Categoria: The Inner Game of Dancing – Breve storia di quando ero il Coach di Billy Elliot

Categoria: The Inner Game of Dancing – Breve storia di quando ero il Coach di Billy Elliot

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The Inner Game of Dancing – Breve storia di quando ero il Coach di Billy Elliot

La domanda di coaching di Billy e il suo presente percepito.

Mi sembra ieri. Mi sembra ieri quando un ragazzino di undici anni, venne da me e mi disse: “Coach, ho un problema”.

Lui era il classico ragazzino inglese all’alba dell’adolescenza, con i capelli gialli e rossi, un po’ timido, un po’ matto, forse: lui era Billy Elliot.

Lo feci entrare nel mio studio alla periferia di quella cittadina stretta tra le fabbriche e le miniere di carbone che in quel periodo assistevano al più grande sciopero che i minatori avessero mai intrapreso. Quello sciopero aveva portato scontri, licenziamenti in quantità, padri e figli in trincea, picchetti e collettivi ed aveva invaso ogni discorso, ogni caffè, ogni momento fuori e dentro le famiglie di Durham Coalfield.

Lo feci sedere intorno al tavolo di legno grezzo del mio studio, mi sedetti anch’io ad angolo: cosa posso fare per te? gli dissi.
Sono confuso e disperato”, mi rispose…”non so nemmeno da che parte cominciare…

Così gli chiesi: dove sei oggi, Billy?

Lui iniziò a raccontarmi della sua famiglia: avevano perso la mamma e suo padre Jackie e suo fratello maggiore Tony lavoravano nella miniera ora agitata dagli scioperi e dalla violenza che impregnava l’aria in quei mesi di scontri. Con loro viveva la sua amata nonna, adorabile e premuroso faro nella vita del giovane Billy; ex ballerina classica di discreto (a suo dire…) successo, rifugio sicuro e compagna fedele dei momenti in cui Billy, abbandonando quella grigia e aspra realtà, si rifugiava nella fantasia.

Suo papà e suo fratello gli volevano bene; ma erano figli di quella cittadina, di quella miniera e di quegli scontri; di quella storia insomma. Anche la scuola era l’immagine di quella cittadina e di quel periodo. I ragazzi andavano a scuola e praticavano la boxe; le ragazze andavano a scuola e facevano danza. Billy, nei momenti più difficili, suonava il pianoforte di sua mamma e aveva un unico amico, il suo nuovo vicino di casa Michael. A parte questi momenti Billy si sentiva un pesce fuor d’acqua e non sapeva nemmeno perché.

Sono in trappola”, mi disse, “sono in trappola coach. Da qualche settimana vado a casa del mio amico Michael; lui è strano, a volte sembra una femmina e si veste con i vestiti di sua mamma. Però è simpatico e, come me, odia la boxe. Io la boxe non la sopporto. L’altro giorno la nostra palestra è stata affittata per un corso di danza; io e Michael eravamo lì e le abbiamo viste ballare: danzavano leggere coach… doveva vederle, sembravano volare. Così l’altro giorno sono tornato lì, da solo, a guardarle ancora un po’. Ad un certo punto Debbie, la figlia di Mrss Wilkinson, l’insegnante, mi ha chiesto di provare qualche passo con loro; ero imbarazzato e avevo paura che gli altri miei compagni mi vedessero. Poi però ho iniziato a seguire la musica….

E come ti sei sentito, Billy? Era strano coach, era strano …all’inizio non sentivo nemmeno la musica attento com’ero a seguire quegli strani passi e i comandi della signorina Wilkinson, poi però, piano piano ho iniziato a ballare e ho dimenticato lo sciopero, la scuola, la boxe …Michael in fondo alla sala mi sorrideva e sembrava davvero felice…

E poi cos’è successo, Billy? E poi coach, ieri sono tornato dalla signora Wilkinson e ho ballato ancora con le sue allieve. Così non sono andato nemmeno questa volta alla lezione di boxe e ho paura che prima o poi mio padre se ne accorgerà. La signora Wilkinson dice che ho talento per la danza…che ho delle potenzialità e che vorrebbe allenarmi per un provino alla Royal Ballet School a Londra …non so coach…

Ok Billy, hai detto che ami ballare: cosa ti impedisce di farlo? Coach…mio padre vuole che faccia boxe…mio fratello fa boxe… i miei compagni fanno boxe… a danza non ci sono ragazzi ma solo allieve…non posso nemmeno dirlo ai miei compagni… mi prenderebbero in giro chiamandomi “signorina”, mio padre si infurierebbe e Tony non capirebbe mai… pensa che sia una cosa da femminucce…

Billy, c’è qualcuno che può aiutarti in questo? La nonna mi capirebbe certo, lei era una ballerina, ma non può nulla con papà e con Tony…

Ok Billy, immagina di svegliarti domattina e questi ostacoli non ci sono più, cosa faresti? Ballerei, Coach, andrei dalla signorina Wilkinson e le chiederei di allenarmi per il provino…
e Billy, dopo aver detto ciò, scappò via giù dalle scale come un fulmine….e mentre correva ballava ….

