Coaching e teatro di improvvisazione: due metodi per sviluppare il potenziale
Il potenziale nel coaching
“Il Coaching è un processo interpersonale che aiuta le persone a raggiungere cambiamenti positivi e di crescita. Facendo leva sulle risorse innate, svelando le motivazioni intrinseche e ponendo domande potenzianti, il Coaching promuove insight auto-generati, visione e chiarezza di obiettivi.” (IOC INSTITUTE OF COACHING) e ancora “Il coaching è un metodo di sviluppo di una persona, di un gruppo, o di un’organizzazione, che si svolge all’interno di una relazione facilitante, basato sull’individuazione e l’utilizzo delle potenzialità per il raggiungimento di obiettivi di miglioramento/cambiamento autodeterminati e realizzati attraverso un piano d’azione” (INCOACHING). Da qui mettiamo in campo il Coaching come processo e metodo per sviluppare il potenziale.
Nel 1995 The International Coaching Federation definisce il coaching come una “partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale”. Quando la competenza racchiude in sé il sapere, saper fare, essere (essere nel significato di sentirla nelle proprie corde, allineata al proprio essere, stile, ecc gratificante piacevole) sfocia alla massima espressione di sé. Daniel Pink, professore di economia alla Harvard, prendendo in considerazione la Self determination Theory – teoria dell’autodeterminazione inventata da Deci e Ryan negli anni ’70 – sostiene che la motivazione è il carburante, il motore umano che ci porta ad agire e a scegliere. Questa teoria parte dai bisogni umani universali, sostenendo che abbiamo tre innati bisogni psicologici: di competenza, di autonomia, e di relazione. Quando questi bisogni sono soddisfatti, allora siamo produttivi, motivati e felici. Quando sono ostacolati, la nostra motivazione, produttività e felicità crollano.
Se prendiamo in esame l’etimologia del termine motivazione dal latino motīvu(m) ovvero “fornire (buone) ragioni per muoversi” e dal greco thymos cioè “moto fisico e dell’animo” si può comprendere perché la motivazione sia rilevante e imprescendibile rispetto al tema delle competenze. La motivazione intrinseca genererà soddisfazione, sviluppo, sfida, alto allineamento tra fare, sapere, essere e la prestazione sarà vissuta con piacere. Se estrinseca verrà percepita come legata ad premio o al contrario come punizione, con basso allineamento tra sapere, saper fare, essere e quindi con possibile frustrazione. Nel Coaching, il Coach aiuta il Coechee a sviluppare il proprio Potenziale Umano stimolandone, tramite tecniche specifiche, la forza, l’energia, la capacità di pensiero progettuale, nell’ottica della maggior consapevolezza di sé e del potenziamento dell’autoefficacia percepita. Uno dei compiti fondamentali del Coach è portare il coechee ad una piena consapevolezza di quali siano le sue potenzialità caratterizzanti. È la consapevolezza quindi che il coach allena nel coachee insieme alle sue potenzialità caratterizzanti, al fine di poterle utilizzare come risorse personalmente mirate a supporto delle azioni da intraprendere. L’allenamento delle potenzialità sarà tanto più efficace, quanto più sarà gratificante, risponderà alla cura di sé, alla realizzazione e in un ambito di interesse del coechee. Più la motivazione sarà intrinseca, più genererà soddisfazione, sfida, allineamento tra il sapere, il saper fare, l’essere mettendo in atto un senso di piacere durante tutta la durata del percorso/processo. E’ in questo caso che, se le potenzialità verranno espresse in modo continuativo e prolungato, genereranno felicità, autorealizzazione, benessere delll’individuo.
I principi guida del teatro di improvvisazione a confronto con il coaching per sviluppare il potenziale
STARE NEL PRESENTE connettersi con il mondo circostante, nel “qui e ora”, intuendo e comprendendo il bisogno degli altri, osservando, mettendo da parte le soluzioni. Vivere il momento presente lucidamente, con consapevolezza ed attenzione, ispirarsi ed ispirare liberamente e spontaneamente, pensare ed agire senza la preoccupazione di ciò che è stato nel passato, di ciò che sarà nel futuro.
Anche nella sessione di coaching parliamo di KAIROS, del qui ed ora dove il coach accetta il coachee nella sua posizione e sta accanto a lui nel suo tempo.
RELAZIONE tra attrici/attori segue diversi principi: rispetta quello che gli altri hanno creato, apriti all’altro e alla situazione, sviluppa l’ascolto “a tutto tondo” (orecchie, cuore, pancia, mente, ecc), attiva una comunicazione positiva, valorizza e integra le proposte, non giudicare le idee, liberati dai preconcetti, esponi tutte le idee, fidati dei partner in scena, segui la tua orginalità e unicità, fornisci feedback.
