Categoria: L’importanza degli strumenti di Coaching nel mio lavoro sulla voce

Categoria: L’importanza degli strumenti di Coaching nel mio lavoro sulla voce

L’importanza degli strumenti di Coaching nel mio lavoro sulla voce

Chi accorda ed esercita il suo corpo all’arte tecnica del cantare,

può assistere al miracolo del rivelare sé a se stesso.

Cantare e avere il coraggio di essere se stessi.”

Valentina Buttafarro – Voice Building Diary 2007

 

Sono ormai ventidue anni che insegno voce e molti più che ho a che fare con la mia, così spesso in crisi e alla ricerca di una soluzione o di una evoluzione.

Sono un’insegnante di tecnica vocale, ma spesso credo che il mio lavoro abbia a che fare molto più con l’evoluzione e il rapporto che le persone hanno con loro stesse, che con la professione cantante, attore ecc…

Mi perdonerete se prima di raccontarvi la storia di come il coaching moderno è diventato così affascinante nella mia storia lavorativa, farò delle premesse per introdurvi al mio modo di vedere la voce e il lavoro che faccio.

Ho cercato per anni tecniche, esercizi, regole che potessero funzionare per tutti, che potessero risolvere i problemi tecnici di ogni voce, che fosse quella di un attore o un cantante, di un ballerino o un manager in conferenza, training che potessero semplicemente risolvere i problemi vocali di un’insegnante di scuola materna.

Ho studiato decine di metodi vocali, dal vecchio Voicecraft ai metodi di Mix, passando dalla logopedia pura al metodo classico, e prendendo addirittura un Master universitario in Vocologia Artistica. Ho dato tutta me stessa nel cercare queste soluzioni che “potessero andare bene per tutti”, poi circa dieci anni fa mi sono arresa. Ho capito una cosa fondamentale che ha trascinato piano piano la mia strada ad incrociare la grande storia del coaching moderno e della sua evoluzione: ogni voce è unica.

Ogni voce è unica! Non esiste una regola o un esercizio che la mandi in equilibrio e che sia uguale per tutti. Ogni lezione di voce è l’incontro con una unicità che cerca equilibrio ed evoluzione. Non è possibile sapere già che cosa fare all’interno di una lezione.

Dal momento di quell’intuizione ho capito che l’unica strategia veramente efficace era consegnare alla persona la responsabilità di evolvere, aiutandola a cercare e a trovare quello che desiderava.

È cominciata la rivoluzione che aspettavo ed è nato il mio Voice Building Method.

Codificando questo metodo e trasmettendolo poi ad allievi ed insegnanti, ho messo al centro una certezza: io credo che la voce sia la rappresentazione dell’unicità di ognuno di noi, testimone della nostra storia e, per dirla tutta, del momento presente qui e ora in cui sta cantando.

Autenticità. Ecco la parola a cui sono arrivata dopo tanti anni di ricerca, ecco la parola attorno alla quale faccio ruotare tutti i corsi insegnanti del mio metodo.

Nelle mie classi ogni passo verso il racconto di una struttura muscolare o di una tecnica scoperta oltre oceano, sono infarciti del timore che l’insegnante di voce deve sempre avere mentre propone uno strumento al suo allievo: il timore di conservarne l’autenticità della voce.

Questa caratteristica fondamentale, quasi “estrema” direi, che mi contraddistingue come docente, ha disorientato e disorienta ancora tutti gli insegnanti e gli allievi a cui in questi anni ho raccontato quello che so sulla voce.

Penso che da queste premesse chi conosce il coaching moderno potrà già intuire perché è stato un incontro così fulminante nella mia vita lavorativa!

Ho trovato in questa grande storia tante risposte che cercavo e ho acquisito una struttura a cui posso appoggiarmi per portare ancora più avanti ciò che ritengo fondamentale nel lavoro sulla voce.

Ho trovato in questa storia un luogo contemporaneo dove per metodo fosse conservata una delle più grandi scoperte sull’evoluzione umana e i rapporti che la sostengono.

Maieutica. “Non so che una cosa: che non so nulla”.

Ho trovato nero su bianco nella storia di questi uomini che mettono al centro l’umano e la certezza del suo potenziale, qualcosa di importante che stavo cercando.

Per questo mi sono buttata a capofitto in questo grande mondo e sto cercando di succhiarne tutte le scoperte, i metodi e le regole attraverso cui si evolve in mille forme meravigliose, e cercando di applicarle alla voce e al suo studio.

Quando ho cominciato ad usare nelle mie aule gli strumenti come feedback, domande, silenzio, obiettivi ecc. pensavo che avrei rinunciato alle grandi prestazioni vocali. Pensavo che dando priorità all’allievo, al suo sentire e ai suoi obiettivi e modi di sentire, avrei finalmente definitivamente lasciato andare la grande tecnica virtuosistica. Invece, inaspettatamente, attraverso quegli strumenti è accaduta una rivoluzione meravigliosa.

