Categoria: Potenziale: Let’s Rock it!

Categoria: Potenziale: Let’s Rock it!

Potenziale: Let’s Rock it!

Battaglia delle band.

 

Esibizione finale, un trionfo su tutti i fronti: School of Rock è la band rivelazione, applaudita e acclamata da tutti i presenti, vincitrice morale della gara. School of Rock è una rock band inusuale: alcuni studenti di una classe di scuola elementare, animati da un insegnante-supplente carico di energia, ego, convinzione ed estro musicale, il Signor S. E’ Dewey Finn, musicista squattrinato, con il sogno di diventare un grande rocker. Per vivere deve barcamenarsi nel frattempo con la più prosaica esigenza di sbarcare il lunario. Un giorno, si appropria indebitamente di un momento di fortuna sostituendosi al suo coinquilino – Ned Schneebly – e prendendone il posto come supplente presso una scuola rinomata ed esclusiva della città. Un inganno di identità. Non sapendo scrivere il cognome del suo coinquilino, Dewey di presenta agli studenti come «Signor S». Durante una pausa ascolta casualmente la lezione nell’aula di musica e ha un’illuminazione: intravede il potenziale dei piccoli studenti e decide di iniziarli alla musica rock. L’obiettivo è quello di creare una nuova rock band e affermarsi come rocker. Nasce così il progetto scolastico “Rock Band” che li accompagnerà per diverse settimane in un percorso di scoperta e crescita. “(…) vi impegnerà la testa e la mente, e il cervello pure (…).” Li avvisa il Signor S.

Ma cosa c’entra con questa storia con il Coaching che ho imparato a conoscere, capire e praticare?

Il protagonista Dewey è piuttosto egoista, megalomane incapace di badare a sè, chiuso in una spirale di inconcludenza, incapace di assumersi responsabilità e di gestire le conseguenze delle proprie azioni. La storia che di lui viene presentata perlomeno lascia intravedere questo.

Dewey però anima in me un contagioso entusiasmo: è un coltivatore instancabile di un’autentica passione, quella per il rock. E indossando gli occhiali del Coach (+ valorizzazione e – giudizio), scorgo un intuito appassionato e sostenitore del potenziale dei ragazzi suoi studenti e del loro talento. E’ evidentemente un Coach non-convenzionale, con tutte le sue originali e folli contraddizioni. E’ concentrato sul proprio obiettivo, impone l’argomento e determina il piano di azione, che gli studenti sono forzati a seguire, secondo il suo “controllo creativo” per citarlo. Non segue un modello di Coaching o un processo definito, non agisce certamente da Coach Professionista. Ma è un allenatore di potenziale e unicità.

 “Signor S: (…) Ragazzi, qualunque bambino normale di sarebbe subito adagiato, ma voi no, perché voi non siete normali. Siete speciali. E dato che penso che abbiate il giusto atteggiamento, io dico che è ora di iniziare il nostro grande progetto.” 

Con il proprio stile, è capace di sviluppare una relazione facilitante, accompagnando gli studenti in un processo creativo di scoperta del potenziale, di riconoscimento e dunque di espressione dello stesso. Dimostra nei fatti di indossare gli occhiali del Coach: si valorizzazione, no giudizio.

Riferendomi al metodo e alle quattro “A” della relazione di Coaching, riesco a osservare nella narrazione alcuni tratti dei quattro fili conduttori:

