Categoria: SuperC.A.R.E.fragilistichespiralidoso

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SuperC.A.R.E.fragilistichespiralidoso

Introduzione

Fin dall’infanzia durante le vacanze natalizie nella mia famiglia si è creata la tradizione di guardare assieme il film Mary Poppins con una fumante tazza di cioccolata tra le mani e così, anno dopo anno, la figura di Mary Poppins è entrata nella mia testa con inflessibile regolarità e, anche se conosco a memoria ogni scena, sembra incredibile, quasi “magico”, ma ogni volta che rivedo il film colgo qualche nuova sfumatura. Ho visto il film con gli occhi di una bambina, di un’adolescente, di una ragazza, di un genitore, dopo la nascita dei miei figli e quest’anno, quando ormai pensavo di aver individuato tutte le chiavi di lettura, ho visto il film con gli occhi di un Coach …. che splendida sorpresa!
Questa tata che arriva volando per stare con i piccoli Jane e Michael, ma in realtà modifica tutto il sistema familiare esclusivamente con la sua presenza, valorizzando le potenzialità, stimolando la creatività, permettendo a ciascuno di svolgere il proprio ruolo e che “rimane fino a quando non cambia il vento”  è proprio un Coach!

Mary Poppins arriva con una strana borsa in apparenza completamente vuota, ma tra l’incredulità di Jane e Michael estrae un’infinità di oggetti; lo stupore che suscita nei bambini questa situazione apre improvvisamente la strada alla comprensione che “non giudicare mai le cose dal loro aspetto … nemmeno una borsa!”  può allargare la finestra da cui si guarda e far scoprire nuovi orizzonti, punti di vista e possibilità.
Come Mary Poppins nella sua borsa magica è in grado di trovare ciò di cui ha bisogno per stimolare la curiosità dei bambini, così un Coach ha la propria cassetta degli attrezzi da cui attinge competenze, approcci, metodi, strumenti, per accompagnare il Coachee nel suo percorso di evoluzione e di pieno sviluppo del proprio potenziale, allenando, all’interno di una relazione facilitante, le meta potenzialità Consapevolezza, Autodeterminazione, Responsabilità ed Eudaimonia.

E allora che ne dite di dare un’occhiata assieme all’interno della borsa per scoprire gli elementi del Coaching che Mary Poppins utilizza durante il suo percorso di accompagnamento della famiglia Banks?

 

1.Il primo elemento che troviamo nella borsa è: la domanda di Coaching
Come nel Coaching il punto di partenza dell’intervento è la domanda di Coaching, cioè la domanda di aiuto che nasce da una “crisi di autogoverno” del Coachee, costituita dal presente percepito e dal futuro desiderato, anche in Mary Poppins la crisi di autogoverno e il suo superamento diventano il motore della narrazione: la famiglia Banks prende coscienza di essere in difficoltà e si rende conto di avere bisogno di aiuto. Il signor Banks desidera un intervento esterno per ripristinare l’ordine e la disciplina e fa mettere sul Times un annuncio per cercare una nuova tata. Mary Poppins raccoglie le istanze, legge a voce alta la lettera verificando assieme al sig. Banks aspettative e motivazione.
Attraverso domande, riformulazioni e rilanci Mary fa da specchio al sig. Banks e lo porta ad una maggiore focalizzazione e consapevolezza del suo stato attuale e dei suoi obiettivi futuri.
Grazie a questo momento di confronto, raggiungono l’accordo e Mary può iniziare il suo percorso con la famiglia Banks.