Ed è così che non riuscii nemmeno a chiedergli… ok Billy, cosa intendi fare OGGI appena uscirai da qui?

Non vidi Billy per alcune settimane finché un giorno lo trovai in lacrime, seduto sui gradini fuori dalla porta del mio studio… il cielo era grigio e sembrava cadere sulla sua testa… era disperato e lo feci entrare….

Billy, gli chiesi, cos’è successo? Di cosa mi vuoi parlare oggi?

Lui mi disse: “Coach sono disperato: il mio maestro di boxe è andato da mio padre e gli ha detto che da un mese non frequento le lezioni di boxe. Così mio padre è venuto alla palestra e mi ha visto; si coach mi ha visto esercitarmi con le mie compagne di danza. E’ andato su tutte le furie, non lo avevo mai visto così; e poi mi ha proibito di tornare a ballare…

Tu cosa desideri Billy? Qual è il tuo obbiettivo? Vorrei continuare a ballare e ad esercitarmi, per vedere se davvero posso superare il provino ….

Billy, quanto è importante per te ballare? Coach, ballare è tutta la mia vita…quel provino è tutta la mia vita…

E chi ti può aiutare in questo, Billy? Forse…Michael …potrei esercitarmi con lui, a casa sua per ora… o la signora Wilkinson forse…

Ok Billy, cosa farai ORA concretamente? Coach, andrò dalla signora Wilkinson e le chiederò di aiutarmi con mio padre…

Billy non aveva nemmeno finito la frase che era già sulle scale…correndo e ballando insieme.

 

I fattori ostacolanti

Billy tornò da me la settimana successiva…

Come va ragazzo? gli chiesi; che progressi hai fatto verso il tuo obbiettivo? Direi di no coach….

Billy mi disse che non aveva fatto alcun progresso, anzi si era fermato. In quei giorni l’inverno picchiava duro, e mentre lo sciopero continuava e le scuole erano chiuse non aveva avuto la libertà di andare da Michael ad esercitarsi e nemmeno in palestra. In più non vedendolo più la signora Wilkinson era andata a casa sua cercando di spiegare al padre e al fratello Tony che davvero Billy aveva un grande potenziale che andava allenato e che aveva tutte le qualità per diventare un ballerino professionista. Disse loro che non avevano alcun diritto di interferire così nella passione del loro figlio impedendogli di fare ciò che davvero amava, che dava un senso alla sua vita…ballare. E parlò loro del provino alla Royal Ballet School.

Purtroppo, il papà e il fratello di Billy avevano reagito molto male; pensavano che in un momento così difficile per la loro famiglia a causa della mancanza di lavoro per lo sciopero, la perdita della loro adorata moglie e mamma in questo inverno così rigido…avevano troppi problemi per pensare a Billy e al suo capriccio di ballare. Così avevano intimato alla Signora Wilkinson di non insistere, di lasciar stare Billy e la loro famiglia, che non ci sarebbe stato alcun provino e che non avrebbero mai e poi mai acconsentito a che Billy continuasse a ballare.

Nel frattempo l’inverno picchiava duro e a causa dello sciopero i soldi scarseggiavano; nel giorno più triste della sua vita Billy aveva dovuto assistere al padre in lacrime che per riscaldare la casa aveva dovuto fare a pezzi e bruciare il pianoforte della mamma….

 

Il futuro desiderato di Billy

Dissi a Billy: chiudi gli occhi, lo sciopero è finito, tuo padre accetta di farti partecipare al provino … che cosa fai? Coach, mi alleno, mi alleno e mi alleno ancora.

E come ti senti? Mi sento vivo coach, non sento la fatica e le mie gambe e la mia testa vanno da sole, sento che per la prima volta so cosa mi piace fare davvero e voglio farlo per sempre.

