Categoria: Importanza e potere del respiro nella vita e nel Coaching

Categoria: Importanza e potere del respiro nella vita e nel Coaching

Importanza e potere del respiro nella vita e nel Coaching

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DUE DELLE MIE PASSIONI: FARE PUZZLE E IL RESPIRO

 

Da ragazzina un piccolo incidente mi ha bloccato un paio di mesi a casa con una gamba ingessata. Ho rispolverato un gioco che mi piaceva tanto da bambina: il puzzle.

Ho iniziato a fare un grande puzzle.

Quanto mi piaceva, quanto lo trovavo divertente e rilassante allo stesso tempo. Mi ero data delle regole per evitare di ritrovarmi a fine pomeriggio che non avevo studiato niente. Si trattava di una battaglia navale, di un dipinto. Il mare si confondeva con gli scafi o poi con il fumo, il fumo di inseriva biancastro o poi denso e scuro nel cielo. Alberi e vele si intrecciavano e disegnavano il profilo della battaglia. Dei lievi tocchi di colore erano riservati alle bandiere e alle casacche dei soldati di una scialuppa. Insomma un lavoro impegnativo che sapeva rapirmi e portarmi altrove, mai in luoghi di guerra e dolore nonostante il tema.

Tutti quelli che vedevano questo puzzle si meravigliavano di come mi potesse riuscire e soprattutto di come potesse piacermi. Sicuramente non piacciono solo a me altrimenti non ce ne sarebbero tanti in commercio, per tutti i gusti e per tutte le età. Rispondevo che bastava avere un metodo e applicarlo senza permettere alla apparente confusione di avere la meglio. Anche nei momenti più difficili bastava ricordare che i pezzi sono tutti nella scatola: non manca nulla e non c’è nulla in più. Ognuno al suo posto, preciso, puntuale accanto ad altri pezzi. Questi altri pezzi precisi, puntuali, acconto ad altri pezzi.

Avevo un metodo: iniziare dal bordo, dividere i colori, dedicargli un tot di tempo e non di più, qualche volta improvvisare, a volte il piacere di condividere e farsi aiutare,…

Facevo coaching senza saperlo.

Una scatola di potenzialità e risorse ammucchiate che prendono posto, emergono in un incastro perfetto e si fissano.

Il puzzle assomiglia alla vita ed al percorso di coaching.

Anzi è uguale, ogni pezzo al suo posto siamo parte di un grande disegno a volte chiaro a volte ammucchiato in una scatola.

Da allora fare puzzle è una delle mie grandi passioni. Oggi volta che ne vedo uno mi illumino. Qualche anno fa mi sono esercitata a distruggere puzzle perché siamo essere in movimento e un percorso fatto in un momento è bello ripeterlo e non aggrapparsi ai risultati ottenuti. E’ bello migliorare sempre. Negli ultimi 10 anni i puzzle li ho accantonati. Ho iniziato un percorso personale fatto di tanti momenti ed incontri importanti: lo sport, l’apnea, l’acqua, il counseling, lo yoga, il coaching.

Anni, diversi argomenti, tante persone, cambiamenti eppure c’è qualcosa che mi crea sempre la stessa meraviglia: il respiro.

Questo breve lavoro ha lo scopo di porre l’accento sul respiro evidenziando il suo immenso potere nella vita di ogni giorno e come strumento per il coach ed il percorso di coaching.

L’uomo è destinato ad evolvere e ad essere felice.

Il respiro è un elemento tanto importante quanto sottovalutato.

Quanto sappiamo del nostro respiro?

Riconoscere e conoscere il proprio respiro è un passo fondamentale verso la consapevolezza.

Il respiro è un tema che conoscevo da tempo grazie alla pratica dello yoga. E’ un tema che ho ripreso quando ho iniziato a nuotare sott’acqua e ad appassionarmi di apnea. Oggi sono anche insegnante yoga e istruttore e allenatore di nuoto in apnea.

