Categoria: Il Coach dei Supereroi

Categoria: Il Coach dei Supereroi

Il Coach dei Supereroi

Dal Coaching Prestazionale al Coaching Evolutivo®

“Success is peace of mind, which is a direct result in knowing you’ve done your best.”

-John Wooden-

 

Introduzione

Credo che qualunque persona, almeno una volta nella vita, abbia riflettuto sul concetto di vittoria.

La famosa frase “L’importante non è vincere ma partecipare”, che è diventata nel 1896 il motto delle Olimpiadi moderne, per volere di Pierre De Coubertin, al di là dell’aspetto chiaramente pedagogico, in realtà ci dice poco, perché se da una parte ci tranquillizza verso le nostra piccole o grandi “sconfitte” quotidiane, al contempo, pur senza essere atleti professionisti impegnati in una gara di alto livello di una squadra nazionale, sentiamo che vorremmo riuscire comunque a raggiungere qualcosa di più. Ma “di più” rispetto a che cosa? Si tratta di un “di più” nel contesto di una competizione, nel lavoro, o nello sport? Nelle attività sociali incentrato sugli obiettivi di risultato da raggiungere? O di un “di più” riferito alle prestazioni che servono nei contesti della vita?

Il raggiungimento sia di obiettivi di risultato, che di obiettivi di prestazione, è il focus centrale nelle attività di business, nello sport, o in altri ambiti, e laddove la persona attraversi una crisi di autogoverno, ovvero abbia smarrito la direzione, o la capacità di strutturare azioni efficaci ed efficienti, il metodo del Coaching è quel processo di partnership che facilita il miglioramento delle prestazioni ed il raggiungimento degli obiettivi personali o di team.

 

Dal Coaching Prestazionale al Coaching Evolutivo®

Il motivo per cui ho scelto di basare la mia tesina sulla teoria del Coaching Evolutivo® è dato dalla sua grande attinenza con la necessità di fornire una risposta a ciò che collega l’efficacia di una prestazione nel raggiungimento dei propri obiettivi con l’autorealizzazione.

Un bellissimo esempio di passaggio naturale dal Coaching Prestazionale al Coaching Evolutivo® si può riscontrare nella storia, nella filosofia di vita, e nei risultati professionali di Miss. Val, la leggendaria “Hall of Fame Coach” della squadra femminile di ginnastica dell’UCLA, l’Università di Los Angeles in California, della quale è stata l’allenatore capo per ben 30 anni. Durante il suo mandato, Miss. Val è stata eletta quattro volte “National Coach of the Year” ed “Allenatrice del Secolo” dalla Conference Pac-12, per la sua solida esperienza come Head Coach della squadra, che ha portato a vincere con ben 7 titoli di campionato nazionale e 29 titoli regionali Pac-12 e NCAA. Grazie al suo mentore, il leggendario allenatore di basket John Wooden, e gli atleti olimpionici con cui ha lavorato, il successo di Miss. Val è dovuto alla sua straordinaria leadership e coaching di giovani studenti-atlete, e al modo in cui usa la ginnastica come via attraverso cui far fiorire preziose lezioni di vita.

Valorie Kondos Field – o Miss. Val, come è affettuosamente chiamata dalle sue atlete – ha iniziato la sua attività come ballerina e coreografa classica professionista e, senza aver mai fatto atletica in vita sua, senza aver mai praticato alcun tipo di sport organizzato, è stata in grado di creare una leggendaria carriera come Coach tramite la curiosità, la creatività, l’attenzione ai dettagli e la cura incrollabile per il benessere generale dei suoi atleti. Per Miss. Val, non si tratta di vincere o perdere, si tratta di coreografare la tua vita e di sentire tue le scelte che fai.”

 

Vincere non corrisponde sempre ad avere successo

In un recente video TED, Valorie Kondos Field spiega che “vincere non è sempre uguale ad avere successo”. Eppure, “Vincere ad ogni costo è diventato “accettabile”, nella scuola, nello sport, nel mondo del business e nella vita. Come società, onoriamo le persone al vertice della piramide. Applaudiamo calorosamente quelli che vincono campionati, elezioni o premi, o che escono da percorsi scolastici con il massimo dei voti. Purtroppo però, spesso, le persone lasciano le loro posizioni al top dei risultati come esseri umani distrutti. “Siamo diventati iperfocalizzati sul risultato finale, e quando questo risultato coincide con una vittoria, la componente umana che ci ha permesso di ottenerla spesso viene nascosta alla nostra stessa consapevolezza assieme al danno che ne consegue… Dobbiamo ridefinire il successoed impostare un percorso diverso.” (Miss. Val, TED, 2019)

In che modo possiamo farlo?

