Categoria: Coaching di successo: come implementarlo

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potenzialità e risorse

Coaching di successo: come implementarlo

Mezzo e finalità

Senza filtri, a quattr’occhi con noi stessi, ce lo possiamo sussurrare nelle stanze delle nostre più intime rivelazioni: siamo più vocati alla prestazione o al metodo?

Siamo più inclini alla meta o al percorso?

Rimaniamo più tempo focalizzati sul risultato o sul processo dell’esperienza?

Rispondere ci induce a fare scelte di comportamento spesso dicotomiche…o questo… o quello… escludenti l’una o l’altra via del procedere.

Eppure, una mediazione è possibile, ovvero è perseguibile una armonizzazione delle tendenze e delle spinte antitetiche. All’interno della presa di coscienza del Coachee riguardo alle sue potenzialità inespresse e alla valorizzazione delle sue risorse più preziose un Coaching di successo è quello capace di attivare una virtù alla portata di tutti, familiare tanto al concetto di mezzo/strumento/metodo quanto a quella di scopo/obiettivo/finalità.
Mi riferisco alla virtù della perseveranza, principale affinché ogni progetto e intenzionalità umana possa coniugare talento e risorsa alla sua evoluzione pratica.

 

Persistere per cambiare

Costanza e cambiamento sono due concetti che si autoalimentano e si autodeterminano.
In tutto questo, pensare di agire le nostre risorse migliori e risvegliare potenzialità inespresse non può prescindere da un atteggiamento e uno stile morale vocato alla perseveranza.

Proprio questa ci sussurra dolcemente: guardare sempre avanti, implica dunque una visione del futuro connessa alla fiducia e alla speranza, al desiderio del proprio avvenire.
La perseveranza, all’interno di un processo di Coaching, comporta non solo la capacità di stare nel disagio di un benessere transitoriamente compromesso ma anche una potenza di scelta e di azione quale sforzo del soggetto che vuole migliorare sé stesso.

La perseveranza ci induce a non mollare e a tenere duro. Lungo il filo di un desiderio autentico, non è mai casuale né improvvisata, piuttosto è sempre motivata ma anche flessibile per ammettere variazioni di azione nel suo divenire. Gli antichi ci insegnano che persevera chi resta fedele all’idea di sé, alla propria visione, al proprio sogno di realizzare sé stesso nella profondità della sua unicità.

Per tutto questo la perseveranza costituisce un talento allenabile, una skill che è possibile conquistare, esaltare, educare. Parole che sono care ad un Coaching di successo, in ogni passo e frammento del suo metodo.

 

Durare nel tempo

La perseveranza è capace di unire a sé costanza, continuità, pazienza, umiltà, rischio e scoperta. Ad essa si contrappone la non curanza, la negligenza, lo smarrimento, la disorganizzazione, la fuga e la paura di non esserne capace.  Se manca la perseveranza con alta probabilità ci ritroveremo a fronteggiarci con una apatica pigrizia, con la demotivazione ma soprattutto con la dissipazione delle nostre più preziose risorse e ricchezze interiori.
La perseveranza dà luogo a un dinamismo ritmico del tempo; infatti, agisce sul presente conducendo il soggetto fuori dalla illusione per prepararlo al suo futuro; gli permette, infatti, di esplorare le vie del possibile e del praticabile, rimettendolo ogni volta all’opera nuova di un passo diverso e più evoluto nella propria storia personale.
La perseveranza diviene al contempo un asse strategico per tenere insieme, in senso vantaggioso e costruttivo, i caratteri di certezza e in-certezza che guidano le nostre scelte.
La perseveranza è dunque un potere virtuoso. Un Coaching di eccellenza lo sa bene e non lo può mai dimenticare. Tutto scorre nel tempo ma al contempo tutto rimane.

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In esclusiva per INCOACHING®, testo di Simona Rebecchi – Coach professionista diplomata INCOACHING®

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