Nel coaching parliamo di relazione facilitante in cui il coach non giudica, non corregge, non critica, né suggerisce il coechee, ma anzi lo accompagna a valorizzare le sue risorse e potenzialità, permettendogli di acquisire fiducia di sé, della relazione, del metodo.
IMPEGNO A METTERSI IN GIOCO IN MODO ATTIVO Richiesta da parte dell’attore ad impegnarsi a mettersi in gioco rispetto all’impegno di andare a scoprire il suo essere per una maggiore conoscenza e consapevolezza di sé. Nel coaching si chiama Coachability inteso come richiesta / motivazione impegno a mettersi in gioco
ASCOLTO nel teatro di improvvisazione è fondamentale ascoltarsi e prendere consapevolezza di quello che si sta facendo, si sta vivendo e sentendo. Nel coaching il focus dell’ascolto è sul Coachee da parte del Coach che lo ascolta in modo attivo, attento, presente, focalizzato fornendo anche un feedback d’ascolto. Ma anche il coechee migliora il proprio ascolto, ponendosi domande e imparando ad osservarsi da una prospettiva diversa, rispetto anche al contesto/relazioni che lo circondano o potranno influenzarlo.
NARRAZIONE/RACCONTO nell’improvvisazione l’attore ha la possibilità di dare un significato a ciò che viene narrato nel kairos. Uscendo dalla zona di comfort ed entrando nell’imprevedibilità, nel non conosciuto, entra nella narrazione con una continua messa in gioco delle proprie emozioni e quindi con una continua scoperta e consapevolezza di sé dove emergeranno azioni/parole a seguito di stati d’animo, valori, significati, esperienze vissute, collegamenti, opinioni, ecc
Un percorso di Coaching valorizza gli stimoli narrativi. La narrazione riguarda il racconto di avvenimenti dove il Coachee è protagonista attivo nel mondo a 360° (PP, FD). La narrazione è centrata sull’io del coechee, sul presente o futuro (il passato verrà preso in considerazione solo per recuperare le risorse). Attraverso il racconto del Coachee emergono la scoperta delle proprie risorse e le azioni a seguito di convinzioni, idee, valori, emozioni corporee, stati d’animo, significati, motivazioni, collegamenti, opinioni, sentimenti, fatti, relazioni da lui percepiti e colti durante le diverse sessioni.
PROBLEM SOLVING Nell’improvvisazione teatrale ogni cosa che avviene in scena può essere un problema, ma gli attori/improvvisatori sanno trasformare ogni ostacolo in opportunità, cioè creare un cambiamento nell’azione e con l’azione allenandosi a: mutare la crisi in creatività, riconoscere le possibilità, costruire sull’inaspettato, reagire al black-out, iniziare con un “sì”
Nel coaching possiamo ritrovare la CRISI DI AUTOGOVERNO che porta il coechee a fare una richiesta che, se risponderà alla coachability, lo farà in gioco e in discussione cogliendo l’opportunità per la propria crescita personale.
METODO PRAGMATICO La dimensione teatrale, nel suo affrontare l’umano da diversi punti di vista, è uno strumento di crescita personale, dà l’occasione di sperimentarsi in altro da sè, di rivelare qualcosa di più di se stessi, della propria ricchezza, dei propri limiti e delle risorse personali nelle diverse dimensioni: emozionale, corporale, vocale, mentale/immaginazione, liberi di provare, buttarsi e sperimentare.
Il coaching è un metodo pragmatico. Utile la riflessione durante la sessione di coaching ma sicuramente sarà l’agire in esterna che permetterà di mettere in campo/allenare le risorse consapevolizzate durante la sessione (sono necesssri esercizi, pratica, allenamento). Come nel teatro, la sperimentazione di sè avviene attraverso la parte emozionale, corporale, vocale, ecc
PENSIERO LATERALE L’improvvisatore in scena agisce istintivamente e trova soluzioni alternative, Per esercitare questa attitudine l’attore deve saper accogliere il fallimento, superare la paura di sbagliare, considerando che non ci sono errori, ma ci sono solo scelte, pensare fuori dagli schemi, non programmare, farsi ispirare, attuare scelte spontanee. Raccogliere tutte le ispirazioni. Abbandonare le aspettative. Dare libero sfogo a fantasia e spontaneità. Comunicare, creare e relazionarsi con gli altri attraverso il gioco per imparare qualcosa di più su di sé.
Anche nelle sessioni di coaching viene stimolato sia il pensiero verticale ma soprattutto quello laterale, creativo del coachee. L’apertura mentale e il pensare fuori dagli schemi spezza il circolo vizioso di stallo.
