Categoria: La ponderosa essenza dell’Ingegneria potrà mai abbracciare la nobile scienza del Coaching?

Categoria: La ponderosa essenza dell’Ingegneria potrà mai abbracciare la nobile scienza del Coaching?

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La ponderosa essenza dell’Ingegneria potrà mai abbracciare la nobile scienza del Coaching?

Partiamo da due definizioni:

INGEGNERIA: disciplina e professione che ha come obiettivo l’applicazione dei risultati delle scienze matematiche, fisiche e naturali per la risoluzione di problematiche che concorrono alla soddisfazione dei bisogni umani (1).

COACHING: metodo di sviluppo di una persona, di un gruppo o di un’organizzazione, che si svolge all’interno di una relazione facilitante, basato sull’individuazione e l’utilizzo delle potenzialità per il raggiungimento di obiettivi di cambiamento/miglioramento autodeterminati e realizzati attraverso un piano d’azione (2).

 

Analiziamo le Generalità e scopo delle due “discipline

INGEGNERIA: sono tante le specializzazioni di ingegneria che si studiano nelle università, si va dalla chimica, all’edile, dall’elettronica alle telecomunicazioni alla gestionale per approdare addirittura nel cinema.
Tante specializzazioni che negli anni hanno portato a dividere gli iscritti negli albi professionali in 3 categorie: civile e ambientale, industriale, dell’informazione.
Tante specializzazioni, 3 categorie, un unico scopo: il raggiungimento di un OBIETTIVO e/o la realizzazione di qualcosa. (E magari anche il pagamento della parcella)

COACHING: Sono tante le tipologie di coaching che vengono proposte come formazione o come servizi offerti, si va dal business allo sport, dal life all’health, dal team al group, fino ad approdare anche nel parental.
Questa professione viene eticamente regolamentata da diverse associazioni come AICP e ICF, normata da una specifica norma UNI e sancita da una legge nazionale.
Diverse tipologie di coaching, diverse Associazioni che lo disciplinano e un unico scopo: il raggiungimento di un OBIETTIVO.

 

Vediamo quali sono gli step da seguire per arrivare alla consegna di un progetto e/o al raggiungimento dell’OBIETTIVO del cliente:

INGEGNERIA: In primo luogo, si effettua un incontro col cliente per conoscere quali sono le sue esigenze, capire cosa l’ha spinto a rivolgersi a un determinato professionista e a chiedere quello specifico servizio. L’ingegnere spiega quali sono le sue competenze, capisce se è un settore di sua pertinenza e stabilisce se c’è corrispondenza tra la domanda e l’offerta.
Una volta analizzato e chiarito il tutto si stipula un accordo, e successivamente si inizia con lo studio e la progettazione composta da più fasi, una concatenata all’altra, e ognuna con una precisa struttura.
Si comincia dall’ESPLORAZIONE, in cui l’ingegnere raccoglie tutte le informazioni utili, ispeziona le varie aree del progetto per capire da quale iniziare e definire un primo obiettivo; bisogna rilevare e capire se ci sono vincoli che insistono su una determinata area o che rappresentano un ostacolo per quel tipo di realizzazione. Il progettista attinge alle risorse e conoscenze che possiede come quelle accademiche, percorsi di formazione ed esperienza sul campo. Conoscendo vincoli e risorse, l’ingegnere ha una visione completa e passa alla fase successiva.
Si passa all’ELABORAZIONE delle informazioni ricavate, fase in cui attraverso delle prove, delle simulazioni, calcoli, tabelle e disegni si elabora una bozza di progetto, quello che in ingegneria è chiamato progetto di massima o progetto architettonico. Questo andrà a definirsi sempre meglio, man mano che si esploreranno nel dettaglio tutti i particolari.
Una volta aver definito e dato forma a ciò che sarà realizzato, con il consenso del cliente, si procede con la parte ESECUTIVA in cui tutto ciò che è stato elaborato deve essere definito nei minimi particolari, ogni singola parte del progetto di massima deve essere studiata e resa realizzabile.

COACHING: In primo luogo, si effettua un incontro col cliente (coachee), sessione 0, per conoscere quali sono le sue esigenze, la motivazione che lo ha spinto a rivolgersi a questa figura professionale, chiedere se ha avuto altri percorsi di coaching. Il professionista (coach) spiega quali sono le sue competenze, il metodo o modello che applicherà, la tipologia di relazione che si andrà a instaurare. Questo primo incontro serve per capire se c’è coachability.

Una volta raggiunto l’accordo, il percorso di coaching viene strutturato in più sessioni ognuna delle quali ben organizzata.
Si comincia con la fase ESPLORATIVA in cui l’argomento portato in sessione viene ispezionato e studiato, vengono raccolte le informazioni utili e fissato un obiettivo di sessione. In questa fase “il cliente viene così portato a concettualizzare i vincoli e le opportunità dei contesti” (2).