 

2. Il secondo elemento che troviamo nella borsa è: la relazione facilitante
Mary Poppins instaura una relazione basata sul reciproco coinvolgimento emotivo, crea nuovi mondi e nuove parole in un grigiore privo di novità e giocosità.  Adatta la sua comunicazione al suo interlocutore: non dimentica mai che parla con i bambini e cerca di raggiungere una comunicazione con profondità emotiva utilizzando le canzoni, la musica ed i giochi, ma vive anche con gli adulti, con i quali riesce a relazionarsi in modo chiaro e diretto, utilizzando domande e riformulazioni per sostenere i loro ragionamenti. E così, ad ogni relazione che instaura, si adegua sempre alle esigenze di comunicazione dell’altro, dimostrando grande empatia e valorizzando l’unicità di ogni persona.
Mary Poppins crea dunque una relazione facilitante mantenendo sempre la posizione relazionale IO sono OK” e “TU sei OK”.
Accoglie i bambini e li accetta così come sono, con i loro caratteri e con i loro tempi, con la loro unicità. Diventa loro alleata, instaura con loro un rapporto di reciproco rispetto, li affianca e  manifesta un atteggiamento positivo “senza se e senza ma” valorizzando le loro potenzialità.
Mary è autenticamente interessata a loro, mostra sincerità e coerenza, è presente durante ogni prova che offra ai bambini la possibilità di comprendere la complessità dell’esistenza.
strong>I bambini si sentono ascoltati, le confidano i loro pensieri e le loro emozioni: il loro diritto a essere unici e irripetibili viene ascoltato e accolto.

 

3.Il terzo elemento che troviamo nella borsa è: work -in e pensiero laterale
Il Coach ha nella sua cassetta degli attrezzi diversi strumenti a disposizione che facilitano lo sviluppo del potenziale; alcuni di essi, i work-in, si basano sull’approccio del pensiero laterale e sono utilizzati per stimolare il Coachee a cambiare prospettiva e trovare percorsi alternativi. Essi danno un supporto ad uno dei compiti principali del Coach, cioè quello di aiutare il Coachee a guadagnare più consapevolezza su se stesso e sul sistema di relazioni in cui si trova stimolando processi, emozioni, sensazioni, convinzioni che possano sviluppare l’autoefficacia e quindi rafforzare la capacità di affrontare situazioni di difficoltà.
E nella borsa di Mary Poppins troviamo i work- in? Certamente!
Mary Poppins propone esperienze per cambiare e far cambiare il punto di vista, per trasformare le cose che sembrano noiose in grandi opportunità di divertimento e crescita; crea un ambiente fisico e mentale adeguato ad ogni situazione utilizzando l’immaginario e calandolo nel reale.
Ogni esperienza vissuta in compagnia di Mary Poppins trasporta i componenti della famiglia Banks in un mondo fantastico e quando tornano nel mondo reale si rendono conto di avere più possibilità di scelta e passano all’azione con maggiore consapevolezza.
Mary Poppins (il cui termine deriva dall’inglese “to pop”, scoppiettare, saltare) stimola il potenziale andando ad attivare tutti i canali in un salto continuo.
Giochi e canti fantastici, viaggi all’interno di disegni realizzati sul marciapiede, parole inventate, balli in compagnia di pinguini, strette di mano a decine di spazzacamini, caccia alla volpe e corsa con i cavalli da giostra, una splendida passeggiata notturna sui tetti di Londra, il tè sul soffitto con lo zio Albert …sono tutte esperienze (work-in) che stimolano la curiosità, fanno utilizzare la fantasia e l’immaginazione per scoprire nuove risorse, permettono di uscire dagli schemi prefissati, affidandosi ad associazioni di idee inedite e riconoscendo le caratteristiche peculiari del proprio sé in rapporto alle persone e alla realtà.
Mary riesce dunque a stimolare il pensiero laterale, proponendo esperienze che permettono di uscire dagli schemi mentali (“Think out of the box”), partendo da un’osservazione da varie angolazioni e punti di vista differenti e introducendo la creatività e l’immaginazione che aiutano a superare i confini limitanti del pensiero verticale “allo scopo di consentire alle informazioni di interagire e generare nuove idee” (De Bono).