 

La Formula originaria del Coaching

La formula originaria del Coaching, per lo sviluppo di una persona, di un gruppo o di un’organizzazione, che si svolge all’interno di una relazione Facilitante tra Coach e Coachee (Cliente), è stata proposta a metà degli anni ’70 da Timothy Gallwey, considerato il padre del Coaching, e spiega che per ottenere una prestazione eccellente per il raggiungimento di obiettivi di cambiamento o miglioramento è basilare agire in due direzioni:

  • sviluppare il potenziale,
  • limitare le interferenze interne ed esterne.

 

La formula è la seguente:     P = p – i    (Prestazione  = potenziale – interferenze)

 

Un Performance Coach è un allenatore, un professionista, che si impegna a potenziare le prestazioni personali in individui, team ed organizzazioni, sia in ambito di business, che in ambito sportivo, che si trovano di fronte ad una “crisi di autogoverno”, che blocca o limita la loro prestazione a migliorare la capacità nell’esecuzione per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo. Il Performance Coach incoraggia il Coachee a fissare obiettivi raggiungibili sul percorso verso obiettivi più grandi, a sviluppare la propria consapevolezza di sé, ad identificare e superare eventuali ostacoli, a pianificare e prepararsi per raggiungere il miglior livello di prestazione possibile verso l’obiettivo di risultato, che costituisce il traguardo da raggiungere: la vittoria, il successo. Eppure, Miss. Val ci dice che vincere non corrisponde sempre ad avere successo.

 

La Motivazione

Valorie Kondos Field inizia la sua carriera di Coach della squadra femminile di ginnastica della UCLA nel 1990. Proveniva dal mondo del balletto e non sapeva nulla di come sviluppare una cultura di squadra. Decise allora semplicemente di comportarsi “come” un allenatore, ovvero duro e pragmatico, e di pensare solo a come fare per vincere. E ci riuscì così bene che in quel suo primo anno fece arrivare la sua squadra ultima ai campionati. Miss. Val racconta, “le mie prime stagioni da capo allenatore furono orrende. Ero pronta a dimettermi quando ho avuto il più grande momento “aha” della mia carriera.” Durante un incontro con la squadra, le atlete le dissero infatti chevolevano essere sostenute, non sminuite. Volevano essere allenate, non abbattute. Volevano essere motivate, non sottoposte a pressioni o ridicolizzate. E da quel momento Miss. Val scelse di cambiare, comprese che il coaching è motivare il cambiamento in qualcuno, non dettare il cambiamento in qualcuno.”

Sappiamo che secondo la Self-Determination Theory (E.L. Deci-R. Ryan, 1985, 2000), la motivazione viene suddivisa tra:

  • Motivazione estrinseca, che proviene da fonti esterne,
  • Motivazione Intrinseca, che è la spinta intrinseca delle persone a cercare sfide e nuove possibilità.

Tutti gli esseri umani possiedono tendenze positive, e sono migliorate da un ambiente che supporta tre bisogni psicologici innati e universali:

  • l’Autonomia (avere un senso di competenza nelle scelte),
  • la Competenza (usare le capacità e le competenze per creare impatto),
  • la Relazionalità (costruire e coltivare relazioni sociali).

Quando questi bisogni fondamentali sono soddisfatti, le persone operano in un ambiente che nutre la prosperità

 

Il Successo

Coach John Wooden, mentore di Miss. Val, sosteneva: “Il successo è avere la pace della mente, che è il risultato diretto della consapevolezza di aver fatto del proprio meglio”. Ovvero, il successo non è definito da una medaglia o da un premio (motivazione estrinseca). Deriva da uno stato mentale di pace, in cui smettiamo di combattere contro pensieri ed emozioni negative. È il risultato della consapevolezza, di aver fatto del proprio meglio, utilizzando le competenze che sono già presenti in noi stessi (motivazione intrinseca).

