Categoria: Sessioni di coaching per liberi professionisti

Categoria: Sessioni di coaching per liberi professionisti

Sessioni di coaching per liberi professionisti

Cos’è il coaching

Il coaching è un percorso che mette al centro la persona con l’obiettivo di sviluppare il potenziale dell’individuo nel rispetto della propria unicità. Alla base del percorso c’è la relazione tra coach e coachee fondata sull’ascolto, l’accoglienza e l’autenticità. In un clima di non giudizio si crea un’alleanza orientata allo sviluppo delle competenze del coachee attraverso una metodologia maieutica fondata sul dialogo e l’ascolto.

Il coaching è una relazione professionale sviluppata su solide competenze. Il coach è un esperto di processo che attraverso domande ed osservazioni accompagna il cliente a definire con chiarezza i risultati desiderati, acquisire nuove prospettive, diventare consapevole delle sue risorse, mentre ottiene nuovi apprendimenti utili a sviluppare possibilità di azione e fare scelte di qualità che producono risultati concreti (Grant 2003).

 

A cosa serve

All’interno di una relazione facilitante, il coaching si propone come metodo di sviluppo di una persona, di un gruppo o di una organizzazione per individuare, sviluppare e utilizzare le proprie potenzialità per il raggiungimento di obiettivi di cambiamento o miglioramento che sono autodeterminati durante il percorso e verranno realizzati attraverso un piano di azione. Whitmore (1992) ci dice che “il coaching libera il potenziale di una persona così da poter massimizzare la sua performance. Si tratta di un metodo che facilita l’apprendimento piuttosto che insegnare qualcosa di specifico.

 

Percorsi di coaching per liberi professionisti: dove life e business si incontrano

Diversi e svariati sono gli ambiti di applicazione di un intervento di coaching che naturalmente ne vanno a caratterizzare il contenuto e gli obiettivi. A volte è la committenza che va a definire l’ambito di intervento: per un percorso di Business Coaching, infatti, è molto probabile che sia un’azienda, nella figura del Direttore delle Risorse Umane che, partendo da una decisione della dirigenza, richieda un percorso di coaching per alcune figure chiave dell’organizzazione aziendale. Mentre chi richiede incontri di Life coaching è, di solito, un singolo che si rivolge ad un professionista per valutare di intraprendere un percorso personale.

Non sempre, però, gli ambiti di intervento sono così chiaramente differenziati anche perché il contenuto delle sessioni di coaching, come anche gli obiettivi che ci si prefigge, devono essere condivisi dal coachee che ha tutto il diritto, anche in corso d’opera, di modificarli o reindirizzarli rispetto a quanto dichiarato nella sessione iniziale del percorso.

Vediamo ora le caratteristiche peculiari dell’ambito Business e Life Coaching e i loro punti d’incontro.

 

Business coaching

Il business coaching è il coaching specializzato negli ambiti lavorativi e volto a migliorare le performance dei singoli lavoratori e a supportare la gestione emotiva delle situazioni critiche (cambiamento organizzativo o di ruolo, processi stressanti, rimotivazione professionale).

Particolarmente prezioso nello sviluppo delle risorse apicali, il business coach è in grado di sviluppare piani di intervento personalizzati in un rapporto di coaching individuale con il coachee, il quale viene stimolato e guidato in un processo di definizione (o ridefinizione) degli obiettivi professionali e personali. Il business coaching fornisce gli strumenti adeguati al coachee per il perseguimento di tali obiettivi in tempi rapidi e con il massimo grado d’efficienza. Nonostante nella maggior parte dei casi in ambito business il Committente dell’intervento di coaching non corrisponda con il Coachee, sarà sempre insieme a quest’ultimo che gli obiettivi di percorso verranno definiti.

 

Benefici per l’azienda

Migliorare la gestione dei cambiamenti interni ed esterni (tra i quali anche il cambio generazionale)

  • 1. Facilitazione nel processo di talent retention & development.
  • 2. Sviluppo della creatività e dell’azione responsabile.
  • 3. Creazione di un clima lavorativo positivo e costruttivo.
  • 4. Motivazione dei singoli collaboratori e dei team di lavoro.