CONSAPEVOLEZZA come evoluzione personale, cura di sé, benessere: L’esperienza teatrale porta ad una maggiore autoconsapevolezza, cambiamento comportamentale, crescita del benessere personale, fiducia in se stessi, felicità. Consente una trasformazione della persona apportando contribuiti positivi in termini relazionali e di benessere personale. L’improvvisazione teatrale consente di scoprire o approfondire la conoscenza di una parte del proprio Io, quotidianamente nascosta o non accettata. La scoperta di parti del proprio sé che urgono di non essere ulteriormente represse, ma che necessitano di trovare uno spazio d’espressione, consente di sperimentare nuove modalità di sentire, pensare ed agire, di sperimentare, cioè, nuovi ruoli. L’integrazione delle nuove identità a quella già conosciuta, amplia i confini del proprio Io e di conseguenza migliora il rapporto con sé e l’altro, aumenta il proprio benessere nella vita di tutti i giorni.
Anche nel percorso di coaching si parla in questi termini. Potenzialità come Competenza e quindi come allineamento tra sapere, saper fare, sapere essere. Il coach mette il coechee nelle condizioni di ascoltarsi, sentire, scoprire le proprie potenzialità e una volta consapevolizzate, di metterle in moto/allenarle con la possibilità di raggiungere un maggior benessere – Flow.
Maslow scrive “Le attitudini pretendono di essere sfruttate e cessano di protestare soltanto quando vengono adoperate in misura sufficiente. Vale a dire, le capacità sono bisogni”
EVOLUZIONE PERSONALE: Lo scopo ultimo di un percorso teatrale è quello di creare un “metodo ideale” atto a potenziare le capacità creative espressive delle persone e contemporaneamente ad incrementare appunto la loro evoluzione personale delineando un cammino verso l’integrazione della personalità. Accedere all’inesauribile ricchezza dell’essere per poterla celebrare in tutte le sue sfumature. Il processo dinamico di sviluppo della persona attraverso il sistema del teatro si può declinare in questi passaggi: frantumare la maschera fissa e stereotipata che indossiamo quando abbiamo paura di mostrarci per quello che siamo; liberare il linguaggio del corpo, il suono della voce, il contatto autentico con se stessi, gli altri e la natura.
Nel coaching lo riscontriamo con il processo a spirale che permette al coechee di scoprire le proprie potenzialità e metterle a disposizione del proprio percorso di evoluzione verso i risultati autodeterminati e attesi.
OBIETTIVO L’obiettivo dell’esperienza teatrale è l’ampliamento della consapevolezza e l’espressione di sé. Lo spettacolo non è il fine, ma lo strumento per affermare al mondo la presenza in se stessi di un’identità multipla, che contiene anche personaggi non espressi o non sufficientemente espressi nella vita quotidiana. Così il metodo di improvvisazione teatrale consente di intraprendere un percorso di conoscenza e di trasformazione di sé. Esso implica una presa di coscienza ed educazione alla propria sensorialità, all’uso del proprio corpo e della propria voce, al movimento corporeo e vocale. Questo minuzioso lavoro pre-espressivo consente di giungere all’espressione di sé.
Con il coaching si parla di risultato atteso, obiettivo di sessione e obiettivo di extra sessione. Non sono il fine, ma il mezzo per la crescita, evoluzione personale
SQUADRA DI ATTORI+PUBBLICO/CONTESTO: pungolatori/stimolatori Un attore o un’attrice è tale se esiste un pubblico/contesto e nel teatro di improvvisazione sono uno stimolo continuo, ispirazione necessaria ed essenziale della performance istantanea.
Affermando questo e collegandoci al metodo del coaching, possiamo considerare attori e spettatori possibili coach e solleticatori del potenziale per il disorientamento del coechee, leva fondamentale per mobilitare il potenziale.
Concludendo, entrambi i metodi/percorsi stimolano la persona a scoprire ed ad aver maggior consapevolezza delle proprie potenzialità, nascoste o che si credevano assenti, favorendo un cambiamento evolutivo per un maggior benessere.
Silvia Tessari
Operation Manager e Coach Professionista – Padova
silvia.tessaristalteri@gmail.com
Bibliografia
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https://it.wikipedia.org/wiki/Competenza
La “Carta Etica” AICP (Globale) https://www.associazionecoach.com/wp-content/uploads/2021/01/Global-Code-of-Ethics-IT-v2.pdf
Le “Competenze distintive del Coach” secondo AICP
Norma UNI 11601:2015
1995 The International Coaching Federation (ICF)
De Bono “Creatività e pensiero laterale”, Rizzoli, 1998
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W.Orioli, Far teatro per capirsi. Macro Edizioni, 1995
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Deborah Frances-White Tom Salinsky “Manuale di improvvisazione”edito da Audino, 2012
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R. Venturini, Coscienza e cambiamento, una prospettiva transpersonale, Cittadella Editrice, Assisi, 1995
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incoaching.it/potenziale-soggettivo-e-umano/
incoaching.it/coaching-e-motivazione
scintille.it/
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