Il Coaching nella mia azienda
Nella mia visione aziendale, alla valutazione delle 3 P (Posizione – Prestazione – Potenziale) si aggiunge un altro step, in cui, il Coaching si affianca al processo di TALENT MANAGEMENT, come strumento indispensabile e imprescindibile per lo sviluppo e l’allenamento del potenziale. A mio avviso, il coaching unitamente alla formazione, contribuiscono all’allenamento del potenziale, il cui scopo principale è la trasformazione della potenzialità latente, in risorsa consapevolizzata, fino a risorsa agita.
E’ proprio questo nuovo processo che rappresenterà nella mia organizzazione un cambiamento / una innovazione. Di pari passo al cambiamento del singolo anche l’azienda è interessata da questa mobilità. Ogni azienda che non si ponga il mero obiettivo della sopravvivenza, ma che aspiri a mantenersi competitiva nel tempo, deve essere in un senso perenne di cambiamento. Di conseguenza, non si chiede più ai nostri dipendenti la fedeltà all’azienda, bensì la flessibilità. L’imperativo è trasformarsi, per cui dobbiamo avere a disposizione persone, in “uno stato di continua turbolenza”, svincolate da schemi precostituiti. Ma, per non generare stress, è necessario che, ogni risorsa in azienda abbia una visione del cambiamento e che, quest’ultimo sia compreso e accettato. In questa visione, il coaching ne rafforza il processo.
Lo strumento: il Coaching Evolutivo
Il Coaching nell’accezione evolutiva è basata sulla relazione facilitante che si instaura fra Coach e Coachee. Nello specifico, il Coach sviluppa e allena il potenziale del Coachee, accompagnandolo nella definizione di piani di azioni finalizzati al raggiungimento di obiettivi.
Il Coaching evolutivo si fonda sulla relazione facilitante e fa leva sulle Meta –potenzialità dell’essere umano che, se allenate, consentono il pieno utilizzo del potenziale e lo trasformano in risorse agite e utilizzate per i propri obiettivi. Le 4 Metapotenzialità: LA CONSAPEVOLEZZA, la meta potenzialità per eccellenza, l’AUTODETERMINAZIONE, LA RESPONSABILITA’ E L’EUDAMONIA rappresentano la chiave di svolta per migliorare le prestazioni.
La consapevolezza, intesa come la cognizione di qualcosa che si fa a livello interiore, rappresenta non un punto di arrivo, ma una crescita di un percorso lungo tutta la vita.
L’autodeterminazione, maturata nella consapevolezza consente ad una persona di riappropriarsi della propria autorità di governo. La responsabilità, risponde al processo evolutivo attivato, alle azioni, ai comportamenti oltrechè alle situazioni create, consapevoli, motivate e autodeterminate.
L’eudamonia evoca il concetto di felicità e racchiude il senso di “diventa ciò che sei”.
Il Coaching evolutivo, nella sua essenza, si adatta molto bene alla mia azienda, nella visione della Teoria del Meta- potenziale Care, che sposa la celebre formula di Tim Gallwey P (prestazione) = P (potenziale) – I (interferenze), considerata la “formula originaria del Coaching moderno”, ma che va oltre questa visione.
Infatti, a tale formula si affianca un’altra specifica del coaching evolutivo RF (Relazione facilitante) X CARE (meta-potenziale) E (evoluzione). In quest’ottica, il processo che investe il coachee non riguarda esclusivamente un miglioramento della prestazione, una volta che dal potenziale si superano le interferenze interne, ma, un percorso di “evoluzione” completa dell’essere umano, che abbraccia tutta l’esistenza, in una visione di coaching molto più ampia e che condivido.
Il Coaching è anche un metodo pragmatico, e come tale, va programmato e osservato in tutte le sue fasi. Inoltre, va spiegato e condiviso in azienda con il Management che, spesso ha una visione parziale ed erronea dello strumento di coaching.
Ho interiorizzato il metodo, vedendolo adattato alla mia realtà lavorativa, e nella mia personale visione. Pertanto, il coaching potrà essere inserito in azienda all’interno del processo di talent management, come step fondamentale di sviluppo delle risorse.
