Categoria: Pratiche di consapevolezza a supporto della relazione facilitante e dello sviluppo del potenziale

Categoria: Pratiche di consapevolezza a supporto della relazione facilitante e dello sviluppo del potenziale

Pratiche di consapevolezza a supporto della relazione facilitante e dello sviluppo del potenziale

Come la Mindfulness e la Sofrologia Caycediana, discipline simili ma non identiche, favoriscono, con un approccio fenomenologico ed esistenziale,  la consapevolezza di sé e quindi la centratura personale?

La risposta a questa domanda permette di approfondire la consapevolezza del coach e del coachee nei due pilastri del metodo del coaching, ossia la relazione facilitante e lo sviluppo del potenziale.  Può inoltre la consapevolezza favorire la mobilità interna durante una sessione di coaching?

 

La consapevolezza

Cosa è consapevolezza? I versi di questa poesia non potevano sintetizzarla meglio; descrive in versi sintetici il processo di cambiamento nella persona che parte dalla credenza di non avere scelta alla consapevolezza di nuove opzioni possibili fino alla scelta di attuarle.

Si intitola “Autobiografia in cinque capitoli” scritta da Portia Nelson

Primo capitolo
Cammino lungo una strada. C’è una buca profonda nel marciapiede. Ci casco dentro. Sono perduto, non posso farci nulla, non è colpa mia. Ci metto una vita per uscirne.

Secondo capitolo
Cammino lungo la stessa strada. C’è una buca profonda nel marciapiede. Faccio finta che non ci sia. Ci casco dentro. Non posso credere di essere ancora nello stesso posto. Ma non è colpa mia. Mi ci vuole un sacco di tempo per uscirne.

Terzo capitolo
Cammino lungo una strada. C’è una buca profonda nel marciapiede. La vedo benissimo. Ci casco dentro di nuovo: è una abitudine. Ma i miei occhi sono aperti : so dove sono. E’ colpa mia. Ne esco immediatamente.

Quarto capitolo
Cammino lungo una strada. C’è una buca profonda nel marciapiede. Ci cammino intorno

Quinto capitolo
Me ne vado per un altra strada

 

Esistenzialismo e fenomenologia alla base della Sofrologia Caycediana

Esistenzialismo e fenomenologia sono i presupposti teorici e filosofici alla base della Sofrologia, disciplina scientifica ideata dal neuropsichiatra Alfonso Caycedo più di 50 anni fa e creata per l’uomo occidentale con l’obiettivo di svelare la coscienza e portare la persona alla piena consapevolezza di sé e del proprio valore, delle proprie risorse, per vivere la vita in pienezza e serenità. La parola è un neologismo con radici greche SOS armonia, FREN, mente, coscienza, LOGOS, studio, discorso, potremmo dire una vera e propria scienza della coscienza.  Consiste in un allenamento personale che utilizza tecniche di rilassamento e di attivazione del corpo e della mente per rinforzare le abitudini positive.

La pratica regolare delle tecniche sofrologiche permette di gestire lo stress e le emozioni, sia in ambito professionale che nella vita personale, e di sviluppare le capacità personali nella vita di tutti i giorni, nel rispetto del modo di essere di ogni individuo.

Attraverso la costante e regolare pratica delle tecniche sofrologiche  si acquisisce pertanto  una nuova consapevolezza,  che è corporea, mentale, emozionale e valoriale. Questa scoperta di sé permette lo sviluppo graduale delle attitudini positive, verso se stessi e verso gli altri, del benessere, dell’ottimismo e dell’entusiasmo per la vita, della serenità.

 

La consapevolezza che emerge; il risultato nella Mindfulness

Jon Kabat-Zinn il fondatore,  definisce la mindfulness come: “Il processo di prestare attenzione in modo particolare: intenzionalmente, in maniera non giudicante, allo scorrere dell’esperienza nel presente, momento dopo momento” (Kabat-Zinn 1994).

La mindfulness quindi è il processo, la consapevolezza che emerge è il risultato.

La mindfulness viene anche detta “modalità dell’essere” o del “non fare” (Kabat-Zinn 1990) per la caratteristica del vivere tutto ciò che viene senza fare niente per cambiarlo, mandarlo via o per trattenerlo, ma lasciandolo essere e lasciandolo scorrere.

E soprattutto nel qui ed ora e senza giudizio, con piena accettazione.  L’allenamento costante  con le pratiche di mindfulness, siano esse quelle formali che quelle informali, permette  di prendere consapevolezza che l’essere umano è quell’unità corpo-mente-coscienza dove vi sono sensazioni fisiche, pensieri ed emozioni  ma essi non identificano la persona. Essi possono essere osservati, pertanto esiste esiste qualcuno che osserva.