E quali emozioni provi rispetto a questo? Mi sento più leggero, più determinato inizio a pensare che ce la farò…

Che cosa puoi fare ORA per avvicinarti al tuo obbiettivo? Non lo so ancora coach, forse potrei parlare con la nonna e chiederle di aiutarmi e forse potrei organizzarmi meglio con i compiti e la scuola per allenarmi di più …

Va bene Billy, per oggi il nostro tempo è terminato, ti propongo un esercizio, ti va? Si coach

Ogni giorno, nell’intervallo della scuola, scrivi su un foglio un passo di danza che hai imparato fin ora e, quando sei solo, provalo finché non ti viene bene. Ciò fino a quando non saprai ripetere tutti i passi che la signora Wilkinson ti ha insegnato. Te la senti di farlo, Billy? Si coach, lo farò sicuramente, è troppo importante per me.

E così quel ragazzo spettinato uscì ballando dal mio studio e si avviò verso casa. Era la vigilia di Natale dell’anno 2000.

La notte di Natale successe di tutto…. Durante la rappresentazione natalizia tutta la cittadina era radunata nel teatro centrale. C’erano tutti: i compagni e le compagne di scuola, Michael, il padre di

Billy e il fratello Tony e tutti i cittadini ormai stremati dal rigido inverno, dalla scarsità di cibo e legna da ardere a causa di quello sciopero che sembrava non finire mai…

Durante la rappresentazione Jackie, il padre di Billy, non trovava suo figlio e andò a cercarlo nella piccola palestra adiacente il teatro. E fu lì che li vide: Michael e Billy sul ring della boxe, stavano ballando. Jackie andò su tutte le furie, irruppe nella stanza e rimproverò Billy con inudita violenza. Billy per tutta risposta alzò il volume della radio e iniziò a ballare davanti a suo padre che gli urlava di smettere; ballò con l’energia del coraggio e della consapevolezza che quello era ciò che voleva, era il suo obbiettivo ed era la cosa più importante della sua vita. Così suo padre si accorse, per la prima volta e finalmente, che il ragazzo aveva davvero del potenziale. Il suo ragazzo era un ballerino di talento e forse quello era il suo destino.

Uscì di corsa dal camerino e nel prato antistante il teatro, nella neve, da solo capì: non avrebbe potuto né dovuto interferire mai più nel potenziale di suo figlio. Non avrebbe dovuto impedire a suo figlio ballare verso il suo obbiettivo ma anzi avrebbe dovuto appoggiarlo sempre, anche in questa cosa che lui, ancora, non riusciva proprio a capire. Fu proprio quella notte che Jackie prese la decisione più difficile e importante: il giorno seguente sarebbe tornato al lavoro, forzando blocchi e picchetti sfidando gli altri minatori e il suo stesso figlio Tony che avrebbero cercato di impedirglielo e lo avrebbero chiamato “crumiro” e traditore. Doveva farlo Jackie, per guadagnare quanto necessario affinché il figlio, superando il provino, potesse iscriversi alla Royal Ballet

School e diventare un ballerino. Così si precipitò in strada e in mezzo alla neve corse dalla Signora Wilkinson annunciandole la decisione che aveva preso. La Signora Wilkinson qualche giorno più tardi andò dal padre di Billy, si complimentò con lui per la decisione presa e si offrì di aiutarli economicamente ma Jackie rifiutò e rispose che si sarebbe occupato del figlio in prima persona, tornando al lavoro l’indomani.

 

L’allenamento del potenziale

Fu tra Natale e Capodanno che udii bussare molte volte alla porta del mio studio…era Billy e mi disse:
Coach, vado al provino!!! Ma ho paura… cosa devo fare?

Risposi: Bene Billy quali frecce hai nella tua faretra per superare il provino? Mi rispose “sono leggero, imparo i passi in fretta e amo la danza più di qualsiasi altra cosa al mondo

Poi gli chiesi: e cosa senti di dover migliorare? Mi disse: ho paura, non sono tranquillo…la mia voce interiore mi assilla dicendomi che non sono abbastanza bravo…

E come ti senti rispetto a questo? So che è solo paura, che ho tutte le risorse per farcela ma ogni tanto me ne dimentico e vado nel panico

E cosa puoi fare per questa paura? Mi sono reso conto che più ballo più sono sicuro, più mi alleno e meno paura ho… e poi mentre ballo non sento niente, non esiste niente coach…sono nella mia dimensione…

Qual è la prima cosa che farai ora? Andrò subito dalla signora Wilkinson e le spiegherò che ora è tutto a posto, che anche papà è convinto che lei mi possa aiutare la convincerò ad allenarmi per il provino. Poi stileremo insieme il programma degli allenamenti e inizieremo sub…

Billy non finì la frase e corse fuori dal mio studio: attraversò le strade di Durham Coalfield correndo e ballando leggero come non aveva mai fatto prima ….