 

4.Il quarto elemento che troviamo nella borsa è:”scaldare” le competenze con un poco di zucchero

MARY POPPINS: Molto bene. Il primo gioco si chiama: chi ben comincia è a metà dell’opera.
MICHAEL: Non mi dice niente di buono.
MARY POPPINS: Altrimenti detto: mettiamo in ordine la stanza.
MICHAEL: Te l’ho detto che non c’era da fidarsi.
MARY POPPINS: Vogliamo cominciare?
JANE: È un gioco però, vero, Mary Poppins?
MARY POPPINS: Beh, dipende dal punto di vista. Vedi… In tutto ciò che devi far il lato bello puoi trovar/lo troverai e.… op! / il gioco vien ed ogni compito divien più semplice e seren/dovrai capir che il trucco è tutto qui/Con un poco di zucchero la pillola va giù/basta un poco di zucchero/e la pillola va giù/e tutto brillerà di più.

Mary Poppins coinvolge i bambini nella pulizia della loro stanza evidenziando il lato divertente di un compito altrimenti noioso.
Le parole diventano magiche, perché descrivono in altra forma quello che sta accadendo.
La pillola = la regola da rispettare = il lavoro da eseguire= la stanza da riordinare
Lo zucchero che la fa scendere= l’atteggiamento positivo e costruttivo

L’idea di base è che in ogni attività sia possibile trovare il lato divertente, la motivazione interna che muove e risveglia il potenziale e se lo si trova in un istante tutto diventa un gioco: anche nelle situazioni più complicate e difficili è possibile cogliere un risvolto positivo e soprattutto avere un atteggiamento costruttivo.
Riprendendo l’espressione originale in inglese: “In every job that must be done, there is an element of fun. You find the fun, and – SNAP – the job’s a game!” si entra nella premessa che “in ogni lavoro che deve essere fatto”, esiste “un elemento di divertimento” che attingendo a caratteristiche e passioni personali e facendo leva sulla motivazione interna, porta a “scaldare” le competenze e allinearle al proprio potenziale.
Che bello pensare che, anche con il metodo del Coaching, dentro il Coachee avvenga qualcosa di “magico”, un cambiamento, in una espressione più divertita e serena in cui inizi ad alzare lo sguardo verso il proprio obiettivo caricandosi di nuove risorse.
Lo stimolo delle passioni e del divertimento crea spazio per il cambiamento, fa voltare pagina, indicando la direzione per lo spostamento, dando vita ad un nuovo modo di vedere le cose.

 

5. Il quinto elemento che troviamo nella borsa è: la mobilità del signor Banks

JANE: Mary Poppins ci ha insegnato una parola meravigliosa.
MICHAEL: Supercalifragilistichespiralidoso!
SIG. BANKS: Ma che diamine andate blaterando? Supercali… supercal… o qualunque infernale cosa sia.
JANE: È una cosa che si dice quando non si sa cosa dire.
SIG. BANKS: Io so sempre cosa dire. Andate via per favore
.

Il signor Banks esige austerità, ordine e disciplina da se stesso e dagli altri, ha la convinzione di essere una persona in grado di affrontare ogni situazione in modo razionale, di sapere sempre cosa dire, non c’è spazio per l’immaginazione e l’imprevisto. Il suo lavoro in banca, paragonato nel film ad una gabbia, è metafora della sua chiusura mentale che addirittura gli fa impedire di concedere al figlio di donare due penny per dar da mangiare ai piccioni. Proprio questo rifiuto innesca una serie di eventi che portano alla convocazione del sig. Banks in banca, dove i soci gli comunicano il suo licenziamento con effetto immediato.

SOCIO.: Bene. Ha qualcosa da dire, Banks?
SIG. BANKS: Ecco, signore, si dice che quando non si ha nulla da dire tutto quel che si può dire è.…
SOCIO: Maledizione, Banks! Ho detto: ha qualcosa da dire?
SIG. BANKS: Ah, ah, ah, ah! Una sola parola signore.
SOCIO: Sì.
SIG. BANKS: Supercalifragilistichespiralidoso.