  • Accoglienza ® “accogliere l’altro”, “dargli il benvenuto”, assenza di giudizio. Dewey semplicemente accetta i suoi studenti così come sono, li sostiene e li valorizza, è così che loro iniziano a sentirsi liberi di esprimersi, di confrontarsi e condividere in modo aperto e sincero problemi e desideri, di immaginare con fiducia il proprio posto nella band – e …nel mondo – e scoprire la propria felicità.
  • Ascolto ® fare domande, guadagnare una posizione “meta”. Dewey riesce a dialogare con gli studenti, a stimolarli attraverso domande grezze ma dirette. Riesce ad avere una visione generale del contesto scolastico e famigliare, e a comprendere le interferenze che questo genera nei ragazzi. E da questo non si ritrae, ma va diritto al punto con alcuni di loro. Come con Zack – il chitarrista, tediato dal padre che lo forza a studiare chitarra classica e “non quella roba” che lui invece ha scoperto affine a sé.
  • Alleanza ® atteggiamento positivo e di fiducia incondizionata. E’ evidente che Dewey attiva una relazione complementare basata sul “potere”, almeno all’inizio della narrazione. Questa poi matura ed evolve attraverso il progetto, che progressivamente diventa comune e condiviso. E mostra fiducia, grande fiducia negli studenti e nelle loro potenzialità. Osservo così un fiorire di attivazioni, motivazioni che crescono, sensi di adeguatezza e autostima, disponibilità a lasciarsi scoprire. Il potenziale di questi ragazzi comincia a orientarsi.
  • Autenticità ® incarnare una capacità e farla propria, da accoglienza a essere accogliente, da ascolto ad essere ascoltatore, da saper fare a saper essere. Dewey è pazzescamente e inspiegabilmente autentico, nella relazione con gli studenti, nel suo interesse verso di loro, nella “sfida al potente” che sostiene e lo anima. E’ autentico anche nell’andare contro i pre-giudizi e le convinzioni, contro i genitori. E questo, lo si apprende alla fine, porta ad un cambio di paradigma collettivo, fatto di accettazione e consapevolezza.

 

Dewey è a suo agio, si riconosce valore e capacità, si sente adeguato con sè stesso e con l’ambiente che lo circonda, accetta i propri limiti e ci costruisce sopra. Analogamente, inizia a valorizzare gli studenti, riconoscendo e avendo fiducia nello loro capacità, credendo in loro, considerandoli straordinariamente adeguati. Costruisce con loro una relazione facilitante e autentica. In una traiettoria di accettazione e consapevolezza, agisce affermando la posizione relazionale cara al Coaching: Io sono Ok e tu sei OK. Il valore che attribuisce a sé, agli studenti e alla relazione fra di loro è positivo (benchè caratterizzato da subordinazione e coercizione in alcuni passaggi della narrazione!). E’ in grado di muoversi e far muovere da posizioni di paura (Zack, il chitarrista; Lawrence, il tastierista), di rabbia (Summer, la band manager), di dolore (Tomika, la corista-cantante), a una posizione di positività, basata su rispetto, fiducia, reciprocità e voglia di futuro.

Gli studenti, dopo lo smarrimento iniziale, arrivano a essere felici, divertiti, motivati all’azione. Osservo l’emersione di un flow potente: gli studenti muovono da una motivazione assente ® sono inizialmente obbligati al progetto Rock Band, verso una motivazione esterna ® la valutazione di fine quadrimestre, per approdare alla scoperta di una motivazione interna ® soddisfazione, sfida al Signor S, senso di azione verso il progetto, ingaggio. Il piano della motivazione evolve, e con questo tutti i protagonisti.

Così come la relazione di Coaching poggia su 4 livelli di fiducia – nel metodo, nella relazione, in sé, nel Coachee – anche nel sostenere questa posizione relazionale Dewey dimostra a sua volta i 4 livelli: 1. nel rock ! certamente (che rappresenta, nella sua mappa del mondo, il metodo); 2. nella relazione; 3. in sé; 4. negli studenti. E questi, a loro volta, acquisiscono progressivamente una fiducia analoga e circolare.

