Categoria: Coaching per i NEET: riattivazione, empowerment e orientamento grazie alla progettazione sociale

Categoria: Coaching per i NEET: riattivazione, empowerment e orientamento grazie alla progettazione sociale

Coaching per i NEET: riattivazione, empowerment e orientamento grazie alla progettazione sociale

Nell’attuale panorama socio-economico, una delle sfide più significative è rappresentata dalla vasta categoria dei NEET (Not in Education, Employment, or Training): giovani che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in alcun percorso formativo. Questo fenomeno genera non solo un costo sociale ed economico, ma soprattutto un disagio profondo per i ragazzi e le ragazze che si trovano in questa condizione di stallo. Fortunatamente, esistono strumenti e metodologie efficaci per aiutarli a riprendere in mano le redini del proprio futuro. Tra questi, il Coaching è una risorsa preziosa. Ma come rendere accessibili questi percorsi a chi ne ha più bisogno? La risposta risiede spesso nella progettazione sociale e nella ricerca di bandi e avvisi pubblici.

I NEET non sono un gruppo omogeneo. Possono includere giovani che hanno terminato gli studi e non trovano occupazione, chi ha abbandonato precocemente la scuola, o chi si trova in una fase di smarrimento e demotivazione. Le cause di questa condizione sono molteplici e spesso interconnesse: dalla mancanza di competenze richieste dal mercato del lavoro, alla difficoltà di orientarsi tra le opportunità esistenti, dalla scarsa autostima, alla paura del fallimento, fino a fattori socio-economici e culturali più ampi. Nelle regioni del Sud Italia il fenomeno è particolarmente accentuato, spesso legato a dinamiche territoriali specifiche e a una minore disponibilità di opportunità.

Spesso, questi giovani si sentono isolati, privi di direzione e con una bassa percezione delle proprie capacità. Il rischio è quello di cadere in un circolo vizioso di inattività e demotivazione, che rende sempre più difficile l’accesso al mondo del lavoro o a percorsi di formazione. La prolungata inattività può minare la fiducia in sé stessi e la proattività, elementi essenziali per l’ingresso nel mondo del lavoro.

Secondo il report ISTAT del 17 luglio 2024, in Italia, la quota di NEET sul totale dei 15-29enni, stimata al 16,1% per il 2023, registra un ulteriore importante calo. Questo dato segna una diminuzione di 2,9 punti percentuali rispetto al 2022 e si attesta su un valore inferiore a quello del 2007 (18,8%). Il forte aumento determinato dalla crisi economica mondiale del 2008 e dalla conseguente crisi occupazionale (la quota aveva raggiunto il 26,2% nel 2014, con un incremento decisamente maggiore di quello medio europeo) è stato dunque completamente riassorbito. Nell’Unione Europea, il valore italiano è tuttavia inferiore soltanto a quello della Romania (19,3%) e decisamente più elevato di quello medio europeo (11,2%), di quello spagnolo e francese (entrambi 12,3%) e di quello tedesco (8,8%). Nonostante il miglioramento, la strada è ancora lunga per allinearsi alla media europea.

In questo contesto, il Coaching, come processo collaborativo e personalizzato che mira a sbloccare il potenziale latente dell’individuo, può rappresentare una chiave di volta. Un coach, attraverso l’ascolto attivo, il feedback d’ascolto, le domande efficaci, il silenzio ed altre tecniche specifiche, accompagna il NEET in un percorso di auto-scoperta e crescita. Questo approccio è particolarmente efficace perché si concentra sull’individuo e sulle sue risorse interne, piuttosto che imporre soluzioni esterne.
Un aspetto cruciale del Coaching con i NEET è la riattivazione motivazionale, un processo fondamentale per superare l’apatia e la demotivazione che spesso li caratterizzano. Qui si inserisce con forza l’approccio maieutico, mutuato dalla filosofia socratica. Il coach, infatti, non “insegna” o “suggerisce” risposte, ma, come un ostetrico, aiuta il NEET a “partorire” le proprie soluzioni, le proprie motivazioni intrinseche e i propri obiettivi. Attraverso domande stimolanti e non giudicanti, il coach guida il giovane a esplorare il proprio mondo interiore, a riconoscere i propri talenti inespressi e a formulare in autonomia i passi successivi. Questo processo auto-generativo è intrinsecamente motivante, poiché le scoperte e le decisioni provengono direttamente dal giovane, alimentando un senso di responsabilità e autoefficacia.

L’approccio maieutico è ugualmente fondamentale per l’orientamento dei giovani. Non si tratta solo di indirizzare verso un percorso predefinito, ma di aiutarli a costruire la propria bussola interna. Il coach, attraverso domande mirate, stimola il giovane a riflettere sui propri interessi reali, sulle passioni, sulle inclinazioni naturali e sulle aspirazioni più profonde. In questo modo, l’orientamento diventa un processo di auto-esplorazione e non una scelta imposta dall’esterno, portando a decisioni più consapevoli e sostenibili nel tempo. Questo è cruciale per prevenire futuri abbandoni o insoddisfazioni professionali.