Non è un caso che noto che anche nel coaching il respiro è uno strumento efficace. Aiuta a fare spazio, a prendere contatto, spinge verso la consapevolezza, da un nome al silenzio.

Il respiro è una via di accesso privilegiata e diretta, così diretta che sta sotto il nostro naso!

Il lavoro sul respiro è un metodo che permette di entrare in contatto con sé stessi, in modo immediato e naturale. Imparare a respirare meglio migliora la qualità della vita, a livello fisico, mentale ed emotivo: corpo, mente ed emozioni si integrano e diventano nostri alleati. Il respiro diventa così uno strumento, semplice e potente, per sviluppare consapevolezza, per entrare in contatto con noi stessi, per ascoltare il proprio mondo interiore, con leggerezza e profondità.

L’osservazione del respiro sarà una fonte molto importante di informazioni per il coachee e per il coach.

Il modo in cui respiriamo ci fornisce molte informazioni riguardo a chi siamo, come viviamo e come ci relazioniamo con l’ambiente, rivelando eventuali blocchi emozionali che possiamo avere.

La respirazione, rispetto alle altre funzioni vegetative e quindi autonome, è l’unica funzione che può essere controllata volontariamente. Possiamo infatti decidere in ogni momento di cambiare il nostro ritmo respiratorio.

Il respiro unisce conscio e inconscio essendo un po’ volontariato e un po’ autonomo.

Se riusciamo ad influire positivamente sul respiro influiamo positivamente sui disagi fisici, riconosciamo i nostri talenti.

Attraverso l’attenzione e la modifica del respiro abbiamo la possibilità di accedere al nostro potenziale e di crescere.

L’uomo può rimanere settimane senza mangiare, giorni senza bere e solo minuti senza respirare. Sembrerebbe evidente l’importanza della respirazione eppure sappiamo tanto di cibo, parliamo sempre di cibo, in tv di propongono ogni giorno consigli e trasmissioni sul cibo, i social sono pieni di foto sul cibo e recensioni su dove mangiar bene.

Sarà che parlare di respiro e fotografarlo e spiegarlo è meno evidente. Sarà che ascoltarlo è poco spettacolare. Sarà che respirare è un’azione spontanea che si compie anche quando non ne siamo consapevoli che sembra strano pensare che qualcuno ci possa insegnare qualcosa che già facciamo dalla nascita.

Eppure la respirazione è si un atto involontario ma coinvolge muscoli volontari (i più importanti diaframma, intercostali, addominali). La maggior parte delle persone ha sentito nominare il diaframma ma non sa dove si trova o come è fatto e perché è così importante per la respirazione. Gli addominali li conoscono tutti per un fattore estetico una volta maschile adesso di tutti.

L’idea che abbiamo del respiro e la sua importanza sono davvero sottostimate. Con il respiro si può fare tutto: attivarsi, calmarsi, aumentare il battito cardiaco o diminuirlo, muoversi, ascoltare. L’ossigeno è parte vitale della nostra esistenza, fondamentale per le funzioni degli organi interni.

Negli ultimi anni di respiro si inizia a parlare. Lo sport che ormai sa tutto di muscoli e diete si interessa di mente e respiro. Allora sento domande del tipo: ma qual’è il giusto respiro? Come si fa a respirare se come facciamo naturalmente non va bene?

A queste domande rispondo: mi chiederesti mai quale è il segreto per dimagrire in 5 minuti? o avere gli addominali scolpiti in una sessione di palestra?

Ogni momento della vita è accompagnato dal movimento del respiro che cambia il suo ritmo con l’alternarsi dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Il respiro è in grado di rivelare il nostro stato d’animo. Se siamo coinvolti da forti emozioni, sarà veloce e affannato mentre se siamo sereni, scorrerà lento e silenzioso.

La nostra respirazione cambia quando ridiamo, piangiamo, quando corriamo, quando ci soffiamo il naso, quando cantiamo, quando solleviamo un peso,…

Il nostro corpo sa già cosa deve fare. Ad esempio se dobbiamo prendere qualcosa in alto lo facciamo allungandoci e a polmoni pieni. Se infiliamo l’ago lo facciamo a polmoni vuoti.

