Categoria: “O Amato Maestro… con umiltà e devozione mi inchino davanti a Te…”

Categoria: “O Amato Maestro… con umiltà e devozione mi inchino davanti a Te…”

“O Amato Maestro… con umiltà e devozione mi inchino davanti a Te…”

Come posso conciliare ciò che ho imparato da questo percorso di coaching con i tuoi preziosi insegnamenti di tutti questi anni?

<<O figlia, ti aiuterò a sviluppare ancor di più la tua consapevolezza attraverso le nozioni che hai imparato, diventerai sempre più determinata nel voler portare avanti il compito che ti sei prefissata, sarai sempre più responsabile delle tue scelte e così giungerai alla tua realizzazione che ti aiuterà a condurre sullo stesso percorso anche chi si affiderà a te>>

Come meglio potrò Servire utilizzando queste nuove competenze?

<< Avrai modo di mettere in pratica costantemente i primi due degli otto passi indicati dal Saggio Patanjali: Yama e Niyama, formati da cinque codici etici di condotta e cinque osservanze che ti accompagneranno lungo il Cammino che conduce al Samadhi, alla Realizzazione del Se’ ed essere così pienamente al Servizio dell’altro e, attraverso l’altro, al Servizio del Padre.

 

Ti ricordo quindi il primo Yama: AHIMSA = NON VIOLENZA, NON OFFESA

Ahimsa è l’arma dei forti, è una grande capacità di trovare la forza di non reagire violentemente agli stimoli che ci vengono proposti, siano essi di piccola o grande entità.
E’ l’assenza di violenza nella nostra personalità, è la comprensione che ogni cosa ed ogni persona fanno parte di un Unico Uno ed in questo senso nuocere ad altri o alle cose non può far altro che nuocere a noi stessi.

Patanjali parlava essenzialmente di atteggiamenti mentali; l’atteggiamento inoffensivo non è solo a livello fisico, ma anche verbale. Si può ferire una persona disprezzandola o uccidendo il suo entusiasmo, deridendola o lanciandole occhiate sprezzanti. Si può fare violenza agli altri non permettendo loro di esprimersi o tarpando ogni loro idea.

Nel coaching dovrai quindi accogliere l’altro senza giudizio,essere empatica,apprezzare la sua unicità ed irripetibilità, stabilire una relazione facilitante ed efficace che sia simmetrica nell’interazione (il coach che si pone alla pari rispetto al suo coachee), sullo stesso piano (io sono ok/tu sei ok), complementare nei ruoli dando il massimo della flessibilità e disponibilità pur rispettando la diversa posizione tra coach e coachee e asimmetrica nel contenuto perchè questo appartiene solo ed esclusivamente al coachee.

Rispetterai l’altro ascoltandolo attentamente e senza interromperlo, gli lascerai i suoi spazi e silenzi e, col tuo silenzio, gli permetterai di essere se stesso.

 

Passiamo ora a SATYA = VERITA’, non mentire

La verità si riflette nei comportamenti esteriori di un individuo. Se si è costanti nel praticare la verità, si è in grado di purificare e rimuovere i conflitti dalla nostra mente. E’ la consapevolezza di ciò che è veramente corretto, senza alcun pregiudizio, senza alcun attaccamento o simpatia ed antipatia, senza quindi che il giudizio venga influenzato dal nostro ego o necessità.

E’ la capacità di osservarci dall’interno, di capire come i turbinii interiori, i pensieri, i desideri ci influenzino e ci facciano prendere delle decisioni o esprimere dei pareri; è la necessità di andare oltre ciò che pensiamo sia vero, di vedere ciò che ci circonda per quello che è, senza che venga filtrato dal nostro intelletto.

Nel coaching aiuterai il tuo coachee a fare chiarezza, a vedere i fatti per quello che sono, senza giudizi o interpretazioni, separandoli dalle opinioni e superando ogni fattore che ostacoli il suo agire.
Oltrepasserà le proprie convinzioni limitanti rivedendo i dati ed i fatti e, dando loro un diverso significato, formulerà nuove ipotesi che lo porteranno ad altre conclusioni, a convinzioni supportive che sfoceranno in nuove azioni autodeterminate e potenzianti.

