Categoria: Chi sei tu? Il Coaching per conoscere e realizzare se stessi

Categoria: Chi sei tu? Il Coaching per conoscere e realizzare se stessi

Chi sei tu? Il Coaching per conoscere e realizzare se stessi

 

Il primo passo: conoscere il potenziale

Il primo passo per realizzare se stessi riguarda la conoscenza di sé e la piena consapevolezza del proprio potenziale.

Se partiamo dal motto socratico “Conosci te stesso”, capiamo che in realtà ciò che conosciamo di noi stessi è spesso solo lo strato più superficiale del nostro essere: riguarda sempre più spesso il nostro fare, ovvero il nostro comportamento, ciò che è più direttamente osservabile.

Metaforicamente, possiamo infatti immaginare il comportamento come la punta dell’iceberg di una serie di caratteristiche che contribuiscono, insieme all’ambiente, a determinarlo (figura 1).

 

Figura 1. L’iceberg (Adattamento grafico del modello concettuale di Borgogni, 2018)

 

Conoscersi profondamente significa invece capire chi siamo, avere consapevolezza di ciò che per noi è realmente importante, sapere quali sono le nostre motivazioni e conoscere le risorse psicologiche positive di cui disponiamo.

Vuol dire soffermarsi su “ciò che si è”, e non solo su “ciò che si fa”. Significa andare al di là della punta dell’iceberg per scoprire il potenziale che c’è nella parte sommersa, che non è direttamente visibile.

 

Ma cosa si intende con potenziale?

Esso fa riferimento all’insieme di caratteristiche personali di cui l’individuo dispone ma che risultano ancora inespresse (appunto, nascoste). In particolare, il potenziale psicologico si riferisce ad un insieme di caratteristiche psicologiche positive capaci di creare energia nelle persone, orientandone le scelte e le azioni, facilitando la messa a terra dei talenti di cui sono portatrici (Borgogni, 2018) e promuovendo la piena espressione e realizzazione dell’individuo.

Tra queste dimensioni troviamo la personalità, i valori, le motivazioni e le risorse personali.

Mentre la personalità può essere raffigurata come un insieme di tratti, ossia di tendenze abituali ad agire in un determinato modo,  i valori personali rappresentano ciò a cui le persone danno importanza, le idee e le credenze sulle mete desiderabili nella propria vita. La motivazione designa invece il processo che inizia, sostiene, dirige e mantiene l’azione umana ovvero si riferisce alla spinta interna che porta l’individuo a dare il meglio di sé in specifiche attività. Infine, le risorse personali si riferiscono a caratteristiche psicologiche positive che consentono alla persona di fronteggiare le avversità e le difficoltà e promuovere il proprio sviluppo.

Per il coachee, avere consapevolezza dei propri tratti, di ciò che per lui stesso ha importanza, di quello che spinge ed orienta le sue azioni ed infine di ciò che più di tutto lo aiuta a fronteggiare le difficoltà e a superarle, rappresenta il presupposto fondamentale per la sua crescita e il suo sviluppo.

In questa conoscenza e scoperta di ciò che si è, c’è il richiamo alla Psicologia Positiva di Seligman che, a partire dagli anni 90, ci chiede di:

  • soffermarci sulle risorse di cui si dispone, piuttosto che sul deficit e le patologie;
  • lavorare per accrescere e sfruttare al meglio i propri punti di forza, piuttosto che faticare per riempire i gap, le mancanze.

Secondo la Psicologia Positiva, è infatti proprio la mancata conoscenza ed espressione di tali risorse che può portare sentimenti di disagio e di frustrazione. Talvolta, è possibile che il disagio iniziale del coachee, anche detto “crisi di autogoverno” (Pannitti e Rossi, 2012), derivi da una serie di potenzialità che spingono per potersi realizzare pienamente.

Sperimentare il Coaching attraverso la Psicologia Positiva vuol dire prima di tutto individuare, rendere consapevoli e valorizzare tali risorse per poterle poi allenare, sviluppare ed accrescere ulteriormente.

 

Dalla conoscenza di sé alla propria realizzazione: Eudemonia e Self Determination Theory

Se si prende in considerazione la prospettiva eudemonica, la piena realizzazione di sé ed il benessere delle persone si verificano quando la loro vita e le attività che esse svolgono abitualmente sono congruenti o in sintonia con i propri valori, ovvero con ciò che per loro stesse ha importanza.

Ecco che la conoscenza di sé, come anticipato, rappresenta il primo passo fondamentale per la propria eudemonia o autorealizzazione.