All’interno della narrazione Dewey ricerca più volte la propria centratura: sconforto e senso di sconfitta lo accompagnano in alcuni momenti della narrazione e questi lo mettono in crisi, lo irritano, lo esasperano. Ma lui, quando questo accade, trova la via per riportarsi nella centratura, facendo leva su risorse interne, ma anche esterne – i suoi studenti, il progetto –:

 

 

C Consapevolezza ® ha un ascolto interno attivo, urgente, che lo spinge al confronto, alla ricerca di senso, di mezzi e di opportunità, lo motiva. E’ consapevole degli errori e delle scelte. Aggiusta il tiro strada facendo in un suo percorso evolutivo.
A Auto-determinazione ® sa dove vuole essere e dove deve stare per raggiungere ciò che desidera, non si concede alternative o opzioni differenti. Essere un grande rocker.
R Respons-abilità ® nelle scelte (pur discutibili che possano essere!), in primis in quelle di scommessa sul potenziale dei suoi studenti, ma anche in quelle di andare contro corrente rispetto alle convenzioni sociali del contesto educativo in cui si muove (similitudine con «Il Potente» che vuole combattere).
E Eudaimonia ® ha infatti con sé “un buon demone” (il Rock), che lo accompagna fornendo una direzione di scopo precisa verso l’auto-affermazione di essere un grande rocker.

 

In questo allenamento di meta-potenziale assisto a una evoluzione progressiva del protagonista: Dewey innesca, in modo tacito e implicito, improvvisato e spontaneo, un processo di creazione della consapevolezza, per sé e per i suoi studenti. Da cui tutti traggono apprendimento e forza. E a loro volta gli studenti, in un circolo virtuoso e contagioso, spingono Dewey a interrogarsi su ciò che conta davvero, su ciò che vuole, sulle enormi capacità dei ragazzi. Tutti riescono ad esprimersi, tutti migliorano, tutti crescono.

Scorgo inoltre un Agency importante, nel significato di facoltà umana che permette di attivarsi nel proprio ambiente o contesto, fino addirittura a modificarlo. Dewey assieme ai suoi studenti agisce l’agentività, generando azioni funzionali alla riuscita del progetto Rock Band, sperimentano nuovi comportamenti, fino a produrre cambiamenti nel contesto che li circonda. Interessante in questo senso la traiettoria di apertura della preside Mullins: da rigida paladina della disciplina scolastica inibitrice dell’esperienza creativa (“Quelli verrebbero tutti addosso a me come genitori-bomba!”) a energica sostenitrice e fan scatenata della nuova rock band, della quale si presenta come “la preside” alla battaglia finale.

Bandura sostiene: “Se le persone non credessero di poter produrre con le loro azioni gli effetti che desiderano, avrebbero pochi stimoli ad agire. (…)”: di senso di auto-efficacia nei protagonisti di School of Rock ce né in abbondanza!

In apertura ho scritto «(…) E questo, lo si apprende alla fine, porta ad un cambio di paradigma collettivo, fatto di accettazione e consapevolezza.». Mi riferisco alla scoperta del Potenziale e alla sua accettazione. Dewey per primo intuisce le potenzialità di questi ragazzi: osservatore attento degli orientamenti, delle personalità, degli interessi, delle capacità, dei gusti e delle abilità dei suoi studenti, è formidabile nell’intuire il loro enorme potenziale in campo musicale, nel momento in cui è ancora inespresso. Studenti inconsapevoli. Serrati da rigida disciplina scolastica e educazione dei genitori. Dewey rompe questo schema. L’attribuzione dei ruoli per la rock band ne è l’esempio: per ciascun studente-musicista identifica e assegna un ruolo che, scopriremo strada facendo, calza a pennello. Risponde alla motivazione, all’estro, alla capacità, alla vocazione che ciascun studente ancora non sa di avere: chitarra, tastiera, batteria, costumista, corpo di sicurezza, band manager e altro, ruoli creativi per ragazzi capaci. E usa un processo altamente creativo, che ingaggia, da forza, infonde coraggio e aumenta l’autostima e la responsabilità dei singoli. Creando autonomia, conoscenza di sé, fiducia. Gli studenti così si scoprono, esplorano, si auto-conoscono, acquisiscono fiducia e sviluppano capacità. Arrivano a riconoscere finalmente la propria unicità. Imparano a esprimere liberamente il loro potenziale.