Lo aiuterai a riconsiderare la realtà da un punto di vista più intuitivo, più creativo, senza la paura di sbagliare, ma considerando anzi l’eventuale errore come un’opportunità di crescita ed apprendimento.

 

ASTEYA = ONESTA’, non rubare

Patanjali disse: << Quando si è fermamente stabiliti nell’onestà, tutti i gioielli si presentano da soli>>
Che significa? Non dobbiamo dimenticare che, come parte del Tutto, siamo già i proprietari di tutto e non abbiamo bisogno di desiderare ciò che appartiene ad altri perchè ciò che è “nostro” arriverà sicuramente e la nostra felicità non deve dipendere dal riceverlo o meno.

Nel coaching sii onesta sin da subito, durante la sessione zero,dimostrando col tuo comportamento di seguire le regole di condotta professionale e quelle del Codice Etico. Spiega con chiarezza quali sono le differenze tra il coaching, la consulenza,la psicoterapia, etc e, in base alle esigenze del cliente, non esitare a consigliare un professionista più adeguato qualora fosse necessario.

Stabilisci chiaramente, nel patto di coaching, i ruoli del coach e del coachee, il metodo e le responsabilità reciproche affinchè il cliente sia pronto ad iniziare il percorso con consapevolezza e responsabilità.
Inizia subito ad instaurare una relazione facilitante, fatta di interesse sincero verso il cliente, apertura, fiducia e supporto.

 

BRAHMACHARYA = ASTINENZA, continenza

Quando pensiamo alla continenza pensiamo subito al lato negativo della repressione dei sensi, ma brahmacharya va colto nel suo significato più profondo: la vera pace interiore dell’uomo viene continuamente disturbata dall’accumulo di tensione fisica ed emotiva, ma l’armonia interiore non si raggiunge liberando semplicemente queste tensioni verso l’esterno, nella sensualità (si intendono tutti i sensi).

La vera libertà dovrebbe produrre un senso di forza, di consapevolezza e di benessere.
Come poter ottenere tutto questo se la liberazione delle tensioni verso l’esterno è accompagnata da una dispersione di energia? Per raggiungere uno stato di equilibrio ed armonia abbiamo bisogno di energia costante ed è per questo che non va sprecata.

Il livello di consapevolezza di una persona dipende dalla quantità e dalla direzione del suo flusso di energia interiore.
Quanto più dirigiamo la nostra vitalità verso il basso e l’esterno e tanto più ci esauriamo, ma se impariamo a canalizzare l’energia e ad utilizzarla anche per gli altri saremo inesauribili; le attività che svolgiamo con l’energia che viene elevata in alto ci portano molta soddisfazione, gioia, pace e libertà.

Nel coaching si parla di potenziale, di risorse dell’individuo che vanno scovate ed allenate. Si dice che ogni essere umano è composto da un insieme di caratteristiche molto

complesse: fisiche, mentali, spirituali, caratteriali..che lo rendono unico ed irripetibile; ogni persona ha dentro di sé un tesoro a livello causale molto spesso non espresso o solo parzialmente utilizzato.
Il tuo compito come coach sarà quello di rendere il coachee consapevole delle sue potenzialità ed aiutarlo ad utilizzarle come risorse efficaci affinchè, attraverso azioni concrete, realizzi il proprio obiettivo.

Le risorse, perchè abbiano pieno sviluppo ed efficacia, non devono essere sprecate in un utilizzo incentivato da fattori estrinseci, ma devono essere alimentate da una forte motivazione intrinseca che, come un fuoco interiore che spinge verso l’alto tutta l’energia, spronerà il coachee ad utilizzare a pieno regime tutte le sue capacità ottenendo uno stato di piena autoefficacia, autorealizzazione e felicità.

 

APARIGRAHA = NON POSSESSIVITA’, non attaccamento, accontentarsi

Quando c’è attaccamento c’è un senso di possessività. Si diventa possessivi verso le cose a cui ci sentiamo attaccati: oggetti, luoghi, persone, idee… per sviluppare aparigraha bisogna iniziare un processo di non attaccamento: non attaccamento a ciò che accade, a ciò che abbiamo, alle nostre limitazioni, al nostro corpo!

