Un viaggio… un orizzonte… trovando chi sei
Introduzione
L’immagine di apertura come significato di che cosa possiamo diventare! Un uomo, una donna hanno dentro la forza innata per raggiungere lo stato di felicità e benessere, l’ideale che diventa scelta reale ed azione concreta. Nulla è banale, nulla è migliore di altro quando la consapevolezza della comprensione di quanto grande è il nostro io più profondo, quando viene a bussare alla porta del nostro cuore e della nostra mente, quando risveglia la volontà di trovare una soluzione, quando gli occhi si aprono e facciamo entrare luce.
In queste pagine immagino un breve percorso che è quello che molte persone compiono nella vita, tutti i giorni, in ogni momento, ed è quello che in questo periodo personale sento come strada che porta alla scelta del percorso di coaching, che vedo essere come un viaggio dentro sé stessi, a prescindere dal percorso stesso o dall’obiettivo prefissato.
Il Silenzio come voce alle nostre più intime aspirazioni; ascoltare il silenzio, un ossimoro che è in parte l’essenza dell’inizio del viaggio verso di sé.
Il viaggio verso la consapevolezza
Viaggiare fa aumentare la creatività e fa bene al nostro benessere psicofisico.
È anche aumentare la consapevolezza di sé, soprattutto quando si decide di partire da soli verso qualche meta, vicina o lontana che sia. Questo momento, talvolta pianificato con precisione, talvolta caratterizzato da improvvisazione, ci permette di lasciare la nostra routine alle spalle e dare un po’ di libertà al nostro cervello, troppe volte prigioniero dei ritmi dei nostri giorni. La nostra mente è la chiave di volta che apre lo scrigno delle possibilità e delle priorità della nostra vita. Capita di partire da soli e, durante il periodo trascorso fuori dalla propria abitudinaria esistenza illuminarsi con qualche nuova idea o intuizione. Si aprono nuovi spazi di riflessione che comportano un altro viaggio, stavolta interno. Un viaggio che aiuta ad avere maggiore consapevolezza di noi stessi prendendosi un po’ di tempo per riflettere su cosa vogliamo e quali sono le priorità della nostra esistenza.
L’inquietudine del sé
L’uomo è per sua natura, un animale inquieto e l’inquietudine è, per definizione, uno “stato proprio dell’animo che non trova pace”. Ecco la crisi di autogoverno, un momento che può diventare un’opportunità di crescita passando attraverso il setaccio delle nostre emozioni.
Santi ed eroi della storia provavano grandi inquietudini, San francesco, Martin Luther king per esempio, l’inquietudine è quell’energia che l’uomo accumula e, quando esplode, conduce a grandi cambiamenti di vita. L’inquietudine dell’anima e dello spirito, che ci spingono a guardare oltre, a non fermarci nella ricerca, nella comprensione e del trovare la condizione dello stare bene. E’ in questo momento che percepiamo di dover avere un supporto esterno che ci accompagni nel fare chiarezza, nel guardarsi dentro alla luce di un percorso che inizia e via via ci da maggior chiarezza di dove vogliamo andare e chi vogliamo essere.
La scelta
Il viaggio iniziato è già a buon punto dopo che abbiamo vissuto una tempesta di emozioni, spesso contrastanti e confuse, che ci hanno messo in crisi con noi stessi, magari i nostri ideali, ma che è quella condizione necessaria per iniziare a prendere consapevolezza maggiore sulla necessità e volontà di trovare la strada giusta, non quella degli altri, ma la nostra strada, nella vita, nel lavoro, nelle relazioni, o in qualsiasi altro ambito viviamo.
Scegliamo in ogni momento, anche quando in realtà ci sembra di non scegliere; si dice spesso che anche non scegliere in realtà sia scegliere. Non agire, non dire il proprio pensiero, ha in ogni caso la connotazione di scelta.
È importante ascoltare il proprio cuore, esso conosce la strada che può essere percorsa, ci mette in contatto con noi stessi e si annullano le influenze esterne, è un momento di verità; “…è tutto un equilibrio sopra una follia…”. È una sottile questione di equilibrio tra mente, corpo e spirito. Ricercarla è compiere la scelta di un viaggio verso la verità e verso noi stessi. Da che cosa lo capiremo? Io credo che non vi siano evidenze predominanti, sarà ciò che proviamo e che viviamo che ci farà capire che siamo in una condizione di benessere e di appagamento, che non significa essere senza difficoltà, ma che ci dà la consapevolezza di aver imboccato la via giusta, quella della nostra realizzazione. Anche se la scelta è quasi esclusivamente il frutto di una riflessione profonda e personale, potrebbe essere utile condividerla con le persone fidate, amici e/o famigliari, che in molti casi possono fornire consigli sinceri e costruttivi.