 

Io OK, tu OK

Nei giorni successivi Billy si allenò moltissimo con la Signora Wilkinson, insegnante severa ma comprensiva. Il primo giorno chiese a Billy di portare qualcosa di suo e che avrebbe voluto avere vicino in questo percorso: La volta successiva Billy portò una foto di sua mamma e Mrss Wilkinson, senza guardarla, gli chiese: hai portato qualcosa di tuo? E Billy rispose “non so se va bene Miss”. Miss Wilkinson rispose: “se per te è speciale, va bene

 

Il giorno del Provino: Performance = Potenziale – Interferenze

Così arrivò il giorno del provino. Jackie accompagnò personalmente il figlio nella sede londinese della Royal Ballet School. Padre e figlio non erano mai stati prima d’ora a Londra. E mai erano stati in una vera scuola di ballo.
Jackie e Billy, un po’ persi dentro quell’edificio in stile coloniale con affreschi maestosi che raffiguravano ballerini di ogni epoca, provavano con qualche battuta a stemperare il clima. E si tenevano stretti.

Ma Billy era molto nervoso tanto che negli spogliatoi litigò con un altro candidato e arrivò alle mani. La sua voce interiore diceva “non ce la farò mai, deluderò mio padre che ha fatto tanti sacrifici per farmi arrivare fino a qui”, tornerò a Durham Coalfield e tutti mi derideranno e ricominceranno a chiamarmi “signorina” ….

E così iniziò l’audizione: la giuria guardava il ragazzino sbagliare e sbagliare ancora…e parlare da solo sempre più preoccupato e frustrato….billy non riusciva a ballare…la sua voce interiore era troppo forte, la paura di fallire era troppo forte ed era completamente bloccato.

Poi una donna dalla commissione esaminatrice gli chiese: Billy posso chiederti che genere di sensazioni hai quando danzi? E Billy rispose: “non lo so…una bella sensazione…sto lì tutto rigido ma dopo che ho iniziato dimentico qualunque cosa e … è come se sparissi … cioè sento che tutto il corpo cambia ed è come se dentro avessi un fuoco, come se volassi, sono un uccello sono ELETTRICITA’, si sono ELETTRICITA’…

 

Quando Billy entrò nel FLOW

E così Billy, iniziò a ballare tranquillo e leggero al massimo delle sue potenzialità, si dimenticò del provino, della commissione esaminatrice, di suo padre della sua cittadina e dello sciopero e ballò meravigliosamente e sembrava volare come un uccello, come elettricità….

Poi Billy e suo padre tornarono a casa, a Durham Coalfield, pieni di speranze e di paure.

Passarono i giorni a Durham Coalfield, tutti uguali fino a quando un giorno – mentre Billy, il padre, il fratello Tony e la nonna erano a tavola per il pranzo – un amico del padre fece irruzione in casa annunciando alla famiglia una splendida novità: lo sciopero era finito, si tornava al lavoro!!!

Jackie e Tony si abbracciarono forte ritrovando quell’intesa e quell’unità che avevano perso in quei giorni drammatici in cui lo sciopero li aveva divisi. Qualcosa stava cambiando a Durham Coalfield e anche nella loro famiglia. Tony si tranquillizzò e iniziò sperare per il fratello: che arrivasse presto una notizia da Londra e che fosse una buona notizia.
E qualche giorno dopo la notizia arrivò: Billy era stato ammesso alla Royal Ballet School. Sarebbe andato a Londra e sarebbe diventato un ballerino professionista. Ce l’aveva fatta.

Fu proprio quel giorno che Billy tornò da me per annunciarmi la buona notizia : Coach mi desse: ce l’ho fatta!!

Bravo Billy!! Fu l’unica cosa che seppi dire…

Il giorno dopo Billy partì, salutò suo padre, suo fratello e da un tetto si udì qualcuno chiamare: Hey ballerino! Billy corse sul tetto, dal suo amico Michael, e con un bacio si congedò.

Oggi, 15 dicembre 2018, sono sulle tribune della Royal Albert Hall gremita all’inverosimile per vedere Il Lago dei Cigni. Nella fila sotto la mia vedo Jackie e Tony (hanno la cravatta!) e accanto a loro Michael, truccato, e con uno strano cappello con le piume.

Lo spettacolo sta per iniziare, le luci si spengono e il primo ballerino sta per fare il suo ingresso sul palco. E’ Billy Elliot, il mio coachee che, dopo il mio iniziale disorientamento, mi ha insegnato tutto e a cui, ancora oggi, nella mia attività e nella mia vita, mi ispiro.

 

Andrea Maruccio
Avvocato e Coach
Milano
andre.maruccio@inwind.it

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