Miss. Val si rese conto che doveva dare forza alle studentesse-atlete come esseri umani completi, non solo come atlete vincenti. Ed intuì che l’evoluzione verso una diversa mentalità volta a formare campioni di vita, si sarebbe poi traslata in modo straordinario sul piano della competizione, e questa divenne la sua filosofia di allenamento. L’ingrediente chiave per Miss. Val fu sviluppare una Relazione Facilitante con le atlete creando “la fiducia attraverso pazienza, onestà rispettosa e responsabilizzazione, tutti aspetti che portano ad una autorevolezza affettuosa.”

 

L’Atleta

L’atleta Katelyn Ohashi ne è il perfetto esempio. Osservando il video del suo esercizio a terra ai campionati Collegiate Challenge di Anaheim nel dicembre del 2019, che ha fatto il giro del mondo con oltre 150 milioni di visualizzazioni, è possibile notare che la sua perfomance è gioia ed energia allo stato puro, un vero e proprio stato di “Flow”, che racchiude tutte e 7 le condizioni della teoria di uno dei padri della Psicologia Positiva, Mihaly Csikszentmihalyi (1975): senso di estasi, chiarezza sui propri obiettivi e pieno controllo, concentrazione intensa su ciò che si sta facendo, serenità interiore, distorsione del senso del tempo, motivazione intrinseca, bilanciamento fra sfida e capacità.

Tuttavia, Miss. Val racconta che “quando Katelyn arrivò all’UCLA, era a pezzi: nel corpo, nella mente e nello spirito.” Aveva esordito nella ginnastica a 3 anni di età. A 14 anni, nel 2011, dopo molti successi in gare nazionali ed internazionali era entrata nella squadra della nazionale USA. Nel 2013, un’operazione alla schiena mise fine alla sua carriera professionistica, ma decise comunque di rientrare nel giro come atleta universitaria. Era purtroppo ormai rovinata fisicamente da allenamenti massacranti, distrutta dalla pressione insostenibile posta da genitori, allenatori, media e pubblico. “Non voglio più essere grande. Miss. Val, voglio solo che lei sappia, che per tutto quello che mi dirà di fare, io farò l’opposto”.

Miss. Val capì però che Katelyn non odiava la ginnastica, odiava tutto ciò che era associato all’essere grande, perché vincere ad ogni costo comportava un prezzo altissimo per la sua felicità. L’allenatrice accettò quindi la sfida valutando che il suo lavoro di Coach era quello di scoprire come motivare la ragazza per farla tornare nuovamente grande, aiutandola a ridefinire il successo ed il valore della sua unicità, e si dedicò ad un lungo e lento processo di creazione di fiducia dimostrando all’atleta prima di tutto che si interessava a lei come essere umano. “Parte della mia strategia fu di parlare a Katelyn di ginnastica solo in palestra. Fuori dalla palestra, parlavamo di tutt’altro: scuola, ragazzi, famiglie, amici, passatempi. La incoraggiai a trovare cose al di fuori dello sport che le dessero gioia. E fu cosi incredibile vedere il processo di Katelyn Ohashi letteralmente fiorire davanti ai miei occhi. E attraverso questo processo, ella riscoprì l’amore per se stessa e l’autostima. E lentamente fu in grado di riportare la gioia alla ginnastica.”

 

Il Coaching Evolutivo® e la Teoria del Meta-Potenziale C.A.R.E.®

Gli studi del Coaching Evolutivo®, un metodo di sviluppo del potenziale, che si fonda sulla Relazione Facilitante instaurata dal Coach, hanno dimostrato che facendo leva ed allenando le 4 Meta-Potenzialità proprie dell’essere umano, individuate nel modello C.A.R.E. ®: la Consapevolezza, l’Autodeterminazione, la Responsabilità, l’Eudaimonia, si attiva un percorso di trasformazione “graduale e continua” della persona tramite lo “sviluppo della Mobilità sia interna sia esterna”.

Quando un atleta è allenato dalla pressione, non si esprime pienamente. Quando il successo di un manager viene valutato solo sulla base dei suoi risultati, a lungo andare prevale la sua frustrazione. La gioia e la vera motivazione nascono da un lavoro duro e costante verso un obiettivo, che deriva dal godere appieno della consapevolezza delle proprie competenze ed abilità.