L’eudemonismo (Waterman 1993) trasmette la convinzione che il benessere non è tanto un risultato o uno stato finale, ma consiste in un processo di realizzazione del proprio daimon o della propria natura. Per Aristotele, è quel processo di autorealizzazione che porta l’individuo a raggiungere il suo pieno potenziale (Disabato, Goodman, Kashdan, Short & Jarden, 2015) e riguarda il modo in cui si vive la propria vita piuttosto che il benessere come esito.

Dall’eudemonismo va distinto l’edonismo (Kahneman et al 1999), che si propone come fine dell’azione umana il «conseguimento del piacere immediato» inteso come godimento o assenza di dolore.

Una prospettiva psicologica che ha abbracciato il concetto di eudemonia, o autorealizzazione, come elemento centrale del benessere, è la Self Determination Theory (SDT) (Ryan & Deci 2000). Essa adotta una visione positiva della natura umana: in linea con la psicologia umanistica (Maslow, 1954), le persone sono viste come dotate di tendenze innate di crescita e (a condizione che esistano condizioni socio-contestuali di supporto) portate a cercare autonomamente e proattivamente esperienze che promuovano lo sviluppo.

La Self Determination Theory postula tre bisogni psicologici di base – autonomia, competenza e relazione – e teorizza che il soddisfacimento di questi bisogni, visto come uno scopo naturale della vita umana, è essenziale per la crescita psicologica e per il benessere.

Nello specifico, l’Autonomia riguarda l’esercizio della volontà e dello spirito di iniziativa e corrisponde in primo luogo alla tendenza innata dell’individuo ad essere e a sentirsi autonomo nelle sue scelte, che pertanto devono essere autodeterminate. La Competenza si rifà al bisogno di essere efficaci e raggiungere i risultati voluti attraverso l’uso delle proprie capacità. Infine, la Relazione corrisponde al bisogno che le persone hanno di costruire e coltivare relazioni sociali, di sentirsi in rapporto con gli altri (Pannitti e Rossi, 2012).

Secondo questa teoria, le persone sperimentano un elevato livello di benessere quando le condizioni socio-culturali della loro vita (es. famiglia, amicizie, posto di lavoro, sistema politico) supportano i bisogni innati sopra descritti. Il profondo senso di autorealizzazione, felicità ed appagamento che ne deriva porta queste stesse persone ad ottenere prestazioni elevate nello studio e nel lavoro, instaurare relazioni migliori ed avere importanti benefici anche dal punto di vista fisico, immettendosi in un circolo virtuoso di crescita che si autoalimenta (figura 2).

 

Figura 2. Il circuito virtuoso

 

 

Usare la teoria per avanzare la pratica del Coaching basata sull’evidenza

La teoria dell’autodeterminazione (SDT; Deci & Ryan, 1985) rappresenta una cornice teorica di riferimento per il Coachingpoiché da una parte, offre un contributo teorico rilevante alla comprensione dell’efficacia del Coaching, e dall’altra, fornisce importanti strumenti al Coach per supportare il coachee in un processo di autoconsapevolezza, autocontrollo e benessere (Pannitti e Rossi, 2012).

La sua utilità come quadro teorico per il Coaching è esplorata con particolare attenzione al ruolo che esso svolge nella soddisfazione dei tre bisogni psicologici di base: competenza, relazione ed autonomia.

A seguire ci concentreremo soprattutto sul ruolo che il Coaching evolutivo (Pannitti e Rossi, 2019) ha nella soddisfazione dei tre bisogni primari sopra citati.

In linea con i presupposti fondamentali della psicologia, il Coaching evolutivo presuppone che le persone hanno in sé tutte le risorse di cui necessitano, le quali emergeranno in presenza di condizioni di supporto. L’individuazione, l’allenamento di tali potenzialità e il loro utilizzo in azioni concrete e finalizzate ad obiettivi autodeterminati portano inevitabilmente il coachee verso uno sviluppo dell’area della Competenza.

Lo sviluppo di una relazione facilitante, accogliente e autentica crea un’atmosfera favorevole alla soddisfazione del bisogno di Relazione ed influenza il comportamento che il coachee adotterà durante tutto il percorso di Coaching. Il Coaching evolutivo sostiene inoltre che una relazione efficace derivata dalla capacità di ascolto, di accoglienza, di alleanza e di autenticità del Coachrende il coachee sperimentatore e testimone di un modello di relazionalità applicabile nella vita.