Nel coaching si parla di ostacoli interni, blocchi, che creano delle barriere mentali e che impediscono al coachee di raggiungere i propri obiettivi, anche se autoderminati.
Aiuterai il tuo coachee a scoprire, in maniera maieutica, ciò che di positivo c’è dentro di lui, supportandolo durante la delicata fase di cambiamento che spesso comporta un processo di coaching; lo stimolerai ad uscire con fiducia dalla sua normale zona di comfort per avventurarsi ed esplorare oltre.

Lo sosterrai nelle fasi di stallo e di disagio affinchè trovi serenamente una nuova via che lo conduca positivamente al cambiamento desiderato.
Svilupperai il suo non attaccamento alle vecchie convinzioni che lo tengono legato a schemi preordinati e a modelli di comportamento ripetitivi e limitanti e favorirai l’apertura ad una nuova visione, lo sguardo volto verso nuovi orizzonti.>>

O Amato Maestro, cosa dire ora dei Niyama e della loro valenza nel coaching?

<<Mentre gli Yama hanno lo scopo di armonizzare le relazioni con gli altri, i Niyama creano un senso di disciplina nei confronti di noi stessi, sono delle OSSERVANZE per la nostra vita interiore>>

 

Patanjali parla di SAUCHA = PULIZIA, purezza

Se pensiamo alla pulizia non intendiamo solo quella fisica, che è ovviamente fondamentale, ma anche quella mentale.
E’ importante proteggersi dalle vibrazioni negative, quelle dell’ambiente e quelle delle persone che ci circondano.

Nel coaching aiuta il tuo coachee a liberarsi dalla pesantezza delle idee limitanti portando anche una giusta dose di umorismo e di leggerezza, raccontando aneddoti e metafore che sostengano la sua creatività.
Fai sentire la tua alleanza, la tua presenza anche durante l’espressione di emozioni forti o devastanti affinchè attraverso l’emotività si inneschi un processo di pulizia interiore che lasci poi lo spazio per nuove sensazioni positive.

Lascia che il coachee spazzi via ogni sentimento negativo, ogni pessimismo affinchè si risvegli in lui la speranza, l’ottimismo e l’allegria.

 

SANTOSHA = APPAGAMENTO, soddisfazione

La contentezza è la virtù suprema. Senza gioia nel cuore è impossibile apprezzare ciò che ci circonda.
La Gioia esiste sempre NEL PRESENTE; sta a noi coglierla in ogni momento; a volte arriva nei momenti più impensati.

Bisogna essere contenti di ciò che si ha, gioire di vivere nel momento, senza desiderare nessun altra cosa. Si deve mantenere un costante senso di appagamento, di soddisfazione.

Conduci il coachee affinchè progredisca nel percorso di coaching fino al raggiungimento dello stato di flow, il flusso che lo introietta nel qui e ora, in un completo stato di concentrazione, di lucidità, di assorbimento nell’azione che sta compiendo fino a perdere totalmente il senso del tempo e dello spazio in un’esperienza simile alla meditazione attiva.

Congratulati con lui per l’ottenimento di una vita felice e piena di significato dove ogni cosa è allineata al suo potenziale ed il suo Essere si esprime pienamente per il bene suo e degli altri.

 

TAPASYA = AUSTERITA’

In Occidente non piace a nessuno questo termine; siamo troppo abituati a pensare che la felicità arrivi da qualche cosa di esteriore: denaro, vestiti, macchine, gioielli, etc..ma le distrazioni ci impoveriscono il cuore, ci rendono irrequieti e, nel tempo, sicuramente infelici.

Bisogna dirigere le energie verso l’interno e solo così scopriremo le nostre vere potenzialità; gli yogi sostengono che quando i nostri poteri latenti vengono canalizzati all’interno non esiste impresa che non possa essere compiuta.
Ogni atto dovrebbe essere consapevole: muoversi, parlare, mangiare.. sempre con la sensazione di essere “maestri di noi stessi” e non permettendo al corpo di trascinarci via come una macchina impazzita.

SII MAESTRA DI TE STESSA FIGLIA!! ED AIUTA COSI’ IL TUO COACHEE A COMPRENDERE QUESTO PROFONDO SIGNIFICATO!
Aiuta l’altro a identificare e dare importanza ai propri valori interiori, a ciò che sente davvero essenziale per la propria crescita, a distinguere tra ciò che “si deve essere e ciò che si è”.