Sono partita da due concetti: in primis, le 5 competenze distintive del Coach per AICP (Associazione italiana coach professionisti). Alla luce di questa visione, il nostro processo di valutazione delle competenze, ormai consolidato in azienda, unitamente al processo MBO, si integra con il Sapere, Saper Fare, Saper Essere e Saper Divenire. A queste si aggiunge la 5° dimensione del “Saper Stare insieme”. E’ proprio il “Saper stare insieme” ad essere una competenza distintiva del coach che, trasversalmente, può essere adattata a tutte le risorse in azienda, con conseguente miglioramento della relazione e della riduzione dei conflitti in azienda.
In secondo luogo, è “l’Unicità della persona”, che si sviluppa con la frase che, tra l’altro, mi ha particolarmente colpita, di paternità Whitmore,“ CHI SEI TU?” a rappresentare la mia chiave di lettura del Coach. Dietro questa semplice domanda c’è un mondo che racchiude, sia tutte le potenzialità di una risorsa, sia la sua unicità.
Il Target: I talenti, il management, i corsisti dell’Accademia aziendale
A chi è rivolto nella mia visione il Coaching nella mia azienda?
Innanzitutto alla popolazione talenti, individuata tramite un sistema valutativo. Le risorse definite talenti, nella maggioranza dei casi, non sono pronte subito per ricoprire un nuovo ruolo, ma hanno bisogno di un percorso. Ancora, il coaching si rivolge altresì al Management, nel senso che, ancor prima di essere utilizzato in azienda, come strumento di sviluppo delle risorse, sarebbe auspicabile che tutti i Manager lo sperimentassero personalmente su base volontaria.
Infine, potrebbe essere un metodo utilizzabile nella nostra Accademia aziendale. Infatti, si presterebbe benissimo all’utilizzo all’interno di un Master, a conclusione di un ciclo formativo.
Il Coaching come metodo
Ritengo che l’utilizzo del Coaching come metodo consenta di apportare numerosi vantaggi alla mia azienda. Infatti il coaching aiuta l’individuo a prendere consapevolezza di sé, della sua mobilità e infine lo stimola a ricercare piani di azione per raggiungere gli obiettivi. Inoltre, la peculiarità del coaching è quella di riuscire a cogliere i punti di forza e le aree di sviluppo del singolo, di conseguenza aiuta anche i manager a capire in che direzione debba essere orientato l’apprendimento sulle nuove competenze.
Dal mio punto di vista, i benefici del coaching nella mia azienda sono molteplici. Oltre a migliorare la performance dei dipendenti, il coaching è una corsia preferenziale per migliorare, non solo le relazioni interpersonali dell’individuo, ma anche la qualità della sua vita. Il coaching, promuove il rispetto dei colleghi, rafforzando un’atmosfera positiva sul lavoro. Promuovendo poi la responsabilità e l’auto-sviluppo dell’individuo, esso consente di arrecare vantaggi anche al management, il quale potrà impiegare meno tempo alla sollecitazione verso determinati comportamenti. La ricerca delle azioni più efficaci per raggiungere il proprio obiettivo stimola la creatività dell’individuo, tant’è che, spesso idee creative ne fanno nascere delle altre. Non solo, il coaching come metodo consente al Manager di prendere consapevolezza delle risorse a sua disposizione, risorse che magari precedentemente non credeva neanche di possedere.
Termino il mio pensiero con queste due frasi emblematiche:
“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.
Mahatma Ghandi
“Conosci te stesso… Solo alla fine della conoscenza di tutte le cose, l’uomo avrà conosciuto se stesso..”
Friedrich Nietzsche
Conclusioni
Mentre scrivevo, il mio intento è sempre stato quello di far capire che il coaching è una disciplina accessibile a tutti e che non è una materia puramente teorica, astratta e fine a sé stessa. Infatti, non esiste un solo modo per fare coaching ed è per questo che la via giusta la dobbiamo trovare da soli, dentro di noi. Io l’ho trovata nella visione del “coaching evolutivo”.
Alla fine di questo meraviglioso percorso, io stessa mi sono domandata: Chi è Liana oggi, la mia risposta è sempre Liana, ma nella versione migliore, con maggiore consapevolezza di sé.
I più estesi ringraziamenti vanno a Franco, ad Alessandro e a Silvia, i docenti, per avermi fornito, in questo viaggio, gli strumenti per diventare la “versione migliore di me”.
Ad maiora semper
Liana De Bellis
Responsabile Selezione e Sviluppo c/o Kos Care & Business Coach
Vigevano (PV)
liana.d@libero.it
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