TEMET NOSCE: Lo sviluppo della presenza nel Coaching
Sin dalla prima lettura del Codice Etico e delle Competenze richieste da ICF e AICP per poter esercitare la Professione di Coach, ho desiderato approfondire e analizzare il livello evolutivo personale che questa professione richiede. Di fronte ad alcune specifiche come “ Mostra supporto, empatia ed interesse per il cliente” oppure , “Evoca Consapevolezza”, ho sentito forte il richiamo al percorso personale di crescita necessario, affinchè si possa essere un Coach presente e Consapevole. Ed è per questo che ho voluto sviluppare questa tesi sul punto 5 delle nuove Competenze ICF, MANTIENE LA PRESENZA
Definizione: è pienamente consapevole e presente con il cliente, impiegando uno stile aperto, flessibile, centrato e sicuro di sé, divertendomi e studiando le sotto-competenze assemblando un mio personale manuale di riferimento per ognuna di queste specifiche, che credo oltre ad essere complesse da applicare , sono profonde da fare proprie, se non dopo un lavoro intenso e faticoso di crescita personale.
– Rimane concentrato, in osservazione, empatico e in grado di adattarsi al cliente
C.Rogers afferma che ogni persona tende all’autorealizzazione e possiede tutte le capacità e gli strumenti per realizzarla (tra l’altro basta guardare la piramide di Maslow), e le azioni incongruenti ci allontanano dalla nostra naturale attitudine, quindi per tornare a noi stessi individua una triade di atteggiamenti personali da riattivare:
Genuinità/Spontaneità – Accettazione positiva ed incondizionata – Empatia
Anche R.R.Carkhuff (inizialmente allievo di Rogers) ha integrato questo lavoro parlando delle potenzialità:
” Tutti noi, nessuno escluso, siamo nati con le potenzialità per crescere. Se impariamo a mettere in pratica questo potenziale, vivremo una vita d’intensità e di pienezza indicibili. Riusciremo a sviluppare delle risposte di crescita che ci permetteranno di andare ovunque e di fare qualsiasi cosa…”, e aggiungendo le domande, di qui lo sviluppo del Metodo Carkhuff (ECA= Esplorare-Capire-Agire)
– per cambiare o migliorare, i clienti devono agire in modo diverso da quanto fatto in precedenza: agire per muoversi da dove si trovano a dove vogliono essere;
– per riuscire a fare questo devono capire accuratamente i propri obiettivi e come raggiungerli: capire dove si trovano in rapporto a dove desiderano essere;
– per capire questo devono esplorare il loro mondo in maniera esperienziale: capire dove si trovano in rapporto al loro mondo ed alle persone per loro significative.
– Dimostra curiosità durante il processo di coaching
M.Seligman , fondatore della Psicologia Positiva, osserva che dopo anni di lavoro, in fondo…”La Medicina e la Psicologia hanno dato un contributo encomiabile nel rendere le persone infelici un po’ meno infelici”. Quindi la Psicologia Positiva (sperimentale) ha la necessità di:
- Occuparsi delle risorse e delle Potenzialità degli individui, e non soltanto delle patologie, delle carenze, e dei deficit.
- Impegnarsi a sostenere e migliorare i punti di forza delle persone, e non soltanto cercare di riparare i danni.
- Cercare di rendere le vite normali più soddisfacenti, e non soltanto le vite infelici meno infelici.
Ne conseguono le 6 virtù Universali ( High Six) in seguito all’elaborazione ,per la prima volta nella psicologia, di un manuale che classificasse le caratteristiche universali positive degli Esseri Umani :
Giustizia – Umanità – Saggezza – Temperanza – Trascendenza – Coraggio
Le modalità con cui si manifestano queste Virtù le osserviamo dall’individuazione di 24 Potenzialità, tra cui la 1° è la Curiosità dove per Curiosità si intende …” Il desiderio intrinseco di fare nuove esperienze e conoscenze. Attraverso l’attivazione e la ricerca risposte ed opportunità sfidanti..”
Personalmente attiva la mia piena fiducia nell’Essere Umano e mi incuriosisce la modalità che trova per affermare se stesso. Mi mette quindi in un ascolto attivo e incondizionato rispetto a chiunque.
– Gestisce le proprie emozioni per rimanere presente con il cliente
– Dimostra sicurezza nel lavorare con forti emozioni del cliente durante il processo di coaching
Questi 2 punti rappresentano per me il vero fulcro dello sviluppo armonioso della Persona.
Su questo si regge l’impalcatura della mia personale evoluzione come Individuo.