 

Benefici per i manager e i dipendenti

  • Aumento del senso di efficacia
  • Maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità
  • Consapevolezza dei punti di forza e delle aree di miglioramento del proprio carattere.
  • Facilitazione dell’assunzione di nuove responsabilità per una maggior propensione all’azione.
  • Sviluppo della capacità di problem solving e di decision making.
  • Miglioramento della capacità di gestire il tempo e lo stress.
  • Ridefinizione di obiettivi di carriera a medio e lungo termine

 

Life coaching

Il Coaching può essere rivolto a persone di qualsiasi età (genitori, adolescenti, imprenditori, manager, insegnanti, atleti) che desiderano migliorare le performance e raggiungere i propri obiettivi. In un rapporto di coaching si accompagna la persona verso il massimo rendimento e questo è possibile attraverso un processo di allenamento e valorizzazione della persona.

Il Life Coach, nel ruolo di facilitatore del cambiamento, stimola e indirizza le energie del cliente e lo aiuta a prendere consapevolezza delle sue potenzialità. Insieme al coachee verranno stabiliti gli obiettivi da raggiungere, marcando delle tappe intermedie e una tempistica così da definire un piano d’azione.

 

Il Life Coaching è particolarmente indicato per

  • Capire la propria attitudine potenziale e sviluppare il proprio talento
  • Individuare gli obiettivi importanti della propria vita
  • Attivarsi in un piano concreto per raggiungere i propri obiettivi
  • Migliorare la propria autoefficacia e autostima
  • Gestire e superare momenti di stress elevato
  • Aumentare il benessere personale e il senso di autorealizzazione
  • Vivere una vita piena e felice

 

Percorsi di coaching per liberi professionisti

Il percorso di coaching rivolto ai liberi professionisti si colloca a metà strada tra l’approccio Business e quello Life o, meglio ancora, li va ad unificare.

E’ rivolto a quelle figure professionali che per tipologia di attività si rivolgono a interlocutori diversi ai quali offrono la propria consulenza in progetti differenti non connessi tra loro e che seguono tempistiche differenti che possono o sovrapporsi, portando quindi il professionista ad avere concomitanza di scadenze o sostenere ritmi asincroni.

E’ frequente che l’attività lavorativa del libero professionista proceda proprio scandita dalle scadenze dei progetti in corso e che manchi di un momento formale di riflessione e valutazione dei risultati raggiunti e degli obiettivi futuri.

Nel caso i cui il momento di valutazione del proprio operato venga fatto esclusivamente su una considerazione di profitto viene a mancare l’occasione per una valutazione più costruttiva relativa agli obiettivi raggiunti. Ciò che potrebbe venir meno è la possibilità di ripercorrere il percorso fatto tenendo in considerazione quanto realizzato, i casi di successo, le competenze messe in campo ma anche le occasioni mancate e le abilità da migliorare. Senza avere l’opportunità di fermarsi per questo tipo di considerazioni diventa più difficile poter definire gli obiettivi futuri ed individuare il processo e gli strumenti necessari per realizzarli.

Il rischio è di agire in un eterno presente, rispondendo alle necessità e agli obiettivi di breve termine rischiando di far diventare preferenze e scelte quello che in realtà è solo abitudine.

Per crescere nel proprio lavoro è necessario dedicare un tempo alla definizione degli obiettivi e alla pianificazione delle strategie per raggiungerli. Inoltre, per capire in che direzione muoversi, quali iniziative privilegiare è fondamentale rivedere periodicamente la propria Vision e Mission. A questi due concetti, cari all’ambito aziendale, se ne aggiunge un terzo che per i liberi professionisti è fondamentale: quello di Personal Branding.

Vediamo velocemente di cosa si tratta.

Vision e Mission sono due concetti distinti ma complementari che rappresentano il motore dell’attività lavorativa perché costituiscono il faro che indica la via da percorrere.

La Vision indica l’idea che è stata alla base dell’avvio dell’attività lavorativa: il sogno generativo del professionista e la sua prospettiva di sviluppo per il futuro. Deve essere realistica ma deve consentire di sognare in grande, ovvero deve essere in grado di individuare la meta che si vuole idealmente raggiungere.

La Mission invece è una dichiarazione di intenti e definisce in che modo giorno per giorno verranno realizzati gli obiettivi.

I due concetti sono quindi correlati ma il primo ha a che fare con la dimensione del sogno e degli obiettivi a lungo termine, mentre il secondo si focalizza sul presente e sugli aspetti più pratici dell’attività lavorativa.

Una vision per essere efficace dovrebbe essere ben definita, realistica e specificare:

  • L’ambito in cui l’attività professionale si colloca;
  • Gli obiettivi futuri realistici;
  • Un arco temporale entro cui realizzare gli obiettivi;
  • I valori fondanti a cui si fa riferimento nello svolgimento dell’attività lavorativa;
  • L’idea dello scenario futuro immaginario.

