Categoria: Scuola di Coaching: diventa un Coach professionista con il dialogo maieutico

Categoria: Scuola di Coaching: diventa un Coach professionista con il dialogo maieutico

dialogo maieutico

Scuola di Coaching: diventa un Coach professionista con il dialogo maieutico

Verso ciò che sei

La vita porta con sé un sigillo peculiare: lo sforzo, la fatica di codificare e conciliare armoniosamente autentiche emozioni e pensieri, vita emozionale/affettiva e vita di ragione, e ancora attribuire ad esse una scala di valori, di senso, di priorità che graduano le scelte e qualificano gli atti di responsabilità.

Come voglio essere nel mondo? …ci si domanda pedissequamente.

Spesso ci si narra per incandescenze, slanci ideali, azzardi, ma anche per vulnerabilità, fragilità, debolezze, precarietà, contraddizioni.
Per non parlare delle emozioni che, sappiamo, hanno la capacità di portare fuori dai propri confini saputi, esponendo il soggetto al mondo esterno delle cose e delle persone e con esse il rischio della delusione e dello scarto, delle delusioni, dei sensi di colpa e delle rassegnazioni.
Ne discende una sensazione di smarrimento, di scoramento, di inquietudine, frustrazione/insoddisfazione/ansia.

Come stimola Rilke, esistono però due generi di solitudini a cui l’adulto è richiamato nella sua capacità di discernimento: esiste una solitudine profonda e creativa, il riparo da sé, il riposo, il ricongiungimento, la calma e il tempo che ci si concede per rimettersi in equilibrio e riorientarsi.
Questa solitudine merita di essere rispettata e accolta poiché consente di penetrare in sé stesso per ritrovarsi, il soggetto è infatti sollecitato dalla necessità di riorganizzare le pulsioni in qualcosa di fruttuoso e autentico.
E’ una solitudine che rigenera, che legittima la tristezza, la paura, l’ansia e per questo le attraversa, le oltrepassa.
Di converso, esiste una solitudine che è ripiegamento su sé stessi, fuga da sé, alienazione e oblio, isolamento, in cui il soggetto subisce l’esperienza del vuoto, della mancanza, del fallimento, permette il dilagare dell’angoscia, della insicurezza, lo smarrimento, andando oltre il limite della funzionalita’ delle emozioni.
Si tratta di una solitudine che non esalta le risorse dell’anima ma le sospinge verso il basso, le soffoca, non ammette il volo, la scoperta e la sperimentazione.

Di nuovo la soluzione è una possibilità: agire un dialogo maieutico che nel Coaching vanta già un’attitudine etica ben precisa, ovvero sostenere l’altro nel rimanere in ascolto attivo di sè stesso, per abbracciare delle emozioni il loro vantaggio evolutivo, ovvero stimolarlo in un lavoro introspettivo che lo conduca a chiedersi:

Come ti chiami, emozione che appari? Che dono mi offri? Perché sei giunta ora? In funzione di te, cosa posso permettermi di fare diversamente ora?

 

Self-development

Il passaggio che è evocato attraverso il dialogo maieutico, quale atto di trasformazione interiore, può seguire uno scopo: diventare più forti nell’essere sensibili.
In questo caso si presuppone la fiducia di sentirsi abili, di valore, idonei, adeguati e accettati, e ancora capaci di creare, di costruire, di realizzare sé stessi e di vivere coerentemente con i propri valori di vita.
Ognuno possiede questa capacità: risolvere il tempo della propria storia personale, disambiguare vecchi enigmi, lasciar andare, andare verso e andare oltre.

Per me è sufficiente stare, rimanere, poggiare la corazza e l’arma, permettersi di essere e di muoversi tutto attorno al proprio passato, non più solo per difendersi, fuggire, abbandonare, ma piuttosto per ancorare la radice buona della propria storia personale e respirare un pieno vitale.

È attraverso la dialettica trasformativa agita dal Coach che i passi fatti ritrovano sapore e direzione: il primo gesto di attenzione è lento, segue lo sforzo, il discernimento di valore, poi la quiete e la consapevolezza di aver appreso, accolto, perdonato.
Ogni volta tutto questo è un rilancio, sposta più avanti di un passo e un passo e un passo, così facendo appare un nuovo cammino di senso.
Ecco cosa mi ha insegnato la maieutica del Coaching. Ma questa e’ un’altra storia.

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In esclusiva per INCOACHING®, testo di Simona Rebecchi – Coach professionista diplomata INCOACHING®

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