Il riferimento principe di queste due specifiche competenze e senz’altro George Ivanovic Gurdjieff (1872-1949), un mistico Armeno che ha dedicato la sua vita all’evoluzione e al risveglio della Persona, lasciando insegnamenti che richiedono sicuramente disciplina e lavoro.
Rispetto al funzionamento degli individui Gurdjieff ci ha mostrato il suo concetto attraverso la Metafora della Carrozza:

Quando il cocchiere (la mente) è confuso e non sa dove andare, la carrozza (il corpo) viene guidata dai cavalli (le emozioni) che automaticamente la trainano, senza direzione alcuna, mentre il passeggero (l’anima coscienza) dorme. E se la coscienza dorme, quanta consapevolezza possiamo avere di quello che facciamo, diciamo e decidiamo? Invece di solito viviamo secondo la legge dell’accidente. Quello che accade, seguendo la metafora, è l’assopimento del passeggero.
In questo vedo molto evidente il principio di Mobilità che è fondamento del Coaching e la necessità di rompere gli schemi pre-concetti che troviamo in nostre molte convinzioni, in realtà dobbiamo prendere il comando della carrozza, dobbiamo ricordarci chi siamo veramente. Viene così evidenziata l’importanza di essere svegli e presenti a se stessi, e ne usciamo osservando i nostri comportamenti automatici ben radicati nell’inconscio e prova a dare il vero senso di una parola sin troppo abusata Consapevolezza.
– È a suo agio nel lavorare nello spazio del non sapere
“Io so di non sapere” Socrate
“La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere; perché io so di sapere più di te, che pensi di sapere”, soffermatevi a riflettere un momento… Il tema è la differenza tra saggezza e conoscenza…”
Inoltre Socrate dice “Uomo conosci Te stesso”, partendo dal concetto che è impossibile sapere tutto e quindi lo sguardo e rivolto alla ricerca introspettiva che rimane la vera fonte di sapienza degli esseri umani.
Infatti la metodologia Socratica è basata su domande più che su affermazioni e grazie a domande orientate e acute andiamo sulla verticalità dell’esplorazione, cioè andiamo verso no stessi, invece che verso l’esterno.
Questo all’interno del Processo di Coaching apre la strada ad un ascolto attento e allo stesso tempo attivo del nostro coachee, allenando la nostra attitudine ad arrivare vuoti della nostra conoscenza all’incontro con Lui e pronti ad accogliere, la sua Esplorazione, la sua Elaborazione per essere pronti a sostenerlo nella sua Azione.
– Crea o lascia spazio per il silenzio, pause o riflessione
Il Chronos, ovvero un tempo cronologico, misurabile, quantificabile è un tempo sterile, senza sorprese. Non a caso nella mitologia greca Chronos era raffigurato come un gigante, colto nell’atto di mangiare i suoi figli, ossia divora ciò che egli stesso genera.
D’altra parte, il soggetto nell’azione (e non re-azione, per tornare alla Presenza) può interpretare il tempo come Kairòs: il tempo propizio, il tempo opportuno, il tempo che – in ultima analisi – permette quella responsorialità e responsabilità implicata nella vita morale di ciascuno. Sempre nella mitologia greca, Kairòs è raffigurato come un giovane con le ali sulla schiena e ai piedi, che regge una bilancia che egli stesso con un dito disequilibra, con un ciuffo di capelli sulla fronte e la nuca rasata, a indicare la difficoltà ad afferrarlo. Kairòs è un tempo non vuoto, un’opportunità che qualcuno fuori dal tempo ti dona. È l’opportunità di incontrare l’aldilà del tempo nel nostro tempo.
Da Vivere il tempo: Chronos e Kairos di Gaia De Vecchi
Da qui ne ricaviamo il senso del “Qui ed ora” che è l’unico tempo possibile per l’osservazione ed il cambiamento richiesto nel processo di Coaching. Inoltre volge lo sguardo ad una qualità del Tempo, più che alla sua misurazione e l’attenzione è assolutamente rivolta al nostro coachee, se ne ricava una relazione facilitante ed una leggerezza nella funzione di supporto e conseguentemente il contenuto del processo acquisisce spessore e qualità a sua volta.
Emanuele Saponieri
Consulente aziendale – Counselor – Coach Professionista
Bitonto (Ba)
emanuelesaponieri@gmail.com
Bibliografia
Carkhuff,R.R. (1973). A guide for developing helping skills for parents, teachers and counselors
Rogers, C. R. (1951) La Terapia centrata sul cliente
Martin Seligman e Christopher Petterson (2004) Character Strengths and Virtues
G.I.Gurdjieff (1963) Incontri con uomini straordinari
Joe Santangelo (2019) Gurdjieff Viaggio nel mondo dell’anima
Platone Apologia di Socrate
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