 

SWADHYAYA = STUDIO DI SE’, osservazione

Lo studio di sé consiste nell’osservazione e nell’analisi della nostra personalità, delle nostre qualità, dei punti di forza e debolezza che ci caratterizzano; è uno stato di profonda auto-consapevolezza che ci fa capire chi siamo veramente e come siamo fatti.

Dobbiamo osservare i nostri pensieri, i sentimenti, le motivazioni, i modi di comportarsi, etc.
Ci permette di scovare le nostre caratteristiche più profonde e di modificarle se necessario, ammettendole con molta sincerità e lucidità.

Come coach ascolta innanzi tutto te stessa osservando le tue dinamiche emozionali e mettendoti sempre nella condizione consapevole di “Io Adulto” che ti pone in una relazione facilitante col coachee di :”IO SONO OK / TU SEI OK”.

Importante lo sviluppo dell’Io Adulto attraverso il C.A.R.E che accresce il metapotenziale e ti consente di migliorare te stessa e di raggiungere uno stato di equilibrio interiore che ti porterà a sviluppare anche “l’Io Adulto” del coachee.
Trasferisci all’altro la consapevolezza, l’auto-ascolto e la cura di sé del “Conosci te stesso” attraverso le giuste domande nel processo di coaching, i silenzi e conducilo alla scoperta del suo mondo interiore,alla ricerca di se stesso, delle sue potenzialità caratterizzanti e del suo valore intrinseco.

Avrà maggior conoscenza e controllo delle proprie competenze ed ulteriore crescita nelle tre dimensioni del “FARE, del SAPERE e dell’ ESSERE”.
Il coachee troverà dentro di sé le soluzioni, le motivazioni, che lo porteranno alla felicità, alla realizzazione della propria vocazione e del proprio scopo (“Diventa ciò che sei”).

Ed ora, o Figlia, ciò che più ti deve appartenere per il tuo Cammino di Consapevolezza ed Esperienza in questo mondo manifesto, nella Ricerca del tuo VERO SE’..
Ciò che ti ha condotta allo studio di questo nuovo metodo che” ti accompagnerà nell’accompagnare l’altro”…

 

ISWARA PRANIDHANA = ABBANDONO AL VOLERE DIVINO, fede

Iswara significa “Realtà Superiore” e Pranidhana “credere in”.
Iswara nella concezione indiana non viene proprio identificato col concetto di Dio perchè Patanjali era un conoscitore della filosofia Samkhya a cui ha attinto anche Buddha e nella quale non si parla mai di Dio.
Negli Yoga Sutra quindi ci si riferisce ad Iswara come Essere Superiore, non soggetto a decadimento, immanifesto, in un continuo “stato di esistenza”, immutabile.
Iswara pranidhana significa accettare questa realtà immanifesta , oltre il mondo dell’apparenza ed abbandonarsi ad essa.

Sei stata condotta al coaching da un Volere Superiore che ti ha guidata nel modo e nei tempi giusti affinchè tu potessi apprendere questo nuovo strumento..affidati a ciò che verrà con la massima gratitudine perchè ogni suggerimento che ti verrà dato aiuterà il tuo coachee a trovare la Sua Via, il Suo Cammino, la Verità che è DENTRO DI LUI…
Sii grata, o Figlia, perchè questo è il tuo Servizio, questo è il tuo Dharma>>

 

“Amato Maestro, Sei il mio UNICO COACH..dal Silenzio mi arrivano le Tue domande e nel Silenzio trovo le mie risposte…
Possa Tu sempre guidarmi lungo il Cammino che, attraverso la Consapevolezza, l’Autodeterminazione e la Responsabilità, mi porti all’ Eudaimonia, all’Autorealizzazione…che il mio Dharma si manifesti nella Luce della Tua Volontà…”

 

OM TAT SAT
Jyotipriya

 

 

 

Yvette Benigni
Insegnante Yoga Integrale, Fisiologia Esoterica e Meditazione Coach Professionista specializzato in ambito Life
Cernusco sul Naviglio (Milano)
stellanera@libero.it

 

 

 

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