Dall’obiettivo di sessione si passa alla fase di ELABORAZIONE in cui attraverso il dialogo e degli esercizi di work-in ci si focalizza sull’obiettivo, si inizia a far prendere consapevolezza delle proprie potenzialità. Si chiarisce sempre di più la percezione del futuro desiderato, focalizzandosi sull’obiettivo fissato nella fase precedente.
Si procede con la fase ESECUTIVA in cui viene definito un piano d’azione dettagliato, un qualcosa da fare immediatamente o tra una sessione e l’altra; il potenziale viene allenato con degli esercizi di work-out. Vengono identificati ostacoli e facilitatori che possono rallentare e aiutare la riuscita del piano d’azione stabilito.
Sembrerebbe che le due professioni hanno davvero molto, tanto, in comune, ma un’unica differenza: il soggetto.

Nel primo caso è l’ingegnere che deve attivarsi per portare a termine l’obiettivo del cliente: deve attingere al suo sapere, alla sua conoscenza e al suo potenziale; deve attivare il suo pensiero laterale per portare a termine il percorso al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato con il cliente.

Nel secondo caso, invece, è il cliente che deve attivarsi: deve prendere consapevolezza delle sue capacità, del suo potenziale e dei suoi limiti; deve acquisire maggiore autodeterminazione per il raggiungimento dei suoi obiettivi; deve acquisire responsabilità verso l’impegno preso e autodeterminato, e manifestare il proprio potenziale. Il professionista allena e guida il coachee in questo progetto.

 

Progetto o Percorso?

INGEGNERIA: Un progetto  in ingegneria consiste, in senso generale, nell’organizzazione di azioni nel tempo per il perseguimento di uno scopo predefinito, attraverso le varie fasi di progettazione da parte di uno o più progettisti. Lo scopo finale è la realizzazione di un bene o servizio il cui ciclo di sviluppo è gestito tipicamente attraverso tecniche di project management(1).

COACHING: Un percorso di coaching consiste, in senso generale, in un periodo di tempo organizzato, utile per il raggiungimento di un obiettivo predefinito e autodeterminato, attraverso varie sessioni tra coach e uno o più coachee. Lo scopo finale è il raggiungimento di un obiettivo il cui ciclo di sviluppo è gestito tipicamente attraverso metodi e tecniche di coaching (3).
Alla luce di queste considerazioni possiamo dire che un ingegnere è il coach di sé stesso: per portare a termine un progetto, e rispettare le scadenze, deve utilizzare uno o più metodi ben definiti, evitando di entrare in una fase di stallo rappresentato dal pensiero verticale, cioè quella modalità “logica e condizionata che ingabbia ogni nuova informazione” (2).
Il professionista è stimolato anche grazie all’evolversi dei metodi e delle tecnologie che gli permettono di mettere in moto la sua creatività.
Spesso, per arrivare all’obiettivo finale, deve cercare la soluzione ingegnandosi e osservando il problema e il contesto da angolazioni diverse.

Il coach, invece, deve stimolare il pensiero laterale del proprio coachee, portandolo a pensare fuori dai propri schemi, analizzare tutti i dati e le informazioni, guardare il problema o l’argomento da altri punti di vista, stimolare la sua creatività per far sì che possa uscire dalle sue convinzioni limitanti e da un pensiero di tipo digitale (SI/NO, ACCESO/SPENTO, 0/1).

Può un coach utilizzare strumenti dell’ingegneria per stimolare il coachee a trovare una “strategia” giusta e funzionale?

L’ingegneria offre molteplici strumenti derivanti da materie come la matematica, la fisica, l’informatica e altre discipline tecnico-scientifiche.
Un coach può utilizzare questi strumenti per accompagnare e allenare il coachee chiedendogli di fare semplici esercizi di work-in o più complessi esercizi di work-out volti a migliorare la cura di sé, e a facilitare l’elaborazione di un progetto o meglio, di un piano d’azione.

Proviamo ora a schematizzare gli aspetti che accomunano le due professioni:

INGEGNERIA COACHING
PROGETTO PERCORSO
FASE DI PROGETTO SESSIONE
SIMULAZIONI E VERIFICHE WORK-IN
COLLAUDI WORK-OUT
INIZIO LAVORI E DIREZIONE LAVORI PIANO D’AZIONE
FINE LAVORI CHIUSURA DEL PERCORSO

 

Coaching e Ingegneria, quindi, si possono fondere in un’unica disciplina, creando così uno strumento potentissimo che affonda le sue radici in tempi lontani, ma che continua ad evolversi e migliorare con nuove metodologie e tecniche.

La conoscenza di processi tecnico-scientifici implementati nel coaching, accompagna il coachee al raggiungimento di un traguardo in maniera dinamica, potente ed efficace.

Il coaching, pensato con un approccio ingegneristico, si adatta perfettamente a obiettivi ben delineati, individuati ed elaborati nei minimi dettagli dal coachee, proprio come, ad esempio, un progetto studiato nei minimi dettagli che aspetta di essere realizzato e concretizzato secondo la regola dell’arte.

Questo approccio può essere usato nella vita privata, lavorativa e sportiva; in un rapporto con un singolo o più individui; in modalità “face to face” o telematica.

 

 

Marco Saponaro
Ingegnere & Coach
Torino
info@marcosaponaro.it

Fonti

(1) = Wikipedia
(2) = INCOACHING®
(3) = Rielaborazione di Marco Saponaro

 

Nota:
Il concetto di Sessione Zero è di proprietà intellettuale della Scuola INCOACHING®.

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