Categoria: Sbarco sul pianeta Coaching

Categoria: Sbarco sul pianeta Coaching

Sbarco sul pianeta Coaching

Mi chiamo Evelina, sono nata il 13 agosto del 1980 e da 15 anni vivo nel pianeta Consulenza.

Gli abitanti del mio Pianeta sono divisi in due gruppi: i Consulenti e i Clienti e siamo tutti molto concentrati sulle cose che non vanno per poter capire come migliorarle. In particolare i Clienti sono per natura portatori di mancanze, lacune o problemi che potranno superare solo grazie all’intervento salvifico dei Consulenti, che sono coloro che sanno sempre come guidare i Clienti verso il miglioramento.

Lo fanno con modalità diverse ma non possono mancare i seguenti 3 passaggi chiave: ascolto della situazione, sua interpretazione e infine elaborazione di un progetto di intervento che il Cliente dovrà seguire nei tempi e nei modi indicati dal Consulente, sotto sua supervisione e con il suo supporto attivo. Per esempio se il Cliente ha necessità di intraprendere un processo di cambiamento, il Consulente metterà a sua disposizione le proprie competenze ed esperienze per guidarlo verso la trasformazione più adatta a seconda delle caratteristiche del Cliente stesso, del contesto, della situazione e della meta che desidera raggiungere. Come potete capire è un tipo di relazione non simmetrica, dove il Consulente è nella posizione di sapere mentre il Cliente in quella di non sapere e in cui è necessario che il Cliente stesso riponga una profonda fiducia nel Consulente e nella sua capacità di trasformare la realtà a favore del raggiungimento degli obiettivi del Cliente. In effetti se sei Consulente ti senti molto potente perché sei visto un po’ come una figura mitologica: metà persona e metà soluzione!

Inoltre, come Consulente, più sai dare le giuste indicazioni di miglioramento più diventi importante… Io per esempio, modestie a parte, ho raggiunto un’ottima posizione perché sono diventata molto abile a comprendere e interpretare le esigenze degli altri e soprattutto so sempre cosa è meglio per loro.

È un Pianeta in cui regna equilibrio, ognuno ha il suo ruolo, esiste una risposta metodologica per ogni problema…insomma tutto fila liscio e ne siamo molto orgogliosi, soprattutto noi Consulenti.

Oggi però, in quanto esimia esponente della consulenza a livello mondiale e nota pioniera di nuovi paradigmi, sento la responsabilità di avventurarmi in una missione tanto entusiasmante quanto ostica, ovvero partire per esplorare un Pianeta che a prima vista potrebbe risultare simile al nostro ma che pare presenti delle differenze profonde: il Pianeta Coaching.  L’obiettivo che mi sono prefissata è indagarne l’origine, le caratteristiche principali, osservare le usanze e le abitudini dei suo abitanti e soprattutto scoprire in che modo affrontano il tema del cambiamento…certo in questo, ci scommetto, non potranno essere più bravi di noi Consulenti ma alcuni sostengono che lì le persone arrivano a dei livelli di evoluzione molto più profondi… e allora la domanda è: sarà vero? E se sì … come fanno? Quali segreti nascondono?

Ma adesso è arrivata l’ora del decollo, sono pronta, cintura allacciata … 3,2,1 … partita!

Eccomi, sono arrivata a destinazione, sono atterrata sul Pianeta Coaching e mi trovo proprio all’ingresso della città più importante di questo mondo: Metapotenziale … forse chi l’ha fondata ha soggiornato nella nostra Metaponto e l’ha voluta ricordare? Sicuramente si, altrimenti perché mai darle un nome così strano? E poi Metaponto si sa, ti resta nel cuore…A ben vedere però il cartello riporta la seguente frase “Benvenuti a Metapotenziale, la città del CARE, dove scoprirete il vostro potenziale attraverso Consapevolezza, Autodeterminazione, Responsabilità ed Eudaimonia”… Sono sbarcata da 3 minuti e le cose iniziano già a complicarsi, forse meglio procedere e chiedere un aiuto in giro, sperando che chi incontrerò mi dia velocemente le risposte alle domande che mi hanno condotta fino a qui, così potrò tornare presto al mio Pianeta che ho una delivery in scadenza e devo ancora preparare tutte le slide.
Dando uno sguardo in giro devo constatare innanzi tutto che anche qui c’è chi ha la brutta abitudine di imbrattare i muri, i vandali arrivano proprio dappertutto! Ma poi che senso avrà scrivere “Socrate c’è”? Se non ricordo male era il filosofo greco della maieutica, che riteneva che la conoscenza nasce dalla consapevolezza di sé….ma andassero a studiare invece che scrivere murales, che è sui libri che si acquisisce conoscenza, non sui muri!