Più mettevo al centro la persona, la sua percezione della voce, e lasciavo a lei la responsabilità degli obiettivi e dei suoni da raggiungere, più le voci trovavano indipendenza, libertà e grande evoluzione.

Da allora le prestazioni vocali dei miei allievi sono migliorate visibilmente, portando cantanti a fare suoni che neanche io sapevo fare! Ogni lezione che facevo imparavo qualcosa dall’allievo che avevo di fronte, mentre sfruttando al massimo il suo potenziale lo trasformava in risorsa, non solo per sé, ma anche per me.

Sicuramente la struttura della sessione di Coaching “pura”, così come viene definita e conservata dalle associazioni che la promuovono, conservano ed evolvono, non può essere l’unico strumento a portare il cantante alla sua massima evoluzione, ma ora che ne ho studiata la struttura codificata, posso dire che la trovo molto utile in alcuni momenti del lavoro con l’allievo.

La trovo uno strumento impareggiabile, per esempio, nei momenti in cui è fondamentale creare nell’allievo la percezione dell’indipendenza che può raggiungere e per fargli prendere il timone degli obiettivi del percorso e direzionarlo verso ciò che desidera: la sua identità rispecchiata nel suono.

La sessione di coaching moderno si sta rivelando uno strumento impareggiabile anche quando mi trovo di fronte a un cantante professionista che in una crisi di autogoverno ha perso libertà tecnica nel suono della voce. La voce è talmente l’immagine della nostra identità che quando accadono terremoti o stravolgimenti nella vita, un cantante professionista può trovarsi in grande difficoltà a portare la sua voce alle stesse prestazioni tecniche dei momenti di equilibrio emotivo.

In questi casi la sessione di coaching è uno strumento che può essere molto utile per aiutare il professionista a ritrovare se stesso e l’equilibrio perso.

Anche nei percorsi di Public Speaking la sessione di coaching è uno strumento veramente performante che riesce a far percepire all’allievo le interferenze che si creano mentre si avvicina alla sua performance. Nella mia esperienza, c’è un momento del lavoro e dell’evoluzione in cui nessuna strutturazione del discorso, o elenco di tips può lavorare così efficacemente sulla prestazione di Public Speaking come una sessione di coaching moderno.

Per finire è d’obbligo io racconti un ultimo grande cambiamento avvenuto all’interno delle mie aule da quando ho incontrato il coaching moderno e il suo modo di vedere la relazione facilitante. Dopo un paio di anni dall’ingresso nelle mie lezioni di domande, silenzio, feedback, obiettivi ecc… hanno cominciato a telefonarmi persone che su consiglio di altre mi chiedevano di fare dei percorsi di evoluzione di sé attraverso la voce. Non avevo mai dichiarato che i miei percorsi fossero qualcosa di diverso da “corsi di tecnica vocale”, eppure sempre di più gli allievi attraverso questa nuova prospettiva stavano facendo i conti con le proprie interferenze, e con il metodo che usavano con se stessi per raggiungere i loro obiettivi, facendo pubblicità ad un potenziale del mio corso che non sapevo neanche esistesse!

Da un anno all’altro i feedback e le recensioni dei miei corsi si sono trasformate in ringraziamenti per grandi percorsi personali fatti nella vita tramite l’evoluzione del suono della voce. Ora sono nel grande studio di questa meravigliosa potenzialità che ha il mio lavoro. Già Anna Garaffa, la mia maestra, che ha scritto uno dei metodi più belli che io abbia mai studiato (Be Voice), mi aveva insegnato quanto lo studio e il lavoro sulla voce porti le persone ad un’evoluzione ed un ascolto di sé senza pari, ora devo ammettere che con l’ingresso di alcuni strumenti del Coaching questo potenziale è esploso.

Sono sempre più appassionata a quello che accade alle persone mentre cercano il loro suono e parallelamente sviluppano la percezione di sé dei propri talenti dei propri potenziali nella vita.

È una lunga ricerca quella che mi aspetta in questo senso e ho tanto ancora da studiare sui metodi e approcci che hanno già sviluppato questa visione.

So che la sessione di Coaching e tutti gli strumenti che la costituiscono dall’interno rimarranno per sempre all’interno delle mie strutture di supporto, e consiglio ad ogni Vocal Trainer di addentrarsi in questo meraviglioso mondo.

C’è ancora tanto da scoprire.

 

Vi prego non studiate tecnica per diventare qualcuno o peggio per “sopravvivere” nel vostro mestiere.

Studiate invece per comprendere chi siete e per poi esserlo fino in fondo.

perché solo la sincerità rende una voce unica, solo la sincerità rende la tecnica perfetta.”

Valentina Buttafarro – Voice Building Diary giugno 2020

 

 

Valentina Buttafarro

Vocologo Artistico, Professional Coach, Docente di Tecnica Vocale, Song Writing e Public Speacking, Ideatrice del Metodo Didattico Voice Building Method

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