazzo che la sincerità che ha usato con lui porterà suo padre a comprendere il suo punto di vista ma questo continua a negargli la sua autorizzazione. Qualche giorno dopo Neil mente al professor Keating e gli dice che il padre gli ha permesso di continuare con lo spettacolo.

Il rapporto di fiducia che Keating ha stabilito con i suoi allievi gli permette anche di esprimere il suo parere nonostante i ragazzi non si comportino con gli altri con la stessa sincerità che riservano al loro professore. Questo è un aspetto del coaching che mi ha colpita molto: astenersi dal dare opinioni sul comportamento del coachee ma al tempo stesso offrire gli strumenti necessari affinché il bene del coachee comunque si compia sempre. Suppongo che lavorando con degli adolescenti sia indispensabile lavorare con la loro RESPONSABILITA’ anche fidandosi di quello che può essere il loro comportamento, il che significa necessariamente fargli capire cosa è corretto e comunicargli l’importanza di “stare alle regole del gioco” ma dandogli la possibilità di sperimentare su sé stessi e subire quindi le conseguenze, quando scelgono di seguire strade alternative.

Al teatro, Neil fa un’ottima performance nei panni di Puck. Sta per recitare il monologo finale quando vede il padre che lo guarda in modo severo e arrabbiato dal fondo del teatro, ma riceve una standing ovation. Neil viene rabbiosamente portato a casa dal padre, che dice anche al professor Keating di stare alla larga da suo figlio. A casa il signor Perry dice al figlio che per punirlo della sua disobbedienza lo ritirerà da Welton e lo iscriverà all’Istituto Militare Braden per prepararlo ad Harvard e a una carriera nella medicina.

Incapace di convivere con il futuro che lo aspetta e di far comprendere al padre severo e mentalmente chiuso le sue emozioni, Neil si suicida sparandosi con la pistola del padre.

Per Neil l’obiettivo è chiaro: recitare e farlo al meglio delle sue possibilità; gli è costato tanto sacrificio portare avanti il lavoro a scuola e le prove per lo spettacolo. Alla fine dello spettacolo è felice perché ha espresso sé stesso al meglio durante la recita: Neil ha fatto un’esperienza di FLOW, infatti mentre recita è tranquillo e sereno, è pienamente concentrato in quello che sta facendo per calarsi nei panni del personaggio che interpreta, non è preoccupato di quello che potrà accadere ed è consapevole che le menzogne che ha detto e i sacrifici che ha fatto sono valsi sicuramente la pena.

Il giorno dopo, a scuola, viene comunicato ai ragazzi del suicidio di Neil e ciascuno di loro viene interrogato sulla Setta dei Poeti Estinti dopo che Cameron ha rivelato i segreti del club al direttore. La giustificazione di Cameron è che se tutti cooperano possono ancora salvare il loro futuro a scuola, anche se non possono evitare che Keating venga licenziato.

Quando Todd viene chiamato nell’ufficio del preside, dove aspettano anche i suoi genitori, viene costretto ad ammettere di essere un membro della Setta, e il preside prova a obbligarlo a firmare un documento che incolpa Keating di abuso della sua autorità, di aver incitato i ragazzi a riaprire la Setta dei Poeti Estinti oltre ad aver incoraggiato Neil a sfidare l’autorità paterna. Todd vede che le firme di Richard, Knox, Steven e Gerald sono già sul documento, non ha abbastanza coraggio per discutere con nessuno di loro e lo firma anche lui.

Il giorno dopo, il preside Nolan arriva nella classe di Inglese e dice agli studenti che sarebbe stato il loro nuovo insegnante finché non sarebbe arrivato un sostituto. Il timido e spaventato Todd non riesce a rispondere quando gli viene chiesto a che punto sono nel programma, così Nolan lo chiede a Cameron. Risponde che l’insegnante ha trattato attentamente tutti i generi poetici tranne il realismo. Il preside vuole far leggere l’introduzione del libro, ma è stata strappata, quindi dà a Cameron il suo testo da cui leggere. Proprio in quel momento, il professor Keating entra in classe per recuperare le sue cose prima di andarsene. Todd rivela a Keating che lui e gli altri studenti sono stati minacciati per far loro firmare la confessione. Nolan ordina a Todd di stare zitto e chiede a Keating di andarsene.

Mentre Keating sta per lasciare l’aula Todd urla “Oh capitano, mio capitano!” rivolto a Keating stando in piedi sul banco. Nolan intima a Todd di sedersi, altrimenti sarebbe stato espulso. Uno ad uno, Knox, Steven, Gerald e tutti gli altri membri della Setta dei Poeti Estinti, salgono sul banco e si rivolgono a Keating per salutare il loro vecchio insegnante, e restano in piedi nonostante gli ordini di Nolan . Vedendo che il suo lavoro non è stato vano, un Keating visibilmente commosso dice “Grazie ragazzi. Grazie”.

L’epilogo di questo bellissimo film a prima vista non sembra essere ottimista nella riuscita di questo percorso di coaching.

Ciò che è da rilevare riguarda l’emancipazione dei ragazzi che sono pronti a sfidare l’autorità per far valere il loro punto di vista. Il fatto che sia stato proprio Todd a salire sul banco per primo dimostra che il lavoro fatto da Keating sull’autonomia di pensiero dei ragazzi, di aver fatto in modo che si mettessero continuamente alla prova, di raggiungere almeno l’obiettivo di agire secondo il loro stesso ragionamento non è stato vano soprattutto con chi sembrava avere delle resistenze sia interne che esterne che avrebbero potuto bloccarlo in qualsiasi momento.

Il compito del coach è quello di accompagnare il coachee in un cammino di cambiamento, standogli accanto senza giudizi né preconcetti, ed è quello che Keating ha fatto nei confronti dei suoi ragazzi. Li ha accompagnati nella loro crescita senza imposizioni ed in un modo che li stimolasse ad amare quello che facevano ispirandosi a quelle che erano le loro passioni, i loro pensieri e i loro desideri ma che la dottrina di quel tempo non condivideva assolutamente; li ha accettati per quello che erano valorizzando e aiutando a sviluppare in ognuno di loro la tensione alla loro realizzazione o perlomeno a fare i primi passi in quella direzione.

Analizzato in questa ottica sicuramente il percorso di coaching è stato efficace ed ha portato a tutti i ragazzi, anche a quelli che in quel momento non ne sentivano il bisogno, la prospettiva di un futuro sicuramente diverso da quello che molti altri come loro non si sentivano nemmeno autorizzati a sognare, un futuro da uomini felici.

 

Rosalinda Di Sario
Torino
rosidi@hotmail.it

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