Questo ci permette di acquistare degli elementi nuovi e di aggiungerli agli altri che si stanno valutando, non per raggiungere un compromesso ma per rafforzare la nostra consapevolezza. Per agire è necessario superare ogni paura, dubbio o inibizione, facendo convergere efficacemente le proprie aspirazioni in un piano di azione concreto.
Qualunque sia la scelta fatta, essa non determinerà l’intero corso della vita. Nel caso si cambi idea, si può sempre trovare un modo per rimediare.
La scoperta di sé
“È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola blu, fine della storia, domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo, niente di più”
La vita non è lineare. È un percorso tortuoso che ci spinge avanti e ci rimanda indietro, come le onde dell’oceano. Avere coraggio è una condizione alla quale si deve tendere. Potrebbe essere più faciale a questo punto del viaggio prendere la “pillola blu” come nel film Matrix del 1999, e tornare alla nostra vita come lo era prima. Come scritto in precedenza anche la non scelta diventa una scelta. È come scegliere a quel bivio che a volte si incontra e che in questo caso ci riconduce a ciò che già conosciamo, consci che è questa condizione che all’inizio aveva smosso il nostro spirito attraverso l’ascolto dell’inquietudine. La scoperta del sé significa accedere alla conoscenza del nostro potenziale, significa rendere possibile il cambiamento tanto atteso. A volte rimaniamo sorpresi di quanto è sepolto sotto stratificazioni di anni, a volte si prova paura ma spesso accade che dopo questa nuova spinta di energia il nostro mondo ci appare sotto altre vesti.
È in questo momento che è fondamentale agire per cavalcare l’onda,come un surfista che ne sfrutta l’energia e prende velocità nella zona di maggior potenziale, dietro di lui vi è una situazione statica, di tranquillità ma statica. Davanti a lui una scia di possibilità, che sfruttando l’equilibrio, l’allenamento e la grande forza di volontà possono divenire realtà. Oltre questa zona l’onda si infrange, è qui dove dobbiamo porre l’attenzione, al non essere troppo precipitosi, ad agire con consapevolezza e determinazione. Oltre l’onda vi è il rischio della caduta, ma vale la pena provare, per dare a valore alle fatiche fatte, per dare voce al nostro vivere ed al nostro spirito.
La scoperta è rinnovamento continuo della fiducia verso quanto abbiamo ottenuto, è tenere fede a quanto è la nostra diversità ed unicità. L’ atteggiamento di fiducia nei confronti della vita, nei confronti di sé stessi, nei confronti degli altri. Ogni piccola esperienza, ogni fiore, ogni respiro, ogni pietra, diventano meraviglie da scoprire e assaporare. Una piccola impresa, una prova di determinazione, una prova di fiducia, una prova d’amore. Dentro di noi vivono queste qualità. Fondamentalmente sappiamo di avere queste ed altre risorse, ma a volte serve affrontare una sfida, una prova con noi stessi per sentirle dentro la carne.
L’arrivo…
“Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta (H. Ford)”
L’arrivo è gioia e stupore, celebrare la conquista e sorridere.
Risuona l’eco di quella voce che ho ascoltato…
Finalmente sei nitida e lucente
Ti osservo con stupore e ammirazione
Quando dall’alto vedo scorrere i miei giorni…
Risuoni bellezza e forza
Quando dentro una bottiglia ti gettai in mare
Per allontanare il desiderio di scoprire chi sono…
I giorni sono passati
I freddi inverni arrivati
Ti avevo spento, ti avevo dimenticato…
In una passeggiata sulla sabbia lessi quelle parole
Il mare ti ha riportato a casa
Il tempo ti ha riportato al mio cuore…
In quel momento non potevo più tornare indietro
Ho guardato avanti ed ho sorriso
Eri tornata e ti sentivo…
Federico Vettore
Direttore Operations e Coach Professionista specializzato in Life Coaching
Montagnara (PD)
fede.vettore@libero.it
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