Ecco, finalmente qualcuno a cui chiedere qualche informazione, speriamo che non mi vedano come un turista rompiscatole, insomma che abbiano un piglio più romagnolo che ligure (e lo dico da genovese eh) altrimenti …game over, esplorazione inutile, missione fallita!

Il primo che vedo passare ha una maglietta con scritto Coachee ma è assorto nei suoi pensieri e non bada molto a me …un altro però si avvicina,  ha una maglietta con scritto Coach e degli occhiali molto particolari, mi vede e…che Accoglienza!

Apre le braccia, mi sorride, mi dà il benvenuto e mi chiede che cosa vorrei scoprire con questo mio viaggio di oggi.

A rischio di sembrare un po’ defocalizzata e impreparata, cosa che nel mio Mondo non accadrebbe mai, gli spiego che non so bene cosa cerco, che ho saputo che su questo Pianeta avvengono dei cambiamenti personali molto profondi, delle trasformazioni incredibili e durature e che il mio obiettivo è quello di capire quali azioni vengono messe in atto dai Coach per raggiungere tali risultati così da farle mie, esportarle su Consulenza e magari scriverci anche un articolo sul prossimo numero dell’Harvard Business Review, che fa sempre figo … o almeno un post sulla mia pagina Linkedin!

Devo dire che, così disorientata, agli occhi di molti miei colleghi sarei potuta sembrare una pivellina junior, utile per fare fotocopie, ma questo signore mi Ascoltacon uno sguardo attento, rassicurante e senza mai interrompermi e sembra molto interessato a quello che ho da dire e anche molto rispettoso…wow che sensazione unica! Tra l’altro non mi sembra neanche che mi stia prendendo in giro o che lo faccia per educazione, mi dà l’impressione di essere Autenticoin questa sua disponibilità ad aiutarmi: neanche lo conosco eppure lo sento già come un Alleatoin questa mia ricerca di qualcosa, che neanche so bene cosa…certo deve avere proprio una bella fiducia in me se non mi ha ancora mandata a quel paese, anzi a quel Pianeta…questo suo modo di relazionarsisicuramente mi faciliteràmolto nel raggiungere l’obiettivo che mi sono prefissata! Mi darà delle risposte con cui potrò far sbiancare i massimi esponenti della consulenza mondiale e forse finalmente anche Elisa P., la mia compagna del liceo che sapeva sempre tutto e prendeva sempre un voto più di me!

Ok, bene, sono già 5 minuti che parlo solo io e nonostante le prime indecisioni posso dire di essere stata esaustiva e chiara, il mio input l’ho dato, la monetina l’ho inserita, insomma ora – diario in una mano e penna nell’altra – sono pronta a prendere appunti e a farmi insegnare tutto ciò che devo sapere su come provocare un cambiamento profondo negli altri, si insomma in chi ne ha bisogno, soprattutto nei miei Clienti che tanto si affidano a me e ai miei preziosi consigli… sono pronta a farmi investire da una marea di risposte: racconti, aneddoti, conoscenze, segreti, consigli che mi permettano di piantare la mia bella bandierina con il flag verde e la scritta “done” e di tornarmene a casa presto, che ho anche un po’ fame.

Mi zittisco. Ora è il momento delle risposte caro Coach dagli occhiali strani …

Silenzio. Silenzio prolungato. Forse qui è usanza fare lunghe pause per sottolineare i cambi di turno nel parlato, aspettiamo ancora un pò… Silenzio.

