Categoria: Princìpi di Coaching a scuola

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Princìpi di Coaching a scuola

Abbiamo imparato a camminare, correre,
andare in bicicletta e prendere al volo una palla
senza ricevere istruzioni su come farlo.
(J. Whitmore)

 

Il Coaching è un modo di vedere la realtà; è un modo di fare e di essere, che affonda le sue radici nella saggezza antica. Il metodo del Coaching aiuta l’essere umano a liberare il proprio potenziale e ad ottenere il meglio da sé.

Oggi è diffuso e anche “di moda”: viene utilizzato negli ambiti più svariati, da quello sportivo a quello aziendale, fino alla sfera della vita privata e familiare della persona.

Scarseggiano le riflessioni specifiche sul Coaching a scuola, e poche sono state le sperimentazioni attuate in questo contesto. Il Coaching è una pratica dell’apprendimento del tutto opposta alla lezione frontale e alla didattica trasmissiva, dalla quale raramente scaturiscono motivazione e apprendimento duraturo.

 

L’apprendimento della scrittura in corsivo utilizzando il Coaching

Il Coaching ci fornisce strumenti per agire, nel qui e ora:

Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo.” (Confucio)

Ci troviamo in una classe prima di SCUOLA PRIMARIA, con alunni di 6/7 anni. L’obiettivo è l’apprendimento della scrittura in corsivo.

Prima di tutto, l’insegnante-coach instaura un clima relazionale positivo e basato sulla fiducia. Prestando attenzione a tutti i canali della comunicazione umana (verbale, paraverbale e non verbale), racconta agli alunni che oggi tutti impareranno a scrivere in corsivo.

Scrive quindi alla lavagna alcune vocali, senza spiegare nulla, senza dare istruzioni né insegnamenti. I bambini si mostrano curiosi.

L’insegnante stimola ulteriormente la loro attenzione: “Cosa sono queste?”. Gli alunni rispondono: “Sono lettere nuove”, “Sono lettere diverse”. L’insegnante chiede: “Chi scrive queste lettere sul quaderno?”.

Tutti i bambini iniziano a scrivere.

Ecco le prime lettere di un alunno:

quaderno

L’insegnante rimane centrato sul suo essere anche coach: osserva il lavoro svolto, senza esprimere valutazioni e senza correggere nulla. Lo scopo è ottenere un feedback dall’alunno stesso, cioè una sua autovalutazione. Fa quindi a ciascun bambino delle domande, che non richiedono critica o giudizio, ma solo descrizione e osservazione. La differenza è notevole: nel primo caso l’alunno prova a fare ripetutamente e con stress nel modo “giusto”, nell’altro semplicemente osserva se stesso e la propria attività senza giudizio critico, lasciando che l’apprendimento accada. Quello a cui si vuole arrivare è l’autocorrezione automatica e inconscia, senza sforzo né conflitto.

Le domande sono semplici e concise; stimolano maieuticamente l’aumento di consapevolezza e respons-abilità dello studente nei confronti dell’attività svolta. Non sono retoriche, non contengono giudizi o suggerimenti impliciti e, soprattutto, non scalfiscono il rapporto di fiducia tra docente e alunno.

In quale rigo si trovano queste lettere?” (indicando)
Questa lettera è appoggiata sul rigo?” (indicando)
Quali lettere arrivano in cima al rigo?
Qual è la lettera più larga/stretta/alta/bassa in questa riga?” (indicando)
Dov’è il puntino della i?” (indicando)
In quali righe ci sono più/meno lettere?

Dopo aver ascoltato le risposte, l’insegnante chiede agli alunni: “Chi vuole scrivere altre lettere?”

Questa è la seconda pagina scritta dallo stesso alunno (pochi minuti dopo):

pagina scrittura

Dopo aver osservato il miglioramento del gesto motorio dell’alunno, l’insegnante-coach gli chiede ancora:

Cosa vedi in questa pagina?
Quali sono le differenze con quella di prima?
Che cosa senti?
Cosa provi nella tua mano?

Infine lo elogia e gli dice che, quando vuole, può terminare il lavoro e riposarsi. L’alunno risponde: “Voglio andare avanti e fare altre lettere.

 

Conclusione

L’alunno ha incrementato il proprio senso di autoefficacia. E’ responsabile del suo apprendimento e consapevole delle proprie potenzialità. L’attività in sé gli dà piacere: nel continuare a farla è spinto da una motivazione intrinseca.

 

 

Simone Pareschi
Docente – Formatore – Coach professionista
Bologna
simo3833@gmail.com

 

Bibliografia

Deci E.L.-Ryan R.M., Intrinsic Motivation and Self-Determination in Human Behaviour
Galimberti U., Il segreto della domanda
Gallwey T., Il Gioco Interiore nel Tennis
Pannitti A.-Rossi F., L’essenza del coaching
Recalcati M., L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento
Whitmore J., Coaching

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