L’elemento aggregante è la passione per la musica che Dewey riesce a trasmettere agli studenti, la forza dell’espressione personale e della performance che infonde loro quel sano ribellismo che permette orgogliosamente di “resistere al potente” e di andare oltre il pregiudizio: ciò che l’originale insegnante suggerisce, in primis con il suo essere, è che la forza del rock e l’espressione del potenziale servono anche ad accettare sè stessi in relazione al mondo. Avvincente la scena in cui Dewey-Signor S convince Tomika a esibirsi:

 “ Tomika: Signor S…io non ce la faccio a cantare.

Signor S: Cosa ti salta in mente? Vieni! [la prende in disparte] Allora, Tomika, che ti prende ora? Come non ce la fai a cantare?

Tomika: Io non mi sento bene, mi viene da vomitare. Ci sono Alicia e Marta tanto…

Signor S: Ma…loro non cantano come te, ti voglio nel coro. Sei tesa? Sei nervosa? [Tomika annuisce] Si? E perché, di cosa avresti paura?

Tomika: Bè, che ridano di me.

Signor S: Cosa? E perché dovrebbero ridere?

Tomika: Sono cicciona, ecco perché.

Signor S: Tomika…ehi, tu hai una qualità che vorrebbe chiunque, tu hai talento, tesoro. Canti con una voce incredibile, e non lo dico tanto per dire. Conosci Aretha Franklin, vero? [Tomika annuisce] Ok, è un donnone! Ma quando inizia a cantare subito tutti diventano pazzi, e vogliono solo sballare con Aretha! E, lo sai che altri ha problemi di peso?

Tomika: Chi?

Signor S: Io! Ma quando salgo sul palcoscenico mi scateno, e il pubblico non vuole che me! Perché sono sexy! Anche con un po’ di pancetta.

Tomika: Perché non si mette a dieta?

Signor S: Perché io adoro mangiare! E’ un reato grave? No, ma comunque… senti, non è questo il punto. “

 

E’ forse questa una forma diversa di conversazione di Coaching?! Tomika naturalmente si esibisce e, altrettanto naturalmente, la sua performance è straordinaria e straripante.

Performance = Potenziale – Interferenze. Ecco un’altra connessione con il Coaching.

Anche a questo serve il rock, secondo la lezione di Dewey: ad accettare sè stessi indipendentemente dai modelli comunemente accettati, indipendentemente da ciò che si sarà domani, per provare felicità immediata che da più gusto alla vita. Anche quella di bambini di dieci anni con il futuro assicurato. Riconoscere e abbracciare la propria unicità. Dewey – tramite la musica – è un educatore alla libertà di espressione del potenziale.

« Le persone intelligenti dovranno usare la propria intelligenza, le persone dotate di occhi dovranno impiegarli, le persone dotate di capacità di amare avranno l’impulso di amare e la necessità di amare per sentirsi sane. Le attitudini pretendono di essere sfruttate e cessano di protestare soltanto quando vengono adoperate in maniera sufficiente. (…).». (Maslow, 1971). 

Dopo l’esibizione finale, la nuova Rock Band si riunisce nuovamente per suonare la celebre It’s a Long Way to the Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll) degli AC/DC. Il progetto scolastico è concluso. L’epilogo della storia rivela che Dewey è stato assunto come insegnante di musica rock nel doposcuola, un lavoro vero basato sulla sua grande passione!, mentre il suo coinquilino Ned è diventato insegnante di chitarra, unendo così le due passioni per l’insegnamento e per la musica.

Ognuno ha scoperto il proprio scopo e trovato la propria direzione.

Il potenziale ha ora le condizioni per continuare a scoprirsi ed esprimersi … Let’s rock!

E’ stato un viaggio fantastico sin qui, sono grata per tutto il disorientamento.

 

 

Elvezia Sironi
Partner Galaxy M63 srl
www.galaxym63.com
Coach professionista

 

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