“Vai, ho finito, tocca a te, adesso dimmi pure come si fa” gli dico con un sorriso ammaliante.

“Tu come faresti?” mi dice lui.

Se lo sapessi non sarei venuta fin qui, mi viene da rispondergli ma opto per un più tranquillo “non saprei” e mi zittisco fissandolo. Lui però se ne esce con un’altra domanda, ovvero “esattamente oggi, che cosa vorresti portarti a casa, sul tuo Pianeta”?

Allora vediamo…ci sono: “Voglio carpire i vostri segreti, scoprire tecniche nuove per provocare un cambiamento profondo nei miei Clienti perché ad oggi sono molto brava nel supportarli a cambiare ma poi a volte mi rendo conto che le cose per loro tornano come prima, come se non avessero elaborato abbastanza profondamente il cambiamento e questo mi provoca una certa frustrazione”.

“Benissimo quindi mi stai dicendo che il tuo obiettivo di oggi è portarti a casa qualche modalità per provocare un cambiamento profondo e duraturo nei tuoi clienti”

Mmmmmh ma davvero questi Coach fanno solo domande, non danno risposte e vengono anche pagati? “Si esatto” rispondo con un sorrisetto scettico.

“Bene, ora Evelina immaginati nel momento in cui hai identificato queste modalità e le utilizzi con i tuoi Clienti, come ti senti?”

“Sono felice perché so che non li ho aiutati solo a cambiare le cose ma anche se stessi, in modo più spontaneo e duraturo…ecco mi sfugge cosa posso insegnare loro per favorire una trasformazione di questo tipo”….e a questo punto, presa da uno “stream of consciousness” da manuale, parto con un pippero a cui chiunque sul mio Pianeta avrebbe posto fine con qualsiasi banalissima scusa, del tipo “cavolo, mi sono ricordato di aver lasciato le zucchine sul fuoco”, invece questo Coach mi ascolta come se al mondo non esistesse niente altro, è qui e ora con me, in una dimensione spazio temporale mai vissuta prima, il tempo che passa non lo turba minimamente e non mi interrompe mai. È proprio oke anche io mi sento ok! Parlo del mio lavoro, dei miei cambiamenti, della mia crescita come figlia, donna, moglie, madre e consulente… quando finalmente mi interrompo arriva una sua domanda “in questi tuoi momenti di crescita personale e professionale, cosa ti ha aiutata di più ad evolverti?”

Ci penso un po’, mi sento anche in imbarazzo in questo silenzio ma vedo che neanche questa situazione turba minimamente il Coach e in effetti il silenzio non è poi così male, mi aiuta a riflettere meglio …che scoperta!

All’improvviso un’illuminazione: “sono cambiata davvero quando ho capito da sola chi volevo diventare, quali erano le mie potenzialità, le capacità che potevo mettere in campo per realizzarmi…ecco, forse è questo il segreto, non sempre è utile dire agli altri cosa devono o non devono fare per raggiungere i propri obiettivi, forse a volte bisogna fare un passo indietro, mettersi sullo stesso piano di chi ci chiede supporto e semplicemente accompagnarlo nella sua scoperta di sé e del proprio potenziale…solo così potrà cambiare, evolvere, crescere davvero nella direzione che desidera”. Mi sento tutta elettrizzata, come se avessi appena scoperto la verità sulla morte di Elvis Presley, come se qualcosa dentro di me si fosse mosso portandomi a trovare ciò che andavo cercando.

Ohhhh, adesso mi sarò pur meritata un “bravissima, ci sei arrivata, è proprio così!” da parte del Coach…

E invece lui mi osserva con quel suo sguardo neutro ma sempre incredibilmente accogliente e con un’altra delle sue domande semplici ma incisive mi aiuta a “fissare” bene quello che è appena emerso dal profondo della mia mente e a prenderne consapevolezza: “Evelina, senti che è cambiato qualcosa in te dall’inizio di questo nostro “dialogo”?