La domanda preferita di Miss. Val è: “Hai pensato a come divertirti lavorando davvero, ma davvero duramente?”. E la chiave, ci dice Valorie Kondos Field, è mettersi silenziosi ed ascoltare le risposte.

Il Silenzio Attivo e funzionale è infatti uno dei più potenti strumenti delle sessioni di Coaching Evolutivo®, che attraverso una Relazione Facilitante, come quella instaurata da Miss. Val con le sue atlete-ginnaste, permette al Coachee di mettersi in contatto con se stesso, e di percepire meglio se le proprie azioni sono in linea con i propri valori, la propria unicità, i propri obiettivi.

 

Essere, Sapere, Fare

È così che Katelyn Ohashi si trasformò letteralmente ed effettuò un “Perfect 10” ai campionati di Anaheim nel 2019, e aiutando la sua squadra a vincere il settimo campionato NCAA nel 2018.

Secondo la teoria del Meta-Potenziale C.A.R.E. ®, diventare ciò che si è, e coltivare i propri talenti di persona unica ed irripetibile, significa vivere concretamente la propria vita, in una tensione verso il benessere e l’autorealizzazione. Il cammino di costruzione dell’Eudamonia personale non può che essere l’unica via percorribile in un percorso che è l’allineamento tra le proprie dimensioni, dell’Essere, del Sapere, del Fare, grazie al Coaching Evolutivo®. (Pannitti-Rossi).

 

Il Coach dei Supereroi

“Quando le persone mi chiedono cosa faccio – racconta Miss. Val – non dico che alleno degli atleti. Dico che alleno dei Supereroi. Gli Atleti lavorano duro, sono motivati ed implacabili, ma sono miopi perché tutto quello che vogliono fare è solo vincere. I Campioni sono il passo successivo, ovvero sono Grandi Atleti, altrettanto motivati ed implacabili, e sono focalizzati su se stessi e la loro performance tanto quanto lo sono per coloro che li circondano: la squadra, il team, gli allenatori. I veri Campioni rendono tutti migliori intorno a loro. I Supereroi fanno un passo ancora oltre. I Supereroi sono Campioni che sono disposti a subire un colpo per proteggere qualcuno meno fortunato. Lavorano sodo, sono Grandi Atleti e Campioni, eppure quando arriva il momento di assumersi la responsabilità del gruppo, agiscono con priorità sulla base di questo valore.”

E come tutti i Coach, Miss. Val ci esorta dunque a considerare le seguenti domande, nella nostra vita:

  • In che categoria ti trovi adesso, quella degli Atleti, dei Campioni o dei Supereroi?
  • In quale ti piacerebbe essere?
  • E cosa vuoi fare per arrivarci?

 

 

Letizia Cardinale
Coach Professionista specializzato in ambito Life e Business
Trainer e Consulente per lo Sviluppo della Leadership
Firenze

letiziacardinalecoach@gmail.com
www.letiziacardinale.com

 

Nota: la Teoria del Meta-Potenziale C.A.R.E. ®, il Coaching Evolutivo® e ed il concetto di Relazione Facilitante sono di proprietà intellettuale di INCOACHNG® Srl.

 

Bibliografia

  • Csikszentmihalyi M., Flow, Rider, London, 2002
  • Deci E. L., Ryan R. M., Intrinsic Motivation and Self-Determination in Human Behavior, Plenum Press, New York, 1985
  • Gallwey W. T., The Inner Game of Tennis, Random House, New York, 2008
  • Pannitti A., Rossi F., L’essenza del Coaching, Franco Angeli, Milano, 2012
  • Pannitti A., Rossi F., L’evoluzione del Coaching, Franco Angeli, Milano, 2019
  • Seligman M.E.P., Csikszentmihalyi M., Positive Psychology, an introduction, American Psychologist, January 2000
  • Whitmore J., Coaching for Performance, Nicholas Brealey Publishing, 2002
  • Wooden J., Coach Wooden’s Pyramid of Success, Fleming H. Revell Co., 2009

 

Sitografia

Ted Talks

YouTube

 

 

 

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