Il coaching per i NEET si focalizza su diversi aspetti cruciali:
– Chiarezza sugli Obiettivi: Aiuta il giovane a definire cosa vuole realmente, quali sono le sue aspirazioni, i suoi valori e i suoi interessi, al di là delle pressioni esterne o delle aspettative altrui. Spesso, la mancanza di chiarezza è il primo ostacolo da superare. L’approccio maieutico qui permette di far emergere obiettivi autentici, non imposti.
– Identificazione delle Competenze: Permette di riconoscere e valorizzare le proprie abilità, anche quelle “soft” (comunicazione, problem-solving, resilienza, pensiero critico), spesso sottovalutate o non considerate “lavorative”.
– Sviluppo dell’Autostima e della Motivazione: Lavora sulla costruzione di una mentalità positiva, superando le convinzioni limitanti e le paure che ostacolano l’azione. Un forte senso di autoefficacia è fondamentale per affrontare il mercato del lavoro. La riattivazione motivazionale avviene proprio quando il giovane scopre autonomamente le proprie risorse.
– Definizione di un Piano d’Azione Concreto: Trasforma le aspirazioni in passi attuabili, fornendo strumenti pratici per la ricerca attiva del lavoro, la stesura del CV, la preparazione ai colloqui e l’utilizzo dei canali di ricerca.
– Resilienza e Gestione della Frustrazione: Prepara il giovane ad affrontare i rifiuti e le difficoltà che inevitabilmente si incontreranno lungo il percorso, mantenendo alta la motivazione e imparando dagli insuccessi.

 

Nonostante i loro benefici, i percorsi di coaching professionale possono presentare costi che li rendono inaccessibili a molti giovani NEET o a rischio di esclusione sociale. È qui che la progettazione sociale entra in gioco come strumento strategico. Attraverso la partecipazione a bandi e avvisi pubblici, organizzazioni del Terzo Settore, come cooperative sociali e associazioni, possono ottenere i finanziamenti necessari per offrire percorsi di Coaching gratuiti.

Questi bandi sono spesso promossi da enti pubblici a vari livelli – Unione Europea, Ministeri, Regioni, Comuni, Istituzioni scolastiche – con l’obiettivo di affrontare sfide sociali come l’inclusione lavorativa, la lotta alla dispersione scolastica e la promozione dell’occupazione giovanile. A livello europeo, ad esempio, programmi come il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) destinano significative risorse a progetti volti a migliorare l’occupabilità dei giovani, inclusi i NEET. Anche a livello nazionale e regionale, esistono specifici avvisi per sostenere interventi di orientamento e attivazione.
La partecipazione a questi bandi richiede una solida capacità di progettazione. Un progetto ben strutturato deve:
– Analizzare il Fabbisogno: Dimostrare una profonda comprensione delle esigenze specifiche dei NEET locali, magari attraverso dati come quelli forniti dall’ISTAT (che per il 2023 indica una quota del 16,1% in Italia, pur superiore alla media UE).
– Definire Obiettivi Chiari e Misurabili: Stabilire cosa si intende raggiungere (es. numero di giovani coinvolti, percentuale di reinserimento lavorativo o formativo).
– Delineare un Piano di Attività Dettagliato: Spiegare come il coaching verrà erogato (es. sessioni individuali o di gruppo, workshop tematici), quale/i metodologie verranno utilizzate e quali professionisti saranno coinvolti.
– Prevedere Risultati e Impatti: Indicare i benefici attesi per i partecipanti e per la comunità, sia a breve che a lungo termine.
– Costruire Partenariati Solidi: Spesso, i bandi premiano progetti che coinvolgono una rete di attori (scuole, servizi per l’impiego, aziende, associazioni giovanili) per massimizzare l’efficacia dell’intervento.

 

La possibilità di offrire percorsi di Coaching gratuiti è una leva potente per raggiungere quei giovani che altrimenti non avrebbero accesso a questo strumento. Questo non solo democratizza l’accesso a opportunità di sviluppo personale e professionale, ma invia anche un messaggio forte: la società crede nel loro potenziale e vuole investire nel loro futuro.
Promuovere e finanziare percorsi di coaching gratuito per i NEET attraverso la progettazione sociale e la ricerca di bandi è un investimento strategico per il nostro Paese. L’attivazione di tali iniziative non solo valorizza i talenti inespressi, ma contribuisce attivamente alla costruzione di una società più inclusiva, dinamica e produttiva. La sinergia tra le competenze dei coach e le opportunità di finanziamento pubblico è la chiave per dare ai giovani NEET gli strumenti per costruire il loro percorso professionale e personale, riattivando la motivazione e orientandoli con consapevolezza verso il futuro.

 

 

Selena Morena Duilio

Progettista sociale e Coach professionista | Campania

selenaduilio@gmail.com

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