Spesso assumiamo posture scorrette e sviluppiamo cattive abitudini come contrazioni muscolari che interessano soprattutto i muscoli del busto e delle spalle. Ricordiamo che la respirazione avviene attraverso i polmoni che sono passivi. Il loro movimento è dovuto alla contrazione e al rilassamento dei muscoli del torace, dell’addome e del diaframma.

Il nostro corpo difronte ad un pericolo come un animale feroce si attiva automaticamente a fuggire. Per questo ha bisogno di maggior tono muscolare e per ottenere questa forza i muscoli hanno bisogno di più ossigeno: ecco che all’improvviso il nostro respiro cambia, i battiti cardiaci aumentano, il cuore pompa più sangue che, spinto verso organi e muscoli, fornisce la quantità d’ossigeno richiesta. Viene messa in circolazione più adrenalina, gli occhi si dilatano per avere una visione più chiara della situazione e a questo punto siamo pronti ad attaccare o scappare.

Ma questo pericolo e’ reale o vogliamo solo fuggire dall’ufficio e da una situazione spiacevole?

Essere consapevoli del respiro induce a essere nel presente, porta ad essere attenti, la consapevolezza del respiro è la chiave per accedere a tutte le trasformazioni interiori. Essere nel presenta è la chiave del percorso di coaching.

Per conoscere meglio la respirazione dobbiamo iniziare un percorso che, partendo dall’osservazione del nostro stile personale di respirare, ci porterà alla conoscenza del respiro per migliorarlo attraverso semplici esercizi.

Attraverso la respirazione apportiamo ossigeno al nostro corpo ed espelliamo le sostanze tossiche che abbiamo prodotto. Sia il corpo che la mente, per ben funzionare, hanno bisogno si ossigeno. Ma, attenzione, l’ossigeno non può essere immagazzinato a lungo. L’ossigeno deve essere rifornito continuamente.

Spesso ci capita di sentirci stanchi, svogliati, intorpiditi o, come sovente diciamo, ci sentiamo “stressati”. Quando un’emozione è esagerata rispetto allo stimolo esterno nel corpo e nella mente non c’è sufficiente ossigeno. E’ l’ossigeno che premette al cervello di lavorare e se scarseggia il sangue deve affluire più velocemente. Nel frattempo si perde lucidità ed il nostro umore ne risente. Inoltre, a causa di un’inadeguata respirazione, nel sangue stesso ristagnano pericolose tossine che danneggiano le nostre funzioni vitali. In questo stato, siamo fragili fisicamente e vulnerabili emotivamente

Caratteristiche del respiro sono: profondità, ritmo, alternanza, tempo. Quanti respiri faccio al minuto? Ogni minuto allo stesso modo? Sono profondi o superficiali? C’è differenza tra inspiro ed espiro?

In media facciamo dai 12 ai 20 respiri al minuto.

La gamma delle variabili possibili, nella profondità, ritmo, alternanza e tempo del respiro, sono innumerevoli, sia per le tecniche esistenti sia per la diversità degli esseri umani. Esse aprono sia un mondo di possibili risultati sia di scoperte.

In ufficio il giusto respiro è quello che ci prepara alla aggressione/fuga o quello che ci fa sdraiare sulla scrivania? Direi nessuno dei due per tutto il giorno. Non si può vivere né lavorare bene in costante tensione. Non si può neppure pensare di respirare/vivere in ufficio come in spiaggia sorseggiando un cocktail.

E’ affascinante cogliere, in un atto semplice e naturale come quello del respirare, innumerevoli valenze e metafore.

L’aria è il fluido nel quale siamo immersi. L’aria che entra ed esce rappresenta ed è un continuo scambio tra esterno e interno, tra noi e l’ambiente. L’alternanza tra pieno e vuoto, il dare e il ricevere, il processo costante del cambiamento.

