Categoria: Diventare Coach: scopri il potere del dialogo maieutico nel Coaching

Categoria: Diventare Coach: scopri il potere del dialogo maieutico nel Coaching

dialogo maieutico

Diventare Coach: scopri il potere del dialogo maieutico nel Coaching

Fare il dire

Pensiamoci… È l’arte della maieutica il cardine relazionale delle prassi di Coaching.

Nella comunicazione assertiva che conduce all’intima rivelazione e alla riflessione empatica emerge una caratteristica comune a tutti e a tutte le specie animali e che giustifica la valenza di un duale narrativo: la disposizione ad eludere la solitudine per la reciproca associazione e collaborazione. Il vivere felice è necessariamente un vivere sociale.

Darsi una direzione virtuosa della propria vita implica accettare lo sforzo di mettere in discussione il bagaglio del già saputo per connettersi più profondamente al proprio sé.
Il dialogo maieutico se ne fa strumento principale, permettendo di agire un confronto costruttivo tra riflessione e azione, consapevolezza e responsabilità, certo e instabile, visibile e invisibile, disponibile e potenziale. In questo senso educarsi all’arte della maieutica mi ha insegnato a fermare la velocità di conquista della verità. È l’intensità il valore che più assaporo all’interno di un dialogo maieutico, quella stessa intensità che incontro nel Coachee a fronte della sua necessità di gustare l’esperienza, di differenziare le linee di caos, di chiarificare le nebbie dei tentennamenti, con lo scopo ultimo di potersi trasformare in una impronta unica e speciale.
Le domande che esplorano i limiti degli argomenti sono le mie preferite. Il dialogo maieutico si dimostra così e ogni volta uno spazio polivalente, capace di dare alla luce ciò che scorre latente nei nostri animi, tale per cui la voce segue un sospiro di silenzio per dare vita all’inesplorato di noi stessi.

Parola di Socrate

La prassi non mente…
Il pedagogista Jordi Nomen individua nei seguenti punti gli effetti della partecipazione attiva ad un dialogo maieutico, tale per cui ognuno dovrebbe saperlo gestire o esserne parte come narratore principale:

1. Si lavora con le domande, le risposte giungono di conseguenza.
2. Sperimenti il pensare con attenzione, con dedizione accorta e aperta.
3. Ascolti attivamente riducendo il brusio interiore continuo.
4. Prendi coscienza di ciò che ti accade.
5. Impari ad esprimere correttamente sensazioni, emozioni, sentimenti e pensieri complessi.
6. Ti mette a disagio fare affermazioni astratte e generiche che non portano da nessuna parte.
7. Quando parli scopri aspetti del tuo atteggiamento e dei tuoi scopi comunicativi.
8. Acquisisci sensibilità per la ricerca, il che include concentrazione, pazienza, umiltà
9. Sperimenti le differenze e il polifonico, le molte voci e contraddizioni che ti caratterizzano e che coesistono nella tua ricchezza d’animo.
10. Dai vita a nuove interpretazioni alternative rispetto ai concetti sempre utilizzati.
11. Impari a tenere insieme l’analisi e la sintesi, il parziale e la visione d’insieme.
12. Scopri la ricchezza del tuo potenziale.

Il dialogo maieutico non è che prassi del pensiero caring, come tale capace di apprezzare e soppesare, di dare importanza all’altro, di sollevare la sua unicità, stimolandolo in un impegno attivo, libero, responsabile di pensiero, azione, emozione.
Ma questa è un’altra storia.

Se l’argomento ti interessa, leggi questo articolo.

 

 

In esclusiva per INCOACHING®, testo di Simona Rebecchi – Coach professionista diplomata INCOACHING®

No Comments

Post a Comment

Chiama subito