SOCIO: Come?
SIG. BANKS: Supercalifragilistichespiralidoso. Mary Poppins aveva ragione. È straordinario. Ti fa davvero sentir meglio.
SOCIO: Cosa va blaterando? Questa parola non esiste.
SIG. BANKS: Ah, sì, certo che esiste. Una parola con le carte in regola
.

Banks, nel momento in cui viene licenziato, si trova in una situazione di forte difficoltà, non trova le parole, la sua razionalità va in crisi ed ecco che, improvvisamente, accede ad una sua risorsa interna stimolata qualche giorno prima attraverso la parola Supercalifragilistichespiralidoso.

Attingendo alla sua parte più ironica e leggera comprende cosa è davvero importante per lui.

Supercalifragilistichespiralidoso pronunciata in una situazione di crisi, introduce il nonsense nella normalità, facendo scoprire al sig. Banks ciò che ancora non riusciva a vedere. Avviene un capovolgimento della realtà attraverso un vero e proprio processo di presa di coscienza di ciò che conta davvero per lui: la felicità della sua famiglia.

Subito dopo aver preso consapevolezza di queste nuove e inespresse potenzialità, passa immediatamente all’azione e trasforma la risorsa emersa e consapevolizzata, in risorsa agita: il sig. Banks corre a casa, cantando allegramente, utilizza i due penny di Michael per aggiustare l’aquilone e alla mattina seguente va al parco con tutta la famiglia a far volare l’aquilone in una riacquistata serenità.
Affinché avvenisse lo sviluppo del potenziale del sig. Banks è stato dunque necessario un momento di “mobilità”, ovvero uno spostamento a livello cognitivo ed emozionale.
La rigidità che lo contraddistingueva ha lasciato il posto ad una malleabilità di pensiero che considera anche dimensioni immaginarie e il cambiamento è talmente radicale che i bambini stentano persino a riconoscere la voce del padre che li chiama, perché si è colorata di entusiasmo, gioia e leggerezza.

 

6. Il sesto elemento che troviamo nella borsa è: la “meta” posizione di Mary Poppins
Mary Poppins arriva volando, quale migliore metafora per descrivere la sua posizione “meta” che in una sorta di “helicopter view” si eleva dal contesto agito per osservare meglio la situazione, per individuarne i contorni, per cogliere significati nuovi. Come il Coach deve assumere un certo distacco per avere una visione globale della situazione e per evitare l’eccessivo coinvolgimento emotivo che può fargli perdere la neutralità, anche Mary Poppins si pone ad una distanza di sicurezza, parafrasando Campione, né troppo distante da perdere il contatto con la soggettività dell’altro, né troppo vicina da perdersi in lui.
Sin dall’inizio, Mary sa che resterà con la famiglia Banks solo per il tempo in cui vi sarà bisogno di lei. Il suo obiettivo non è quello di restare e diventare parte permanente delle dinamiche familiari, ma è con loro per accompagnarli attraverso un periodo di transizione.
Mary non detta il cambiamento, apre gli occhi su possibilità alternative che la famiglia inghiottita dalla quotidianità non vede.
Fin dal primo giorno sa che se ne andrà quando il vento cambierà, lasciando una nuova armonia e una nuova normalità da affrontare.

 

Conclusione
Credo che si possa considerare il Coaching certamente un metodo per sviluppare le potenzialità dell’individuo, ma anche una visione e uno stile di vita. Nel Coaching possiamo infatti trovare motivazione, autodeterminazione, entusiasmo, ottimismo … tutti elementi che indicano la strada per ottenere benessere ed eudaimonia  e che contribuiscono alla piena realizzazione di sé.

…. il vento nel frattempo è cambiato, grazie alla presenza di Mary Poppins i componenti della famiglia Banks hanno raggiunto una consapevolezza più ampia e una nuova dinamica che permettono di vivere il qui e ora del loro progetto familiare. Ora il loro aquilone può volare alto nel cielo.

 

 

 

Elisa Meneghetti
Formatrice & Senior Recruiter – Coach professionista
Treviso
meneghettielisa@gmail.com

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