Il respiro ci connette al tempo della vita.

Non esiste l’esercizio giusto o la giusta respirazione in assoluto. Esiste il tentativo di sapere cosa si fa. La respirazione consapevole è fondamentale. Sapere cosa fare a seconda delle occasioni. Vogliamo rilassarci, attivarci, scaldarci, affrontare una giornata di lavoro impegnativa, dare il massimo durante una presentazione, non perdere al calma se non troviamo le chiavi,…

Proviamo a fare questo esercizio: Sono seduto comodo con le gambe non accavallate, la schiena diritta, bocca chiusa, occhi dolcemente chiusi. Ascolto il respiro. Cosa si muove? Quanti centimetri si muove la pancia, quanti il petto? Si muovono anche le spalle? Ho idea del diaframma? Riesco ad immaginarlo? Conosco il numero di respiri che compio in un minuto (respiro uguale espirazione più inspirazione). Ogni minuto lo stresso numero di respiri? So rispondere a queste domande? Se si con facilità o difficoltà?  L’aria che entra dalle narici che temperatura ha? E quando esce? L’aria entra ed esce dalle narici in maniera uniforme? Da una sola narice? Se si da quale? Se non so rispondere posso avvicinare il pollice della mano destra alla narice destra senza tapparla e l’indice della stressa mano sotto la narice sinistra senza tapparla. Ci sono delle sorprese? (respiriamo normalmente a narici alterne durante la giornata non contemporaneamente) Se so rispondere facilmente a tutte queste domande probabilmente non è la prima volta che faccio questo esercizio. Probabilmente già mi occupo di respiro e di esercizi di respirazione. Il mio invito è di continuar e di approfondire meglio con esperti piuttosto che con testi.

Ho difficoltà a rispondere e tutto appare nuovo e irreale come la prima volta che ho guidato l’automobile?

Del diaframma come muscolo più importante della respirazione sentiamo parlare oggi per la prima volta?

Se non mi avesse chiesto l’esercizio di chiudere la bocca avrei respirato dal naso o dalla bocca?

E’ meglio respirare dal naso o dalla bocca? Dipende.

Un piccolo accenno alla pulizia. Facciamo tanta attenzione a lavarci i denti quanta poco attenzione abbiamo alla pulizia del naso.

Concludo ricordando che la simbologia del respiro è molto semplice e d’effetto. Inspiro, come e quanto so prendere dal mondo. Poi espiro, come e quanto so restituire al mondo fiducioso che un nuovo respiro ci sarà. Il respiro ci porta il tema degli scambi tra mondo interno e mondo esterno, tra dare avere. Insomma il respiro ci riporta alla vita.

Come coach lo utilizzo per rimanere centrato in ascolto del coachee. Ogni volta che parto e mi viene da andare avanti arrivando troppo velocemente alle conclusioni il respiro è un grande alleato che mi riporta al presente, allo stare, al condividere. Lo suggerisco al coachee ogni volta che avverto la necessità di portarlo al proprio ascolto, alla connessione, all’immaginare.

Il respiro è una risorsa dell’umanità nella vita di ogni giorno e nel percorso di coaching.

Nel dettaglio anche le strategie suggerite da Bandura nel promuovere l’autoefficacia del coachee riguardano il benessere fisico, il rilassamento, le visualizzazioni che a loro volta hanno come base l’ascolto del respiro.

Esistono particolari percorsi di breath coaching che suggeriscono attenzione al respiro, esercizi e pratica per favorirne la consapevolezza. Dei possibili benefici ho accennato.

Mi fermo qui con l’augurio di aver incuriosito e fatto nascere il desiderio di approfondire il respiro ed il coaching.

Ringrazio l’energia ed il respiro del gruppo Senigallia ed i docenti e fondatori di incoaching Franco ed Alessandro.

 

 

Diana Duca
Insegnante yoga, apneista, life coach
JESI (AN)
diana.duca@libero.it

 

 

 

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