Categoria: Il percorso verso il successo: come il Coaching può trasformare una persona

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potenzialità e risorse

Il percorso verso il successo: come il Coaching può trasformare una persona

Perdersi per ritrovarsi

Siamo davvero disposti a cambiare? Molto più che una questione di possibilità il quesito ci invita a riflettere più onestamente sula nostra volontà, sulla nostra disponibilità e sulla nostra motivazione.
Il tutto ci mette alla prova nella misura in cui ci induce a traghettare oltre il limbo di un’illusione e di uno schema auto-appreso disfunzionale, per andare oltre e accogliere ciò che ha profumo di intuizione e di una nuova visione di sé.

Cambiare, in tal senso, ammette una virtù sempre presente; mi riferisco alla virtu’ del cominciamento che in sé richiama coraggio, audacia e proattività.
Eppure, riuscire a sovrascrivere ciò che siamo stati fino ad un attimo prima presente, passando oltre e sopra gli automatismi appresi nel passato, ci richiama ad alcuni essentials dell’animo umano: mi riferisco al desiderio di cambiare per migliorare sé stessi, la fiducia di poterlo fare, l’impiego di tempo pro-motivo per la scoperta e il riconoscimento delle proprie intime potenzialità e risorse espansive.

Forza vs debolezza

Quando ci sentiamo ormai troppo stretti e affaticati nella sensazione della nostra inadeguatezza, incompletezza, inconcludenza, nella nostra solitudine emotiva ed inerzia apatica che guida le nostre abitudini quotidiane, è tempo di cominciare a fare chiarezza. Tra alcune categorie della metamorfosi umana, rimanendo disposti a cambiarne le valenze funzionali occorre distinguere la vulnerabilità e la fragilità, ciò che consideriamo forza e  debolezza, oltrepassando i vissuti del senso comune e del sempre saputo.

Il Coaching diviene, in tutto questo, uno strumento potente di chiarificazione delle reali motivazioni del cambiamento e dei cardini che possono guidare, differentemente ed in ognuno di noi, i passi per la nostra più autentica trasformazione, verso il miglioramento, verso il successo personale, coerente e concreto.

Siamo abituati a credere che fragile sia colui che può rompersi, cadere, compromettere la sua unità, cedibile di forza.
Molto più che vulnerabile nel senso di attaccabile.
La cosa non esaurisce la mia comprensione; mi piace accogliere invece la definizione dello psichiatra Andreoli quando afferma che la fragilità è un punto di forza all’origine della comprensione dei nostri bisogni e attraverso cui siamo in grado di discernere i nostri limiti dalle nostre potenzialità e risorse più preziose. Richiama inoltre la sensibilità per i nostri sentimenti, porta la riflessione verso il valore del dubbio, della incertezza e del limite, nella ricerca di andare oltre per poter conoscere meglio noi stessi e la nostra relazione con il mondo circostante.

All’interno di un processo di Coaching un Coachee ha dunque l’opportunità di sperimentare tutto questo poiché la rivelazione circa la forza di noi stessi non può che passare obbligatoriamente per la presa di coscienza compassionevole circa la nostra fragilità, senza la quale non ci sarebbe accoglimento, incoraggiamento, comprensione e visione del nostro desiderio di cambiamento.

La nostra fragilità attaccata alla vulnerabilità è ciò che ci rende semplicemente umani e solidali. Ma questa è un’altra storia.

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In esclusiva per INCOACHING®, testo di Simona Rebecchi – Coach professionista diplomata INCOACHING®

1 Comment
  • Guido Comin

    6 Febbraio 2024at13:52 Rispondi

    Ottimo articolo, molto interessante! Alcune parti sembra siano state scritte apposta per me.

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