Negli ultimi anni la pratica della Mindfulness si è diffusa sia in ambito “life” che “business”, conseguenza da una parte di una maggiore diffusione dagli Stati Uniti all’Europa, compreso il nostro Paese, dall’altra delle domanda sempre più urgente di soluzioni concrete alla riduzione dello stress e del burn-out purtroppo sempre più diffuso.

 

La consapevolezza nel processo di Coaching

E’ nella centratura relazionale del coach e nella  “C” di Consapevolezza della teoria del Meta-potenziale CARE che agiscono le pratiche sofrologiche e mindfulness.

Entrambe le tipologie di pratiche siano esse le tecniche di rilassamento dinamico di Caycedo che le meditazioni Mindfulness,  hanno come prima caratteristica quella di aiutare la persona a stare nel qui ed ora, quindi nel presente, vivendo pienamente il Kairos piuttosto che il Kronos.

In questo stato la persona non ha aspettative, sospende il giudizio, accetta di non avere controllo, fa silenzio e rivolge lo sguardo all’interno di sè,  dove molto spesso trova non solo pace e rilassamento ma  scopre l’integrazione di corpo, mente, coscienza ed anima.  Impara quindi ad essere, ad esserci,  trovando quella centratura personale essenziale per poi porsi in una condizione Io sono ok – Tu sei ok.  Con il tempo acquisisce sempre più consapevolezza di sè, del suo corpo, del suo respiro, dei suoi pensieri, delle sue emozioni; con le tecniche sofrologiche può scendere ancora più in profondità e acquisisce consapevolezza dell’energia e della forza (ontogenesi e filogenesi), cosi’ come dei valori.  La pratica quotidiana inoltra, come dimostrato da numerose ricerche scientifiche, favorisce la neuroplasticità del cervello, quindi favorisce nuovi circuiti neuronali e nuove sinapsi tanto utili per evolvere e divenire ogni giorno la migliore versione di sé stesso.

Per il Coach essere centrato e consapevole, quindi attento, con una attenzione  prolungata e intenzionale, significa quindi migliore relazione facilitante, ossia in concreto potenziare le 4 A che la caratterizzano, ma non solo, gli permette di entrare nella sessione  in uno stato che facilita il “so di non sapere”, il “non giudizio”, il “non attaccamento a qualsiasi risultato”, il “lasciare che sia come deve essere”.

La sofrologia, inoltre, ha nel cassetto degli attrezzi diverse tecniche che possono richiamare al viaggio che il coach propone al coachee quando dal presente percepito lo invita ad un salto nel futuro desiderato; se nel presente percepito attraverso la Mindulness c’è piena consapevolezza del qui ed ora e della situazione dell’essere in questo momento, nel futuro desiderato c’è l’essere in divenire, c’è la visione della mobilità in azione. Questa mobilità, conseguenza di risorse potenziali divenute risorse agite, può essere facilitato attraverso specifiche tecniche di futurizzazione.

Il Coachee, oltre agli stessi benefici che ne ricava il coach, attraverso queste tecniche può da una parte conoscersi meglio, tenere a bada i pensieri e le credenze limitanti, tenere sotto controllo lo stress, ma soprattutto entrare maggiormente in connessione con le proprie interferenze interne ed esterne, aumentando cosi’ il governo del potenziale.

 

Conclusioni

Abbiamo accennato quindi all’esistenzialismo, e alla fenomenologia, ossia all’essere e all’esserci in questo specifico momento. La sessione di Coaching richiede la presenza dell’essere unico e irripetibile del coach e del coachee in uno spazio tempo dove fai “fenomeno”, che mette tra parentesi tutto e si lascia cullare in un tempo che è kronos per quanto riguarda la sola durata, ma kairos per quanto riguarda la disponibilità concessa al coachee.

Abbiamo parlato della consapevolezza come stato di presenza corpo-mente-coscienza-anima, e come forma di relazione con il tempo presente, ossia con accettazione e senza giudizio. Consapevolezza che è conseguenza di una cura di sé che richiede spazi e tempi dove poter far silenzio, guardare dentro piuttosto che fuori, cercare dentro quelle potenzialità latenti (l’eu-daimon) che aspettano di essere portate alla luce e fatte fiorire.

 

 

 

Alfredo Spalletta
Professional Life&Business Coach – Istruttore di Mindfulness – Sofrologo Caycediano
Roma
alfredo.spalletta@gmail.com
www.alfredospalletta.it

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