“Si, ho capito come posso aiutare i miei Clienti quando desiderano un cambiamento personale profondo, in cui l’approccio da consulente non sempre porta grandi risultati come invece riesce a fare in altre situazioni: ho capito che devo imparare ad ascoltarli e a guidarli nella scoperta dei propri obiettivi e del proprio potenziale…proprio come tu hai fatto adesso con me oggi!”

Ci sono ragazzi, è fatta…incredibile! E io che, dopo i primi 15 minuti, credevo che questi Coach non meritassero neanche una mancetta,  figurarsi un fee professionale!

“Bene Evelina, alla luce dell’obiettivo che senti di aver raggiunto, quali azioni metterai in campo da domani per dare concretezza a ciò che hai compreso in te oggi?”

Azioni?…ma io ho già un sacco di cose da fare,  e poi almeno i compiti non può darmeli lui? Va bhe, è stato così efficace che sarà meglio continuare a fidarsi… “da quando rimetterò piede nel mio Pianeta farò 3 cose: primo, divido i miei Clienti in 2 gruppi, chi ha effettivamente necessità di un approccio consulenziale e chi invece desidera un cambiamento più profondo. Secondo, con il primo gruppo continuo con i Progetti in corso, con gli altri invece mi pongo in modo diverso, in ascolto e in simmetria – consapevole che non sono io a sapere cosa e come dovranno fare per raggiungere i propri obiettivi ma che sono loro ad avere le risorse per farlo e io posso solo essere uno strumento nelle loro mani. Terzo  monitoro il mio comportamento con questi ultimi usando un diario e cerco di migliorarmi giorno per giorno in questo essere un po’ “Coach” anche io.

“Va bene Evelina, allora questo è il tuo piano di azione, adesso è ora di salutarci: per te di ripartire e per me di donare domande ad altri Coachee, ma se lo vorrai potremo rivederci, il nostro Pianeta è sempre felice di aiutare chi è mosso da una motivazione interna e ha coachability!”

Oh che peccato, sarei rimasta ancora un po’…ma il Coach ha ragione, è ora per me di ripartire e di tornare a casa arricchita, più consapevole e felice di aver capito, grazie alle mie potenzialità, come raggiungere il mio obiettivo di dare il massimo per il benessere e l’evoluzione di chi quotidianamente sceglie di affidarsi a me.

Mi guardo intorno, mi dispiace lasciare questo Pianeta così diverso eppure così sinergico e vicino al mio, ma… cinture allacciate, sono pronta per il decollo…3, 2, 1 … partita!

Sono tornata e sono felice della mia esperienza ma ciò che mi rende ancora più felice è il sapere di poter tornare sul Pianeta Coaching ogni volta che sentirò la necessità e il desiderio di far emergere le mie risorse più profonde, affrontare le mie difficoltà e raggiungere i miei obiettivi.

È una sensazione bellissima, mi sento una professionista migliore, perché ora so che per soddisfare i miei Clienti per prima cosa devo capire se hanno bisogno di me come Consulente o come Coach, perché non sempre insegnare è la modalità migliore per aiutare chi chiede il nostro supporto!

Non vedo l’ora di condividere questa esperienza con i miei colleghi…ma non è facile spiegare a parole la mobilità che ho vissuto, anzi sicuramente mi prenderebbero per matta…idea! Per Natale regalerò a tutti un biglietto di a/r per il Pianeta Coaching, così anche loro potranno vivere questa esperienza e scoprire nel profondo di sé il valore dell’accoglienza, dell’ascolto, della sospensione del giudizio, del rispetto, della fiducia … e imparare ad essere un po’ Coach anche loro! Ma adesso per favore…un po’ di silenzio… nel silenzio si riflette meglio e io devo finire le slide per la presentazione di domani e scrivere il mio articolo sull’Harvard Business Review che ho deciso di intitolare “Consulenza e Coaching: l’ying e yang  del supporto al Cliente”: d’altra parte anche se nel mio viaggio ho scoperto le meraviglie della maieutica, continuo ad adorare anche il mio lato da maestrina sofista … tutto sta nel capire di cosa ha bisogno il nostro cliente!

 

Evelina Galione
Consulente Cultural Change Management ed Empowerment Aziendali
Coach Professionista
Milano
evelina.galione@properdelmare.it

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