 

A differenza della vision, la mission fa invece più riferimento al presente dell’attività, e deve quindi stabilire le modalità per arrivare ai risultati prestabiliti. Il processo di scrittura della mission è a tutti gli effetti una presa di coscienza di ciò che si sta facendo, in che modo lo si sta facendo e per chi lo si sta facendo. Le domande da porsi per delineare la propria mission sono:

  • Per quale motivo mi sono messo sul mercato?
  • Chi sono i clienti?
  • Quali sono le caratteristiche distintive della mia attività?
  • Quali sono gli obiettivi concreti che mi prefiggo nel breve periodo?

 

In conclusione, definire la vision e la mission aziendale in modo chiaro ed esplicito può svolgere una funzione di guida per l’attività professionale. In questo modo, per il professionista sarà più facile tenere a mente gli obiettivi di breve e lungo periodo e lavorare per la loro realizzazione.

Il Branding infine è l’immagine di sé e della propria attività che contraddistingue il libero professionista e lo rende immediatamente riconoscibile sul mercato, lo differenzia dagli altri. E’ l’immagine che si vuole raggiunga i propri clienti.

Definire il proprio personal branding non è automatico e richiede di porsi delle domande e di chiarire prima di tutto a se stessi

  • Quali sono le caratteristiche principali dell’attività o del professionista
  • Per cosa si vuole essere riconosciuti o ricordati
  • Quale aspetti si vuole che siano immediatamente notati o riconosciuti
  • Tratti salienti che contraddistinguono il professionista o la sua attività
  • Qual è la “personalità” dell’attività professionale

 

Mi sembra evidente che questo processo che sta a monte dell’attività lavorativa di un libero professionista e che va a caratterizzarla, definirla e condizionarla per tutto il periodo di attività sia fondamentale. Altrettanto evidente mi pare il fatto che debba essere affidato ad un professionista sostenere l’individuazione di tutto ciò che sarà così pregnante per la propria attività lavorativa. A mio avviso la figura professionale più idonea per supportare un libero professionista nell’individuare la propria vision e mission insieme alle peculiarità che lo caratterizzano non è quella di un esperto di marketing o di comunicazione o di branding quanto piuttosto un coach, esperto di persone.

Ruolo del coach non sarà rispondere alle domande che aiutano ad individuare vision, mission e branding quanto piuttosto accompagnare il coachee nel percorso di individuazione delle risposte utilizzando il metodo maieutico. Le risposte infatti può darle solo il professionista perché vision, mission e branding devono essere autentici per “funzionare“ verso l’esterno e reali e sentiti altrimenti perdono la loro funzione motivante.

 

Tipologia dell’offerta

La mia proposta è di pianificare un percorso di minimo 4 incontri con cadenza annuale che abbia lo scopo per il libero professionista di centrarsi rispetto all’attività in corso, che gli consenta di rivalutare, considerare a che punto del proprio percorso è arrivato, se aderisce ancora a quanto definito e prefissato in passato, quali sono gli obiettivi per il futuro prossimo e come raggiungerli. Sarà naturalmente possibile per il coachee definire con maggiore dettaglio gli obiettivi che vuole raggiungere con il percorso di coaching ed eventualmente affinarli durante il percorso ed eventualmente decidere di estenderlo oltre i 4 incontri qualora lo ritenga necessario.

 

Conclusioni

Un percorso di coaching può essere di sostegno in diversi momenti della vita professionale e non di un individuo. Possiamo considerarlo un metodo non riduzionistico di prendersi cura di se’ per aumentare il proprio senso di auto efficacia, per allenare la propria consapevolezza e contribuire a creare le condizioni raggiungere i propri obiettivi. Prendersi cura di se stessi vuol dire anche accettare di essere stanchi, concedersi di chiedere aiuto, usare le proprie energie per essere motori del cambiamento.

Relativamente alla proposta di coaching per liberi professionisti ritengo che possa essere determinante per coltivare la passione per il proprio lavoro ed essere fautori del proprio successo. Per lavorare nel flow vision, mission e branding devono essere coerenti e interiorizzati; perché lo siano è necessario fare il tagliando annualmente da un professionista.

 

 

Erica Turci
Business e Life Coach
Segrate – MI
ericarturci@gmail.com

 

Nota: il concetto di Relazione Facilitante è di proprietà intellettuale di INCOACHNG® Srl.

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