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Nel labirinto… ci si trova

Nel labirinto non ci si perde.
Nel labirinto ci si trova.
Nel labirinto non si incontra il Minotauro.
Nel labirinto si incontra sé stessi.
(H. Kern)

Il Labirinto è il nome di alcune leggendarie costruzioni architettoniche dell’antichità, di struttura ingegnosa e talmente complicata da rendere assai difficile l’orientamento e quindi l’uscita a chi vi fosse entrato. L’impressione creata è quella di un groviglio inestricabile di meandri, nei quali è facile smarrirsi, motivo per cui usiamo spesso la metafora del labirinto per indicare situazioni e problemi complicati, anche se,  il disordine  è quasi sempre solo apparente. Occorre coraggio e intelligenza nel percorrere quella via sinuosa dall’inizio fino alla fine. Già il mito del Minotauro ci racconta che Teseo riuscì a tornare in dietro, dopo aver abbattuto il mostro, solo grazie al filo di Arianna. A ben guardare, però, non c’era bisogno di quell’astuzia, visto che il labirinto cretese consiste di un solo percorso che conduce obbligatoriamente al centro e da lì di nuovo fuori. ll filo non era dunque un mezzo di conduzione, bensì un mezzo di condotta: indica metodo, attenzione  e  continuità. Il labirinto stesso ricorda un filo disposto come un gomitolo, come a dire che nulla è semplice e lineare. E’ il filo mentale che ininterrottamente tiene insieme, che crea legami e traccia i confini del nostro spazio esistenziale. Arianna esprime la nostra volontà razionale: solo adottando e rimanendo fedele a un metodo si può arrivare al centro, vincere la lotta con  il mostro, il demonio, l’incubo, il terrore che lo abita e tornare indietro salvi, ma trasformati e  iniziati ad una vita diversa.

Dopo questi brevi accenni storici e simbolici vorrei indirizzare l’attenzione sul possibile utilizzo della metafora del labirinto come strumento utile in un percorso di coaching. Come questa metafora potrebbe aiutare il coachee in maniera costruttiva nel perseguimento della propria eudaimonia e realizzazione?

L’avversario che esiste nella nostra mente è molto più forte di quello che esiste nella realtà, al di là della rete

Ma quali sono le interferenze? Siamo soliti attribuirle a fattori esterni, il lavoro, la società, i luoghi, il caso, le persone intorno a noi, le nostre relazioni talvolta complicate. Invece le vere interferenze sono principalmente i nostri pensieri, siamo in definitiva noi stessi. Il vero avversario – ci insegna Gallway – non è colui che è dall’altra parte della rete nel campo da tennis, ma è nella nostra testa, siamo noi stessi. Anzi, l’avversario dall’altra parte della rete spesso è il nostro miglior alleato, in quanto è colui che ci costringe a far fondo alle nostre migliori risorse. Senza di lui non progrediremmo. Le interferenze esterne sono quindi tutte le interferenze che derivano dall’ambiente circostante, quelle interne nascono e si sviluppano al nostro interno. Come suggerito dai concetti espressi da Gallway, sulle interferenze esterne non abbiamo controllo. Sulle interferenze interne abbiamo invece il pieno controllo e questo è il punto cruciale che fa la differenza tra vincere o perdere, portare a casa l’obiettivo, o realizzare il nostro futuro desiderato.

Qual è dunque il nesso tra Labirinto e Coaching?

Il labirinto, può essere la rappresentazione simbolica del percorso, del viaggio che una persona dovrebbe percorrere per arrivare da un punto A (il presente percepito) ad un punto B (il futuro desiderato, l’obiettivo, l’eudaimonia). Tale percorso non è infatti lineare ma è un dedalo di vie, un labirinto, all’interno del quale si troveranno diversi ostacoli (le interferenze) che ci rallenteranno o, nella peggiore delle ipotesi, ci impediranno di avanzare verso la nostra meta. Il labirinto anche come metafora dell’Inner Game del gioco interiore, in quanto mentre percorriamo il nostro percorso superando ostacoli nel mondo esteriore per raggiungere obiettivi estrinsechi, dobbiamo anche affrontare ostacoli “interni“, come la paura, l’insicurezza, la frustrazione, il dolore e le distrazioni, che ci impediscono di esprimere la totalità delle nostre capacità e di procrastinare così la nostra volontà a raggiungere l’eudaimonia. Una convinzione fondamentale dell’Inner Game è che ogni persona ha la saggezza interiore per evitare le frustrazioni e le paure che la trascinano in un circolo negativo vizioso. Allenarsi giorno dopo giorno in questa pratica di disattivazione dei pensieri mentali tossici e depotenzianti, permetterà di alimentare la nostra agentività (agency) ossia la facoltà di far accadere le cose, di intervenire sulla realtà, di esercitare un potere causale. In altre parole di avanzare verso il centro del labirinto.

Il coach potrà proporre al coachee l’esercizio del Labirinto come work-out che aiuterà il cliente a prendere consapevolezza del proprio percorso (presente percepito- entrata del labirinto; futuro desiderato- centro del labirinto) e delle interferenze interne ed esterne (ostacoli). Il coach fornirà al coachee il disegno di un labirinto su un foglio A4 . Dapprima gli chiederà di porre al centro il suo obiettivo/futuro desiderato con una frase o una parola. A questo punto, dovrà disegnare con un pennarello colorato tutti quei fattori interni o esterni (interferenze) che potrebbe incontrare nel suo percorso e che lo potrebbero rallentare, se non bloccare, nel raggiungere il centro del labirinto. Dovrà poi assegnare un nome a ciascun elemento disegnato sul labirinto e segnare con una E, in caso d’interferenza esterna, e con una I in caso di interferenza interna.

Tale esercizio di work-out non solo farà prendere consapevolezza al coachee di quelle interferenze esterne ed interne che “depotenziano il suo potenziale” ma gli permetterà anche di analizzare in modo responsabile il suo percorso, osservandolo dall’alto, e di costruire un piano d’azione autodeterminato che sarà la bussola per raggiungere il centro del labirinto: il suo futuro desiderato.

 

Dr Silvia Mirandola
Biologa, PhD
Associate Director, Direzione Medica, Industria Farmaceutica
Coach Professionista specializzata in Business e Life Coach
Padova
s.mirandola@live.com

 

Nota: I concetti di Presente Percepito e Futuro Desiderato sono stati elaborati da INCOACHING.

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