Categoria: Conosci te stesso

Categoria: Conosci te stesso

Conosci te stesso

La partenza: un duplice percorso verso l’obiettivo comune

Se oggi sto scrivendo queste parole è perché, ancora una volta nella mia vita, mi sono ritrovata a camminare sulla via che porta a guardarsi dentro, con il profondo desiderio di scoprire il mio essere, la mia unicità.

Domande quali “chi sono io davvero?”, “qual’è il mio ‘dono’?”, “come posso usarlo nella vita, per me stessa e per chi mi circonda?”

Domande che, una dopo l’altra, non vogliono fare altro che trovare una risposta a “cosa mi rende felice?

Dalla filosofia  dell’antica Grecia, ecco il messaggio dell’Oracolo di Delfi:

“ Ti avverto, chiunque tu sia.
Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi
non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa,
come pretendi di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.
Oh, uomo conosci te stesso
e conoscerai l’Universo degli Dei.

Secondo i greci antichi conoscere se stessi era sempre associato alla cura di sé, ovvero al prendersi cura del proprio sviluppo interiore che è individuale e relazionale al tempo stesso.

Istintivamente l’essere umano, in momenti  di crisi, di cambiamenti, smette di guardare all’esterno, si ferma e volge il suo sguardo verso l’interno, verso se stesso, con il profondo bisogno di scoprire e portare alla luce la propria identità, anche in relazione al contesto in cui vive ed agisce.

Nel mio viaggio personale ho scoperto che lo strumento principale per accedere alle porte di me stessa è stato soprattutto la consapevolezza.

Il termine consapevolezza deriva dall’unione tra con e sapere, con-sapere,ovvero essere a conoscenza di qualcosa, rendersi conto di qualcosa. E’ la capacità di essere a conoscenza di ciò che viene percepito e delle proprie risposte sotto forma di comportamento.

Significa essere presenti a ciò che capita, senza bisogno di dare una spiegazione, senza bisogno di giudicare, ma semplicemente osservare.

Avendo capito e sperimentato in prima persona quanto è importante essere consapevoli in un percorso di crescita personale, nella mia vita di tutti i giorni ho iniziato ad allenare questo muscolo e, istintivamente, ho cercato di fare lo stesso per le persone intorno a me, sia nella sfera  personale che in quella lavorativa.

 

Un duplice percorso

“Come posso usare i miei ‘doni’ nella vita, sia per me stessa che per chi mi circonda?”

Il desiderio di maggior consapevolezza per poter trovare cosa ho da offrire alla Vita come essere umano unico, mi ha fatto scoprire il Coachinge i punti di contatto tra il mio sentire e il metodo su cui esso si fonda.

“ Il Coaching è un metodo di sviluppo di una persona, di un gruppo o di un’organizzazione, che si svolge all’interno di una relazione facilitante, basato sull’individuazione e l’utilizzo delle potenzialità per il raggiungimento di obiettivi di cambiamento/miglioramento autodeterminati e realizzati attraverso un piano d’azione.

(A. Pannitti – F. Rossi, L’essenza del Coaching, Franco Angeli, 2012)

 

Attraverso una relazione facilitanteil Coach accompagna il Coachee nel suo percorso di scoperta delle proprie potenzialità, ovvero rendendolo consapevolein un viaggio verso la conoscenza di sé, la cura di sé, per poter raggiungere quegli obiettivi autodeterminati dal Coachee stesso.

Il Coach si prende cura del proprio Coachee, in un allenamento  grazie al quale il Coachee impara a prendersi cura di se stesso, attivando un circolo virtuoso che porta a maggiore conoscenza di sé, e di conseguenza alla crescita della propria consapevolezza.

Si tratta però di un duplice percorso, dove il Coach, per poter garantire una relazione facilitante, deve egli stesso prendersi cura di sé ed occuparsi costantemente della propria crescita personale.

 

L’obiettivo comune

Cosa si nasconde nel mio desiderio di trovare me stessa?

Cosa si nasconde nella domanda di Coaching da parte del Coachee?

Raggiungere il medesimo obiettivo: la nostra personale ricerca di felicità.

 

Il viaggio: diventa ciò che sei

Lo scopo fondamentale del percorso di Coaching è quello di rendere  il Coachee consapevole delle proprie potenzialità personali, quelle che già conosce e anche quelle non ancora scoperte, affinché esse possano essere allenate e trasformate in nuove competenze da utilizzare non solo per il raggiungimento degli obiettivi autodeterminati, ma anche in altri ambiti della vita.

La conoscenza di sérappresenta il passaggio centrale nel processo di cambiamentoavviato dalla relazione di Coaching.

Che cos’è il potenziale umano?

Secondo lo psicologo Giuseppe Gandolfi, il potenziale umano è una complessità di risorse che abbraccia

“ Elementi inerenti l’ambito attitudinale, delle disposizioni e dei talenti, quindi le acquisizioni e le competenze apprese…

Tali elementi, comprendono le capacità, l’intelligenza nella sua globalità e complessità, il carattere o temperamento, la personalità e gli interessi, ma anche gli orientamenti, le motivazioni e i desideri, quindi l’energia nelle sue differenti manifestazioni, nonché elementi riferibili alla struttura fisica, costituzionale e fisiologica.

(G. Gandolfi “Sviluppare il potenziale”, 2009)

 

Come si può capire il potenziale è ciò che rende uniche le persone, il risultato di moltissime caratteristiche che interagiscono tra loro.