In più, il processo tipico del Coaching basato sulla responsabilizzazione del coachee può stimolare il suo funzionamento autonomo, fornendo un grado di continuità nel tempo alla soddisfazione del bisogno di autonomia. In particolare, il Coachingevolutivo mette il coachee al centro delle decisioni, rendendolo unico responsabile del contenuto, per incoraggiarlo nel suo sviluppo. La crescita nella consapevolezza e responsabilità conduce il cliente verso scelte di vita libere, in linea con i propri valori e con la propria identità, fortificando pertanto il senso di Autonomia.

A conclusione di ciascuna sessione, una relazione di coaching che soddisfa i tre bisogni psicologici di base consente al coachee di sperimentare un forte senso di energia e mettersi nelle condizioni di poter agire in accordo con gli aspetti fondamentali del sé, in una tensione verso il suo sviluppo (Ryan & Deci, 2008).

Il Coaching evolutivo si propone di fare questo.

Partendo dai riferimenti teorici presenti in letteratura, il Coach professionista accoglie una visione positiva dell’essere umano come di un soggetto unico ed irripetibile che dispone di tutte le risorse necessarie per fronteggiare la realtà e, attraverso un allineamento tra le dimensioni dell’essere, del sapere e del fare, facilita ed accompagna il coachee nel dare spazio a questo potenziale.

Come? Favorendo nel cliente la definizione di una direzione chiara verso cui tendere, lo sviluppo di consapevolezza, il riconoscimento e la valorizzazione delle sue caratteristiche personali ed un allenamento costante attraverso azioni concrete e finalizzate agli obiettivi desiderati.

Nel Coaching evolutivo, gli obiettivi raggiunti, il miglioramento della prestazione, l’aumentata energia, la soddisfazione e il benessere del coachee sono dunque il risultato di un allenamento che nasce dalla conoscenza delle proprie potenzialità. Lo sviluppo del potenziale del coachee non può prescindere da una consapevolezza delle proprie risorse ancora inespresse.

Seguendo questa prospettiva, ciascuna sessione di coaching rappresenta come una “pietra miliare” del cammino del cliente verso la sua piena realizzazione. Quest’ultima non fa riferimento ad uno standard uguale per tutti a cui uniformarsi, ma si riferisce ad un processo di piena espressione di sé perché nasce dalla conoscenza dei bisogni, delle esigenze e delle risorse uniche di ciascun coachee, per osservare la “parte sommersa dell’iceberg” e facilitarlo nel portare alla luce il sé più autentico, unico ed irripetibile.

Citando le parole di John Whitmore, la domanda fulcro da cui partire è:

Chi sei tu?

…a te, caro coachee, la risposta.

 

 

Viviana Cardone
Dott.ssa in Psicologia applicata ai contesti del lavoro e Coach professionista
Napoli
vivianacardone98@gmail.com

 

 

 

Bibliografia

Borgogni L. (2018). Valutazione e Talent Management. Il contributo metodologico della psicologia. Franco Angeli.

Deci, E. L., & Ryan, R. M. (1985). Intrinsic motivation and self-determination in human behaviour. New York: Plenum Press.

Disabato D.J., Goodman F.R., Kashdan T.B., Short J.L., Jarden A. (2015). Different Types of Well-Being? A Cross-Cultural Examination of Hedonic and Eudaimonic Well-Being. Psychological Assessment American Psychological Association, Vol. 28, No. 5, 471– 482.

Kahneman D, Diener E, Schwarz N, eds. (1999). Well-Being: The Foundations of Hedonic Psychology. New York: Russell Sage Found.

Maslow, A. H. (1954). Motivation and personality. New York: Harper & Row.

Pannitti A., Rossi F. (2012) L’essenza del Coaching. Il metodo per scoprire le potenzialità e sviluppare l’eccellenza. Franco Angeli.

Pannitti A., Rossi F. (2019) L’evoluzione del coaching. Franco Angeli.

Ryan, R. M., & Deci, E. L. (2008). From ego depletion to vitality: Theory and findings concerning the facilitation of energy available to the self. Social and Personality Psychology Compass, 2(2), 702-717.

Ryan, R.M., Deci E.L. (2000). Self-determination theory and the facilitation of intrinsic motivation, social development, and well-being, American Psychologist 55, pp. 68–78.

Waterman AS. (1993). Two conceptions of happiness: contrasts of personal expressiveness (eudaimonia) and hedonic enjoyment.J. Pers. Soc. Psychol. 64:678–91.

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