Categoria: Da potenzialità a risorsa

Categoria: Da potenzialità a risorsa

potenzialità e risorse

Da potenzialità a risorsa

Questione di abitus

Ciò che è prevedibile in un individuo è tutt’altro che scontato. Cresciamo e diveniamo per stratificazioni generate dalle nostre esperienze reali ed emotive.
I mille volti e ruoli, ad un tempo presenti in noi stessi, qualificano la nostra ricchezza; tuttavia, quanto siamo davvero consapevoli circa le nostre caratteristiche intrinseche che danno vita alla nostra unicità?

Primo passo: all’interno del contesto sociale liquido dove i ruoli non sono più così precisi, le competenze non sono settate a priori ma sono utili quelle multidirezionali.
Le stesse professionalità non sono definite ma ammettono evoluzioni in ordine al concetto di life long learning. Allora la creazione del valore di sé segue alcuni caposaldi da allenare e conquistare, quali sono la fiducia, l’autostima, la self-confidence emotiva, la creatività,  la self-education, motivazione e perseveranza.

Se poi il contesto di riflessione si amplifica a quello lavorativo vale una regola d’eccellenza che qualifica la competenza, l’efficienza e il peso qualitativo umano: the knowledge grows in human heads, ergo il principio della consapevolezza e della autodeterminazione nella costruzione dei significati del vivere lavorativo e in generale.

Secondo passo: Ognuno è responsabile della propria realizzazione personale mediante l’attitudine alla conoscenza di sé, al miglioramento continuo e allo sviluppo interiore; per tutto questo serve però un passaggio fondamentale di crescita personale che il Coaching pone come faro di azione e principio di metodo: mi riferisco al passaggio da ciò che in un soggetto è solo potenziale alla sua risorsa, prima consapevolizzata, poi agita. Per Seligman si tratta di partire dall’esplorare 24 potenzialità umane universalmente riconoscibili e 6 virtù umane, definite dalle stesse qualità positive che qualificano ciascuna un punto di forza e una speciale potenza.

 

Oltre il sapere

Bisogna andare oltre il proprio sapere per sentire ed esplorare. Poiché ogni soggetto è portatore di un valore originario e autonomo solo lo svelamento del suo potenziale umano lo conduce alla ricerca di sé, consentendogli di partecipare a una visione più attiva, ottimistica, sensibile e amplificata della vita. Il tutto nel rispetto della sua integrità, un’unità che qualifica l’essere umano per saper fare, saper essere e saper divenire.

Ne discende un incremento della percezione, la possibilità di passare dall’istinto alla intuizione, di coinvolgersi nel movimento della vita attribuendo ogni volta senso e significato alla propria esperienza, mantenendo più spesso l’orientamento quando il soggetto si riconosce radicato e consapevole della propria essenza e forza interiore.

Nel momento in cui il Coaching supporta il Coachee nell’idea di sé stesso, in chiave vocazionale, per la conquista del suo benessere psicologico, apre la via al dato fondamentale della esistenza: quale senso e direzione dare alla mia vita?

 

Parola di Aristotele

Gli antichi non hanno dubbi al riguardo: “ogni seme possiede già dentro la pianta in potenza. Essa vive latente, inespressa e silenziosa, attende…  Infatti, le attitudini pretendono di essere sfruttate e cessano di protestare soltanto quando vengono adoperate in maniera sufficiente.
Le capacità sono infatti bisogni e sono anche valori intrinsechi”. In quest’ottica il non essere ancora non si contrappone all’essere, semplicemente comunica un campo di possibilità non ancora esplorate, svelate, messe in movimento. Se per metafora degli antichi la pianta è un seme in atto, la potenzialità umana è una facoltà che ancora non si traduce, che rimane sullo sfondo, a volte trascurata, a volte negata.
Invece il potere è una potenzialità in atto, una possibilità di agire che si manifesta come tratto del carattere utile ad instaurare un rapporto attivo con la realtà che ci circonda.

Allenare le potenzialità, portarle alla loro massima espressione perché possano configurarsi quali risorse stabili per il Coachee, significa allora attivare nel soggetto coinvolto una pratica di cura di sé, di conoscenza e di consapevolezza che guarda alla sua crescita autentica e felice. Una felicità che esce dal senso comune, per abbracciare quello che il filosofo Mancuso pone all’attenzione: “felice deriva da feo, cioè, produco e fecondo.
Ciò implica che la felicità non è solo il risultato emozionale di qualcosa di bello e piacevole che ci accade ma è qualcosa di più importante: è il risultato delle nostre azioni migliori, quelle tramite cui noi generiamo, produciamo, creiamo e sviluppiamo. Essere felici non è il risultato di effetti positivi provenienti dall’esterno di noi ma il risultato delle nostre migliori azioni e delle nostre migliori energie su noi stessi, attraverso un esercizio intenzionale sempre vivo”.

 

Ciò che il Coaching sa fare

Un allenamento delle potenzialità, affinché il Coachee possa prendersi la responsabilità della sua evoluzione, presuppone le seguenti azioni principali:

1. Portarlo alla consapevolezza del proprio potenziale nascosto;

2. Stimolarlo nell’utilizzo delle sue potenzialità attraverso esercizi ripetuti e continui;

3. Allenarlo mediante l’utilizzo delle potenzialità in ogni ambito e opportunità che lo consentano;

4. Condurlo all’interno di un processo di mobilità che gli consenta di passare da uno stato di incompetenza inconscia a quello di competenza inconscia, tale per cui il soggetto vive sé stesso in modo integrato, coerente, armonico e autentico;

5. Sostenerlo nella propria motivazione intrinseca e nell’esercizio intenzionale dei propri talenti;

Il tutto si traduce in ex-ducere, portare alla luce ciò che rimaneva inespresso: l’arte di un Coaching eccellente risiede anche in questo ovvero saper riconoscere nell’altro la presenza di un’assenza viva e fremente che attende solo di essere scoperto, messo in movimento e acceso alla vita.

Per approfondire l’argomento, ti consigliamo la lettura del nostri articoli Il percorso verso il successo: come il Coaching può trasformare una personaeCoaching di successo: come implementarlo

 

In esclusiva per INCOACHING®, testo di Simona Rebecchi – Coach professionista diplomata INCOACHING®

No Comments

Post a Comment

Chiama subito