Questo potenziale, come dice la parola stessa, si trova nello stato di potenza, ma non ancora in quello di atto, per questo motivo è necessario avere uno sguardo di fiducianei confronti del Coachee:

“ Se un manager o un coach non sono loro stessi convinti per primi che le persone possiedono molte più capacità di quelle che esprimono normalmente, allora non riusciranno mai ad aiutarle a liberare le loro potenzialità nascoste.

Si deve guardare alle persone in termini di potenzialità,  non di performance.

(John Whitmore, “Coaching”, 2006)

 

Diventa ciò che sei

Il riconoscimento, lo sviluppo e la valorizzazione delle nostre potenzialità porta benessere psicologico all’individuo, mentre la frustrazione delle nostre potenzialità porta inevitabilmente alla sofferenza.

Nell’essere umano esiste , in uno stato naturale,  la potenzialità per prendersi cura di sé, che a sua volta     comporta una tendenza innata all’autorealizzazione e un’attitudine pratica per conseguirla.

Questa attitudine pratica è descritta attraverso due fattori:

  • tendenza allo sviluppo, ovvero alla propria crescita personale
  • proattività, ovvero la capacità di agire e intervenire da protagonista sia sulle forze interne (passioni ed emozioni), sia sulle forze esterne (contesto e relazioni), senza subirle in modo passivo.

 Stiamo parlando di Esseree Agire, tendenze spontanee dell’individuo, identificate da Abraham H. Maslow, padre della psicologia umanistica, come istinti e bisogni propri dell’essere umano:

Le persone intelligenti dovranno usare la propria intelligenza, le persone dotate di occhi dovranno impiegarli, le persone dotate di capacità di amare avranno l’impulso di amare e la necessità di amare per sentirsi sane.

Le attitudini pretendono di essere sfruttate e cessano di protestare soltanto quando vengono adoperate in misura sufficiente. Vale a dire, le capacità sono bisogni, e pertanto sono pure valori intrinseci…

(A. Maslow, “Verso una psicologia dell’essere”)

 

Allo stesso modo, nella “teoria della ghianda” J. Hillman afferma che ogni individuo, fin da bambino, proprio                  come una piccola ghianda, racchiude in sé tutte le potenzialità per poter crescere e diventare  un albero        di quercia.

Per Hillman ciascuna persona è portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta, che è già presente in      ognuno di noi anche prima di poter essere vissuta:

Compito del percorso di Coaching è accompagnare il Coachee verso la costruzione dell’Eudaimoniapersonale:

parola di origine greca (la buona-eu realizzazione del proprio spirito-daimon), evoca il concetto di felicità    nell’autorealizzazione.

Divenire ciò che si è, coltivare i propri talenti di persona unica e irripetibile, significa vivere concretamente la propria vita in una tensione verso il benessere e l’autorealizzazione.

 

L’arrivo: dove sono?

Il Coaching Evolutivo®è un metodo di sviluppo del potenziale che, fondandosi sulla relazione facilitante, fa leva    su 4 specifiche Meta-potenzialitàproprie dell’essere umano.

Queste sono allenabili, e quando si sviluppano consentono al Coachee il pieno utilizzo del proprio potenziale.

Le Meta-potenzialitàdel Coaching Evolutivo®  nel modello C.A.R.E®sono:

                                                         Consapevolezza

                                                         Autodeterminazione

                                                         Responsabilità

                                                         Eudaimonia

Maturando in consapevolezza, attraverso l’autodeterminazioneche ne scaturisce, l’essere umano compie scelte    consapevoli verso un allineamento tra le proprie dimensioni dell’essere e del fare.

Con responsabilitàegli risponde al processo evolutivo attivato ed alle nuove situazioni create dalle scelte    consapevoli, motivate ed autodeterminate.

Obiettivo dopo obiettivo, l’autorealizzazione eleva il Coachee sempre più in consapevolezza e felicità, verso la costruzione dell’eudaimoniapersonale.

Non esiste un punto d’arrivo.

Ho seguito il corso di Coaching Evolutivo®grazie al quale due cerchi si sono incontrati: la scoperta di come usare il mio ‘dono’ e attraverso questa come realizzare la mia personale Eudaimonia.

Come un calice stracolmo, dal profondo della mia Eudaimonia personale, desidero riversare ciò che ho appreso nell’ambiente in cui vivo, in modo che le persone a loro volta diventino più consapevoli, usino il proprio potenziale per raggiungere i propri obiettivi iniziando, a loro volta, a riversare nell’ambiente ciò di cui essi sono stracolmi.

Io vedo un circolo virtuoso dove sono riuscita a trovare, grazie alla consapevolezza, una possibile modalità per usare quelli che sento essere i miei doni: accompagnare le persone in un percorso che allena il C.A.R.E®         e rispondere alla mia domanda iniziale,‘cosa mi rende felice?’

Portare le persone alla consapevolezza e allo sviluppo del proprio potenziale, poter fare per gli altri ciò che ho        riconosciuto essere così importante per me.

Accompagnare le persone a rispondere alla domanda ‘cosa mi rende felice?’

E’ un movimento che non ha fine, né per il Coach, né per Coachee.

Conosci te stesso è il seme che attiva questo circolo virtuoso ed infinito.

 

 

Orit Meytsar

Life Coach
Milano

 

 

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